Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per la categoria “Uncategorized”

Libro “Tommaso Moro” in offerta

Cari amici,
In occasione del Natale ho deciso di proporre il mio libro “Tommaso Moro. La luce della coscienza” ad un prezzo speciale, scontato del 20% (18,00 € con contributo di 2€ per la spedizioni a domicilio).

Viste le limitazioni a cui siamo costretti in questo anno così particolare, non è stato possibile organizzare una presentazione del libro come era previsto, ho dunque pensato fosse utile offrire lo sconto a chi volesse leggerlo o regalarlo in questo tempo.

Continua a leggere…

Utero in affitto. Parroco risponde a Ricky Martin: “Non piegare la verità ai capricci”

Torna a far parlare di sé il cantante portoricano Ricky Martin, classe 1971, uno degli artisti musicali più celebri al mondo. Ancora una volta non sono le sue notevoli doti canore o le sue eccellenti performance da ballerino, coi quali si è guadagnato l’apice della fama internazionale, a riportarlo sulle prime pagine dei giornali di tutto il pianeta ma la sua vita privata.

Intervistato dal quotidiano spagnolo El País, Martin ha raccontato la situazione personale e familiare durante l’emergenza sanitaria: la brusca interruzione dei concerti, l’incredulità per il diffondersi della pandemia, l’ansia e la paura del contagio che lo ha portato alla depressione e la pesante responsabilità come padre e unica persona ad uscire di casa. Ma la domanda più scottante dell’intervista, quella sull’utero in affitto, ha dato modo al cantante portoricano per far mostra della sua sfrontatezza nel voler paragonare la Vergine Maria alle donne che affittano (o prestano, come preferisce affermare il cantante) il loro utero su richiesta di terzi.

Continua a leggere…

Habemus puellam. Benvenuta Margherita!

Il 30 maggio 2020 alle 21,22 (ora italiana) il razzo Falcon 9 con la capsula Dragon di Elon Musk viene lanciato nello spazio con a bordo due astronauti. Sette minuti dopo sbarcava sulla terra la piccola Margherita, accolta dalla mamma e dal papà in mascherina arrivato una manciata di minuti prima in sala parto. “Sembra venire da un altro pianeta” ha affermato (giuro!) una delle ostetriche dell’ospedale contemplando la creatura, che grazie a un parto rapidissimo (è la quarta e questo aiuta) non presentava i segni fisici del sofferto passaggio dal buio della placenta alla luce. Finiti i dolori del travaglio, a farsi sentire è stata la nuova nata, con brevi e intermittenti pianti coi quali ha certificato la sua presenza prima di accomodarsi pacifica tra le  braccia della madre a cui si è attaccata per recuperare quella simbiosi che le ha dato la vita biologica. Un dono di Dio, Margherita, come tutti i neonati, come ogni nuova vita.

La nostra quarta era attesa per giugno, ma ha scelto di anticipare di qualche giorno la sua “fase due” e di interrompere la sua personale quarantena per nascere nel giorno (sabato) e nel mese (maggio) dedicati alla Vergine Maria. L’ultimo sabato del mese di Maggio.

È nata alla vigilia di Pentecoste, liturgicamente nel giorno di Pentecoste, giorno memorabile in cui Dio ha compiuto la promessa fatta dal suo Figlio ai discepoli prima di lasciarli: “Non vi lascerò orfani”, “il Padre vi manderà lo Spirito Consolatore”.

E se ha preferito arrivare nel ultimo giorno utile del tempo di Pasqua, nel giorno solenne della Pentecoste, piuttosto che condividere il suo compleanno con la Repubblica Italiana (che di fatto si aspettava per il due giugno, data niente male per assicurarsi a vita un compleanno in giorno festivo, perlopiù in estate) non credo sia stato per spirito di polemica, come mi ha suggerito oggi una cara amica, ma piuttosto per quello “Spirito di sapienza e di intelligenza” che (ad avercene) sembra averla già invasa per la felice coincidenza liturgica.

Ad ogni modo non si può dire che il santo protettore toccatole in sorte sia privo di vena polemica e di spirito di contraddizione perché il fatto che una bimba nasca nel giorno di una certa Jeanne d’Arc, può celare misteriosi presagi. E questo ci può far solo piacere. Intrepido coraggio, valorosa guerriera, amante della patria, della giustizia e della verità, follemente obbediente a Dio anche a costo di inimicarsi gli uomini più potenti della Francia… Insomma, la carismatica giovinetta d’Orléans fu una donna con gli attributi, che pagò con la vita (bruciata come una strega eretica e blasfema) la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa rinunciando ad ogni compromesso col male. Una santa politicamente scorretta, che oggi – in pieno regime di dialogo, rispetto umano e gentilezza – verrebbe stigmatizzata come pericolosa sovranista, becera tradizionalista e irrimediabile guerrafondaia. Dovesse tornare oggi non sarebbe certo elogiata e indicata come esempio per la nostra gioventù (come le coetanee Greta, Aisha o come una qualsiasi sardina…), ma tornerebbe  sentirsi gridare “ammorte l’eretica”, “ammorte la scismatica” ma anche – perché no – “Ammorte medievale!”. Eppure è lì, tra i santi, al 30 maggio, giorno in cui morì nel 1431. Augurabile ereditare la sua fede e il suo carattere, com’è augurabile una sorte più benevola.

