Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

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Narrativa fantasy e la formazione della coscienza

fantasy1Riscoprire il genere letterario fantasy come un valido strumento di formazione e di crescita per i giovani, è questa la sfida della scrittrice Silvana de Mari che ora presenta il suo nuovo lavoro destinato ai ragazzi e pubblicato con la casa editrice Giunti: Hania, la strega muta.

Si tratta del secondo capitolo della Trilogia di Hania una saga fantasy pubblicata con la Giunti e inaugurata nel 2015 col prequel Hania, il regno delle Tigri bianche e seguita dal primo episodio: Hania, il cavaliere di Luce (2015).

Il romanzo narra le avventure che una che la giovane Hania dovrà affrontare con l’aiuto di sua madre: la principessa Haxen del Regno delle Sette Cime. E’ grazie alla madre che ragazza (attraverso racconti e narrazioni del Cavaliere della Luce) formerà una coscienza capace di optare per il bene e di fuggire le insidie del malvagio Signore Oscuro che l’ha generata dotandola di straordinari poteri malefici. Hania ha deciso di rinunciare al suo lato oscuro ed è per questo obbligata a fuggire per aver salva la vita. Un’appassionante avventura ricca di sorprese, di ostacoli da superare, di nemici da combattere e di amici con cui accordarsi e allearsi lungo il cammino. Un cammino lungo, faticoso e pericoloso ma che vale la pena di percorrere se esiste una meta a cui aspirare.

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Silvana de Mari

Nata nel casertano nel 1953, Silvana de Mari è medico chirurgo, specializzata in chirurgia generale e in psicologia cognitiva. Ha lavorato come medico in Etiopia, un’esperienza fondamentale anche per il suo futuro come scrittrice. Oggi vive a Torino e si occupa di psicoterapia mentre scrive libri fantasy per i ragazzi al fine di sviluppare tutte le potenzialità dei più giovani che si apprestano ad affrontare le sfide della storia. Le piace definirsi “un medico che scrive” piuttosto che una scrittrice; si ispira, tra gli altri, a Dante, Manzoni, Primo Levi, Tolkien e Orwell. “Sulla mia bara – dice – voglio due libri: Il Signore degli Anelli e Se questo è un Uomo.

I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue e pubblicati in tutto il mondo. Il successo è arrivato col romanzo L’ultimo elfo pubblicato nel 2004 da Salani e divenuto un bestseller internazionale vincendo numerosi premi tra cui il Premio Andersen (2004), il Bancarellino (2005), Le Prix Imaginaire (2005) e il premio dell’American Library Association per il miglior libro per ragazzi negli Stati Uniti (2006).

haniaDe Mari è una convinta sostenitrice dell’importanza delle narrazioni, ed in modo particolare della narrativa fantastica, come un valido strumento di formazione e veicolo di quei valori necessari per affrontare le avventure della vita.

Lo scrittore inglese G.K. Chesterton era certo della forza pedagogica delle favole ed affermò: “Le favole non danno al bambino la prima idea di uno spirito cattivo. Ciò che le favole danno al bambino è la prima chiara idea della possibile sconfitta dello spirito cattivo. Il bambino conosce dal profondo il drago, fin da quando riesce ad immaginare. Ciò che la favola gli fornisce è che esiste un San Giorgio che uccide il drago” (da G. K. Chesterton, The red angel, in Tremendous trifles. Qui l’originale inglese). E’ la certezza cristiana che il bene ha sempre la meglio sul male, nonostante la storia sembri a volte dire il contrario.

Così la pensa Silvana de Mari che crede nel rinnovato valore della letteratura fantastica, per troppo tempo considerata secondaria o minore: “C’è qualcosa in questa letteratura che dà consolazione alle nostre angosce. Nel momento in cui il buio esiste e le grandi fiaccole della fede nel progresso e nella provvidenza perdono forza contemporaneamente, da qualche parte bisogna pur cercare di darsi coraggio. Come dice Tolkien, la letteratura fantastica parla di cose permanenti: non di lampadine elettriche, ma di fulmini, e insegnano cose vere: che il buio esiste e che può essere sconfitto […] Nel fantasy c’è la certezza assoluta che lo sguardo di un dio benevolo è su di noi e questo è il motivo per cui il fantasy è il racconto dove si parla della morte e il discorso è tollerabile”

Come medico, Silvana de Mari segnala inoltre l’influsso della narrazione sulle nostre emozioni: un potenziale che, correttamente veicolato può rivelarsi decisivo nel percorso di crescita e maturazione degli adolescenti. “Il nostro straordinario cervello contiene la capacità di provare piacere nell’immaginare, nell’ascoltare e anche nel raccontare una storia che non è mai avvenuta, e nemmeno avrebbe potuto, perché contiene elementi fantastici che la rendono esterna alla realtà. La narrazione permette, senza modificare la realtà oggettiva che ci circonda, di portare cambiamenti all’assetto dei nostri neurotrasmettitori, e quindi di cambiare le nostre emozioni. Una persona seduta a leggere può scoppiare a piangere o scoppiare a ridere, può alzarsi dalla poltrona piena di allegria, con un coraggio da leone” (S. De Mari, L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte, in Aa. Vv., Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi, Runa Editrice 2016, p. 9).

