Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivio per la categoria “Filosofía / Filosofia”

Combatti l’ignoranza, porta un libro in vacanza!

Siamo in un momento di crisi, una crisi che ha stravolto non solo le nostre tasche ma anche il nostro modo di vivere, la nostra capacità di vivere bene, in pienezza, autenticità e (esageriamo!) sapienza.

Uno dei nefasti effetti del boom tecnologico è l’accelerazione dei tempi di percorrenza della nostra giornata col risultato di ridurre al minimo i momenti di riflessione. Siamo talmente presi da messaggi, notizie, post, condivisioni, tag, poke, touch… così tanto in contatto con gli altri da rimanere sempre meno tempo con noi stessi, da soli (che paura!!). E’ sempre più insignificante il tempo che dedichiamo a pensare, riflettere su di noi e con noi.

Forse un aiuto per provare a calmare la nostra nevrosi di comunicazione e di contatto universale col mondo esterno, potrebbe essere provare a riprendere l’antica e salutare usanza della lettura (su carta stampata si intende) per stimolare la nostra capacità di astrazione dal caos giornaliero; magari – oltre al diletto dell’intelletto – impareremo qualcosa o approfondiremo qualche tematica che ci sia cara. Sempre che non vogliamo farci imporre le letture dalle classifiche de noti bestseller mondiali che poco possono apportare alla causa.

Ecco qualche consiglio per combattere la nostra, sempre più pericolosa, pigrizia intellettuale (se sei arrivato a leggere fino a qui vuol dire che vuoi proprio combatterla!)

chiara corbellaIl primo libro che vogliamo consigliare ha un titolo “enorme” che è tutto un programma:  “SIAMO NATI E NON MORIREMO MAI PIU“. Scritto dai coniugi Simone Troisi e Cristiana Paccini, il libro narra la storia di Chiara Corbella Petrillo, una ragazza romana che a soli 28 anni ha deciso di restituire la sua vita a Dio a cambio di quella del figlio. Un “inno alla vita”. Non una storia d’amore qualsiasi ma un atto di amore vero, estremo, fino alla morte; una testimonianza di fede autentica vissuta nella gioia del completo dono di sé. Una parola per i nostri tempi, per politici, giornalisti, dottori e genitori che spesso antepongono ai figli il proprio benessere e la propria tranquillità. Troisi – Paccini, Siamo nati e non moriremo mai più. Storia di Chiara Corbella Petrillo. Edizioni Porziuncola 2013, pp. 155, € 12,00.

Dopo questo libro, attualmente tra i più venduti nelle librerie religiose, proponiamo qualche altro titolo di grande interesse: saggi e romanzi. Tra i romanzi del momento c’è sicuramente il libro “E L’ECO RISPOSE” di Khaled Hosseini il fortunato autore de Il cacciatore di Aquiloni e di Mille Splendidi Soli. Una storia di amicizia, di gioia e di dolore tra fratelli. K. Hosseini, E l’eco rispose, Piemme 2013, pp. 456, € 19,00.

Un altro romanzo di grande interesse è “IL GIOIOSO MENDICANTE” scritto dall’ungherese Louis de Wohl (1903-1961). L’autore ha pubblicato, con molto successo, diversi romanzi storici sulle vite dei santi; quella sul santo di Assisi è stata scritta nel 1958 e solo oggi, dopo ben 55 anni è stata tradotta in italiano. Effetto papa Francesco! Louis de Wohl, “Il gioioso mendicante. Vita di San Francesco d’Assisi”, Bur 2013, pp. 395, € 11,00.

biancaC’è un’altro romanzo, di un autore italiano, che ha avuto un grande successo in questi ultimi due anni. E’ il best seller internazionale “BIANCA COME IL LATTE ROSSA COME IL SANGUE” del professore palermitano Alessandro D’Avenia (ad aprile è uscito anche il film). Lo consigliamo vivamente! Un romanzo per ragazzi ma anche per adulti. Una storia di amore, di sofferenza, di fede persa e riabbracciata. Un cammino di scoperta della fede percorso da un ragazzo in una situazione di grandissima sofferenza. Scritto in un linguaggio semplice ma profondo, appassionante. A. D’Avenia, Bianca come il latte rossa come il sangue, Mondadori 2010, pp. 255, € 13,00.

