Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Suor Maria Cecilia Baij la mistica di Montefiascone (opere).


Maria Cecilia Baji, monaca benedettina (1694-1766)

Le opere mistiche della venerabile serva di Dio Maria Cecilia Baij (1694—1766) sono pressoché sconosciute al grande pubblico. Ma vale la pena conoscere e approfondire la vita e l’opera di questa santa monaca che fu badessa del monastero san Pietro (Montefiascone) per vent’anni e che ebbe rivelazioni private dettate da Nostro Signore. La sua spiritualità e la sua profonda unione a Cristo fanno di lei una delle figure mistiche di maggior rilievo nell’Italia del XVIII secolo.

In questi giorni, in accordo con la Madre Priora del Monastero benedettino San Pietro di Montefiascone, ho pubblicato su questo blog un “appello” per sostenere la comunità monastica che attraversa un momento di grave crisi economica a causa della emergenza da Covid-19.

Ho condiviso la lettera con alcuni amici e devo dire che ho trovato una ottima accoglienza. Alcuni hanno risposto personalmente, mentre alcuni blog e giornali online hanno rilanciato il comunicato. Ecco i siti che hanno condiviso l’appello a favore delle monache benedettine di Montefiascone:

Vorrei qui richiamare l’attenzione su un commento apparso sul blog di Marco Tosatti da un attento lettore che consiglia la lettura di alcuni testi reperibili solo presso il Monastero San Pietro. Si tratta delle opere spirituali di una madre benedettina che visse in quel monastero nel XVIII secolo: la venerabile Maria Cecilia Baij, nata a Montefiascone il 4 gennaio 1694.

Nel Monastero di Montefiascone visse anche nel XVIII secolo la venerabile Maria Cecilia Baij. I suoi scritti sono custoditi dalle suore del monastero e sono anche da loro stesse pubblicati- Immagino che possa essere un aiuto per le suore anche acquistare (per esempio online) queste opere. Mi permetto di consigliarle vivamente. In particolare la “Vita Interna di N.S. Gesù Cristo”, opera unica e straordinaria, dettata misticamente alla Serva di Dio, e pochissimo nota. Ma anche la “Vita di San Giuseppe” e la “Vita di San Giovanni Battista”, anche queste misticamente dettate.

Leggiamo sul sito santiebeati.it: «[Cecilia Margherita] Entrò nel Monastero delle Benedettine di Montefiascone il 12 aprile 1713. Dopo essere stata Maestra delle Novizie e Vicaria, fu eletta Abbadessa il 10 luglio 1743, e tenne la carica quasi ininterrottamente per un ventennio. Attraversò, come tutti i mistici, ogni sorta di prove intime ed esterne, dalle persecuzioni sottili delle monache all’asprezza dei confessori (tra i quali spicca San Leonardo da Portomaurizio), che ora la trattavano da illusa, ora la rassicuravano da parte di Dio. E venne sempre fuori con una umiltà e un distacco di sé che sono da soli una buona raccomandazione nei confronti della sincerità delle sue opere. Intanto riportava la pace fra le dissenzienti, elevava il tono spirituale della Comunità, si offriva di espiare per quelli che la offendevano. Moriva a 71 anni, il 6 gennaio 1766. Il Cristo sofferente, durante la sua vita, volle associarla alla Sua Passione e a questo scopo, ne purificò il cuore con dure prove, rendendola degna di ricevere grazie e favori eccezionali. Gli importanti scritti che la serva di Dio ci ha lasciati, e ricevuti per illuminazione divina, fanno di lei un’apostola e una messaggera dell’amore di Dio, nonché una grande mistica del secolo XVIII.

Scrisse in particolare tre opere considerate pietre miliari della storia della mistica di tutti i tempi: “Vita interna di Gesú Cristo”, “Vita interna di S. Giuseppe” e la “Vita interna di S. Giovanni Battista” che sono il frutto di locuzioni interiori che la pia monaca riceveva e fedelmente scriveva in obbedienza al confessore. La prima edizione della “ Vita di S. Giuseppe” uscì nel 1921, trascritta e presentata da Mons.Bergamaschi, allora direttore del Seminario Regionale di Montefiascone e attento studioso delle opere della serva di Dio. Incoraggiato da eminenti personalità del tempo- da Bendedetto XV che gli fornì i mezzi per la pubblicazione e a cui dedicò il volume, all’Abate ordinario di San Paolo, il futuro Card.Schuster (elevato in seguito agli onori degli altari)- il Bergamaschi iniziò nel 1916 lo spoglio dei manoscritti, ancor oggi conservati nell’Archivio del Monastero dove la Baij fu Badessa per quasi un ventennio. E da tale assidua fatica che uscirono appunto la “Vita interna di Gesú Cristo”, la “Vita interna di S.Giuseppe” e la “Vita interna di S.Giovanni Battista” ed infine la “Vita della serva di Dio Donna Maria Cecilia Baij”. Il Bergamaschi morì prima di poter pubblicare i “Colloqui tra la serva di Dio e Gesú”».

Chiunque volesse approfondire o acquistare i libri della serva di Dio Maria Cecilia Baji, può rivolgersi direttamente al Monastero San Pietro telefonando o scrivendo una mail. Sul sito ufficiale del monastero è presente la lista di libri disponibili.

«Il cuore di Gesù odia il peccato, ma è sempre aperto per ricevere il peccatore pentito, odia il male, ma desidera il bene,  perché desidera la conversione del peccatore, e per quanto sia stato da questo offeso, quando egli si converte, il suo divin Cuore subito lo perdona…»
Cecilia Margherita Baij

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