Un ulteriore passo avanti nell’utilizzo delle narrazioni fantastiche a scopi pedagogici è stato fatto dallo scrittore spagnolo Diego Blanco autore di Un camino inesperado (Encuentro 2016): un saggio che svela i messaggi nascosti nel capolavoro di Tolkien, Il Signore degli Anelli.

diegoblancoIl libro di Diego Blanco ha avuto un grande successo in Spagna anche grazie alle presentazioni dell’autore (scuole, parrocchie, convegni e programmi radiofonici) e ad un approccio che mira ad unire il fantasy, la formazione della persona e la catechesi. Era l’intento originale di Tolkien che scrisse i suoi romanzi come una “parabola” scritta in linguaggio mitologico ma con intenti pedagogici e catechetici validi per i giovani di ieri e per quelli di oggi… (qui l’intervista a Diego Blanco tradotta in italiano).

Avvicinare i più giovani a questo tipo di letteratura fantasy, ricca di insegnamenti e di valori, diventa così un immancabile strumento di formazione della coscienza, un contributo necessario lì dove la famiglia, la scuola e la società non riescono ad offrire ai ragazzi gli strumenti necessari per crescere con consapevolezza e responsabilità camminando verso l’età adulta ed affrontando le ombre che ne insidiano il percorso, scegliendo il bene e rifiutando il male.

Articolo originale su Aleteia.org

La principessa col pisello (nascosto) e altre amenità: la transessualità pour tous

Credevate di aver visto di tutto? ma sicuramente la principessa col pisello vi mancava! Eccovi accontentati: un libro per i più piccini che racconta la storia di un maschio che diventa femmina e una femmina che diventa maschio perché – finalmente – hanno scoperto il “segreto della felicità” ossia: “essere ciò che si sentono di essere, senza vergognarsi mai”.

Una storia triste dunque, di bambini tristi e insoddisfatti, ma una storia con un finale gaio (che più gaio non si può!): la felicità ritrovata nel travestimento! (cercate le foto su google)

Mi dispiace rovinarvi il finale, è una cosa che chi si occupa di recensioni dovrebbe evitare di fare, ma vi lascio scoprire da soli se alla fine la chirurgia interverrà per recidere il pisello del bambino e metterlo in mezzo alle gambe della bimba. Forse dovremmo parlare di bimb@ e bimb@ ma non saprei come distinguere i personaggi per farvi capire la trama: insomma i signor@ mi scusino se utilizzo le A e le O senza tener conto dei sentimenti. Potete tranquillamente scoprire se l@ principess@ (ora sono confuso anche io!) nasconde ancora “il pisello” (come lo chiama in stile fiabesco) sotto la gonna e i pizzi, oppure se un fatino-chirurgo interverrà recidendolo per sempre e liberandolo il disgraziato dal carnoso giogo!

Il libro potrete trovarlo senza problemi nelle migliori librerie, la distribuzione è ottima visto che si tratta di uno dei più grandi editori di libri italiani per bambini (quelli che pubblicano Masha e Orso e Peppa Pig, per intenderci (Salvi M. – Cavallaro F, Nei panni di Zaff, Giunti 2015). Su internet poi troverete una valanga di commenti entusiasti di super mamme che esultano per il libro così pieno di buoni sentimenti. Una di loro auspica addirittura che diventi una lettura obbligatoria per tutto il genere umano! Udite:

Se potessi decidere io, metterei questo libro tra le letture obbligatorie di tutti coloro che devono diventare genitori, e dei bambini non appena sono in grado di seguire la storia. Vabbè, di tutti.

Viene da dire: meno male che non dipende da te! Poi il delirio:

E’ un libro bellissimo, uno dei più bei libri per bambini (e non) che abbia letto. Illuminante nella sua semplicità. Tutto sarebbe così facile se seguissimo la ricetta per la felicità qui proposta.

Ecco la ricetta per la felicità auspicata per i nostri figli: non per tutti, sia chiaro! Solo per i più sensibili. Gli altri, quelli in pace con se stessi e col loro pisello, nella storia son dipinti come cattivi che “gridano, strappano i capelli a Zaff e lo guardano come un mostro”. Bimbi omofobi, cattivi senza cuore. “Ma che fastidio vi da?” urla Zaff!

