Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “gender”

Vescovi di Panama contro il gender: “Difendere la famiglia non è discriminare” (Comunicato della CEP)

Dal 3 a 7 de luglio i vescovi della Conferenza Episcopale Panamense (CEP) si sono riuniti in Assemblea Plenaria per discutere diversi argomenti. In cima all’agenda l’organizzazione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù – prevista per il 2019 – che papa Francesco ha voluto affidare al piccolo paese centroamericano. «Con molta gioia e grande impegno, nel nostro paese già stiamo vivendo la GMG» un evento che – affermano i vescovi – rappresenta una «opportunità per arricchire il nostro paese». «E’ necessario risvegliare la gioia per diventare annunciatori del Vangelo nel mondo dei giovani, e che tutte le parrocchie aprano spazi dove i giovani del nostro tempo trovino risposte alle loro grandi sfide».

Nel comunicato della CEP emerge, tra gli altri argomenti, un tema di cruciale importanza per i vescovi panamensi, quello della difesa della famiglia e della vita di fronte alle minacce esterne, in particolare alla diffusione dell’ideologia gender. Di questa preoccupazione, i vescovi di Panama avevano già messo al corrente papa Francesco durante la loro recente visita Ad Limina Apostolorum (giugno 2017). In quella occasione l’arcivescovo della capitale, mons. Ulloa, definì la cultura gender una «ideologia demoniaca sta aggredendo la nostra realtà sociale». Nel documento pubblicato all’indomani della Assemblea Plenaria i vescovi hanno dedicato ampio spazio questo argomento in un paragrafo intitolato «La difesa della famiglia non è discriminazione» che proponiamo qui in traduzione italiana. Continua a leggere…

Spagna: Polemica contro la natura: quando la verità diventa “illegale”

bus-madridUn bus con un messaggio rivoluzionario

«I bambini hanno il pene. Le bambine la vagina. Non ti far ingannare. Se nasci uomo sei un uomo, se nasci donna lo continuerai a essere». Non ci sarebbe nulla da eccepire nel leggere questa frase, ma in questi giorni un paese intero, la Spagna, è infuocato da un’aspra polemica proprio a causa di queste dichiarazioni tutt’altro che sconvolgenti. La scritta è apparsa su un pullman arancione che lunedì ha iniziato a girare per le strade di Madrid e che era previsto approdasse in diverse città della penisola. Ma il bus è stato immediatamente fermato dalle autorità per incitazione all’odio!

Continua a leggere…

L’affaire-Gentiloni: “Uno sputo in faccia agli italiani”. Ovvero il pasticcio dei cattodem al governo.

Italian Prime Minister Matteo Renzi (R) speaks with Foreign Affairs Minister Paolo Gentiloni after his speech focused on the next European Council, on October 14, 2015 at the Senate in Rome. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI (Photo credit should read ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

AFP PHOTO – ALBERTO PIZZOLI/AFP/

“Uno sputo in faccia agli italiani” così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha definito il “nuovo” governo Gentiloni. “Nuovo” si fa per dire. Dopo che milioni di italiani hanno espresso un voto negativo al referendum costituzionale bocciando in maniera schiacciante le riforme proposte dal governo Renzi, l’affaire-Gentiloni passerà alla storia come la più grande presa in giro del mondo politico nei confronti del popolo italiano. Un popolo che sta a guardare o al massimo a commentare su facebook o twitter (neanche più al bar perché non ha tempo ne voglia), un popolo timido e impaurito, assuefatto perché continuamente raggirato, un popolo che non sembra avere la forza, la capacità e la volontà di far valere la propria sovranità. Un popolo ormai sempre più raramente chiamato ad esprimersi attraverso il voto ma che, nel momento in cui lo ha fatto, ha dimostrato di voler rifiutare strumentalizzazioni, inciuci e inganni imposti dall’alto.

