Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “papa francesco”

Il fare di Marta e il sedere di Maria.

«La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano». Benedetto XVI 18/07/2010
Cristo en casa de Marta y María, Diego Velázquez

Si racconta che diversi anni fa, durante un incontro coi seminaristi della sua diocesi, un vescovo (come direbbe il Cervantes: «Il cui nome non voglio ricordare») si trovò a commentare il celebre episodio di Marta e di Maria. Racconta il brano evangelico che mentre la prima sedeva ad ascoltare le parole del maestro in religioso silenzio e adorazione la seconda era presa da mille faccende domestiche e dalle incombenze dell’ospitalità al fine di offrire una buona accoglienza a quell’ospite speciale. Per lo più Maria mormorava contro la sorella che intenta ad ascoltare Gesù non si dava da fare come lei. A conclusione del suo commento il vescovo poneva una domanda ai suoi seminaristi, una domanda che la tradizione orale trasmette così: «E voi, cari seminaristi, cosa preferite: il fare di Marta o il sedere di Maria?». Possiamo solo immaginare l’imbarazzo dei seminaristi nel sentire il proprio vescovo parlare con tale enfasi dal suo autorevole pulpito del “sedere di Maria”.

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Avvenire sceglie Barabba. Addio forzato al “Jesus” di Staino: un Gesù umanitario, politico, giustiziere e antifascista. Tarquinio piange l’artista: “portavi la luce”

Finisce dopo un anno di collaborazione il rapporto tra l'artista ateo e anticlericale Staino e il giornale dei Vescovi Avvenire di Marco Tarquinio.

È con grande soddisfazione che accogliamo la notizia della fine del rapporto tra il vignettista Staino e il giornale Avvenire. L’annuncio viene dato dallo stesso artista in una lettera al direttore pubblicata su Avvenire intitolata «JESUS non merita il microscopio». Dice Staino che a causa delle molte polemiche (chiamarlo scandalo?) è costretto a rinunciare perché «In questa situazione è ben difficile lavorare. Prendere la matita in mano sapendo bene che qualunque cosa io disegni verrà passata sotto microscopio alla ricerca di punti o sfumature che possano esser letti come offensivi o blasfemi, fa sì che venga a mancare quella serenità di fondo che permette di far incontrare il sorriso fraterno laico con un sorriso fraterno cattolico».

Il direttore Marco Tarquinio si dice estremamente dispiaciuto («Ognuno porta la luce che ha, e accende quella che trova o che gli viene donata lungo il cammino. Tu sei così»). In fondo ci credeva veramente che con la sua omelia domenicale e con la sua esegesi, il bravo Staino avrebbe fatto un gran bene alla comunità di cattolici italiani ancora da rieducare sui valori  umanitari (affatto spirituali) incarnati dal buon Jesus Christ.

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Appello di Papa Francesco: pregare il rosario tutti i giorni di ottobre per proteggere la Chiesa dal diavolo

Un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi, 29 settembre, un messaggio di Papa Francesco rivolto a tutti i fedeli del mondo. Il Santo Padre ha chiesto di pregare un rosario al giorno durante tutto il mese di ottobre per difendere la chiesa dagli attacchi del demonio. Ecco il testo del comunicato:

«Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi»

La nota della sala stampa spiega inoltre che la richiesta del papa è stata suggerita da padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera (già Apostolato della Preghiera) che ha recentemente incontrato il Pontefice chiedendo di «diffondere in tutto il mondo questo suo appello».

Inoltre Francesco chiede di recitare alla fine del del Rosario l’antica preghiera mariana Sub Tuum Praesidium e la potente Preghiera di San Michele Arcangelo scritta dal Papa San Leone XIII. Quest’ultima preghiera è un’invocazione cara a tutti i cattolici che veniva recitata in ginocchio e ad alta voce al termine della Santa Messa (ancora oggi viene recitata alla fine della celebrazione “Vetus Ordo” o Messa Tradizionale). Questa pratica si conservò fino al Concilio Vaticano II che, con la Riforma Liturgica, “abolì” l’obbligo della recita di questa invocazione, escludendola dal canone della Messa, con decreto del 26 settembre 1964 (Istruzione “Inter oecumenici” n.48, § j: «Le preghiere leoniane sono soppresse…»).

Questa invocazione rimase però annoverata tra le preghiere più amate e più recitate della tradizione cattolica. Scritta da papa Leone XIII dopo una visione mistica avvenuta il 13 ottobre 1884 alla fine della Santa Messa (in cui il papa vide «i demoni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime») questa preghiera venne inserita nel rito degli esorcisti ed è spesso utilizzata con efficacia nella lotta contro le manifestazioni del demonio. Nel 1994 il papa san Giovanni Paolo II affermò: «Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo».

PREGHIERE:

Sub Tuum Paesidium

LATINO:
Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.

ITALIANO:
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta.

Preghiera a San Michele (Leone XIII)

LATINO

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.

ITALIANO
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini. E Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen].

Fonti: 

  • Perché non si recita più la preghiera a San Michele Arcangelo? (Aleteia, 15 giugno 2016)
  • Marinelli F., Mikha’el. Chi è come Dio?, Shalom 2011.

Accordo Cina-Vaticano: adesso parla il Papa

(foto Ansa)

L’accordo firmato tra il Governo cinese il Vaticano sulla nomina dei vescovi ha suscitato un grande dibattito all’interno della Chiesa. Molte le voci che si sono alzate per protestare contro un accordo considerato “suicida” dove è chiaro che a pagare il prezzo più alto sarà la Chiesa Cattolica. Molto duro il commento del Cardinale Zen (vescovo emerito di Hong Kong) che ha aspramente criticato il lavoro della diplomazia Vaticana, a suo dire estremamente accondiscendente nei confronti del governo comunista cinese. In questo giorni ha fermamente criticato l’accordo anche il giornalista americano George Weigel che in un articolo pubblicato sul National Review ha paragonato l’accordo sinovaticano con il concordato stipulato da Pio XI coi nazisti del terzo Reich.

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Abusi nella Chiesa. La lettera del Papa: digiuno e preghiera per tornare al Signore

La dolorosa lettera di papa Francesco dopo la condanna del cardinale McCarrick e la pubblicazione – da parte della procura della Pennsylvania – del rapporto sugli abusi sessuali avvenuti nella chiesa in Stati Uniti. Un rapporto shock che ha visto più di 1000 persone vittime di abusi sessuali da parte di un gran numero di sacerdoti e laici legati alla chiesa cattolica statunitense. 

Come può una Chiesa chiamata a essere «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (Lumen Gentium, 1) compiere la propria missione quando si scopre corrotta dalla bramosia di dominio e di possesso, ferita dai delitti di alcuni dei suoi più alti rappresentanti e indebolita da peccati che creano dolore e scandalo? E’ questa la domanda che mette a fuoco la grande contraddizione di una comunità chiamata alla santità perfetta ma sconvolta dal radicarsi di corruzione e peccato proprio in alcuni membri del clero, in cardinali, vescovi, sacerdoti, chiamati ad essere alter Christi, rappresentanti di Cristo sulla terra e tra gli uomini.

Questa sofferenza che corrode la Chiesa dal suo interno ha gravemente preoccupato gli ultimi pontefici, da Paolo VI a Francesco passando da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI. La piaga della pedofilia all’interno della Chiesa che non cessa di allargarsi e di sconvolgere più di un paese e regione del mondo, non è che l’apice di una montagna, la punta di un iceberg. Uno scandalo che ferisce non solo le vittime dirette degli abusi ma la Chiesa stessa e l’intera comunità: Continua a leggere…

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