La ricetta della felicità per Zaff sta nel nascondere il pisello, meglio ancora farselo tagliare. Portando appesa l’oscura vergogna che pesa sulla propria carne come segno di un destino crudele scelto dalla dura legge biologica, Zaff è una vittima della spietata selezione naturale che dona ad alcuni ciò che non vogliono avere. La ricetta della felicità sta dunque nell’essere quel che si vuole essere a dispetto di ciò che realmente si è (sperando che nessuno mai voglia essere da grande una sedia, un tavolo o uno zerbino).

Credete che stia facendo di tutto per farmi iscrivere nel registro di omofobi preparato dai neo-nazisti del nuovo millennio? Ma insomma non mi prendo gioco di nessuno! Al massimo di Zaff che fa il ballerino non per gioco ma come una scelta di vita. Ma se prendessi in giro il buon Pinocchio (il quale, è risaputo, aveva il problema opposto perché voleva essere un bambino vero, e i bambini veri non hanno lungo il naso!) non credo che la comunità dei burattini di legno, la lobby dei pinocchi e delle loro mamme, se la prenderebbe troppo con me.

Zaff, in pratica, sarebbe qualcosa come un bimbo-trans; il termine è un po’ troppo pornografico per poterne parlare apertamente, è crudo e privo di quel romanticismo che rende la storia affascinante e commovente. Per giunta si tratta di una scelta ancora non definitiva, non matura, in futuro (si afferma nel libro) potrebbe cambiare idea. L’idea del bimbo-trans è però utile per farci notare che di tratta del “prodotto” che mancava nel mercato pubblicitario del transessualismo: per i grandi c’è Luxuria ovunque (alla faccia delle discriminazioni), per gli/le adolescenti c’è Jazz che va in onda in TV su RealTime (alla faccia delle discriminazioni), e finalmente per i bimbi c’è perlomeno un libretto esplicito (in attesa de cartone animato su Pinocchia). Sempre alla faccia dell’oscurantismo.

Il requiem della virilità occidentale lo aveva magistralmente interpretato Eric Zemmour già diversi anni fa. L’intellettuale francese aveva anticipato tutto quando nel 2006 pubblicava oltralpe Le premier sexe, un pamphlet coraggioso e crudo, che denunciava la femminizzazione del maschio sintomo di malattia esistenziale (e sessuale) come principio del suicidio della società occidentale. Il libro è stato pubblicato in in Italia col titolo programmatico Sii sottomesso: la virilità perduta che ci consegna all’Islam. Leggetelo!

Il vero guaio non è la fine del machismo, ma la scomparsa del macho, del maschio-alfa, dell’uomo-vero (chiamatelo come vi pare) che – come Zaff – nasconde con vergogna i suoi genitali sotto la gonna. “Gli uomini – afferma Zemmour – stanno facendo del loro meglio per diventare una donna come le altre“. “I ragazzi di oggi sono donne affascinanti, più vicini alla principessa di Clèves che a Casanova“.

Oggi assistiamo, ogni giorno, alla lenta ma inesorabile agonia della società occidentale: patriarcale, gerarchica, fondata sui valori tradizionali e sulla famiglia, dove c’era ancora spazio per l’autorità e per gli uomini, prima che l’invasione dei sentimenti e dell’immaginazione non ci soffocasse invitando gli uomini a tagliarsi il pene o – per lo meno a nasconderlo. E’ proprio così: i famosi metrosexual (calciatori-star come David Beckham e Cristiano Ronaldo) sono il nuovo modello ideale di vero-uomo: effeminato, dolce, senza peli (“simbolo del male”), dalla pelle morbida e profumata, timido, amante dello shopping, sensibile e altruista. Al bando dunque i bevitori di birra, pelosi e puzzolenti, amanti della caccia, delle auto e dello sport; non che quello sia il nostro ideale, ma sì la caricatura dell’uomo che abbiamo conosciuto e che abbiamo imparato a disprezzare, biasimare e a dimenticare, macchiato di un peccato mortale: essere un uomo, eterosessuale.

Va da sè che l’essere omosessuali divenga un vanto, un pregio, afferma Zemmour. Gli omosessuali hanno molto da insegnarci su come dovremmo comportarci noi maschi, grazie alla loro perfetta intesa col mondo femminile, frutto maturo del processo castrante del femminismo ideologico: l'”ugualizzazione” e la lotta contro le differenza. Il vero uomo dunque è l’omosessuale. O meglio ancora, quell’uomo che “si converte”, abbandonando la sua condizione di mascolinità per vestire i panni (è il caso di dirlo) della femmina. Ecco, dunque, pronto il nuovo modello antropologico che la storia aspettava: il travestito.