Eppure nonostante la sonora sconfitta del PD, il presidente della Repubblica Mattarella ha dato l’incarico di formare il nuovo governo all’amico e confidente del premier uscente e così tutto – o quasi – è rimasto come prima… Non tutto perché alcune pedine, anziché perdere il posto o ritirarsi come avevano promesso durante la lunga e martellante campagna referendaria, hanno solo cambiato posto ricevendo addirittura immeritate promozioni. E’ il caso di Maria Elena Boschi (strettissima collaboratrice di Matteo Renzi come ministro delle “ri-forme” e dunque madrina della riforma costituzionale, bocciata) che è stata promossa a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. E’ il caso di Angelino Alfano, passato dall’opposizione alla maggioranza per poter ricoprire importantissime cariche nel governo (non eletto) di Renzi, che dopo essere stato ministro della giustizia e dell’interno, è stato scelto come ministro degli esteri. E’ il caso della signora Valeria Fedeli, sindacalista bergamasca, che da vice-presidente del senato diventa ora, col governo Gentiloni (o Renzi-Bis?), Ministro della Pubblica Istruzione.

E’ proprio quest’ultima nomina che ha fatto infuriare milioni di increduli cittadini che si sono battuti in quest’anno contro l’approvazione del DDL Fedeli che obbligava le scuole ad inserire nei programmi le nuove teorie di genere. Eppure solo qualche giorno fa la Fedeli affermava con goliardia (qui il video) “Io non penso alla propria sedia” (sic!) così affermava qualche settimana fa il ministro, o la ministra, Fedeli,  67 anni. “Se la gente dice di No, tu non puoi andare avanti, perché non hai l’autorevolezza!”. Tutto molto bello, salvo poi, dopo poche ore, accettare “onorata” il nuovo importantissimo incarico di Ministro della scuola.

Oggi la signora Fedeli – che si definisce “femminista, riformista, di sinistra” –  accetta senza batter ciglio il nuovo ruolo di Ministro della Pubblica Istruzione. Tutto ciò ha dell’incredibile: con la vittoria del “No” sembrava – assieme ad altri colleghi – rischiare la poltrona, ma paradossalmente ha coronato un sogno, quello di dirigere il ministero della Pubblica Istruzione del paese! Non gli resta che ringraziare gli italiani per il “No” al suo governo!

Svolte inaspettate della Provvidenza che premia tenacia e coraggio in maniera sorprendente o strategia ben orchestrata di chi esce dalla finestra per rientrare dalla porta? Non lo sappiamo. Sappiamo però che il popolo del Family Day, che quest’anno ha più volte e in diverse maniere alzato la voce contro il disegno di legge 1680 firmato dalla signora Fedeli, ora si ritrova a combattere contro una macchina più organizzata e più potente, grazie a Gentiloni, che mette a capo della scuola la madrina dell’ideologia gender acerrima nemica dei cattolici che si battono per una scuola libera da ideologie e slogan.

Per quanto la sinistra continui a negare l’esistenza dell’ideologia gender, definendola un “fantasma”, un “spauracchio” che assilla schiere di veterocattolici bigotti, il DDL 1680 parla chiaramente (qui il testo completo):

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 18 NOVEMBRE 2014 Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università… […].  Tra gli obiettivi nazionali dell’insegnamento nella scuola italiana è divenuto, pertanto, indifferibile porre espressamente, come elemento portante e costante, sia la promozione del rispetto delle identità di genere sia il superamento di stereotipi sessisti…

Family Day

Family Day

Tutto questo – continua il disegno di legge – perché ce lo chiede l’Europa, perché così va il mondo, perché così deve essere. Difatti “quasi tutti i paesi europei hanno infatti predisposto in campo educativo e scolastico strumenti di sensibilizzazione e di lotta contro gli stereotipi”. Dunque il Ministero dell’Istruzione è chiamato a proporre (di fatto a imporre) “linee guida dell’insegnamento dell’educazione di genere” nelle scuole “di ogni ordine e grado”.

Ora – grazie a Mattarella, Renzi e Gentiloni – a capo del Ministero dell’Istruzione c’è proprio lei, la firmataria, l’ideatrice dell’inserimento del gender nei programmi di tutte le scuole italiane. Ora tutto è più semplice. D’altronde la signora Fedeli, non era mica attaccata alla sua poltrona di vice-presidente del senato visto che poteva ambire ad ben altre poltrone.

Di fatto, però (sia chiaro!), il gender non esiste! Lo ha detto la Fedeli. Poco importa che anche papa Francesco abbia criticato aspramente queste teorie definendole: “Una guerra mondiale contro il matrimonio”, dagli effetti simili ad “una bomba atomica”, perché la guerra “si fa con le idee” non solo con le bombe!

