Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per il tag “famiglia”

Addio Paola Bonzi: una vita controcorrente per salvare mamme e bambini dall’aborto

Afferma il Talmud che «chi salva una vita, salva il mondo intero».

Ebbene, c’è una donna che, dal 1984 a oggi, ha salvato la vita a 22.633 bambini. Lo ha fatto senza mai prendersi il merito dell’impresa. Diceva infatti che non era lei a salvare ma che i bambini «sono stati salvati dalle loro mamme». Ora, Paola Chiara Morozzi Bonzi, educatrice, fondatrice e presidente del Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli, muore all’età di 74 anni lasciando un’esempio prezioso per tutti coloro che vorranno raccoglierne l’eredità spirituale e proseguire questa opera che profuma di salvezza.

Così si presentava sulla sua pagina Facebook, dove Paola – ipovedente dall’età di vent’anni – amava condividere con gli amici sparsi in tutta Italia, le storie di mamme e bambini, esperienze di dolore e di gioia, di donne tornate a sorridere e di bimbi venuti alla luce anche nelle circostanze più avverse:

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Istituto Giovanni Paolo II: gli studenti in rivolta contro i nuovi vertici! “Situazione grave”. In vista cancellazioni e richieste di rimborsi

Siamo stati abituati a vedere gli studenti pronti alla rivoluzione contro le autorità accademiche. Questa volta la rivoluzione è venuta dall’alto (come in realtà accade sempre) e gli studenti si oppongono firmando un clamoroso appello che chiede ai nuovi vertici di sedersi al tavolo per ridisegnare i cambiamenti senza violare l’identità dell’Istituto Giovanni Paolo II e nel rispetto di professori e alunni.

«Non avendo finora ottenuto dalle autorità accademiche del nostro Istituto, nè dal Preside nè dal Gran Cancelliere, alcuna risposta soddisfacente e chiara a questa lettera (…) rendiamo pubblica la nostra lettera». Così gli studenti dell’Pontificio Istituto Giovanni Paolo II hanno deciso di pubblicare la lettera che da giorni circola via chat e che manifesta il forte malcontento del corpo studentesco di fronte alla “grave situazione” venutasi a creare con l’approvazione dei nuovi Statuti del Pontificio istituto teologico San Giovanni Paolo II per le Scienze sul matrimonio e sulla famiglia.

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Viva la revolución! Le Scienze Sociali al posto della Teologia Morale. Così crolla un baluardo dell’insegnamento morale della Chiesa Cattolica

Difficile da credere (perché ha dell’in-credibile), la notizia del repentino allontanamento dei professori mons. Livio Melina e padre José Noriega dall’Istituto Giovanni Paolo II. Purtroppo non sembra che si tratti di un “fuoco di Paglia”, difatti la notizia è stata confermata da fonti interne all’Istituto e vicine a mons. Melina. E non ci si aspettano di certo spiegazioni ufficiali da parte dei mandatari, visto che, ultimamente, epurazioni eccellenti e nomine inaspettate ai piani alti del Vaticano, non hanno meritato spiegazioni di sorta per chi – perplesso – si domandava il senso di tali scelte.

Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dedicato agli studi su matrimonio e famiglia, è stato fondato nel 1982 per volere di Giovanni Paolo II in seguito al Sinodo dei Vescovi del 1980 sulla famiglia e alla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio (1981). Il papa polacco affidò l’Istituto alla guida del compianto cardinale Cafarra (foto). I primi due presidi dell’Istituto, Carlo Caffarra (1981-1985) e Angelo Scola (1995-2002), sono entrambi divenuti in seguito cardinali.

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La carica degli analfabeti contro il Congresso Mondiale della Famiglia, il Medioevo e la libertà #WCF

Al via tra le polemiche“. Così i giornali italiani parlano del Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF) che si è aperto oggi a Verona. Le polemiche hanno infatti caratterizzato la preparazione di questa edizione del raduno pro-family, impedendo il dialogo e il sereno svolgimento dei lavori. Come ha affermato F. Cardini in merito al cattivo uso del termine “Medioevo”: “Scappa un po’ da ridere, a sentir certe critiche: se non ci fosse da piangere”.

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Cena di Natale senza cellulari! Lo spot dell’IKEA che sta commuovendo la Spagna

Sareste capace di spegnere il cellulare durante le feste per viverlo in maniera più intensa assieme ai vostri cari e, magari, approfittare per conoscerli meglio? Questa è la sfida lanciata da IKEA in Spagna attraverso uno spot che sta commuovendo la penisola e sul quale vale la pena di riflettere un attimo. Si tratta di uno filmato di tre minuti che mette in scena un concorso a squadre: cinque famiglie prendono posto ognuna di loro ad un tavolo elegantemente bandito a festa per la cena di Natale. Le regole del gioco sono semplici – spiega la voce fuori campo del presentatore – «Se dai la risposta giusta, prosegui la cena, se sbagli, ti alzi da tavola e vai via».

E così vengono poste ad ogni famiglia delle domande di vario genere. Le prime domande riguardano il mondo dei social network Twitter e Instagram e i più giovani di ogni squadra rispondono correttamente tra gli applausi tesi dei famigliari. Dopo qualche domanda di gossip (anche qui la risposta è corretta), il presentatore sorprende tutti iniziando a porre delle domande più personali che riguardano la storia, i gusti e i sogni dei commensali. È in questo momento che cala il gelo sulla competizione: tutti si fanno trovare impreparati su domande apparentemente banali come «dove si sono conosciuti i tuoi genitori», «che lavoro fa, esattamente, tuo padre», «quale evento ha segnato la vita della nonna», «qual è il film preferito di tuo figlio» o «quale sogno rimane da realizzare a tua moglie»… Ad uno ad uno i concorrenti – fino a quel momento vincenti – iniziano a venire eliminati. Uno dopo l’altro abbandonano la cena di Natale lasciando a tavola pochi anziani, i nonni che conservano la memoria storica della famiglia. Alla fine l’imbarazzo e la vergogna lasciano spazio al dispiacere per l’ammessa incapacità di non conoscere affatto i compagni di una vita. Lo spot ha un lieto fine e un messaggio importante: il finale prevede un ritorno a tavola di tutti i componenti, ormai liberi dalle regole del gioco e consapevoli dell’importanza di relazionarsi faccia a faccia coi propri cari. Tutti i cellulari vengono buttati in una scatola per godersi la vera cena di Natale.

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