Zemmour cita con ragione Alain Finkielkrau (non chiedetemi chi sia costui), che affermò: “Un tempo, la sovversione era il contrario della tradizione; oggi, la sovversione è la nostra tradizione“.

Il resto è cronaca dei nostri giorni, tra La Repubblica che pubblica l’elogio del “mammo” (Zemmour: “gli uomini sono delle madri come le altre”), la scuola che vieta la festa del papà perché discriminante (si dovrà ripiegare in asili privati dove c’è ancora libertà), i cantanti maschi col vestito femminile che nascondono il pene ma non la barba, la televisione italiana che eleva a rango di presentatrice-commentatrice-concorrente, dominatrice delle nostre menti inferme un certo Vladimiro solo per il fatto che ora si è trans-formata diventando Wladimir (che tra l’altro mi sembra ancora un nome abbastanza maschile), la tivvù che ci propone la storia a puntate del bimbo che si trans-forma in ragazza con un overdose di sentimentalismo dolciastro e mieloso, i film sull’amore familiare rigorosamente lesbico, i gay-pride presieduti con orgoglio dai sindaci d’Italia con le loro giunte al completo (burattini e burattinai uniti per un mondo gayfriendly)… e i libri sulle principesse-col-pisello, scritti da donne, per bambini-donne ed elogiati dalle mamme.

Non vedo poi dov’è il tanto oscurantismo, la persecuzione, la grande oppressione che rendano necessarie apposite leggi e standard di educazione ed indottrinamento per sensibilizzare (leggi: “femminilizzare”) le future generazioni. Ci siamo quasi.

ps. Ciò che non si capisce bene è come mai si riesca a vivere tanto gaiamente mentre avanza, si avvicina e si afferma l’Islam, proprio l’Islam che impone una visione del mondo in cui l’uomo è l’uomo e la donna è la sua schiava da collezione. In quel caso saranno del donne a doversi travestire come Zaff, non proprio da principesse. Content@ loro…

I libri ufficiali per il Giubileo della Misericordia

libri san paolo2Il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ha presentato i testi ufficiali per il Giubileo Straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco nel cinquantesimo aniversario della chiusura del Concilio Vaticano II.

Si tratta di una collana di otto libri incentrati su diversi aspetti (biblici, liturgici, storici, pastorali e spirituali) della Misericordia, tema centrale dell’Anno Santo. Il titolo della collana è “Misericordiosi come il Padre” riprendendo il motto del Giubileo.

La pubblicazione e la diffusione di questi sussidi è stata affidata alle edizioni San Paolo che in questi giorni ha dato alle stampe i primi tre volumi della collezione.

Questi libri saranno disponibili in tutte le librerie cattoliche d’Italia (al prezzo di 7,90€ c/u) e diretti a tutti coloro, fedeli e pastori, che vorranno approfondire e meditare sulla Misericordia, nucleo centrale del Giubileo ma anche del pontificato di papa Bergoglio.

Lo scopo dell’iniziativa editoriale è quello di fornire ai pellegrini, alle diocesi, alle comunità religiose e ai movimenti ecclesiali degli strumenti agili e divulgativi che aiutino a vivere con pienezza questo Anno Santo. I sussidi serviranno per la meditazione e l’approfondimento personale, ma saranno anche validi strumenti pastorali per la preparazione di incontri, catechesi e celebrazioni in tutte le diocesi italiane.

I volumi usciranno anche in edicola con le riviste Famiglia Cristiana e Credere, rivista ufficiale del Giubileo. Nel frattempo si stanno preparando le traduzioni in diverse lingue a carico di case editrici estere.

celebrare la misericordiaIl sito ufficiale del Giubileo segnala in modo particolare il libro Celebrare la Misericordia: “perché contiene indicazioni dettagliate su come celebrare il Giubileo nelle Chiese particolari”.

Tutti i volumi potranno rivelarsi di grande aiuto nella preparazione di iniziative originali durante tutto l’Anno Santo. Si segnala a questo riguardo in maniera speciale il volume Celebrare la Misericordia, perché contiene indicazioni dettagliate su come celebrare il Giubileo nelle Chiese particolari, presentando anche i riti specifici di apertura e chiusura della Porta della Misericordia, previsti dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e approvati dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

Creato da papa Benedetto XVI come Dicastero della Curia Romana (con il Motu Propio Ubicumque et Semper del 21 settembre 2010) e ora incaricato da Papa Francesco di organizare il grande evento del Giubileo, il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione è guidato dall’arcivescovo italiano mons. Rino Fisichella già vescovo ausiliare di Roma e Rettore della Pontificia Università Lateranense.