Se vogliamo approfittare dell’estate per approfondire alcune tematiche interessanti e attuali, potremmo optare per qualche saggio. Ne proponiamo qualcuno partendo dal libro del giornalista Rusconi “L’IMPEGNO“. Un saggio molto interessante sull’impegno della Chiesa (nelle sue varie istituzioni) a favore della società italiana. A dispetto delle accuse di parassitismo e inutilità sociale di cui la Chiesa italiana è bersaglio, le sue opere la difendono: carità verso poveri, sostegno degli anziani, educazione dei ragazzi… Il libro conclude con una tabella di “risparmio annuo per lo stato” grazie al lavoro della Chiesa cattolica. Giuseppe Rusconi, “L’impegno. Come la Chiesa Italiana Accompagna la società nella vita di ogni giorno”, Rubbettino 2013, pp. 140, € 12,00.

Sulla stessa tematica è molto interessante il saggio del giornalista Francesco Agnoli “GRANDE STORIA DELLA CARITA“, un libro che raccoglie l’esperienza bimillenaria di servizio ai poveri, ai malati, agli emarginati; una pagina della storia della Chiesa piuttosto sconosciuta (spesso oscurata)PELLICCIARI narrata attraverso gli esempi di tanti santi del passato e tanti (buoni) cristiani dei nostri giorni. Francesco Agnoli, “Grande storia della carità”, Cantagalli 2013, pp. 215, € 14,00.

Gli amanti della storia non disdegneranno di portare sotto l’ombrellone l’ultimo libro di Angela Pellicciari, “MARTIN LUTERO“. In poche pagine, e in un linguaggio diretto e comprensibile anche ai non addetti ai lavori, la storica romana ci mostra con quanta veemenza, cattiveria e irresponsabilità (usiamo gentili eufemismi) il monaco agostiniano ha distrutto l’unità della Chiesa d’Occidente e, in sonstanza, dell’Europa stessa. Angela Pellicciari, “Martin Lutero”, Cantagalli 2012, pp. 174, € 12,90.

Potremmo approfittare dell’estate per conoscere un autore che sta acquistando grande visibilità in Francia. Fabrice Hadjadj è un HADJADJfilosofo francese di genitori ebrei e origini tunisine. Si definisce “ebreo di nome arabo e di confessione cattolica”, forse questo bel mix culturale ha aiutato Fabrice a diventare uno degli intellettuali cattolici di maggiore attualità in Francia. Il suo ultimo libro “COME PARLARE DI DIO OGGI?” è un bellissimo saggio su Dio e il mondo moderno, un “anti manuale di ‘evangelizzazione” scritto in modo provocatorio, ironico e avvincente! Vivamente consigliato!  Fabrice Hadjadj, Come parlare di Dio oggi?, Messaggero di Padova 2013, pp. 180, € 13,00.

Breve ma intensa è la lettura della prima enciclica di Papa Francesco “LUMEN FIDEI” di cui abbiamo già parlato in precedenza. Evidentemente scritta da Benedetto XVI e firmata da Francesco, il lavoro “a quattro mani” dimostra come non ci sia né opposizione né tantomeno rivalità tra i due pontefici, ma continuità e comunione di pensiero! Papa Francesco, Lumen Fidei, San Paolo 2013, pp. 120, € 2,50.

Infine ci sono i classici, quelli che non abbiamo mai letto e che dovremmo leggere. Grandi classici di grandi autori come Chesterto, Lewis, Tolkien, lo stesso De Wohl, i romanzi di O’Brian e Benson, i libri di Jacques Philippe (best seller della spiritualità), i libri di Ratzinger (per i più intellettuali)… La scelta è ampia e citando alcuni faccio torto a tutti gli altri “grandi” della letteratura.

