Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “gender”

Proibito pregare a scuola? Ora però spiegatelo ai bambini (e anche a noi)

In Siria le statue vengono distrutte e i cristiani decapitati. In Cina le croci vengono rimosse, le immagini di Gesù vietate e i cristiani privati dei “sussidi” statali. In Italia le statue, le croci, le preghiere e le canzoni religiose vengono vietate e i cristiani zittiti.

In Siria opera l’Isis lo fa per odio religioso contro gli infedeli. In Cina domina il Partito Comunista ed è l’ideologia marxista che permette un solo culto e annulla le libertà. In Italia si adopera il laicismo spinto dal “politicamente corretto” assieme al mantra dell’integrazione. Continua a leggere…

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Il papa e il ministro: divisi da un bus, uniti (dicono) da un libro

In un tempo di confusione e dubbi (o meglio di dubia) contribuire ad aumentare dissidi e contrasti non si può dire che sia un’opera di misericordia. Piuttosto la cosa migliore da fare sarebbe allentare la tensione e cercare di fare chiarezza, o per lo meno, cercare di non gettare alcool sul fuoco. Eppure qualcuno questo concetto, che sembra chiaro e semplice, sembra non capirlo. Ma facciamo un passo indietro e partiamo da lontano. Continua a leggere…

Vescovi di Panama contro il gender: “Difendere la famiglia non è discriminare” (Comunicato della CEP)

Dal 3 a 7 de luglio i vescovi della Conferenza Episcopale Panamense (CEP) si sono riuniti in Assemblea Plenaria per discutere diversi argomenti. In cima all’agenda l’organizzazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù – prevista per il 2019 – che papa Francesco ha voluto affidare al piccolo paese centroamericano. «Con molta gioia e grande impegno, nel nostro paese già stiamo vivendo la GMG» un evento che – affermano i vescovi – rappresenta una «opportunità per arricchire il nostro paese». «E’ necessario risvegliare la gioia per diventare annunciatori del Vangelo nel mondo dei giovani, e che tutte le parrocchie aprano spazi dove i giovani del nostro tempo trovino risposte alle loro grandi sfide».

Nel comunicato della CEP emerge, tra gli altri argomenti, un tema di cruciale importanza per i vescovi panamensi, quello della difesa della famiglia e della vita di fronte alle minacce esterne, in particolare alla diffusione dell’ideologia gender. Di questa preoccupazione, i vescovi di Panama avevano già messo al corrente papa Francesco durante la loro recente visita Ad Limina Apostolorum (giugno 2017). In quella occasione l’arcivescovo della capitale, mons. Ulloa, definì la cultura gender una «ideologia demoniaca sta aggredendo la nostra realtà sociale». Nel documento pubblicato all’indomani della Assemblea Plenaria i vescovi hanno dedicato ampio spazio questo argomento in un paragrafo intitolato «La difesa della famiglia non è discriminazione» che proponiamo qui in traduzione italiana. Continua a leggere…

Spagna: Polemica contro la natura: quando la verità diventa “illegale”

bus-madridUn bus con un messaggio rivoluzionario

«I bambini hanno il pene. Le bambine la vagina. Non ti far ingannare. Se nasci uomo sei un uomo, se nasci donna lo continuerai a essere». Non ci sarebbe nulla da eccepire nel leggere questa frase, ma in questi giorni un paese intero, la Spagna, è infuocato da un’aspra polemica proprio a causa di queste dichiarazioni tutt’altro che sconvolgenti. La scritta è apparsa su un pullman arancione che lunedì ha iniziato a girare per le strade di Madrid e che era previsto approdasse in diverse città della penisola. Ma il bus è stato immediatamente fermato dalle autorità per incitazione all’odio!

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L’affaire-Gentiloni: “Uno sputo in faccia agli italiani”. Ovvero il pasticcio dei cattodem al governo.

