Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per il tag “cammino neocatecumenale”

Papa Francesco sui movimenti ecclesiali in Giappone (e la risposta di un vescovo)

Il Papa ai vescovi che ostacolano il Cammino Neocatecumenale: «Accompagnate i carismi. contribuiscono all’evangelizzazione e alla Missio ad Gentes». La risposta di un vescovo e la collaborazione auspicata da Iuvenescit Ecclesia.

 

Papa Francesco ha scritto una lettera ai vescovi del Giappone. L’occasione è la visita apostolica che sta compiendo il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel paese del Sol Levante. Il papa ha incoraggiato i vescovi nipponici nella loro difficile missione in un paese dove i cattolici sono una minoranza e dove il disagio sociale cresce di pari passo con lo sviluppo economico e tecnologico. Il card. Filoni ha letto la missiva davanti a tutti i vescovi giapponesi radunati nella nunziatura di Tokyo.

Alla fine della lettera il Papa ha sollecitato i vescovi ad instaurare un rapporto di collaborazione e di fiducia coi movimenti ecclesiali che contribuiscono all’opera di evangelizzazione della Chiesa: «Essi – afferma Francesco – possono essere di aiuto nel servizio pastorale e nella missio ad gentes». Continua a leggere…

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Terremoto Ischia: la testimonianza di fede di Lina del Cammino Neocatecumenale

“Il 21 agosto la terra tremò
e in pochi istanti ho potuto rivivere la scena del calvario,
tenendo tra le mani il corpo di Lina”

Lina Balestrieri è una delle due donne vittime del terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto 2017. Da molti anni, assieme al marito Antonio Cutaneo e ai loro sei figli (due adottati), Lina faceva parte del Cammino Neocatecumenale dove svolgeva il servizio di catechista. Del Cammino diceva che le aveva “salvato la vita”. Per questo assieme ad Antonio si spendevano nell’evangelizzazione, faticando per annunciare il Vangelo ad altre persone. «Con loro – racconta il responsabile della loro comunità – negli anni abbiamo contribuito alla nascita di molte comunità. Oggi sono 30 in 7 parrocchie, oltre mille fratelli, tanti giovani, tra cui tutti i figli di Lina, che anche loro fanno questa iniziazione cristiana».

Lina (59 anni) è morta mentre, assieme ad Antonio e ad altri fratelli (in piena estate, tempo che per molti significa “rilassamento” anche dalle cose di Dio e della comunità) andava a preparare una “Celebrazione delle Parola” per i fratelli della sua parrocchia. Sulla sua bara, oltre alla foto, la “Palma della Vittoria” che Antonio e Lina avevano appesa alla porta di casa, simbolo del martirio, ossia della testimonianza di fede sperimentata e vissuta concretamente. Lina lascia un’invidiabile testimonianza di fede e di carità cristiana destinata a portare molti frutti. Ne sono testimoni il marito, i fratelli della comunità, i sacerdoti che l’hanno conosciuta così come lo stesso vescovo di Ischia mons. Pietro Lagnese. Continua a leggere…

Pubblicati i diari di Carmen Hernández co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale

Foto: bac-editorial.es

Pubblicato il primo dei diari della catechista spagnola co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale. Un testo che rivela i tratti mistici della sua unione con Gesù e la “notte oscura” attraversata dalla sua anima.

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A un anno dalla sua morte, avvenuta il 19 luglio del 2016, viene pubblicato il primo volume dei diari di Carmen Hernandez, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale assieme a Kiko Argüello. Il volume uscirà in Spagna il 19 giugno per i tipi della BAC (Biblioteca de Autores Cristianos), casa editrice della Conferenza Episcopale Spagnola col titolo: Diarios (1979 – 1981), e verrà presentato ufficialmente a Madrid il 30 giugno da Kiko Argüello assieme al cardinale Ricardo Blazquez (Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola), dal prof. A. Barahona (Università Francisco de Vitoria) e dal direttore della BAC il prof. C. Granados.

Si tratta della trascrizione della prima delle numerose agende alle quali la catechista spagnola affidava ogni giorno le sue riflessioni, le sue gioie e i suoi dolori, spesso in forma di preghiera, in dialogo con lo stesso Gesù. E’ stato proprio Kiko Argüello a promuovere e a curare personalmente l’edizione di questo primo diario per il quale sono previste già numerose traduzioni in diverse lingue. Il libro esce con una breve presentazione di Kiko Argüello e la prefazione di mons. Ricardo Blazquez (testi originali disponibili online sul sito della Bac). Continua a leggere…

Il cardinale Schönborn “gratitudine e stupore” per Giovanni Guggi

schonborn«Guardo con grandissima gratitudine e stupore la vita di Giovanni». Con queste parole, pubblicate sul suo account Twitter il 30 gennaio, il cardinale di Vienna Christoph Schönborn ha voluto ricordare Giovanni Guggi, responsabile del Cammino Neocatecumenale in Austria che Dio ha chiamato a sè all’inizio di questo anno 2017, il 20 gennaio.