FISICHELLA LIBROProprio mons. Fisichella ha curato la pubblicazione – per i tipi della Libreria Editrice Vaticana – di un prezioso studio sulla storia dei giubilei intitolato Gli Anni Santi nella storia della Chiesa (LEV 2015, pp. 356, €18,00). Il testo di mons. Fisichella percorre la storia delle bolle papali e degli anni giubilari da Bonifacio VIII a Francesco per “ricostruire una storia dell’anno santo” e mostrare “con tutta evidenza la ricchezza dei diversi momenti storici di vita della Chiesa e delle alterne vicende che hanno toccato i cristiani”.

Questa la lista dei libri della collana “Misericordiosi come il Padre”:

–         Celebrare la Misericordia

–         I Salmi della Misericordia

–         Le Parabole della Misericordia

–         La Misericordia nei Padri della Chiesa

–         Santi nella Misericordia

–         I Papi e la Misericordia

–         Le opere di Misericordia corporale e spirituale

–         La Confessione Sacramento della Misericordia

Libri gender alle Paoline? Cronaca di una polemica

adinolfiL’accusa su facebook.
Qualche giorno fa, nei social network, è scoppiata una piccola polemica nei confronti delle edizioni San Paolo e Paoline ad opera di alcuni utenti cattolici pro-life. Mario Adinolfi ha pubblicato sul suo account facebook la pagina di un libro per ragazzi con dei contenuti incriminati accusando le edizioni cattoliche in questione di aver aperto le loro librerie all’ideologia gender e di vivere “in piena sindrome di Stoccolma” (stato psicologico post-traumatico in cui una vittima si schiera dalla parte del suo aguzzino in modo non del tutto razionale). Il post del giornalista direttore del giornale La Croce (giornale di cui abbiamo parlato anche su questo blog in modo molto positivo), che gode di grande popolarità sui social, ha avuto come al solito una grandissima risonanza con numerose condivisioni e commenti. Accanto alle solite aggressioni verbali di cui il giornalista è quotidianamente vittima da parte di utenti atei e nemici della Chiesa, molti cattolici hanno commentato indignati e scandalizzati dalla “svolta-gender” delle Paoline senza risparmiare insulti e prese in giro nei confronti della comunità religiosa. Alcuni commenti inneggiano a un boicottaggio simile a quello subito da Dolce&Gabbana da parte delle comunità omosessuali di tutto il mondo dopo le loro dichiarazioni sulla famiglia naturale.

Il testo incriminato.
In effetti il libro “Sono grande! 12-16 anni – Diventare grandi è una meravigliosa avventura” scritto da Elisabetta Costantino presenta -a pagina 36 – una posizione inequivocabilmente in contrasto con la morale cattolica. L’autrice – psicologa di professione – afferma che “non sempre l’appartenenza biologica a un genere sessuale coincide con l’identità di genere: ci si può, cioè, sentire donna in un corpo di uomo e uomo in un corpo da donna”. L’autrice, dunque, argomenta una distinzione tra il sesso biologico (dato naturale) e l’identità di genere (costrutto sociale indipendente dal sesso biologico). Ad onor del vero, la psicologa avverte di non voler approfondire l’argomento commettendo così un doppio errore: quello di offrire ai ragazzi un messaggio equivoco e superficiale su un argomento delicato che meriterebbe prudenza e approfondimento; dalle affermazioni sulla disforia di genere passa l’idea che il dato biologico per cui una persona nasce maschio o femmina possa essere messo in discussione dalla percezione di una identità sessuale opposta a quella naturale; l’identità percepita (o desiderata) sarebbe dunque il motore di un processo di cambiamento che porterà alla de-costruzione e ri-costruzione della propria persona prescindento dalla propria realtà biologica (sgradita e rifiutata).

Una mail di protesta.
Qualche giorno dopo la denuncia tramite facebook tutte le librerie San Paolo e Paoline d’Italia ricevono,  dalla provincia di Bologna, una mail firmata da un (ex?) cliente che intitola il messaggio: “Ma che editrice siete?”. La mail fa presente che il libro in questione contiene “contenuti molto gravi”, propinati dalla stampa politicamente corretta e pericolosi perché contrari all’insegnamento della Chiesa e alle recenti dichiarazioni di papa Francesco su questo “sbaglio della mente umana”. Il cliente chiede dunque di ritirare immediatamente il libro da tutti i punti vendita del paese invitando a “portare maggiore attenzione” verso le proposte editoriali fatte alla casa editrice riguardo all’educazione affettiva e alla lotta contro le discriminazioni.