Italian Prime Minister Matteo Renzi (R) speaks with Foreign Affairs Minister Paolo Gentiloni after his speech focused on the next European Council, on October 14, 2015 at the Senate in Rome. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

AFP PHOTO – ALBERTO PIZZOLI/AFP/

“Uno sputo in faccia agli italiani” così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha definito il “nuovo” governo Gentiloni. “Nuovo” si fa per dire. Dopo che milioni di italiani hanno espresso un voto negativo al referendum costituzionale bocciando in maniera schiacciante le riforme proposte dal governo Renzi, l’affaire-Gentiloni passerà alla storia come la più grande presa in giro del mondo politico nei confronti del popolo italiano. Un popolo che sta a guardare o al massimo a commentare su facebook o twitter (neanche più al bar perché non ha tempo ne voglia), un popolo timido e impaurito, assuefatto perché continuamente raggirato, un popolo che non sembra avere la forza, la capacità e la volontà di far valere la propria sovranità. Un popolo ormai sempre più raramente chiamato ad esprimersi attraverso il voto ma che, nel momento in cui lo ha fatto, ha dimostrato di voler rifiutare strumentalizzazioni, inciuci e inganni imposti dall’alto.

Eppure nonostante la sonora sconfitta del PD, il presidente della Repubblica Mattarella ha dato l’incarico di formare il nuovo governo all’amico e confidente del premier uscente e così tutto – o quasi – è rimasto come prima… Non tutto perché alcune pedine, anziché perdere il posto o ritirarsi come avevano promesso durante la lunga e martellante campagna referendaria, hanno solo cambiato posto ricevendo addirittura immeritate promozioni. E’ il caso di Maria Elena Boschi (strettissima collaboratrice di Matteo Renzi come ministro delle “ri-forme” e dunque madrina della riforma costituzionale, bocciata) che è stata promossa a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. E’ il caso di Angelino Alfano, passato dall’opposizione alla maggioranza per poter ricoprire importantissime cariche nel governo (non eletto) di Renzi, che dopo essere stato ministro della giustizia e dell’interno, è stato scelto come ministro degli esteri. E’ il caso della signora Valeria Fedeli, sindacalista bergamasca, che da vice-presidente del senato diventa ora, col governo Gentiloni (o Renzi-Bis?), Ministro della Pubblica Istruzione.

E’ proprio quest’ultima nomina che ha fatto infuriare milioni di increduli cittadini che si sono battuti in quest’anno contro l’approvazione del DDL Fedeli che obbligava le scuole ad inserire nei programmi le nuove teorie di genere. Eppure solo qualche giorno fa la Fedeli affermava con goliardia (qui il video) “Io non penso alla propria sedia” (sic!) così affermava qualche settimana fa il ministro, o la ministra, Fedeli,  67 anni. “Se la gente dice di No, tu non puoi andare avanti, perché non hai l’autorevolezza!”. Tutto molto bello, salvo poi, dopo poche ore, accettare “onorata” il nuovo importantissimo incarico di Ministro della scuola.

Oggi la signora Fedeli – che si definisce “femminista, riformista, di sinistra” –  accetta senza batter ciglio il nuovo ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione. Tutto ciò ha dell’incredibile: con la vittoria del “No” sembrava – assieme ad altri colleghi – rischiare la poltrona, ma paradossalmente ha coronato un sogno, quello di dirigere il ministero della Pubblica Istruzione del paese! Non gli resta che ringraziare gli italiani per il “No” al suo governo!

Svolte inaspettate della Provvidenza che premia tenacia e coraggio in maniera sorprendente o strategia ben orchestrata di chi esce dalla finestra per rientrare dalla porta? Non lo sappiamo. Sappiamo però che il popolo del Family Day, che quest’anno ha più volte e in diverse maniere alzato la voce contro il disegno di legge 1680 firmato dalla signora Fedeli, ora si ritrova a combattere contro una macchina più organizzata e più potente, grazie a Gentiloni, che mette a capo della scuola la madrina dell’ideologia gender acerrima nemica dei cattolici che si battono per una scuola libera da ideologie e slogan.