Il giornalista Giuseppe Rusconi – che le vicende del Family Day le ha seguite da vicino, prendendosi anche tutto l’acquazzone del temporale di Piazza San Giovanni in quel memorabile 20 giugno del 2015 – definisce l’affaire-Gentiloni “uno schiaffo al popolo del Family Day” e precisa:

Paolo Gentiloni ha avuto l’incommensurabile sprovvedutezza o facciatosta di nominare al Ministero dell’Istruzione, della Ricerca e dell’Università (MIUR) Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato e nemica acerrima di quel vasto movimento di popolo che nel 2015 e nel 2016 ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone contro la ‘legge sulle unioni civili’ e contro la diffusione di quella che si può ben chiamare l’ideologia del gender nelle scuole di ogni ordine e grado, attraverso i cavalli di Troia della lotta contro l’omofobia, il bullismo e per la parità di genere. (Qui l’articolo completo).

familydaycircomassimoCiò che provoca più amarezza è l’assoluta nonchalance con la quale dei politici cattolici – come amano autodefinirsi Mattarella, Renzi e Gentiloni – restino sordi alla voce di una grande fetta dell’elettorato italiano e dei propri correligionari (già tristemente abbandonati dai propri pastori in occasione del Family Day) e maneggino le sorti del paese secondo agende pre-definite, obbedendo a dettami dei poteri forti mainstream mondiale. Sedicenti cattolici sordi alla voce della maggioranza che ha detto “No”, sordi alla voce delle famiglie che hanno legittimamente espresso la loro preoccupazione per la svolta gender del governo e per l’intenzione di “lavorare” i bambini fin dalla tenera età con la scusa di renderli meno bulli e più gentili.

Ora si preannuncia uno scenario incandescente: in arrivo proteste in piazza da parte delle opposizioni mentre le famiglie pensano ad una  mobilitazione davanti al ministero dell’istruzione… Anche se il governo è pensato come governo di transizione e di breve durata (chi si fida più delle promesse dei democratici?), il popolo si sente nuovamente umiliato, alla quarta legislatura non eletta ma imposta (Napolitano, il gran maestro, era presente anche lui alle “consultazioni” di Mattarella…) e la pazienza inizia a terminare. La sconfitta del Partito “Democratico” – ricco di ostentati neocattolici – ora si annuncia ancora più potente e sonora.

Realismo politico e buon senso. Intervista a Giuseppe Scicchitano (FdI)

  • Cristiani in politica? “Conta l’azione dettata dal realismo politico”
  • Gender nelle scuole: “Un’invasione campo contro il buon senso!”
  • Virginia Raggi? “Assenteista”. E nel campo educativo “Si va verso l’educazione di stato!”
  • Nella sinistra: “relativismo, decadimento dei valori, buonismo”. 
  • Giachetti? Peggio di Marino.

scicchitanofoto2di Miguel Cuartero Samperi

Giuseppe Scicchitano, romano, 30 anni, cattolico praticante, da pochi mesi felicemente sposato con Elisabetta. Da anni è impegnato in politica (“per vocazione”). Ideatore delle Olimpiadi Interreligiose di Roma, Scicchitano è stato eletto 3 anni fa Consigliere nel Secondo Municipio con la lista Cittadini x Roma e ora candidato con Fratelli d’Italia per sostenere la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma.

Lo incontriamo per conoscere meglio il suo profilo e il suo impegno politico in vista delle prossime elezioni del 5 giugno. Ne risulta un’intervista a 360 gradi su alcuni temi caldi della politica italiana: l’impegno dei cattolici, le unioni civili, l’introduzione delle teorie gender nei programmi scolastici e… qualche affondo sugli altri candidati Sindaco per la Capitale. Il programma completo su: www.giuseppescicchitano.it.

– Scicchitano, l’opzione politica come scelta vocazionale?
Decisamente si. In questo campo se non vedi il tuo impegno come una vera e propria missione a cui sei chiamato non vai molto lontano. Le delusioni sono dietro l’angolo, rischi di essere avvicinato a scandali e corruzione, c’è bisogno, come dice Papa Francesco, di IMMISCHIARSI e se non lo fai per soldi o fama lo puoi fare solamente per vocazione.

