Testa•del•Serpente

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Archivio per il tag “Fede”

Crollo delle vocazioni nella Chiesa: problema politico o questione di fede?

Qualche giorno fa ho letto su Stilum Curiae, il blog del giornalista Marco Tosatti, il commento di un sacerdote romano riguardo al tema del crollo delle vocazioni sacerdotali (Qui l’articolo in questione). Si parlava anche del prossimo Sinodo sull’Amazzonia e dell’intenzione di ridiscutere l’obbligo del celibato e il reintegro dei “preti sposati” per supplire alla penuria di vocazioni. Sono rimasto sorpreso leggendo che il sacerdote romano neghi quello che, dal mio punto di vista, di laico “informato sui fatti”, è il punto focale della questione: la fede dei candidati. Il sacerdote afferma senza mezzi termini che a determinare il crollo delle vocazioni ci sono dei motivi che «non c’entrano assolutamente niente con la fede dei ragazzi o degli uomini che chiedono di incominciare il percorso per diventare sacerdoti». Dopo aver affermato che la crisi esiste solo nel mondo occidentale perché le chiese dell’Asia e dell’Africa pullulano di vocazioni (e su questo ritornerò), asserisce che il problema è nella «politica che ha accompagnato il discernimento delle ammissioni».

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Il fare di Marta e il sedere di Maria.

«La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano». Benedetto XVI 18/07/2010
Cristo en casa de Marta y María, Diego Velázquez

Si racconta che diversi anni fa, durante un incontro coi seminaristi della sua diocesi, un vescovo (come direbbe il Cervantes: «Il cui nome non voglio ricordare») si trovò a commentare il celebre episodio di Marta e di Maria. Racconta il brano evangelico che mentre la prima sedeva ad ascoltare le parole del maestro in religioso silenzio e adorazione la seconda era presa da mille faccende domestiche e dalle incombenze dell’ospitalità al fine di offrire una buona accoglienza a quell’ospite speciale. Per lo più Maria mormorava contro la sorella che intenta ad ascoltare Gesù non si dava da fare come lei. A conclusione del suo commento il vescovo poneva una domanda ai suoi seminaristi, una domanda che la tradizione orale trasmette così: «E voi, cari seminaristi, cosa preferite: il fare di Marta o il sedere di Maria?». Possiamo solo immaginare l’imbarazzo dei seminaristi nel sentire il proprio vescovo parlare con tale enfasi dal suo autorevole pulpito del “sedere di Maria”.

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Incontro di Giovani Roma 2018. Ecco il programma completo.

I giovani di tutta Italia si incontreranno a Roma, la città del Papa, i giorni 11 e 12 di agosto per l’appuntamento “Per mille strade verso Roma”. L’incontro è stato organizzato dai vescovi della Conferenza Episcopale Italiana in preparazione del Sinodo dei Vescovi che si occuperà proprio dei giovani (è stato appena pubblicato l’Instrumentum Laboris col titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”). Si attendono circa 50 mila giovani provenienti da 192 diocesi così come la presenza di 120 vescovi italiani.

Secondo l’invito dei Vescovi l’incontro a Roma con Papa Francesco sarà preceduto dai pellegrinaggi che consentiranno ai giovani italiani di percorrere a piedi o in pullman alcuni tratti di strada, visitando luoghi storici o naturali, santuari o città di santi; pregando ed ascoltando parole e catechesi dai sacerdoti e catechisti che li accompagneranno. Continua a leggere…

Il bene che non fa notizia: Madre di cristiani uccisi perdona l’ISIS

cross

“Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani.
Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida.”
Papa Francesco

Una madre egiziana, cristiana copta, ha dichiarato di perdonare l’ISIS che ha brutalmente ucciso i suoi due figli assieme ad altri diciannove compagni. A rivelare i sentimenti della donna egiziana di 60 anni, madre di Bishoy e Samuel, è un’altro figlio, Beshir, che è intervenuto radiofonicamente in un programma televisivo del canale cristiano SAT-7 Arabic (qui la traduzione dell’intervista in italiano).