Il nome Giovanna non era affatto contemplato, ma di certo il suo significato – dono di Dio – è stata la prima cosa che ho pensato e detto nel vederla. Immeritato.

Il nome della bimba è Margherita, che significa “perla”, e qui si apre un capitolo a parte. C’è la più famosa Margherita Alacoque (per restare in Francia), che dal monastero della Visitazione (31 maggio!) di Paray-le-Monial diffuse la devozione al Sacro Cuore di Gesù. C’è poi l’italiana Margherita da Cortona: una vita all’insegna della carità e di penitenza in riparazione dei peccati giovanili. Poi (grazie Wikipedia) ci sono: santa Margherita di Scozia, santa Marguerite Bourgeoys, santa Margherita d’Ungheria, santa Margherita Clitherow, beata Margherita di Porta Castello, santa Margherita da Cesolo, santa Margherita Ward, santa Margherita di Lorena, santa Margherita di Antiochia (venerata come patrona a Montefiascone, Viterbo, dove si conservano le reliquie) e numerose beate Margherita… Non tutti sanno, infine, che il vero nome di Santa Rita da Cascia è Margherita Liotti. Dunque anche la santa di Cascia è da annoverare nel numero delle sante che portano il nome di Margherita.

A me è cara una Margherita che santa non è (ne beata), ma che visse all’ombra e al servizio di uno dei più noti e grandi santi della storia del regno d’Inghilterra: l’amico Tommaso Moro a cui ho dedicato alcuni anni di studio fino e col quale ho stretto un particolare legame di amicizia spirituale. La figlia Margaret fu per Tommaso – oltre che un’eccellente alunna – la confidente più sincera e un sostegno prezioso nei giorni bui della prigionia, mentre si tesseva la trama per la definitiva condanna dell’ex consigliere del re.

Non sto dicendo che la piccola Margherita si aggiungerà al numero di “madonne”, così come oggi la piccola Maddalena che la precede in famiglia, dall’alto dei suoi due anni, ha chiamato due suore che passeggiavano mangiando un gelato (che se fossero di clausura sarebbero ree di violazione di due o tre lockdown in un colpo solo): “Papà guarda quelle madonne!”. Ma di certo la piccola ha dimostrato di avere più di una ragione per dirsi benedetta da Dio.

Messe proibite interrotte e cortei rossi. Confusione tra comici, preti, politici e partigiani.

Le notizie vanno ormai prese “con le pinze”. I giornalisti hanno lavorato sodo per distruggere quell’aura di infallibilità e di credibilità che sembrava caratterizzare il giornalismo. Oggi giorno “lo ha detto il giornale” ha un grado di verosimiglianza paragonabile a “l’ho ascoltato al bar”. E siccome i bar sono chiusi e i giornali, al contrario sono molto attivi, non ci resta che barcollare nel buio pesto del mondo dell’informazione italiana.

Detto questo, in questo tempo di pandemia da coronavirus tutto diventa più confuso e complicato, non solo a causa di una malattia che la scienza non riesce a curare o a prevenire, ma anche a causa di una gestione politica della situazione a dir poco caotica. La seconda dipende dalla prima ma sicuramente ai normali cittadini non riesce facile da capire cosa possono e cosa non possono fare. Si può andare a fare la spesa, ma non si può tornare a casa con una bottiglia di vino. Si può andare in farmacia, ma non accompagnati dalla moglie. Si può andare in chiesa ad accendere un cero ma non se inizia una Messa. Così il parroco può aprire la sua chiesa al pubblico ma dovrà chiuderla se vuole celebrare l’Eucaristia… 

Continua a leggere…

Perù. Deposto il vescovo spagnolo inviso alla Teologia della Liberazione. La lettera dal Vaticano poche ore prima della Veglia di Pasqua

La notizia è arrivata negli uffici del vescovo poche ore prima della Veglia Pasquale – momento liturgico più importante dell’anno liturgico per i fedeli cattolici di tutto il mondo – e in piena pandemia da Coronavirus, tempo di dolore e di incertezza per tutto il mondo. Papa Francesco ha nominato un nuovo vescovo dichiarando la diocesi di El Callao (Perù) “sede vacante”. Così è stato “deposto” il vescovo spagnolo, nato a Madrid nel 1950, mons. José Luis del Palacio che ha guidato la diocesi negli ultimi otto anni. Il Santo Padre ha nominato Amministratore Apostolico “sede vacante”, della Diocesi di Callao S.E. Mons. Robert Francis Prevost, O.S.A., Vescovo di Chiclayo.

La notizia è stata pubblicata ufficialmente il 15 di aprile sul bollettino della Santa Sede, nella sezione “Rinunce e nomine”, dove si legge «Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Callao (Perú), presentata da S.E. Mons. José Luis del Palacio y Pérez-Medel)». Tuttavia non sembra che il vescovo spagnolo abbia rinunciato di sua spontanea volontà alla guida della Diocesi peruviana. Lo stesso giorno l’arcivescovo ha pubblicato un video messaggio di congedo indicando che per volontà del Papa, «arriverà un nuovo vescovo che guiderà la diocesi».

Continua a leggere…

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: