Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per il tag “Chiesa”

Crollo delle vocazioni nella Chiesa: problema politico o questione di fede?

Qualche giorno fa ho letto su Stilum Curiae, il blog del giornalista Marco Tosatti, il commento di un sacerdote romano riguardo al tema del crollo delle vocazioni sacerdotali (Qui l’articolo in questione). Si parlava anche del prossimo Sinodo sull’Amazzonia e dell’intenzione di ridiscutere l’obbligo del celibato e il reintegro dei “preti sposati” per supplire alla penuria di vocazioni. Sono rimasto sorpreso leggendo che il sacerdote romano neghi quello che, dal mio punto di vista, di laico “informato sui fatti”, è il punto focale della questione: la fede dei candidati. Il sacerdote afferma senza mezzi termini che a determinare il crollo delle vocazioni ci sono dei motivi che «non c’entrano assolutamente niente con la fede dei ragazzi o degli uomini che chiedono di incominciare il percorso per diventare sacerdoti». Dopo aver affermato che la crisi esiste solo nel mondo occidentale perché le chiese dell’Asia e dell’Africa pullulano di vocazioni (e su questo ritornerò), asserisce che il problema è nella «politica che ha accompagnato il discernimento delle ammissioni».

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Benedetto XVI: l’idea di una “nuova chiesa” viene dal demonio. Comunità catecumenali per vivere la fede

L’intervento di Benedetto XVI riguardo alla piaga degli abusi sessuali nella Chiesa (testo integrale in italiano sul Corriere della Sera) ha fatto in poche ore il giro del mondo creando reazioni opposte tra chi applaude l’acuta analisi teologica e storica del papa Emerito e chi critica l’opportunità che Benedetto XVI continui a esprimere le proprie idee preferendo un emerito silenzioso e recluso, dedito alla preghiera (meglio se silenziosa). Eppure Benedetto XVI afferma chiaramente di aver voluto dare un contributo al “Summit sugli abusi sessuali” convocato da papa Francesco in Vaticano dopo aver concordato la pubblicazione col Pontefice regnante e col suo Segretario di Stato.

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Card. Sarah: restate fedeli alla madre che Gesù ci ha donato, la Chiesa

«Sono lieto di annunciare la pubblicazione in Francia – il prossimo 20 marzo – del mio nuovo libro scritto con Nicolas Diat». Con questo breve messaggio il cardinale guineano Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha annunciato l’imminente pubblicazione del suo terzo libro. Il libro è ora disponibile in lingua francese mentre si attendono le traduzioni nelle diverse lingue.

Il libro “più importante”

Dopo il successo mondiale di “Dio o niente” (libro autobiografico pubblicato nel 2015 con più di 400mila copie vendute) e “La forza del silenzio” (2016) tradotti in 14 lingue e divenuti presto dei best-seller in diversi Paesi del mondo, ecco un nuovo volume intitolato: Le soir approche et déjà le jour baisse (“La sera si avvicina e il giorno sta già calando“). Il titolo del libro riprende le parole che i discepoli di Emmaus rivolgono a Gesù risorto nel racconto dell’apparizione narrato dall’evangelista Luca: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino” (Lc 24,29).

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Sodoma e Gomorra. San Pier Damiani, il summit sugli abusi e l’omosessualità

Il summit sugli abusi sessuali su minori, al quale parteciperanno i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, si apre in mezzo a molte polemiche. Sono molti quelli che esigono che il Vaticano prenda di petto il tema dell’omosessualità dei sacerdoti, una piaga strettamente legata ai casi di abusi sessuali (la maggior parte delle vittime sono giovani maschi).

Molti altri negano che il tema dell’omosessualità abbia a che vedere con gli abusi, che sarebbero esclusivamente legati a peccati di autoritarismo, di clericalismo e abuso di potere (così come ha affermato di recente il cardinale Blaise Cupich). Altri ancora indicano il celibato sacerdotale come la principale causa della crisi del sacerdozio e dei peccati dei suoi componenti contro il sesto comandamento.

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Divisi a Sanremo tra migranti, musica trap e… satanismo.

Premessa. Chiedo venia a voi lettori. “Ancora Sanremo?” vi domanderete dopo averne sentito parlare fino alla nausea e dopo che il tempo ci ha regalato lo spostamento delle telecamere verso altri scenari. “Ancora Sanremo, ora che lo avevano dimenticato e che le polemiche si sono finalmente assopite? Chiedo venia, perché quello che voleva essere un breve e leggero commento a caldo, da pubblicare magari il giorno dopo la finale, ha dovuto sottostare ad altre priorità come il lavoro e la famiglia (con annessa festa di compleanno del grande cinquenne) e un progetto editoriale di ben altro calibro quasi pronto (prometto) per la stampa. E siccome mi dispiace cestinare un articolo, anche inutile e ininfluente, lo pubblico fuori tempo massimo, senza pretesa alcuna, per chi vorrà leggere.

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