Il cardinale austriaco ha voluto presiedere il funerale di questo catechista italiano che per molti anni, assieme a sua moglie, ha guidato le comunità neocatecumenali dell’Austria dedicando la sua vita all’annuncio del Vangelo. Il funerale si è svolto il 26 gennaio nella chiesa di Santa Brigida di Vienna. Nella sua omelia Schönborn ha sottolineato l’importanza e l’urgenza di portare la Buona Notizia di Cristo Risorto all’uomo di oggi, mentre i cristiani vivono spesso la tentazione di “accomodarsi sul divano”. E’ per questo che, ha affermato il cardinale, la testimonianza di Giovanni mostra la forza della fede e va vista “con gratitudine e stupore” per il bene fatto alla Chiesa austriaca. Alla celebrazione delle esequie ha partecipato anche il Nunzio Apostolico in Austria mons. Peter Zurbriggen. Continua a leggere…

“L’iniziazione cristiana contro la secolarizzazione”: intervista a Kiko Argüello

annotazioniRiportiamo l’intervista a Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, apparsa oggi 11 novembre sul Corriere della Sera e curata da Gian Guido Vecchi in occasione della pubblicazione del libro Annotazioni (Cantagalli 2016). Il libro (traduzione dell’originale spagnolo pubblicato dalla casa editrice BAC di Madrid) verrà presentato il 25 novembre al Teatro Olimpico con la partecipazione, oltre che dell’autore, di Sua Ecc. il cardinale Gerhard Müeller – Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – e del ministro dei trasporti Graziano del Rio.

CITTÀ DEL VATICANO – «Vede, l’Europa oggi si trova nell’apostasia. Ha abbandonato il cristianesimo». Le mani intrecciate, lo sguardo assorto. S’interrompe, cerca la sua Bibbia, «ecco qua, San Paolo, Tessalonicesi 2, prima che torni Cristo “dovrà infatti avvenire l’apostasia ed essere rivelato l’uomo iniquo…”». È passato più di mezzo secolo da quando un pittore di venticinque anni, Francisco «Kiko» Argüello, andò a vivere nel 1964 tra i baraccati di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid. Oggi la barba è rada e grigia ma gli occhi ardenti sono gli stessi del giovanotto ritratto in una foto di allora, «questa era la mia baracca, doveva vedere le facce quando venne a trovarci l’arcivescovo di Madrid!», alla parete di legno una Croce e un ritratto di San Francesco. Una scelta all’origine di quello che sarebbe divenuto il Cammino neocatecumenale, nel frattempo diffuso in 900 diocesi di 105 nazioni, con oltre ventimila comunità in seimila parrocchie, circa cinquecentomila persone solo in Italia. Nel Libro «Annotazioni» (Cantagalli) ha raccolto 506 riflessioni scritte tra il 1988 e il 2014.

Una sorta di bilancio?
«Piuttosto una specie di testamento per i catecumeni. Ho pensato di confessare loro tutte le mie sofferenze e i pensieri che ho avuto in questo tempo. Il mio primo pensiero è che il Signore, tra tanti problemi e difficoltà, ci è stato sempre vicino».

Scrive che tutto è cominciato dai poveri. Oggi in Europa si moltiplicano i muri, in un paesino italiano la gente ha alzato barricate davanti a donne e bimbi profughi. Che succede?
«Arrivano i profughi e non c’è più l’amore per l’altro, il principio della civiltà cristiana. Il principio del paganesimo invece è che l’uomo vive per sé. Qui sta l’apostasia. Il mistero dell’iniquità sta preparando l’arrivo dell’empio. Stiamo costantemente ricevendo una catechesi sull’ateismo, l’unico che si muove è Papa Francesco. È impressionante, le nazioni scandinave sono quasi totalmente atee, in molti Paesi quasi il 50 per cento non è battezzato, le chiese sono chiuse…La nostra civiltà sta facendo acqua e allora si capisce che ognuno voglia vivere meglio che può. San Paolo si fa una domanda geniale: “Perché Cristo è morto per tutti?”. E risponde: “Perché l’uomo non viva più per se stesso”. All’uomo che pone al centro della sua vita il vivere bene, l’essere felice ad ogni costo, non importa nulla dell’altro. Se questi profughi ti disturbano o impediscono il benessere egoista, alzi muri e barricate».

kiko e francescoIl Cammino nasce in periferia. Francesco dice che dalla periferia si vede meglio la realtà. Perché?
«Perché l’uomo che vive normalmente non pensa alla gente che soffre, ai poveri, sta fuori dalla realtà della vita. Giovanni XXIII diceva che il rinnovamento della Chiesa sarebbe venuto dai poveri e nel mio caso è stato profondamente vero: i poveri che erano con me, analfabeti, zingari, hanno risposto in un modo così sorprendente che, grazie a loro, è nata la celebrazione della parola di Dio nel Cammino. Io mi sono trovato con il problema profondo della sofferenza degli innocenti, gente crocifissa per i peccati di altri. Sartre diceva: guai all’uomo che il dito di Dio schiacci contro il muro! Io ho visto gente schiacciata contro il muro, ragazzi violati, donne picchiate, e mi chiedevo: perché non a me?».