– Costituzione o Vangelo, dunque?
Bisogna uscire dagli schemi come ha fatto Gesù quando ha spiazzato tutti rispondendo “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Siamo fortunati noi cristiani perché se possibile siamo sempre invitati a seguire le leggi umane (quindi la Costituzione), solamente quando questo va contro la mia coscienza personale, ultimo baluardo decisionale, siamo chiamati a contravvenire. A me personalmente non è ancora mai successo.

– Due persone che la ispirano in questo impegno politico a favore della comunità?
Enrico Mattei e Giorgio La Pira. Il primo perché ha fatto entrare l’Italia fra le nazioni più importanti dal punto di vista commerciale, rompendo gli schemi e andando a trattare direttamente il prezzo del petrolio in paesi in via di sviluppo. Il secondo perché da storico sindaco di Firenze sognava “Lavoro per chi ne manca, casa per chi ne è privo, Assistenza per chi ne necessita, Libertà spirituale e politica per tutti”

– Quali obbiettivi si propone se verrà rieletto come consigliere municipale?
1) SCUOLA: Trasformare i soldi a disposizione per la scuola in voucher secondo il principio di sussidiarietà. Le famiglie si sono stancate di subire cambiamenti, sono in grado di guidare il cambiamento scegliendo (e quindi finanziando) le scuole più efficienti, i corsi migliori.
2) MOBILITÀ: Prendere accordi con ACI ed esperti del settore per individuare i 2-3 interventi capaci di agevolare maggiormente il traffico. Far arrivare almeno al 50% il rapporto fra il numero di parcheggi e le auto in circolazione (ad oggi siamo circa al 33% nel Secondo Municipio)
3) AMBIENTE: Pubblicare contatti dei responsabili di settore di Ama e Servizio Giardini oltre che ai piani settimanali degli interventi in modo che i cittadini sappiano sempre quando e chi contattare quando vede cassonetti fuori zona o alberi pericolanti.

CATTOLICI IN POLITICA, TRA VANGELO E COSTITUZIONE

– Dopo l’approvazione del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili da parte di un governo composto da politici che si autodefiniscono “cattolici”, si è quasi completamente persa la fiducia nei cattolici all’interno dei partiti. Anche di fronte all’intenzione del Governo di accelerare su temi sensibili come l’adozione omosessuale, la fecondazione eterologa, la legalizzazione delle droghe “leggere” e il finis vitae o eutanasia.
Non mi interessa più, sinceramente, se un politico sia cristiano. Sono più interessato a valutare la capacità politica di una persona piuttosto che la sua fede (il che rispecchia anche il principio di non giudicare). Infatti spero che come politico mi si valuti per la mia azione politica e non per la mia fede.

– Ma qual’è oggi il ruolo di un cristiano, col suo bagaglio culturale e religioso, all’interno di un partito e cosa può fare di buono?
Oggi i cristiani hanno il peso di dover riportare il BUON SENSO e il realismo in politica. Mi sono trovato spesso a combattere contro chi parlava di: a) “Finanziare con milioni corsi contro il bullismo omofobico” quando il bullismo al 99% è dovuto ad altri fattori ancora da combattere (condizioni fisiche ed economiche, razzismo…) su cui non investiamo; b) “Diminuire i parcheggi” quando ad oggi parcheggiamo sul marciapiede. Potrei portare molti altri esempi, quello che ho visto è che i cristiani al momento sono maggiormente ancorati alla realtà e non si fanno fregare da ideologie varie, possono servire molto in quanto “realisti”.