I fratelli Bishoy Estafanos Kamel (25) e Samuel Estafanos Kamel (23) erano tra i 21 ragazzi copti catturati dall’ISIS e uccisi davanti alle telecamere. Il video del terrore è stato montato e diffuso dagli stessi miliziani islamici provocando sdegno e turbamento in tutto il mondo.

Ma se il male e le sue opere si diffondono rapidamente tramite gli organi di stampa internazionale e i social networks in rete, il bene e il perdono non fanno notizia. Così, l’impressionante notizia del perdono della famiglia Estafanos agli assassini dei loro ragazzi non ha trovato spazio nei media occidentali (in Italia ne parla Sat2000 in un servizio che riportiamo in fondo alla pagina). La notizia – diffusa dai media locali e dai networks cristiani – è scioccante e scandalosa, perché, se è facile immaginare che il male produca male, può sembrare pazzesco che a un omicidio, atroce e completamente gratuito, si possa rispondere con il perdono, l’accoglienza e la preghiera verso i propri nemici.

Nelle parole di Beshir, fratello dei due martiri, non c’è spazio per il rancore e per l’odio, ma un ringraziamento all’ISIS “per non aver eliminato l’audio” mentre i martiri invocavano il nome di Gesù prima di morire rendendo così “più forte la nostra fede”. Gli stessi sentimenti animano Al-Our, il loro villaggio di provenienza, dove “non c’è dolore, ma congratulazione reciproca, per il fatto di avere tanti martiri provenienti da questo villaggio”! Infine c’è la madre alla quale hanno strappato la vita di due giovanissimi figli, un raro esempio di coraggio e di fede autentica, una madre capace di “invitare a casa” l’assassino dei suoi figli “perché ci ha aiutati ad entrare nel Regno dei Cieli”.

Pubblichiamo l’articolo apparso su Gospel Truth Newspaper il 22 febbraio e il video dell’impressionante intervista a Beshir (il video integrale e la sintesi effettuata da Sat2000): dalle sue parole emerge la grandissima fede di un popolo da sempre perseguitato ma capace di rimanere fedele alle parole del Vangelo anche di fronte a una strage di questo genere.

Gospel Truth Newspaper – La decapitazione dei 21 egiziani copti cristiani in Libia da parte dell’ISIS ha scioccato il mondo civile. Di fronte alle opere spietate e piene di odio dell’ISIS, cosa potrebbe rispondere una donna se due dei suoi figli sono tra quelli uccisi senza pietà?

Una Donna egiziana di 60 anni, madre di Bishoy Estafanos Kamel, 25 e Samuel Estafanos Kamel, 23, uccisi dall’ISIS, non conserva il rancore, ma al contrario, afferma che se incontrasse l’estremista dell’ISIS che uccise i suoi figli, farebbe l’impensabile: “Chiederei a Dio di aprire i suoi occhi e lo inviterei a casa nostra”; così ha risposto al figlio Beshir che gli chiedeva come reagirebbe se dovesse incontrare per la strada un uomo dell’ISIS. Beshir ha raccontato i pensieri e sentimenti di sua madre in una intervista telefonica per SAT7 Arabic.

Quali sono invece i sentimenti di Beshir a riguardo dell’ISIS e come si spiega il massacro dove hanno ucciso i suoi due fratelli? Ecco qui cosa ha risposto: “(i miei fratelli) sono un orgoglio per il cristianesimo. Io sono orgoglioso di loro e cammino a testa alta. L’ISIS ci ha dato molto di più di quello che avremmo potuto chiedere loro evitando di modificare il filmato dove dichiarano la loro fede e proclamano il nome di Gesù Cristo. L’ISIS ci ha aiutato a rinforzare la nostra fede. Si, credetemi. Ringrazio l’ISIS perché non hanno tagliato l’audio quando (i martiri) hanno urlato dichiarando la loro fede”. Aggiunge Benshir, “Infatti, nel nostro villaggio, più che animi scoraggiati e tristi, tutti sono felici e si congratulano a vicenda poiché molti ragazzi del villaggio hanno dato la loro vita per Gesù Cristo”. La loro fede nel Signore non è stata scossa per nulla. “Già dai tempi dei romani, noi cristiani siamo stati presi di mira per essere martirizzati” ha sottolineato Beshir che non nutre sentimenti di odio nei confronti dell’ISIS. “La Bibbia ci insegna ad amare i nostri nemici ed a benedire coloro che ci maledicono”.