E come si è risposto?
«Di fronte a tanta sofferenza, o uno prende il mitra come Che Guevara oppure si incontra con Gesù Cristo. Cristo crocifisso è la risposta profonda al dolore e al male nel mondo. Volevo aiutare, e tra le baracche ho scoperto che c’è una presenza reale di Cristo in quelli che sono vittime dei peccati degli altri. Nietzsche dice che se Dio, potendo aiutare, non lo fa, è un mostro; e se invece non può aiutare, non c’è. Ma è una menzogna: più che morire, Dio non può fare. Sono andato a vivere con i poveri desiderando che la seconda venuta di Cristo mi trovasse ai piedi di Cristo crocifisso negli ultimi».

anotaciones-espNel libro, parlando di Palomeras Altas, scrive: «Cristo era lì presente. Tutto parla di Lui. Io e Lui, uno, perfettamente uno». Come si arriva a sentire la voce di Dio e parlare con Lui?
«Ebbi una crisi di fede molto profonda e avevo bisogno assolutamente di una risposta, di sapere se siamo soli nell’universo o se Dio esiste. Ero sorpreso che la gente vivesse senza rispondere a questa domanda. Per me era questione di vita o di morte. Ho letto Henri Bergson, per il quale l’intuizione è un mezzo di conoscenza della verità superiore alla ragione. E mi sono reso conto che in fondo la mia intuizione più profonda, come artista, non era d’accordo con chi diceva che tutto è un assurdo e la vita è un caso. Così sono entrato nella mia stanza e ho gridato e pianto ed è successo qualcosa di sorprendente: ho avuto la risposta, Dio c’era, una certezza assoluta. Sono andato a vivere con i poveri e Dio era lì con me, in modo reale, presente, lo sentivo in tutto il corpo».

Che cosa direbbe a chi non crede?
«Gli direi di chiedersi: “Ma Dio c’è o non c’è?”. In questa ricerca, se è onesto e non mente a se stesso, Dio gli risponderà».

La crescita dei neocatecumenali sembra andare controcorrente rispetto alla «secolarizzazione» crescente. Come se lo spiega?
«Papa Benedetto XVI ha detto che noi siamo un carisma, un dono dello Spirito Santo per aiutare la Chiesa. Il carisma è una grazia per rispondere a una sfida. Viviamo in un cambio d’epoca, come diceva Giovanni XXIII convocando il Concilio, una delle epoche più tragiche e terribili della storia della Chiesa perché si tratta di mettere a confronto il Vangelo con la modernità…Dio ci ha suscitato, partendo dai poveri, per riscoprire nella Chiesa l’iniziazione cristiana, l’essenziale del cristianesimo, e rispondere alla secolarizzazione. Giovanni Paolo II riconosce il Cammino come un “itinerario di formazione cattolica”. Non si può abbandonare la gente. La maggior parte delle parrocchie è obsoleta, se non fortifichi la fede rimarranno quattro gatti. Spesso ci sono quasi solo messe, per lo più frequentate da anziani. Dove sono i figli?».

A proposito: perché le famiglie neocatecumenali hanno tanti figli?
«Perché prendiamo sul serio l’Humanae Vitae di Paolo VI, ogni atto coniugale deve essere aperto alla vita. San Giovanni Paolo II, nell’85, ha detto che questa crisi europea ha come centro la distruzione della famiglia. E invitava i vescovi a lasciare i loro schemi a volte atrofizzati per andare là dove lo Spirito Santo già sta agendo, ricostruendo le famiglie, suscitando vocazioni…».

Ci sono state sospetti anche nella Chiesa: un movimento chiuso, con propri riti…Come risponde?
«Non si capisce cosa sia una iniziazione cristiana. Pensano che siamo un movimento, un ordine religioso, una realtà a sé con un fondatore, un certo Kiko… Ma è dovuto ad ignoranza. Gesù ha detto: “Amatevi come io vi ho amato”. Ma amare chi? Nella Chiesa primitiva si viveva il cristianesimo in comunità. “In questo amore riconosceranno che siete miei discepoli”. Ma la gente nelle parrocchie, come vede una comunità, pensa che siamo chiusi, una chiesa parallela. Si tratta di accettare le critiche con pazienza e con umiltà. Sa cosa mi disse Paolo VI? Sii umile e fedele alla Chiesa, e la Chiesa ti sarà fedele».

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