– Mario Adinolfi, raccogliendo il malcontento di molti cattolici, dopo il Family Day (evento di massa ignorato dal Governo) ha fondato il “Partito della Famiglia” in cui spera che gran parte dell’elettorato cattolico, deluso dai “cattolici” Renzi-Boschi-Alfano, si riconosca. Lei invece sostiene Giorgia Meloni, perché?
Io ho partecipato alle riunioni organizzative del Family Day e ho portato centinaia di persone in piazza ma, come già detto, non bisogna puntare sulla cattolicità dei politici quanto sulla loro competenza e capacità di migliorare il paese, anche perché il sospetto è che se punti sulla cattolicità magari non hai altro su cui puntare. Faccio un esempio: La settimana scorsa ho partecipato ad un incontro in cui venivano presentati programmi sulla disabilità. Mentre noi parlavamo di assistenza, il candidato del Popolo della Famiglia ha effettuato un’arringa sulla difesa del cristianesimo, parlando anche dell’ISIS e del Medio Oriente, cosa che ai disabili chiaramente non interessava. Non so che squadra sia riuscito a mettere su Adinolfi,  ma in Fratelli d’Italia ho trovato una squadra giovane, appassionata e preparatissima con cui mi sono candidato. La maggior parte siamo cristiani e condividiamo gli stessi valori, ma non lo sbandieriamo preferendo puntare sulle nostre competenze.

UNIONI CIVILI, MATRIMONIO OMOSESSUALE E OBBIEZIONE DI COSCIENZA

– Riguardo le Unioni Civili, come definisce l’atteggiamento di Alfano che ha considerato lo “stralcio” della stepchild adoption un ottimo obbiettivo raggiunto che dovrebbe rassicurare chi difende la famiglia naturale e i diritti dei bambini?
Lo definisco un tentativo di salvare la poltrona prendendo per i fondelli milioni di cittadini. Tutti sapevamo dall’inizio che avanzeranno comunque dritti verso l’adozione, anche perché insieme alla reversibilità della pensione sono gli unici due punti non garantiti ad oggi ad una coppia gay.

– Si sta parlando molto dell’obbiezione di coscienza. Papa Francesco ha detto che si tratta di un “diritto umano” che lo Stato deve tutelare: “Lo Stato deve anche rispettare le coscienze. Il diritto all’obiezione di coscienza deve essere riconosciuto all’interno di ogni struttura giuridica, perché è un diritto umano”. Giorgia Meloni si è detta contraria ai “matrimoni gay” ma ha anche affermato rispetterà la legge se verrà eletta Sindaco della Capitale. Niente obbiezione di coscienza dunque come ha chiesto Salvini ai sindaci della Lega? 
Giorgia Meloni non ha mai detto che celebrerebbe un matrimonio gay, quella sul rispetto della legge era una frecciata a Marino che senza nessun diritto ha celebrato delle unioni civili in Campidoglio.

– E se il sindaco fosse Giuseppe Scicchitano?
Sull’obiezione di coscienza la penso come il Papa, va tutelata. Puoi registrare la risposta per quando sarò sindaco!

– Con la vittoria del SI al Referendum si teme per l’Italia una deriva verso un partito unico come ha recentemente confessato con spavalderia Monica Cirrinà in un intervista (forse inebriata per l’approvazione del suo DDL). Una prospettiva realistica o una “sinistra” utopia?
Realistica. Ma è sbagliato anche proporre il voto negativo come un dispetto al PD, dobbiamo informarci sui cambiamenti e votare di conseguenza.

GENDER NELLE SCUOLE: GENITORI, FIGLI E L’EDUCAZIONE DI STATO

– In questi anni lei si è dedicato al tema della scuola in qualità di vicepresidente della commissione Scuola del II municipio. Quali sono i problemi più gravi in relazione all’introduzione delle teorie gender negli asili e nelle scuole primarie?
Il processo educativo personale di ogni bambino è stato stravolto da corsi che non tenevano conto della priorità dei genitori rispetto all’educazione dei figli. Ho ricevuto decine e decine di segnalazioni in questi anni. Solo i genitori sanno quando introdurre certi argomenti come la sessualità e come trattarli con il proprio figlio. Questa è stata una gravissima e prepotente invasione di campo incentivata dal Dipartimento Pari Opportunità. Fortunatamente molti educatori si sono rifiutati di portare avanti certi progetti e hanno limitato i danni rispetto al piano dell’ex assessore Cattoi.

– Papa Francesco si è scagliato apertamente, e più volte, contro le teorie gender definendole un “sbaglio delle mente umana” e denunciando una “colonizzazione ideologica” che ricorda i “campi di rieducazione” nazisti. Eppure il ministro Giannini ha negato l’esistenza di teorie gender definendole un “fantasma” e minacciando vie legali contro chi afferma la presenza di queste tematiche nella riforma della “Buona scuola”.
Lo dicesse ai genitori di un bambino vestito da sposa che non esistono le teorie gender. O lo dicessero alle famiglie che si sono trovate libricini per bimbi di 3 anni che parlavano di “utero in affitto” e fecondazione artificiale. Non hanno argomenti per difendere queste teorie contrarie al buon senso per cui non possono far altro che negare.