Le scuse dell’editore.
La risposta del direttore editoriale responsabile non si fa attendere. L’editore risponde rispettosamente (è il caso di sottolinearlo visto i toni incandescenti della polemica) assicurando innanzitutto che, proprio per i motivi esposti, il testo è stato messo fuori commercio; purtroppo però l’iter di questa operazione richiede del tempo a causa dei vincoli contrattuali e di una tempistica da rispettare. Il libro – afferma l’editore – è stato pubblicato nel 2010 “in tempi in cui la questione del gender non era ancora alla ribalta e la direzione non era forse sufficientemente allertata in merito”. Il direttore si dice infine “profondamente dispiaciuto dell’errore commesso” e conclude invitando il cliente osservare la produzione della casa editrice nel suo complesso e “a notare la molteplicità di pubblicazioni in merito e le posizioni assunte dall’editore con estrema chiarezza”.

Gli insulti su facebook: fuoco amico sulle Paoline
Su facebook però, la frittata è fatta e lo scandalo si diffonde a suon di condivisioni e commenti; la foto della pagina incriminata viene condivisa dagli utenti, tra burle e insulti, come la prova di una svolta-gender delle edizioni Paoline. La quasi totalità dei commenti degli utenti contengono violente e pesanti invettive contro le suore di don Alberione nel migliore stile laicista-radicale. Le suore paoline diventano quindi le “ladroline”, le “gaioline”, le “comunistine” e via insultando e si invoca il boicottaggio delle loro libreria oramai inchinate al pensiero unico. Qualcuno propone un “commissariamento” delle paoline ormai “complici della dittatura relativista”. Il gioco è fatto e il fuoco amico spara a zero contro la casa editrice che da cento anni rappresenta la presenza cattolica nel campo editoriale italiano e internazionale attraverso la pubblicazione e diffusione di libri, riviste, dvd, cd e oggettistica religiosa.

La morale della favola
La morale della favola non ha bisogno di essere esplicitata perché chiaramente comprensibile. Senza scomodare i principi della convivenza civile nè (addirittura) le auliche vette della carità cristiana, bontà vuole che cento anni di lavoro al servizio della evangelizzazione (con pregi e difetti che comporta ogni stile comunicativo e pastorale) meritino quanto meno il beneficio del dubbio riguardo le intenzioni dell’editore. Se non la carità cristiana (tra fratelli si chiama “correzione fraterna”), forse l’educazione (tra colleghi si chiama “segnalazione”) avrebbe suggerito un colloquio telefonico con l’editore o uno scambio epistolare (acceso quanto si vuole, ma privato), anziché la diffamazione in pubblica piazza mediatica, per dare in pasto suore e frati a una massa di utenti che, pieni di buone intenzioni, hanno approfittato della succulenta e gustosa occasione per sbranare le edizioni cattoliche in un solo boccone. Sembra dunque che il lavoro di cento anni non valga nulla di fronte a un errore commesso, ma comunque riconosciuto, a cui si è cercato di porre rimedio in modo più che decoroso. Purtroppo succede nelle migliori famiglie ma anche tra “fratelli” nella fede che combattono la stessa battaglia: si è spesso pronti a riconoscere i meriti del proprio lavoro ma un po’ meno quello degli altri.

Spezzando una lancia.
A spezzare una lancia a favore delle edizioni San Paolo non sarà certo il sottoscritto bensì l’opera pluricentenaria della stessa comunità. In cento anni di apostolato la comunità religiosa, fondata dal beato Giacomo Alberione nel 1915, ha diffuso – prima porta a porta e poi tramite la rete di librerie – migliaia di titoli di teologia, filosofia, spiritualità, agiografia, studi, biblici e altri argomenti ad uso di docenti, studenti, sacerdoti, famiglie. Senza dimenticare il best-seller per eccellenza la Sacra Bibbia, i Vangeli e i “foglietti” della messa che ogni domenica si trovano sui banchi delle parrocchie. Senza dimenticare neanche le numerosissime biografie dei santi e i classici della spiritualità cristiana: dai Padri della Chiesa ai mistici moderni. Autori di grande spessore teologico e spirituale affollano il catalogo san Paolo che ha dato alle stampe, per citarne uno su tutti, i libri del cardinale Joseph Ratzinger, ora papa-emerito Benedetto XVI.

I libri sul gender: il coraggio dell’ortodossia.
Nel caso specifico dell’ideologia gender, tema urgente per la pastorale e l’educazione, negli ultimi anni la casa editrice dei paolini ha pubblicato diversi saggi di grosso spessore scientifico in perfetta linea con la dottrina della chiesa cattolica in materia di affettività, sessualità e sviluppo della persona. Da questa produzione emerge chiaramente la linea editoriale, una linea lontana anni luce da una ipotetica svolta pro-gender; eppure a fronte di queste pubblicazioni, è bastata una pagina pubblicata cinque anni fa per mettere in dubbio la serietà e l’ortodossia di un intero gruppo editoriale! Citiamo alcuni dei testi recenti più rilevanti:

Accanto a questi testi, nelle librerie San Paolo e Paoline, si trovano molti altri libri pubblicati da altri editori cattolici, anch’essi in linea con la morale cattolica. Di particolare rilievo sulla tematica gender, è la pubblicazione del libro del giornalista canadese John Colapinto pubblicato per la prima volta in Stati Uniti nel 2000. Il libro racconta la dolorosa e sconvolgente vicenda dei gemelli Reimer vittime del dottor J. W. Money antesignano delle teorie del genere e pioniere delle chirurgie di “riassegnazione del sesso” (qui per approfondire). Si tratta di un testo imprescindibile per il dibattito sulle teorie del genere che mai nessuno aveva tradotto in italiano. Bisogna anche sapere che, al fine di difendere e diffondere il punto di vista cattolico (secondo l’etica e l’antropologia cristiana) ed evitare confusione tra i clienti che si affidano alla librerie della catena religiosa, la Diffusione San Paolo – tramite comunicazione interna – ha recentemente messo in guardia i propri librai riguardo ad alcuni editori che diffondono l’ideologia gender tramite pubblicazioni specifiche per l’infanzia (ad es. Lo Stampatello editore) invitando a non proporli al proprio pubblico e richiamando ad una massima attenzione a questi testi spesso camuffati sotto titoli, grafica e presentazioni ingannevoli.

Gelosie e discordie al tempo della misericordia 2.0. 
C’è da dire che in cento anni di vita apostolica e di lavoro editoriale è impossibile non commettere nessun errore (la perfezione non è caratteristica della vita terrena) e accanto al grande lavoro di apostolato della “buona stampa” è inevitabile trovare qualche cosa su cui discutere, qualche errore di valutazione o qualche scelta poco felice. Non è la prima volta che la comunità fondata da don Alberione viene criticata per il suo lavoro editoriale da altre agenzie o testate cattoliche; bersaglio delle critiche sono spesso le riviste del gruppo San Paolo (il mensile Jesus o il settimanale Famiglia Cristiana) accusate di mantenere una linea sbilanciata politicamente verso sinistra; questo sbilanciamento non si manifesta però nel catalogo delle edizioni San Paolo più vasto ed equilibrato nei suoi contenuti. Ma il fatto che – all’interno del mondo cattolico – un errore (su cui per altro si è fatto mea culpa) oscuri l’opera secolare di una comunità religiosa per porla in cattiva luce sulla piazza mediatica, e che ciò avvenga proprio nel “tempo della misericordia”, non è certo un bell’esempio di fraternità cristiana.

Il Vangelo di papa Francesco non è magico (e non è in vendita!)

Vangelo papaArticolo originale su Aleteia.org.

Quando papa Francesco indica Dio, lo stolto guarda il dito.

Da quando papa Francesco ha regalato ai fedeli presenti in piazza una copia dei Vangeli in edizione tascabile alla fine dell’Angelus domenicale del 6 aprile 2014, è partita una vera e propria caccia al “Vangelo di papa Francesco”.

Ogni giorno nelle librerie religiose presenti in zona san Pietro sono in molti a chiedere il famoso “Vangelo di Papa Francesco”! Grande delusione si dipinge sui volti dei fedeli nell’apprendere che il prezioso libretto non è in vendita; a nulla serve insistere chiedendo dove si può trovare o a chi si può richiedere: il libretto non è in commercio! (A questo riguardo il comunicato della Sala Stampa Vaticana parla chiaro).

Dopo la profonda delusione e lo smarrimento dei primi momenti, ai clienti viene fatta la (ignobile?) proposta di acquistare un’altra versione del Vangelo spiegando che ciò che preme al Santo Padre non è che i fedeli posseggano un amuleto magico scaccia malanni o un souvenir firmato dal papa, ma che leggano ogni giorno un brano, una pagina o una frase della vita e degli insegnamenti di Gesù.

Per i più scettici, ecco alcune foto del Vangelo donato da Francesco, per capire che non differisce quasi in nulla dai normali “vangelini” tascabili che conosciamo. Nessuna foto del papa in copertina, nessun titolo che dica “Vangelo di Francesco” o qualcosa di simile, nessuna proprietà magica, nessuna grazia speciale in omaggio al portatore, né indulgenza plenaria riservata al proprietario. Si tratta invece di un semplice libretto che contiene i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli (un formato neanche troppo tascabile: ce ne sono di più pratici in commercio), che porta sulla copertina un’immagine di Gesù che ammaestra le folle. In apertura le preghiere della coroncina alla Divina Misericordia e in chiusura una preghiera del Beato John Henry Newman “Caro Gesù…“, preghiera molto cara a Madre Teresa di Calcutta.