Concludiamo. Abbiamo consigliato solo qualche titolo delle migliaia di libri pubblicati negli ultimi mesi. Migliaia di libri di cui molti abbastanza noiosi, altri un poquino inutili, altri poco originali ma molti altri interessanti, utili e originali. Una scelta bisogna farla se vogliamo combattere l’ignoranza portando 1 libro (o 2!) in vacanza.

Ad ognuno la sua scelta, come disse il grande poeta Borges:

Il verbo leggere, come il verbo amare e il verbo sognare, non ammette l’imperativo. Ho sempre consigliato ai miei studenti di mollare un libro che li annoia: di non leggerlo soltanto perché è famoso, di non leggerlo perché è moderno, di non leggerlo perché è antico. La lettura dev’essere una delle forme della felicità e non si può costringere nessuno a essere felice

Jorge Luis Borges

Il Conclave, Bagnasco e la metafisica. Il giorno in cui tornai ad essere ignorante.

BAGNASCO

So di non sapere. Ma spesso lo dimentico e mi illudo di sapere qualcosa. Ecco allora che arriva un cardinale e ti sistema in due mosse. E’ bastato poco al porporato per screditarmi davanti a me stesso.
Salutare il card. Bagnasco, vescovo di Genova e presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a pochi giorni dal Conclave fa una certa impressione. Inevitabile pensare che le possibilità di vederlo di bianco vestito  tra pochi giorni non sono del tutto nulle. Soprattutto quando i papabili sono ormai diventati quasi la maggioranza! Sono più i papabili che i non-papabili…
Gli vengo presentato in libreria  dal direttore che lo conosce bene da anni, tanto da chiamarlo Don Angelo. Qualche domanda di circostanza e poi senza indugi passiamo alle cose serie.
“Che studi hai fatto?”
– “Filosofia e Teologia”
metaf– “Conosci la metafisica? con chi l’hai studiata?”
– Io (ad intra): ce l’ha con me? no! il mio peggior esame. il mio peggior voto… no!)
– Io (ad extra): si! col prof Gilbert.
– il card. (serio, sempre più serio, con fare inquisitore): “che testo hai usato?
– io: “La semplicità del principio… ma non era per niente semplice”
(Questa non faceva ridere e il cardinale non si è immutato)

“San Tommaso lo conosci?” (d’Aquino n.d.r.)
– “L’ho studiato con il professor Pangallo” (della serie come evadere la domanda e rispondere un’altra cosa)

Ormai spacciato, vergognato e intimidito, distrutto nel mio ego intellettuale tento il tutto per tutto e balbetto: “sto scrivendo la tesi su Tommaso Moro… storia della filosofia”.
– Il Cardinale, caparbio, affonda: “Storia? perché la storia e non la teoretica? Ci interessa la teoretica, è importante imparare a pensare, non sapere cosa ha detto Tommaso Moro!”

Angelo vs Miguel: 1 a 0. Finisco KO che in inglese significa “Knock Out“, fuori combattimento!

Non so cosa succedesse al buon Bagnasco, se fosse nervoso per l’imminente conclave o se, di solito, sia sempre così severo. Fatto sta che dopo il primo momento di smarrimento ho capito che è stato provvidenziale. Ho saputo, solo dopo, che è stato per 18 anni professore di Metafisica a Genova. Leggo su wikipedia e confermo che è vero: “(Bagnasco) È un profondo conoscitore di San Tommaso e del suo insegnamento e un fermo sostenitore del valore della metafisica”.

Provvidenziale perché mi ha rimesso al mio posto; mi ha ricordato che son più le cose che ignoro rispetto a quelle che so; mi ha fatto tornare ad essere ignorante: la condizione migliore per iniziare a capire, come dice San Tommaso d’Aquino, che non possiedo la Verità, ma è la Verità possiede me.