– In qualche scuola si è arrivati a vietare la “Festa del papà” e anche le feste del Natale e Pasqua vengono progressivamente svuotate del significato religioso in onore al politicamente corretto. Secondo lei dove si vuole arrivare?
Ho convocato personalmente la funzionaria educativa della scuola Contardo Ferrini in Commissione Scuola per discutere sull’annullamento della festa del papà, avvenuto contro ogni regolamento. A volte ci vedo dietro ignoranza, a volte un disprezzo per la nostra storia e le nostre tradizioni. La maggior parte delle volte però non capisco proprio la logica per cui si annulla la recita di Natale ma si festeggia il Capodanno Cinese! Per non parlare di Halloween, diventata in molte scuole la festa principale dell’anno.

– Molti corsi di educazione sessuale sono sponsorizzati o direttamente organizzati da associazioni legate al mondo LGBT, che godono della piena fiducia del Ministero. Esistono dei progetti alternativi che possono essere introdotti negli istituti pubblici liberi da ideologie gender?
Io nel mio percorso formativo in questi anni ho conosciuto il Progetto Pioneer (progettopioneer.com/) e altre associazioni che sono preparatissime per affrontare insieme alle famiglie temi educativi delicati anche nelle fasce più giovani. Chiedo alle persone solamente di farci vincere alle prossime elezioni cosi da poter dare a queste realtà le stesse possibilità nei bandi e nelle assegnazioni rispetto a queste associazioni Lgbt A quel punto potremo confrontare le relative competenze.

– PD e M5S sembrano restii ad ascoltare le voci dei genitori riguardo all’introduzione di corsi di educazione sessuale nelle scuole materne ed elementari. Ma la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani parla chiaro, vero?
Non solo i genitori hanno diritto di priorità su questi temi, come sancito dall’articolo 26, ma le nazioni del Nord Europa dove i corsi di educazione sessuale in classe sono più diffusi hanno percentuali più alte di aborti e malattie sessuali. È evidente che affrontare in questo modo in classe il tema crea più danni di quanti ne previene. Ogni tanto l’Italia dovrebbe alzare la voce e farsi prendere da esempio rispetto al resto d’Europa.

– Nello specifico qual’è la posizione della candidata Virginia Raggi del M5S che lei ha avuto modo di conoscere da vicino in questi anni e che propone di prendersi a cuore il “problema” della scuola?
In una Commissione Capitolina del Marzo 2014 ho sentito personalmente la Raggi affermare che la scuola ha il dovere di informare e conformare le famiglie riguardo ai temi dellla sessualità. È tutto scritto nero su bianco nel Verbale (QUI IL DOCUMENTO). Una mia proposta rielaborata era stata portata in Comune da Cittadini X Roma. Prevedeva semplicemente il consenso dei genitori riguardo a corsi relativi  temi sessuali/affettivi per fermare le proposte di questi progetti direttamente sui bambini. Ebbene il voto della Raggi, insieme a quelli dei colleghi PD, hanno fatto bocciare questa proposta ed hanno permesso il dilagare di questi corsi.

– Una sorta di “educazione di stato” dunque?
Di fatto si, con PD e M5S andremo verso questa direzione. Questo succede quando non si vuole la collaborazione delle famiglie.

– In questi anni la presenza di Virginia Raggi nelle commissioni capitoline, in particolare nel campo educativo, si può dire che sia stata efficiente?
1) Commissione Politiche Educative su 23 riunioni solamente 14 presenze;
2) Commissione Cultura: 45 sedute, 14 presenze;
3) Commissione Controllo, garanzia e trasparenza: 25 riunioni, 10 presenze;
4) Commissione delle elette: 12 riunioni, 0 presenze.
Nessuna proposta riguardante temi educativi. Che altro aggiungere, non avremmo sentito la sua mancanza.

