Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Massimiliano Kolbe, questo sconosciuto. Il martire di Auschwitz un santo per i giovani

Mi trovato in Sud America ormai più 10 anni fa quando mi capitò,  quasi per caso, di leggere una biografia di Massimiliano Maria Kolbe, il sacerdote polacco ucciso nel campo di concentramento di Auschwitz il 14 agosto del 1941. Il frate – che andò spontaneamente incontro a quella orribile tortura – fu abbandonato dai nazisti nel “bunker della morte” e lasciato morire di fame e di sete dopo lunghi giorni di agonia. Ne rimasi affascinato, fu per me una grande sorpresa scoprire la storia di quel sacerdote santo, pieno di fervore apostolico e spirito missionario, capace di dedicare tutta la propria vita a Dio fin dalla prima giovinezza e a concluderla con un dono totale per amore a Dio e agli uomini (nel bunker prese il posto di un padre di famiglia scelto dai nazisti per una rappresaglia. Quell’uomo, molti anni dopo, presenziò la canonizzazione di quel folle prete che gli salvò la vita). Continua a leggere…

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Incontro di Giovani Roma 2018. Ecco il programma completo.

I giovani di tutta Italia si incontreranno a Roma, la città del Papa, i giorni 11 e 12 di agosto per l’appuntamento “Per mille strade verso Roma”. L’incontro è stato organizzato dai vescovi della Conferenza Episcopale Italiana in preparazione del Sinodo dei Vescovi che si occuperà proprio dei giovani (è stato appena pubblicato l’Instrumentum Laboris col titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”). Si attendono circa 50 mila giovani provenienti da 192 diocesi così come la presenza di 120 vescovi italiani.

Secondo l’invito dei Vescovi l’incontro a Roma con Papa Francesco sarà preceduto dai pellegrinaggi che consentiranno ai giovani italiani di percorrere a piedi o in pullman alcuni tratti di strada, visitando luoghi storici o naturali, santuari o città di santi; pregando ed ascoltando parole e catechesi dai sacerdoti e catechisti che li accompagneranno. Continua a leggere…

Respinti alla frontiera del Vaticano. Cronaca di un giusto respingimento

Tornati al caldo di Roma dopo due settimane al mare avevo proposto a mia moglie e ai bambini (4, 2 e poco più di mezzo anno) di fare una passeggiata tutti assieme e di andare in Vaticano dove dovevo ritirare una pergamena con benedizione papale per una coppia di futuri sposi. Eccoci dunque, dopo aver cercato a lungo un parcheggio e averlo trovato lontano per noi grandi e lontanissimo per i piccoli, eccoci camminare sotto il sole cocente di un caldissimo ultimo giorno di luglio diretti a Porta Sant’Anna. Dopo una pausa strategica e necessaria in un bar, a passo lento e ormai stremati dal sole inclemente (in quel momento un whatsapp incoraggiante di mio fratello: “non uscite di casa, sembra avere un phon sparato sulla testa”), la nostra carovana approda eroicamente alla meta. Eccoci davanti al mitica Porta di Sant’Anna che segna il confine tra la città di Roma e la Città del Vaticano. Purtroppo, essendo un corrente giorno feriale, le guardie non erano in alta uniforme, ciò avrebbe senz’altro destato ancora più stupore nei bimbi, ma anche la divisa blu ha il suo fascino, il resto lo fa il portamento e la prestanza statuaria di un militare di guardia. Continua a leggere…

Non è te che aspettavo: il libro che non mi aspettavo di leggere (e che ora vi consiglio)

INTRO

Negli ultimi anni il mio rapporto personale con le biblioteche comunali è radicalmente cambiato. Dalle lunghe ore di studio per preparare gli esami di maturità o quelli di filosofia di decine di anni fa, alle ben più brevi visite di oggi, nei reparti di libri per bambini per accompagnare i miei due “grandi” mentre la piccola esplora l’ambiente sul tappeto. Va detto che, normalmente, a portare i bimbi in biblioteca è mia moglie ma quando mi capita di poter accompagnarli, il tempo per soddisfare la mia curiosità tra gli scaffali è ridotto a zero preso tra continui “papà-guarda-questo-libro”, bisogni di acqua o di bagno e richiami al silenzio generale. Nonostante ciò capita che qualche libro riesca a carpire la mia attenzione in qualche modo, spesso nel tragitto tra la zona bimbi e la cassa mentre portiamo i libri scelti e quelli da restituire alle signore della biblioteca: un tragitto che percorro volutamente a rilento per cercare di scovare qualche cosa di interessante nella colonnina delle novità sempre aggiornata e ben fornita. E’ che così che qualche giorno fa l’occhio mi è caduto su un corposo libro intitolato “Non è te che aspettavo” che presentava in copertina il disegno di un uomo sull’uscio di una cameretta mentre osserva perplesso una culla per neonati. L’ho preso mentre ripetevo tra me e me “solo per guardarlo, solo per guardarlo” (cerco infatti di combattere l’istinto di prendere in affitto libri che non leggerò per mancanza di tempo, destinati a passare un mese nello scaffale di casa o sul comodino come è successo di recente con un “Sei personaggi in cerca di autore” di Pirandello, restituito dopo aver letto l’introduzione). “Solo per guardarlo…” ma il libro finì affittato, letto e recensito. [Che poi nella mia personale lista di libri per l’estate accuratamente segnata su una nota del cellulare c’erano già troppi libri per aggiungerne un altro… questo per dire – parafrasando il titolo – che non era il libro, o il tipo di libro – che mi aspettavo di leggere quest’estate]. Continua a leggere…

Le profezie dell’Humanae Vitae. La pillola contro la civiltà occidentale (50 anni dopo)

Sono passati ormai 50 anni dalla pubblicazione dell’enciclica di Paolo VI Humanae Vitae (HV), il documento pontificio più discusso di tutta storia della Chiesa, e le polemiche non sembrano placarsi in nessun modo. Al contrario: con l’occasione del cinquantesimo anniversario il dibattito – in realtà mai spento – si è rianimato anche attraverso pubblicazioni di nuovi studi e di approfondimenti storici e teologici. Come ha affermato Y. Semen, grande esegeta della teologia del corpo di Giovanni Paolo II, «in tutta la storia della Chiesa non c’è stata enciclica più controversa, contestata, criticata – e per altro deformata – di questa» (Y. Semen, La sessualità secondo Giovanni Paolo II, p. 48). Il problema non riguarda solo la liceità morale dei metodi di regolazione delle nascite ma la posta in gioco di HV è molto più alta; in gioco c’è la teologia del matrimonio cristiano, i suoi fini, il concetto di apertura alla vita e di paternità e maternità responsabile; ma anche la relazione tra natura e cultura, l’autorevolezza dell’insegnamento pontificio, la capacità di metterlo in pratica, l’opportunità di una promulgazione papale non condivisa da alcune frange del collegio episcopale,  ma soprattutto  il ruolo della coscienza individuale e il suo rapporto con la norma morale e con la dottrina cattolica. Si tratta dunque di un dibattito che va al di la della morale sessuale, un argomento che richiama a corredo l’ausilio della teologia e una riflessione filosofica sulla famiglia, sulla natura dell’uomo e sul suo destino. Continua a leggere…

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