Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “libro”

«Je suis N». I martiri nazareni d’oriente e noi

Quando i combattenti dello Stato Islamico arrivarono al nord dell’Iraq cominciarono a segnare le case di cristiani e le loro chiese con la lettera نnoun» in arabo che corrisponde alla «N» italiana). Questa semplice lettera era essa stessa un’accusa dalle terribili conseguenze; essa dichiarava che gli occupanti di quel di quel luogo erano dei “Nazareni”, ossia delle persone che seguivano Gesù di Nazareth e non i precetti dell’Islam.
Questa stigmatizzazione all’interno di una comunità dominata da musulmani radicali ha immediatamente portato a un cambiamento radicale nelle loro vite, un cambiamento che ha anche colpito la loro identità. Per questo N era allo stesso tempo un ultimatum che afferma: «Se ti converti all’Islam o paghi la tassa, puoi mantenere ciò che ti appartiene e stare qui. Altrimenti, parti o morirai».

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Il “Manuale del Sacrista”: ovvero come vivere lo Shemà in Sacrestia

A mo’ di “captaptio benevolentie”
Ogni sagrestano (o sacrista) ha i suoi segreti. Custode dei luoghi e degli oggetti più sacri di ogni parrocchia, il sagrestano si aggira per la chiesa con la sicurezza e l’autorità chi si sposta da una stanza all’altra della sua casa, tenendo sotto controllo ogni cosa, vigilando su chi va e su chi viene, su ciò che entra e ciò che esce, consapevole del suo ruolo di “guardiano” delle cose sacre, come buon servitore del parroco, ma prima di tutto, di Dio padrone di casa, sempre presente e degno del maggiore onore e rispetto. Dietro ogni celebrazione ben riuscita (dal punto di vista liturgico) c’è la mano del sagrestano che provvede all’allestimento della sacrestia, della credenza, dell’ambone e dell’altare. Un servizio prezioso, antico com’è antica la liturgia della Chiesa che da sempre si è servita di uomini dedicati a questo servizio essenziale, discreto, spesso faticoso e poco riconosciuto. Il buon sagrestano, infatti, lavora nell’ombra, si adopera prima e dopo le funzioni liturgiche, durante le liturgie scompare solo apparentemente, perché la sua presenza dietro le quinte è essenziale durante la celebrazione non solo per intervenire in determinati momenti (accendere/spegnere microfoni o luci al tempo opportuno) ma anche in caso di emergenze o intoppi di ogni sorta (se qualcosa non funziona o non si trova…). Spesso considerato secondario rispetto ai carismi o ministeri più blasonati ed di ruolo liturgico (basti pensare ai canto, ai lettori o agli accoliti), il sagrestano ricopre un ruolo prezioso, per questo un buon sagrestano, rispettoso, discreto, attento e preciso, ricco di spirito di servizio, è un fiore all’occhiello per una parrocchia e il suo parroco.

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Finalmente in Italia Rod Dreher, autore de “L’Opzione Benedetto”

«Ho scritto L’Opzione Benedetto per svegliare la Chiesa ed incoraggiarla ad agire per rafforzarsi, finché è ancora in tempo. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo tornare alla radice della nostra fede…»

Arriva finalmente in Italia Rod Dreher il giornalista statunitense autore del best seller internazionale The Benedict Option (35mila copie vendute negli USA), un libro definito dal NYT «The most discussed and most important religious book of the decade». Il libro è stato tradotto e pubblicato in Italia dalle Edizioni San Paolo (L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano, San Paolo 2018, pp. 352, € 25,00).

Dopo aver girato gli Stati Uniti e la Francia, l’autore – giornalista ortodosso conservatore – arriva in Italia (dal 9 al 17 settembre) per parlare ancora della sua “Opzione Benedetto”. Tra i vari appuntamenti che l’editore ha organizzato nel nostro paese (qui il programma delle conferenze italiane), il 10 settembre Dreher sarà al Teatro Piccolo Eliseo di Roma (ore 19,00) dove si confronterà col giornalista Giuliano Ferrara, fondatore del quotidiano Il Foglio, e con Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano. L’incontro ha un titolo programmatico: «Nel mondo ma non del Mondo. La fede nell’epoca post-cristiana e l’Opzione Benedetto». Continua a leggere…

Non è te che aspettavo: il libro che non mi aspettavo di leggere (e che ora vi consiglio)

INTRO

Negli ultimi anni il mio rapporto personale con le biblioteche comunali è radicalmente cambiato. Dalle lunghe ore di studio per preparare gli esami di maturità o quelli di filosofia di decine di anni fa, alle ben più brevi visite di oggi, nei reparti di libri per bambini per accompagnare i miei due “grandi” mentre la piccola esplora l’ambiente sul tappeto. Va detto che, normalmente, a portare i bimbi in biblioteca è mia moglie ma quando mi capita di poter accompagnarli, il tempo per soddisfare la mia curiosità tra gli scaffali è ridotto a zero preso tra continui “papà-guarda-questo-libro”, bisogni di acqua o di bagno e richiami al silenzio generale. Nonostante ciò capita che qualche libro riesca a carpire la mia attenzione in qualche modo, spesso nel tragitto tra la zona bimbi e la cassa mentre portiamo i libri scelti e quelli da restituire alle signore della biblioteca: un tragitto che percorro volutamente a rilento per cercare di scovare qualche cosa di interessante nella colonnina delle novità sempre aggiornata e ben fornita. E’ che così che qualche giorno fa l’occhio mi è caduto su un corposo libro intitolato “Non è te che aspettavo” che presentava in copertina il disegno di un uomo sull’uscio di una cameretta mentre osserva perplesso una culla per neonati. L’ho preso mentre ripetevo tra me e me “solo per guardarlo, solo per guardarlo” (cerco infatti di combattere l’istinto di prendere in affitto libri che non leggerò per mancanza di tempo, destinati a passare un mese nello scaffale di casa o sul comodino come è successo di recente con un “Sei personaggi in cerca di autore” di Pirandello, restituito dopo aver letto l’introduzione). “Solo per guardarlo…” ma il libro finì affittato, letto e recensito. [Che poi nella mia personale lista di libri per l’estate accuratamente segnata su una nota del cellulare c’erano già troppi libri per aggiungerne un altro… questo per dire – parafrasando il titolo – che non era il libro, o il tipo di libro – che mi aspettavo di leggere quest’estate]. Continua a leggere…

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