Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per il tag “Benedetto XVI”

Il sacerdote anti-fascista vignettista che umilia il cardinale Sarah su internet.

Una delle vignette incriminate. Benedetto XVI (“che non ci sta con la testa”) raggirato dal cardinale africano.

Al margine della accesa polemica che sta infiammando gli animi in Vaticano e creando confusione tra i semplici fedeli, riguardante il libro scritto dal cardinale Robert Sarah assieme al papa Benedetto XVI (qui un mio commento), si resta addolorati nel vedere la violenza con la quale gli “addetti ai lavori” (giornalisti vaticanisti di professione) si scagliano contro due uomini miti e rispettabili come il Papa Emerito e il Prefetto per la Congregazione del Culto Divino.

Chi ha avuto (come il sottoscritto) l’onore di conoscere personalmente il cardinale Sarah non può che sorridere di fronte alle accuse di “tramare senza scrupoli” alle spalle dell’anziano Pontefice e di cospirare “contro” Papa Francesco per impedire il rinnovamento della Chiesa.

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Celibato sacerdotale: maneggiare con cura per evitare “conseguenze devastanti”

Tra le “lettere al direttore” pubblicate ieri su Il Foglio trovo un breve ma intenso commento di Luca Del Pozzo riguardante le polemiche sul libro del cardinale Sarah e (si può dire?) di papa Benedetto XVI. Del Pozzo – che ha recentemente pubblicato il saggio Filosofia cristiana e politica in Augusto Del Noce – parla del Celibato Sacerdotale, vero casus belli dell’isteria di massa scatenatasi per la pubblicazione del libro. E’ il celibato dei sacerdoti (su cui recentemente hanno scritto anche i cardinali M. Ouellet e G. Muller, a dire il vero senza provocare clamori mediatici, senza roghi o falò di libri) il vero punto focale su cui gruppi di pressione – assai potenti – vorrebbero far vacillare papa Francesco per accelerare un processo di “modernizzazione della Chiesa” che porterebbe ad “aperture” al momento impronunciabili (ma nella lettera se ne accenna). Quando si parla papi strumentalizzati… Lascio a voi il testo di Luca Del Pozzo.

E’ dalla notte dei tempi che gli uomini, anche quelli di chiesa, usano il divide et impera quando si trovano davanti, o presumono che esista, un fronte a sé avverso.

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“Taccia l’Emerito! Taccia per sempre!”. Silenziare Benedetto per evitare interferenze (con un aggiornamento).

La situazione venutasi a creare dal 2013, con la rinuncia di papa Benedetto XVI e l’elezione di papa Francesco al Soglio Pontificio, è a dir poco anomala. La convivenza (che dura ormai da sette anni) di “due papi” in Vaticano non ha precedenti nella bimillenaria storia della Chiesa, per lo più perché nessuno dei due, tra Benedetto e Francesco, sono pontefici illegittimi o scismatici, ma lecitamente eletti dal Collegio Cardinalizio secondo le norme canoniche vigenti.

La rinuncia di Benedetto ha senza dubbio rappresentato un rompicapo per i canonisti giacché il Codice di Diritto Canonico non prevede, e dunque non regola, la figura di un pontefice emerito (mentre è usuale quella di un vescovo emerito). È prevedibile che nei prossimi anni venga contemplata l’opportunità di intervenire canonicamente definendo il ruolo, lo stato e altri dettagli riguardanti la vita e la missione dei futuri Sommi Pontefici emeriti.

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Benedetto XVI: l’idea di una “nuova chiesa” viene dal demonio. Comunità catecumenali per vivere la fede

L’intervento di Benedetto XVI riguardo alla piaga degli abusi sessuali nella Chiesa (testo integrale in italiano sul Corriere della Sera) ha fatto in poche ore il giro del mondo creando reazioni opposte tra chi applaude l’acuta analisi teologica e storica del papa Emerito e chi critica l’opportunità che Benedetto XVI continui a esprimere le proprie idee preferendo un emerito silenzioso e recluso, dedito alla preghiera (meglio se silenziosa). Eppure Benedetto XVI afferma chiaramente di aver voluto dare un contributo al “Summit sugli abusi sessuali” convocato da papa Francesco in Vaticano dopo aver concordato la pubblicazione col Pontefice regnante e col suo Segretario di Stato.

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Il fare di Marta e il sedere di Maria.

«La parola di Cristo è chiarissima: nessun disprezzo per la vita attiva, né tanto meno per la generosa ospitalità; ma un richiamo netto al fatto che l’unica cosa veramente necessaria è un’altra: ascoltare la Parola del Signore; e il Signore in quel momento è lì, presente nella Persona di Gesù! Tutto il resto passerà e ci sarà tolto, ma la Parola di Dio è eterna e dà senso al nostro agire quotidiano». Benedetto XVI 18/07/2010
Cristo en casa de Marta y María, Diego Velázquez

Si racconta che diversi anni fa, durante un incontro coi seminaristi della sua diocesi, un vescovo (come direbbe il Cervantes: «Il cui nome non voglio ricordare») si trovò a commentare il celebre episodio di Marta e di Maria. Racconta il brano evangelico che mentre la prima sedeva ad ascoltare le parole del maestro in religioso silenzio e adorazione la seconda era presa da mille faccende domestiche e dalle incombenze dell’ospitalità al fine di offrire una buona accoglienza a quell’ospite speciale. Per lo più Maria mormorava contro la sorella che intenta ad ascoltare Gesù non si dava da fare come lei. A conclusione del suo commento il vescovo poneva una domanda ai suoi seminaristi, una domanda che la tradizione orale trasmette così: «E voi, cari seminaristi, cosa preferite: il fare di Marta o il sedere di Maria?». Possiamo solo immaginare l’imbarazzo dei seminaristi nel sentire il proprio vescovo parlare con tale enfasi dal suo autorevole pulpito del “sedere di Maria”.

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