– Lei ha definito Ignazio Marino “il peggior sindaco che questa città abbia mai avuto”. Non le sembra che il candidato del PD Giachetti rappresenti un elemento di continuità col medico genovese?
Dato il suo passato da radicale sui temi di cui abbiamo appena parlato la situazione potrebbe anche peggiorare con Giachetti.

– PD e M5S non si perdono d’animo nel contrastare apertamente la Chiesa, nel proporre un sistema di valori contrario alla morale cattolica e nel tentativo di eliminare la rilevanza pubblica del cristianesimo nella società italiana. Ma in Italia il voto dei cattolici fa gola, e tutti i candidati come la Virginia Raggi si presentano come “cattolici praticanti”… Forse un cattolico (veramente) praticante votare a sinistra potrebbe rappresentare un serio problema di coscienza…
Un cattolico in coscienza può anche votare a sinistra. L’importante però è che nella valutazione si metta sul piatto della bilancia questo degenerare di valori, questo relativismo e questo buonismo che oggi pervade la sinistra. Senza votare con la pancia, come se si stesse allo stadio. Io ho effettuato questo ragionamento e mi sono identificato nel Centro-Destra. Non senza sorpresa mi sono ritrovato in una squadra che condivide quasi pienamente i miei valori (con Sandra Bertucci – candidata insieme a me nel secondo municipio – e Maurizio Politi candidato al comune).

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Unioni civili: Riscoprire la metafisica per opporsi alla deriva

thomasaquinasDi Roberto Marchesini

Siamo arrivati dunque alle unioni civili per le persone con tendenze omosessuali. Ciò che è stato stralciato per ottenere l’approvazione (es. l’«obbligo di fedeltà») rientrerà dalla finestra con appositi progetti di legge. Sicuramente è un passaggio epocale, destinato a segnare la storia della nostra nazione (se ancora si può chiamare così) come la legalizzazione di aborto e divorzio. Siamo dunque di fronte all’ennesimo gradino verso il baratro della nostra società? Si tratta di un punto di non ritorno, oppure esiste al possibilità di fermare questo processo, e magari addirittura di ricostruire?

Spesso mi viene posta questa domanda, nel corso di incontri e conferenze. Io rispondo con una metafora. Quando viene l’autunno spiace a tutti vedere le foglie ingiallire e poi cadere. Vorremmo sempre vedere gli alberi verdi, e invece vediamo le foglie staccarsi una dopo l’altra, ed ogni giorno vediamo l’albero diventare sempre più spoglio, misero, triste. Cosa possiamo fare? Possiamo prendere la scala, la colla, e riattaccare una per una le foglie. Ma saranno foglie senza vita, e la nostra fatica sarà come quella di Sisifo perché esse continueranno a staccarsi e a cadere, ormai senza vita. Esiste una alternativa? Esiste.

Possiamo coprire le radici in modo che non gelino, come diceva Tolkien. Guareschi diceva: «Bisogna conservare il seme». In modo che, quando (se) tornerà la primavera, l’albero spontaneamente produrrà nuove foglie, sarà di nuovo verde e pieno di vita. E cosa sono le radici, cos’è il seme? Il seme di Guareschi è la fede, dalla quale può nascere una nuova piante. E le radici? Credo che le radici siano i fondamenti filosofici che hanno portato la civiltà occidentale al livello che conosciamo e che vediamo sgretolarsi giorno dopo giorno.

Queste radici, non ho dubbi, sono il pensiero di Aristotele e san Tommaso d’Aquino. Io stesso mi sono stupito di quanto sia facile comprendere e smontare l’ideologia di genere con pochi e semplici strumenti messi a nostra disposizione dal pensiero di questi due giganti.

In fondo, stiamo vivendo l’esito di un processo (iniziato cinquecento anni fa) volto a distruggere la metafisica, ossia l’idea che la realtà non sia solo quella che vediamo e tocchiamo. Questa è un’idea che l’uomo ha dimostrato di avere sin dai primordi: i primi manufatti non hanno uno scopo funzionale, ma metafisico, se non spirituale. Il pensiero metafisico è ben radicato in noi, anche se non ce ne rendiamo conto. Ma la cultura nella quale siamo immersi fa di tutto per convincerci che le leggi morali e religiose siano «mere costruzioni sociali», che l’uomo non abbia una «natura» (un progetto) e che non esista alcuna finalità nelle cose.

