Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Porto San Giorgio centro internazionale per la nuova evangelizzazione: a Kiko Argüello la cittadinanza onoraria.

La città di Porto San Giorgio è una piccola ma vivace cittadina della costiera adriatica (provincia di Fermo, Marche) che conta con 16mila abitanti. La sua fortuna è legata da ormai decine di anni alla presenza di un centro di spiritualità che ospita ogni anno decine di migliaia di laici e religiosi provenienti da tutto il mondo.

Qui si trova infatti il Centro Internazionale del Cammino Neocatecumenale sorto negli anni 80 su un terreno donato da una coppia di sposi delle comunità neocatecumenali, catechisti in Campania e Molise. Sollecitati dalle parole di Gesù e dalla predicazione di Kiko e Carmen, Patrizio – un affermato medico – e sua moglie decisero di donare quel terreno (dove avevano un’azienda agricola) per l’evangelizzazione. E’ proprio qui, sulle colline di Porto San Giorgio che ogni anno gli iniziatori del Cammino Neocatecumenale si riuniscono con i rettori e i vice-rettori dei più di centoventi seminari Redemptoris Mater, coi seminaristi di tutta Europa, con i catechisti itineranti di tutto il mondo e con le numerose famiglie in missione sparse per i cinque continenti. Tutti i missionari alloggiano negli alberghi della cittadina marchigiana, ormai abituati al via vai di clienti provenienti da tutto il mondo, mentre le riunioni si svolgono all’interno della grande sala chiamata “Tenda della riunione”.

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Il Keryma del Natale. Il nuovo libro di Francesco Voltaggio alle sorgenti del primo Natale in Terra Santa

E’ uscito il nuovo libro di don Francesco Voltaggio intitolato “Alle sorgenti della fede in Terra Santa. Attesa, Avvento, Natale del Messia”. Dopo il volume dedicato alle feste ebraiche, Voltaggio ci accompagna in un affascinante viaggio nel tempo per tornare all’anno zero del cristianesimo. Siamo nell’epoca del “Secondo tempio” quando a Nazareth una donna ebrea riceverà un messaggio che stravolgerà la vita degli uomini…

Chi era quella donna ebrea? come visse la sua fede? come la trasmise a quel figlio così “speciale”? Che cosa significa che Israele aspettava il Messia? E che tipo di Messia attendeva? Cosa sappiamo di Nazareth e di Betlemme al tempo di Gesù? Rispondere a queste e altre domande è lo scopo del nuovo libro di don Francesco Voltaggio, sacerdote della diocesi di Roma che da molti anni svolge la sua missione Terra Santa come rettore del seminario missionario Redemptoris Mater della Galilea e professore di esegesi biblica. Esperto di lingua, letteratura e archeologia semitica Voltaggio ha potuto attingere alla ricchezza di tutte le fonti (storiche, letterarie e archeologiche) a sua disposizione per ricostruire l’ambiente originario all’interno del quale si è incarnato Nostro Signore Gesù Cristo, «l’humus vitale in cui è fiorita la nostra salvezza». La collana “Alle sorgenti della fede in Terra Santa” (Cantagalli-Chirico) è frutto di un programma radiofonico andato in onda su Radio Maria dal 2014 al 2017. Dopo il primo volume sulle feste ebraiche ecco ora un secondo libro dedicato all’Avvento e al Natale del Messia.

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Cena di Natale senza cellulari! Lo spot dell’IKEA che sta commuovendo la Spagna

Sareste capace di spegnere il cellulare durante le feste per viverlo in maniera più intensa assieme ai vostri cari e, magari, approfittare per conoscerli meglio? Questa è la sfida lanciata da IKEA in Spagna attraverso uno spot che sta commuovendo la penisola e sul quale vale la pena di riflettere un attimo. Si tratta di uno filmato di tre minuti che mette in scena un concorso a squadre: cinque famiglie prendono posto ognuna di loro ad un tavolo elegantemente bandito a festa per la cena di Natale. Le regole del gioco sono semplici – spiega la voce fuori campo del presentatore – «Se dai la risposta giusta, prosegui la cena, se sbagli, ti alzi da tavola e vai via».

E così vengono poste ad ogni famiglia delle domande di vario genere. Le prime domande riguardano il mondo dei social network Twitter e Instagram e i più giovani di ogni squadra rispondono correttamente tra gli applausi tesi dei famigliari. Dopo qualche domanda di gossip (anche qui la risposta è corretta), il presentatore sorprende tutti iniziando a porre delle domande più personali che riguardano la storia, i gusti e i sogni dei commensali. È in questo momento che cala il gelo sulla competizione: tutti si fanno trovare impreparati su domande apparentemente banali come «dove si sono conosciuti i tuoi genitori», «che lavoro fa, esattamente, tuo padre», «quale evento ha segnato la vita della nonna», «qual è il film preferito di tuo figlio» o «quale sogno rimane da realizzare a tua moglie»… Ad uno ad uno i concorrenti – fino a quel momento vincenti – iniziano a venire eliminati. Uno dopo l’altro abbandonano la cena di Natale lasciando a tavola pochi anziani, i nonni che conservano la memoria storica della famiglia. Alla fine l’imbarazzo e la vergogna lasciano spazio al dispiacere per l’ammessa incapacità di non conoscere affatto i compagni di una vita. Lo spot ha un lieto fine e un messaggio importante: il finale prevede un ritorno a tavola di tutti i componenti, ormai liberi dalle regole del gioco e consapevoli dell’importanza di relazionarsi faccia a faccia coi propri cari. Tutti i cellulari vengono buttati in una scatola per godersi la vera cena di Natale.

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Scuola: genitori protagonisti contro la colonizzazione ideologica

Una delle strategie più efficaci di colonizzazione del pensiero applicate dai regimi totalitari è quella di indottrinare i cittadini fin dalla giovane età attraverso la scuola. Lo stato esercita così il suo potere pervasivo e persuasivo sui bambini assumendo pienamente il ruolo di educazione che spetterebbe in primo luogo ai genitori. Testimonianze dei regimi nazisti e comunisti mostrano quanto l’educazione dei bambini attraverso la scuola, abbia rappresentato un nodo fondamentale del programma totalitario, volto a dominare il popolo per sottometterlo al pensiero unico del regime. In questo modo si otteneva un duplice risultato: formare per il futuro masse di cittadini docili e obbedienti e depotenziare il ruolo formativo della famiglia e dei nuclei religiosi.

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Persecuzione globale! Nel 2018, cristiani sotto la morsa di Islam e comunismo.

Altro che “ritorno al Medioevo” e alla “caccia alle streghe”. A leggere i dati pubblicati dalla fondazione di diritto Pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACS) per l’anno 2018 (Rapporto sulla libertà di religione 2018) sembra che il mondo sia piombato in un epoca oscura dominata da una genìa di barbari senz’anima, e dunque senza scrupoli, assetati di sangue, incapaci di attuare un livello minimo di umana convivenza.

Secondo questo dettagliato rapporto annuale (c’è una scheda di più pagine per ogni paese), giunto alla sua quattordicesima edizione, nel 2018 un cristiano su sette vive in terre di persecuzione. «In sintesi – afferma ACS – il 61% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui non vi è rispetto per la libertà religiosa; nel 9% delle nazioni del mondo vi è discriminazione; e nell’11% degli Stati vi è persecuzione». Rispetto ai precedenti rapporti, la situazione è decisamente peggiorata. Sono oltre 300 milioni i fedeli cristiani che subiscono persecuzioni o discriminazioni. 

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