Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per la categoria “Sociedad / Società”

In piazza contro il bavaglio del pensiero unico. L’11 luglio a Roma contro il Ddl Zan

Appuntamento a Roma, l’11 luglio a Piazza del Popolo e contemporaneamente in 100 piazze di tutta Italia (elenco completo delle città e delle piazze sul sito ufficiale dell’evento www.restiamoliberi.it)

Le associazioni Pro vita e Famiglia invitano a scendere in piazza contro una legge che mina la libertà di opinione (come è stato dimostrato da altri paesi europei in cui è stata già approvata). L’appuntamento è a Roma l’11 luglio a Roma per alzare la voce contro il Ddl sull’omofobia firmato dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan e da altri deputati della sinistra italiana (il testo del Ddl riunice cinque ddl: Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni, Bartolozzi). Pieno sostegno da parte del leader dell’associazione “Family Day” il dott. Massimo Gandolfini che invita amici e simpatizzanti così come “tutte le persone che hanno a cuore la libertà e la democrazia” a sostenere la campagna #restiamoliberi.

Il deputato Alessandro Zan (Padova, 4 ottobre 1973) è un politico e attivista LGBT italiano. Esponente della comunità LGBT, è noto soprattutto per aver promosso ed ottenuto il primo registro anagrafico italiano delle coppie di fatto, aperto anche alle coppie omosessuali. Nel 2014 abbandona il partito Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) per entrare nel Partito Democratico (PD)

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L’ultima canzone dei Jarabe de Paolo. Il testamento di Pau Donés

Tutto ciò che tu mi dai è molto di più di ciò che chiedo.  Tutto ciò che mi dai è ciò di cui ora ho bisogno.

Tutto ciò che tu mi dai non credo di meritarlo. Per tutto ciò che mi dai ti sarò per sempre grato.  

Quindi grazie per esserci. Per la tua amicizia e la tua compagnia. Sei ciò che di meglio la vita mi abbia regalato.

Per tutto ciò che ho ricevuto, essere qui vale la pena. Grazie a te ho continuato a remare contro la corrente.

Per tutto ciò che ho ricevuto, ora so che non sono solo.

Ora ho te, amico mio, mio tesoro.

Quindi grazie per esserci. Per la tua amicizia e la tua compagnia. Sei ciò che di meglio la vita  mi abbia regalato.

Tutto ti darò, per la tua qualità, per la tua allegria.

Mi hai aiutato a riprendermi, a superarmi giorno per giorno.

Tutto ti darò, sei stato la mia migliore medicina.

Tutto ti darò, tutto ciò che chiederai.

Tutto ciò che mi dai, è molto di più di ciò che non ti ho mai chiesto.

Tutto ciò che mi dai, è molto di più di quello che ho meritato.

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Note (e campane) stonate sulla conversione di Silvia Romano.

A sproposito qualcuno ha paragonato la vicenda di Silvia Romano alla parabola evangelica del figliol prodigo, al fine di giustificare la festa della Chiesa per il suo ritorno dall’Africa. Ma la sua conversione all’Islam non può essere una buona notizia per la comunità dei credenti in Cristo. Comunità che la ragazza – al di la dei dettagli e delle circostanza – ha formalmente abbandonato. Riprendendo un’infelice lapsus del premier Conte, potremmo dire che è passata «dalla schiavitù all’Egitto».

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Oracolo del virologo: “Non è ora per la libertà di culto”.

I cattolici “saltano il turno”. Il premier Giuseppe Conte ha escluso le Sante Messe dalla “Fase 2” che prevede le riaperture di bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, mentre il governo è al lavoro per riaprirle a maggio palestre, piscine e centri danza (Il Messaggero, 29 aprile).

La domanda che sorge è per quale motivo celebrare la Santa Messa sia considerato più rischioso rispetto a frequentare supermercati, tabaccai, librerie, bar, ristoranti e centri estetici, tanto da non avere una data certa o presunta per la riapertura? Per lo più sapendo che milioni di cattolici sentono il bisogno di nutrire la loro fede e il loro spirito e di tornare ai sacramenti nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

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Messe proibite interrotte e cortei rossi. Confusione tra comici, preti, politici e partigiani.

Le notizie vanno ormai prese “con le pinze”. I giornalisti hanno lavorato sodo per distruggere quell’aura di infallibilità e di credibilità che sembrava caratterizzare il giornalismo. Oggi giorno “lo ha detto il giornale” ha un grado di verosimiglianza paragonabile a “l’ho ascoltato al bar”. E siccome i bar sono chiusi e i giornali, al contrario sono molto attivi, non ci resta che barcollare nel buio pesto del mondo dell’informazione italiana.

Detto questo, in questo tempo di pandemia da coronavirus tutto diventa più confuso e complicato, non solo a causa di una malattia che la scienza non riesce a curare o a prevenire, ma anche a causa di una gestione politica della situazione a dir poco caotica. La seconda dipende dalla prima ma sicuramente ai normali cittadini non riesce facile da capire cosa possono e cosa non possono fare. Si può andare a fare la spesa, ma non si può tornare a casa con una bottiglia di vino. Si può andare in farmacia, ma non accompagnati dalla moglie. Si può andare in chiesa ad accendere un cero ma non se inizia una Messa. Così il parroco può aprire la sua chiesa al pubblico ma dovrà chiuderla se vuole celebrare l’Eucaristia… 

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