La legge Cirinnà è stata approvata proprio grazie alla diffusione di questo pensiero: il fondamento dell’unione non ha nulla di metafisico, ma si basa sull’«amore», che è semplicemente un istinto, un sentimento o una passione radicata nella nostra biologia, una questione di «chimica». Anche chi si è opposto alla Cirinnà, avendo perso l’orizzonte metafisico, si è aggrappato a ciò che è visibile, misurabile, utilizzando ad esempio ricerche sull’effetto della crescita dei bambini in coppie omogenitoriali. L’efficacia di questi strumenti l’abbiamo valutata sul campo. C’è anche chi ha tentato di appellarsi al concetto di «natura», purtroppo senza spiegarlo né, forse, averlo compreso.

Credo che l’unico modo per opporsi a questa deriva consista nella riscoperta e nello studio della metafisica: le cose hanno un fine, esiste un bene o un male intrinseco ed oggettivo (al di là delle conseguenze), il mondo ha un ordine, una razionalità che va scoperta, rispettata e contemplata.

Mi piacerebbe che le parrocchie, i movimenti ecclesiali e tutti coloro che hanno a cuore la nostra civiltà si impegnino per conservarne le radici, cioè il pensiero aristotelico-tomista. Vorrei opuscoli e libri divulgativi adatti a tutte le età, corsi di tomismo per tutti, che san Tommaso diventasse il fulcro della formazione intellettuale del nostro paese e di tutto l’occidente.

Sono in buona compagnia. Guardando indietro nella storia della Chiesa vediamo che i papi hanno sempre raccomandato il pensiero di san Tommaso per fronteggiare i fenomeni rivoluzionari del proprio tempo. Leone XIII, ad esempio, che si trovò a fronteggiare la questione operaia e la diffusione del socialismo, nel 1879 (centenario della Rivoluzione Francese) pubblicò l’enciclica Aeterni Patris nella quale raccomandava lo studio di san Tommaso. Lo stesso papa Pecci ordinò una riedizione critica delle opere dell’aquinate, che fu poi chiamata Leonina.

San Pio X, impegnato a combattere il socialismo e il liberalismo, la massoneria e il modernismo, fece pubblicare le celebri «24 tesi tomiste», desiderando che fossero una guida per la formazione cattolica. Benedetto XV, pubblicando il Codice di Diritto Canonico del 1917, volle che il tomismo fosse la guida per l’insegnamento della teologia. Pio XI scrisse, nell’enciclica Deus Scientiarum Dominus (1931): «Nella facoltà teologica il posto d’onore sia riservato alla sacra teologia. Inoltre, questa disciplina deve essere insegnata sia con il metodo positivo sia con quello speculativo; perciò, una volta esposte le verità della fede, e una volta dimostrate a partire dalla Sacra Scrittura e dalla Tradizione, se ne ricerchi e se ne spieghi l’intima natura razionale secondo i principi e la dottrina di san Tommaso d’Aquino».

Infine Pio XII, opponendosi con l’enciclica Humani Generis (1950) all’ateismo, all’esistenzialismo, all’evoluzionismo e al materialismo, insegnò che «come ben sappiamo dall’esperienza di parecchi secoli, il metodo dell’Aquinate si distingue per singolare superiorità tanto nell’ammaestrare gli alunni quanto nella ricerca della verità; la sua dottrina poi è in armonia con la rivelazione divina ed è molto efficace per mettere al sicuro i fondamenti della fede come pure per cogliere con utilità e sicurezza i frutti di un sano progresso».

Insomma, nei momenti di pericolo i pontefici hanno sempre indicato la filosofia perenne di san Tommaso come lo strumento per opporsi al male. Che avessero ragione?

Per approfondimenti sul tema, leggi il libro: Uomo, donna, famiglia e “gender”, di Roberto Marchesini

Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta

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Questo articolo viene pubblicato in contemporanea da Corrispondenza Romana, CulturaCattolica.it, il Timone on line, La Croce, La Nuova Bussola Quotidiana, Notizie Provita, Osservatorio Van Thuan. L’iniziativa è promossa dalla piattaforma A reti unificate (www.retiunificate.it), piattaforma su cui è possibile leggere tutti gli articoli finora pubblicati e prendere visione del calendario dei prossimi articoli.

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