Rispondendo in diretta ad una richiesta del presentatore, Beshir ha elevato una preghiera per l’ISIS dicendo: “Oh, caro Dio, ti prego di aprire i loro occhi perché siano salvati; elimina l’ignoranza e tutti gli insegnamenti sbagliati che gli sono stati insegnati”.

Fonte:  The Gospel Truth Newspaper, 22 febbraio 2015.
Traduzione: Gabriel Cuartero

  • Video integrale sottotitolato in inglese: 

  • Servizio di Sat2000 (sintesi in italiano):

Vladimir Luxuria a Tv2000? Preferisco don Luigi

E-mail indirizzata a Tv2000
Oggetto: A proposito di Don Luigi Zucaro

Gentili Signori di Tv2000

Probabilmente sarete invasi dai messaggi (lo spero) riguardo la vostra discutibile e impopolare decisione di avere il signore Guadagno, in arte Luxuria, nei vostri programmi.

Probabilmente cestinerete molti messaggi dopo averli sommariamente letti senza soffermarvi su ogni dettaglio delle mail che state ricevendo.

E’ per questo che ho deciso di intitolare il mio messaggio “A PROPOSITO DI DON LUIGI ZUCARO” per provare a dire qualcosa in più oltre a dimostrare il mio dissenso riguardo la vostra eclatante e mediatica mossa pubblicitaria.

Don Luigi, sacerdote della diocesi di Roma, sarà da voi a parlare sull’Eutanasia assieme allo scrittore Veronesi, MERCOLEDI 12 alle 21,00. E sono molto contento che un prete come don Luigi, medico e cappellano dell’Ospedale Bambino Gesù, sia preso in considerazione anche se non è un transessuale, non è un politico, nè una stella televisiva di Talent Show o similia.

Questo giovane sacerdote, accanto al suo considerevole bagaglio culturale, ha una esperienza concreta di situazioni-limite come quella di un bambino che muore a 5 o 6 anni a causa di una leucemia davanti all’impotenza di medici e genitori. La sofferenza di un bambino, innocente è una realtà dura che non si trova nelle “Isole dei Famosi” nè nelle democratiche Feste dell’Unità o nei Gay Village (frequentati frequentemente dal “vostro” Luxuria). Ma all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù questa realtà è il pane quotidiano, spesso duro e insapore. Sono situazioni dolorose, inspiegabili, irragionevoli e scandalose che solo la fede può illuminare. Ed è proprio alla luce della fede (un ingrediente che non dovrebbe mancare per “salare” il vostro palinsesto) che don Luigi proverà a “balbettare” (con ogni rispetto, io non ci riuscirei di sicuro a farlo) qualcosa sulla sacralità della vita umana e sulla cosiddetta eutanasia.

Ecco, vi ringrazio per aver invitato don Luigi. Magari qualcuno domani accenderà la talevisione sul vostro canale grazie alla pubblicità che involontariamente le ha fatto il signor “Lussuria” (solo una curiosità: il suo programma sarebbe stato con bollino ROSSO per tutela dei minori?).

Possiate in qualche modo “rimediare” al vostro sciovolone cercando di migliorare il vostro servizio non con facili operazioni mediatiche “furbette” (a quando suor Cristina?) ma magari invitando ogni tanto dei sacerdoti, dei catechisti e delle persone che – lontani da ogni mondanità e sregolatezza sessuale – vogliano fare questo servizio di testimonianza e di “orientamento” (culturale, spirituale e catechetico) tramite il vostro (ancora) piccolo canale televisivo.

Vi auguro un buon lavoro!
Cordiali saluti,

Miguel Cuartero Samperi

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