Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per la categoria “Chiesa / Iglesia”

Vida y muerte de Miguel Suárez, el “samurai de Cristo” o el “hombre más feliz del mundo”.

Hace unos días, en la ciudad japonesa de Fukuoka, el padre Miguel Suárez, sacerdote misionero del Camino Neocatecumenal, ha pasado al Padre. Y en Japón si ha festejado el tránsito de este hombre santo, del mundo mortal a la inmortalidad del Paraíso. Es extraño pensar que en Japón (así tengo entendido, pero me corrija el quién conozca mejor las tradiciones japonesas) uno de los colores que simbolizan el luto es el blanco; un color que para el cristiano representa la pureza, el Bautismo, la Resurrección, la Pascua. Miguel murió en el tiempo de Pascua, como lo deseaba.

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Vita e morte di Miguel Suarez, il “samurai di Cristo” o “l’uomo più felice del mondo”.

Qualche giorno fa, nella città di Fukuoka (Giappone) padre Miguel Suárez, sacerdote missionario del Cammino Neocatecumenale, è passato al Padre; e in Giappone si è fatto festa per il transito di questo santo uomo dal mondo mortale all’immortalità del paradiso. È strano pensare che in Giappone (così so, ma mi smentisca chi conosce meglio le tradizioni nipponiche) il colore (o uno dei colori) del lutto è il bianco, che per il cristiano rappresenta la purezza, il Battesimo, la Risurrezione, la Pasqua. Miguel è morto nel tempo di Pasqua come aveva desiderato.

A raccontare la parabola della sua vita e i giorni intensi della sua morte ci ha pensato don Antonello Iapicca che ha conosciuto Miguel in Giappone e ha condiviso con lui la missione nell’estremo oriente. Un testo commovente che potrebbe già venir postato sul sito santiebeati.it al nome di “Miguel Suarez, presbitero itinerante” (il sito non riporta solo le vite dei santi ma anche quelle di servi di Dio e missionari che hanno dato la vita per il Vangelo).

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Crollo delle vocazioni nella Chiesa: problema politico o questione di fede?

Qualche giorno fa ho letto su Stilum Curiae, il blog del giornalista Marco Tosatti, il commento di un sacerdote romano riguardo al tema del crollo delle vocazioni sacerdotali (Qui l’articolo in questione). Si parlava anche del prossimo Sinodo sull’Amazzonia e dell’intenzione di ridiscutere l’obbligo del celibato e il reintegro dei “preti sposati” per supplire alla penuria di vocazioni. Sono rimasto sorpreso leggendo che il sacerdote romano neghi quello che, dal mio punto di vista, di laico “informato sui fatti”, è il punto focale della questione: la fede dei candidati. Il sacerdote afferma senza mezzi termini che a determinare il crollo delle vocazioni ci sono dei motivi che «non c’entrano assolutamente niente con la fede dei ragazzi o degli uomini che chiedono di incominciare il percorso per diventare sacerdoti». Dopo aver affermato che la crisi esiste solo nel mondo occidentale perché le chiese dell’Asia e dell’Africa pullulano di vocazioni (e su questo ritornerò), asserisce che il problema è nella «politica che ha accompagnato il discernimento delle ammissioni».

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Dalle Marche alla Transilvania: la famiglia che attende Papa Francesco in Romania

Dal 31 maggio al 2 giugno papa Francesco si recherà in Romania “accogliendo l’invito del Presidente, delle Autorità dello Stato e della Chiesa Cattolica della Romania. Il Santo Padre visiterà Bucarest, Iai e Blaj e il Santuario mariano di Sumuleu Ciuc, le cui origini risalgono al 1510. Sarà il secondo viaggio di un Sommo Pontefice nel paese balcanico dopo la visita di san Giovanni Paolo II avvenuta esattamente vent’anni fa, nel 1999.

Il portavoce dell’arcidiocesi di Bucarest ha affermato che questo viaggio apostolico porterà «una boccata d’ossigeno spirituale per la Romania», mentre l’arcivescovo dell’arcidiocesi latina di Bucarest, mons. Ioan Robu ha affermato che nel paese, nella chiesa cattolica, come in quella ortodossa si «respira un clima di gioia» per il «privilegio» di accogliere il Santo Padre.

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Beata Guadalupe: dalla chimica a Dio. La prima donna dell’Opus Dei sugli altari.

Sarà beatificata a Madrid il 18 maggio Guadalupe Ortiz, una delle prime collaboratrici del fondatore dell’Opus Dei, san Josemaría Escrivá de Balaguer. La sua vita, priva di eccessi e di fatti straordinari, rappresenta un modello di santità raggiunta tramite il lavoro quotidiano, nell’impegno di una vita ordinaria sostenuta dall’amore a Dio e vissuta nel costante servizio verso il prossimo. Una figura di grande attualità in una società dove la quotidianità diventa troppo spesso una frenetica corsa per assolvere compiti e compiere funzioni, dove diventa quasi impossibile l’armonizzazione tra lavoro e famiglia e dove sembra non esserci più spazio e tempo per Dio, Guadalupe indica una via da percorrere, quella dell’impegno quotidiano sostenuto da una vita di preghiera e dal servizio come strada sicura verso la santità.

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