Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “libro”

Finalmente in Italia Rod Dreher, autore de “L’Opzione Benedetto”

«Ho scritto L’Opzione Benedetto per svegliare la Chiesa ed incoraggiarla ad agire per rafforzarsi, finché è ancora in tempo. Se vogliamo sopravvivere dobbiamo tornare alla radice della nostra fede…»

Arriva finalmente in Italia Rod Dreher il giornalista statunitense autore del best seller internazionale The Benedict Option (35mila copie vendute negli USA), un libro definito dal NYT «The most discussed and most important religious book of the decade». Il libro è stato tradotto e pubblicato in Italia dalle Edizioni San Paolo (L’Opzione Benedetto. Una strategia per i cristiani in un mondo post-cristiano, San Paolo 2018, pp. 352, € 25,00).

Dopo aver girato gli Stati Uniti e la Francia, l’autore – giornalista ortodosso conservatore – arriva in Italia (dal 9 al 17 settembre) per parlare ancora della sua “Opzione Benedetto”. Tra i vari appuntamenti che l’editore ha organizzato nel nostro paese (qui il programma delle conferenze italiane), il 10 settembre Dreher sarà al Teatro Piccolo Eliseo di Roma (ore 19,00) dove si confronterà col giornalista Giuliano Ferrara, fondatore del quotidiano Il Foglio, e con Giovanni Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano. L’incontro ha un titolo programmatico: «Nel mondo ma non del Mondo. La fede nell’epoca post-cristiana e l’Opzione Benedetto». Continua a leggere…

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Non è te che aspettavo: il libro che non mi aspettavo di leggere (e che ora vi consiglio)

INTRO

Negli ultimi anni il mio rapporto personale con le biblioteche comunali è radicalmente cambiato. Dalle lunghe ore di studio per preparare gli esami di maturità o quelli di filosofia di decine di anni fa, alle ben più brevi visite di oggi, nei reparti di libri per bambini per accompagnare i miei due “grandi” mentre la piccola esplora l’ambiente sul tappeto. Va detto che, normalmente, a portare i bimbi in biblioteca è mia moglie ma quando mi capita di poter accompagnarli, il tempo per soddisfare la mia curiosità tra gli scaffali è ridotto a zero preso tra continui “papà-guarda-questo-libro”, bisogni di acqua o di bagno e richiami al silenzio generale. Nonostante ciò capita che qualche libro riesca a carpire la mia attenzione in qualche modo, spesso nel tragitto tra la zona bimbi e la cassa mentre portiamo i libri scelti e quelli da restituire alle signore della biblioteca: un tragitto che percorro volutamente a rilento per cercare di scovare qualche cosa di interessante nella colonnina delle novità sempre aggiornata e ben fornita. E’ che così che qualche giorno fa l’occhio mi è caduto su un corposo libro intitolato “Non è te che aspettavo” che presentava in copertina il disegno di un uomo sull’uscio di una cameretta mentre osserva perplesso una culla per neonati. L’ho preso mentre ripetevo tra me e me “solo per guardarlo, solo per guardarlo” (cerco infatti di combattere l’istinto di prendere in affitto libri che non leggerò per mancanza di tempo, destinati a passare un mese nello scaffale di casa o sul comodino come è successo di recente con un “Sei personaggi in cerca di autore” di Pirandello, restituito dopo aver letto l’introduzione). “Solo per guardarlo…” ma il libro finì affittato, letto e recensito. [Che poi nella mia personale lista di libri per l’estate accuratamente segnata su una nota del cellulare c’erano già troppi libri per aggiungerne un altro… questo per dire – parafrasando il titolo – che non era il libro, o il tipo di libro – che mi aspettavo di leggere quest’estate]. Continua a leggere…

Il papa e il ministro: divisi da un bus, uniti (dicono) da un libro

In un tempo di confusione e dubbi (o meglio di dubia) contribuire ad aumentare dissidi e contrasti non si può dire che sia un’opera di misericordia. Piuttosto la cosa migliore da fare sarebbe allentare la tensione e cercare di fare chiarezza, o per lo meno, cercare di non gettare alcool sul fuoco. Eppure qualcuno questo concetto, che sembra chiaro e semplice, sembra non capirlo. Ma facciamo un passo indietro e partiamo da lontano. Continua a leggere…

La formazione (estiva) della coscienza

Lo dicevano i filosofi nell’antica Grecia, lo sostenevano i romani e lo afferma tutt’ora chi – più di ogni altro – ne ha raccolto la preziosa eredità, ossia la tradizione cristiana: tra i compiti più alti affidati ad ogni uomo c’è quello della cura dell’anima. Socrate ha speso la vita per diffondere questo messaggio, per lui era qualcosa di più che un semplice slogan da sfoggiare nei migliori caffé dell’Agorá. In fondo curare l’anima vuol dire volere bene a se stessi, aver cura di sé, della propria formazione e – in ultima istanza – della propria salvezza. Vuol dire formare la propria coscienza per tenerla pronta e sveglia nel momento del bisogno. Eh sì, ne avremo bisogno e sarà necessaria averla ben formata e attenta a ciò che realmente conta, capace di riconoscere e distinguere il bene e il male e di orientare verso la giustizia e la verità. Continua a leggere…

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