Per quanto la sinistra continui a negare l’esistenza dell’ideologia gender, definendola un “fantasma”, un “spauracchio” che assilla schiere di veterocattolici bigotti, il DDL 1680 parla chiaramente (qui il testo completo):

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 NOVEMBRE 2014 Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università… […].  Tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento nella scuola italiana è divenuto, pertanto, indifferibile porre espressamente, come elemento portante e costante, sia la promozione del rispetto delle identità di genere sia il superamento di stereotipi sessisti…

Family Day

Family Day

Tutto questo – continua il disegno di legge – perché ce lo chiede l’Europa, perché così va il mondo, perché così deve essere. Difatti “quasi tutti i paesi europei hanno infatti predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e di lotta contro gli stereotipi”. Dunque il Ministero dell’Istruzione è chiamato a proporre (di fatto a imporre) “linee guida dell’insegnamento dell’educazione di genere” nelle scuole “di ogni ordine e grado”.

Ora – grazie a Mattarella, Renzi e Gentiloni – a capo del Ministero dell’Istruzione c’è proprio lei, la firmataria, l’ideatrice dell’inserimento del gender nei programmi di tutte le scuole italiane. Ora tutto è più semplice. D’altronde la signora Fedeli, non era mica attaccata alla sua poltrona di vice-presidente del senato visto che poteva ambire ad ben altre poltrone.

Di fatto, però (sia chiaro!), il gender non esiste! Lo ha detto la Fedeli. Poco importa che anche papa Francesco abbia criticato aspramente queste teorie definendole: “Una guerra mondiale contro il matrimonio”, dagli effetti simili ad “una bomba atomica”, perché la guerra “si fa con le idee” non solo con le bombe!

Il giornalista Giuseppe Rusconi – che le vicende del Family Day le ha seguite da vicino, prendendosi anche tutto l’acquazzone del temporale di Piazza San Giovanni in quel memorabile 20 giugno del 2015 – definisce l’affaire-Gentiloni “uno schiaffo al popolo del Family Day” e precisa:

Paolo Gentiloni ha avuto l’incommensurabile sprovvedutezza o facciatosta di nominare al Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università (MIUR) Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato e nemica acerrima di quel vasto movimento di popolo che nel 2015 e nel 2016 ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone contro la ‘legge sulle unioni civili’ e contro la diffusione di quella che si può ben chiamare l’ideologia del gender nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso i cavalli di Troia della lotta contro l’omofobia, il bullismo e per la parità di genere. (Qui l’articolo completo).

familydaycircomassimoCiò che provoca più amarezza è l’assoluta nonchalance con la quale dei politici cattolici – come amano autodefinirsi Mattarella, Renzi e Gentiloni – restino sordi alla voce di una grande fetta dell’elettorato italiano e dei propri correligionari (già tristemente abbandonati dai propri pastori in occasione del Family Day) e maneggino le sorti del paese secondo agende pre-definite, obbedendo a dettami dei poteri forti mainstream mondiale. Sedicenti cattolici sordi alla voce della maggioranza che ha detto “No”, sordi alla voce delle famiglie che hanno legittimamente espresso la loro preoccupazione per la svolta gender del governo e per l’intenzione di “lavorare” i bambini fin dalla tenera età con la scusa di renderli meno bulli e più gentili.

Ora si preannuncia uno scenario incandescente: in arrivo proteste in piazza da parte delle opposizioni mentre le famiglie pensano ad una  mobilitazione davanti al ministero dell’istruzione… Anche se il governo è pensato come governo di transizione e di breve durata (chi si fida più delle promesse dei democratici?), il popolo si sente nuovamente umiliato, alla quarta legislatura non eletta ma imposta (Napolitano, il gran maestro, era presente anche lui alle “consultazioni” di Mattarella…) e la pazienza inizia a terminare. La sconfitta del Partito “Democratico” – ricco di ostentati neocattolici – ora si annuncia ancora più potente e sonora.

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