Possedere un Vangelo tascabile per portarlo sempre con sé ed avere la possibilità di leggerlo con frequenza, sull’autobus, mentre si fanno le file alla posta, mentre si cuoce la pasta o prima di addormentarsi… Questo è l’intento di Francesco che detesta il culto alla sua persona tanto quanto adora (nel senso immediato e lato del termine) Gesù, l’uomo-Dio.

“Prendetelo, portatelo con voi, e leggetelo ogni giorno: è proprio Gesù che vi parla lì! E’ la Parola di Gesù: questa è la Parola di Gesù! (…) L’importante è leggere la Parola di Dio, con tutti i mezzi, ma leggere la Parola di Dio: è Gesù che ci parla lì! E accoglierla con cuore aperto. Allora il buon seme porta frutto!”

vangelo papa francescoNulla di così rivoluzionario, ma bisogna arrivare al nocciolo della questione. Se papa Francesco ci invita a leggere il Vangelo è perché ha capito ciò che molti altri vescovi, sacerdoti e laici non hanno ancora capito: e cioè che ai fini della conversione è più efficiente la parola di Gesù che quella dell’uomo, anche se questo uomo è un devotissimo prete, un preparatissimo cardinale o un beatissimo Sommo Pontefice. E’ per questo che le omelie del papa sono brevi e concise, che i suoi discorsi sono diretti e concreti, perché sa che spesso, alcune omelie (interminabili o incomprensibili) rischiano di allontanare da Dio più che avvicinare a Lui!

Molti santi ne hanno dato l’esempio dimostrando che nel cuore dell’uomo, nell’abisso più profondo dell’animo umano, solo la voce di Dio può aprire una breccia tra le più incallite posizioni, i più fermi scetticismi, le più acerrime resistenze ideologiche, le più ferree idolatrie del proprio pensiero e le più ermetiche chiusure del superbo orgoglio di chi rifiuta Dio.

Il primo esempio è quello di un santo così caro a papa Bergoglio per essere il fondatore della Compagnia di Gesù. Ignazio di Loyola era un uomo dal carattere duro e deciso, un cavaliere dedito alle armi, impegnato nelle battaglie e nelle rivolte del suo tempo. Dopo essere rimasto ferito e costretto al riposo, gli furono dati dei libri di carattere religioso e fu la lettura della vita di Cristo (Vita Christi di Landolfo di Sassonia) che fece scattare in lui il processo di conversione. La parola di Dio convertì anche sant’Agostino che sentì una voce che diceva “tolle lege“, prendi e leggi e, dopo aver letto un brano della Lettera ai Romani, diede il suo passo definitivo verso Dio. Leggere dunque il Vangelo può cambiarti la vita, perché la parola di Gesù ha una forza umanamente incomprensibile: scaccia i demoni, consola, dona speranza e fa luce sui nostri panorami esistenziali più bui.

Ne sapeva qualcosa san Francesco a cui il papa si ispira per il suo pontificato. Il “poverello” d’Assisi soleva aprire il Vangelo “a caso” per leggervi una parola e trovare una ispirazione da parte di Dio. Attraverso le scritture, infatti, l’uomo e Dio hanno la possibilità di comunicare e dialogare come due amici o due innamorati. E’ il fine della cosiddetta Lectio Divina o delle Scrutatio della Parola di Dio: in cui Dio parla all’uomo in un dialogo d’amore per ispirare, incoraggiare e suggerire. Un altro santo, figlio spirituale di san Francesco, Padre Pio si commuoveva mentre leggeva il Vangelo,  e a chi gli chiedeva perché piangesse rispondeva: “E ti par poco che un Dio conversi con le sue creature?”.

?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Ecco dunque la verità sul Vangelo di papa Francesco che non è altro che il Vangelo di Gesù, in commercio già da diversi secoli e da decenni in vendita a prezzi stracciati nelle librerie cattoliche (l’edizione San Paolo, ad esempio, costa €1,60: come due caffè o come un pacchetto di caramelle). Perciò, se veramente volete dare retta a papa Francesco, comprate il Vangelo, uno qualsiasi; scaricatelo da internet; fotocopiatene qualche capitolo; cercatelo in qualche biblioteca o in qualche bancarella di libri; rubatelo a qualche zia che ne abbia una o più copie inutilizzate nello scaffale; fatevelo prestare dal parroco o regalare da papà; chiedetelo ai Re Magi o fatevelo regalare per il compleanno, per l’onomastico o per la promozione… ma soprattutto leggetelo, leggetelo e ancora leggetelo. E’ questo che vorrebbe il nostro papa Francesco.

Lo stesso è successo con le famose “Misericordine: l’intento del papa era quello di incentivare la preghiera del Santo Rosario e della devozione alla Divina Misericordia. Ma la caccia forsennata al prodotto (questo sì, in vendita a € 4,90) conferma che, come dice il proverbio, “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

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