Solo una richiesta al Cardinale: sua eminenza, se dovesse diventare papa, citi pure l’Aquinate, ma qualche volta ricordi anche l’altro Tommaso, il martire, il filosofo, lo sposo e il padre, il Moro!

angelo-bagnasco

Socrate il brutto!

SocrateNulla scegliamo solamente per la sua bellezza, ma tutto per la sua funzionalità, convenienza o secondo altre categorie di giudizio in base all’oggetto in questione. Al mercato scegliamo la frutta per il suo sapore, odore, consistenza, mai per la sua bellezza esterna o per il suo bel colore… (altrimenti vi sfiderei a scegliere… il kiwi!). Anche i vestiti che ci piacciono li scegliamo per la loro utilità, i mobili per la loro funzionalità.

Non scegliamo la fidanzata o la moglie soltanto per la sua bellezza ma anche perchè vediamo in lei qualcosa che ci attira più profondamente, che va oltre l’aspetto fisico e che risiede nel suo carattere, nel suo animo, nella sua anima (altrimenti vi sfiderei a sceglierne soltanto una!). Se poi avete la fortuna – come me – di avere un 2 in 1 allora meglio ancora!

A me sembra spesso banale e moralizzante una crociata contro la bellezza fisica a favore di quella interiore. E’ ormai lo standard buonista e politicamente corretto, è discorso politicamente simpatico ed attraente elogiare il “bello dentro” per cercare di distogliere lo sguardo dalla nostra società del bello in cui domina il culto alla bellezza. Voglio dire, il rischio è sempre quello di esagerare e finire per elogiare il brutto! Ma questo non è il punto.

E’ cosa buona e giusta riportare l’attenzione,  che spesso si ferma alla superfice (su ciò che è superficiale), all’interno (ciò che è l’essenza, il vero “sapore” del frutto che scegliamo), ma ho spesso l’impressione che siano sono parole, perchè – in fondo – il bello ci piace, e ci crediamo poco quando diciamo che non è essere belli l’importante (altrimenti vi sfiderei a non pettinarvi prima di uscire, a non profumarvi a non cambiarvi mai i calzini e a non lavarvi!).

Curioso il caso di Socrate! E più ci penso è più diventa un personaggio strano, atipico, un randagio della storia… Di Socrate sappiamo poco, e ciò che sappiamo è confuso; ma una cosa è certa, anzi certissima: Socrate – il padre della filosofia e della sapienza umana – era brutto! Ma quanto era brutto!? Qualcuno arrivo a dirgli che era un “monstrum“. Faccia bovina, sembrava un buffone. Gli occhi a palla sporgevano in fuori; il naso enorme, curvo, schiacciato e pieno di mocciolo! Vestiva male, trasandato e sporco.

Questo uomo così brutto e schifoso dal punto di vista estetico, nascondeva un tesoro: una sapienza che contribuì in modo decisivo a costruire la civiltà occidentale! Socrate il brutto, seppe spezzare lo standard di bellezza e perfezione greca indicando una via migliore: la conoscenza profonda di sé: “conosci te stesso”. Te stesso, ciò che sei veramente, in profondità, sotto la maschera bella che copre chi sei.

Da lì a conoscere tutto il passo è breve: lo diceva l’umanista spagnolo Juan Luis Vives che affermava che il cammino della vera sapienza inizia col “conosci te stesso” e termina col “conosci Dio”. D’altronde Socrate mi ricorda molto – e sempre di più – un altro “brutto”, davanti al quale conveniva “coprirsi il volto” per non vederlo “tanto era sfigurato il suo volto”… ed anche lui nascondeva un tesoro bellissimo che salvò l’umanità. Egli era la vera Sapienza.

miguel c. s.

Sobre la elección / Sulla scelta

choisirAl abrir este espacio en el web, he recibido con sincero aprecio las felicitaciones de un amigo a quien veo (realista o pesimista?) como el único actual y futuro seguidor de mi nuevo blog!  De inmediato me plantea, casi sin quererlo, una cuestión de alto perfil filosófico (típico de vos!), un tema casi olvidado en el pensamiento moderno, tan poco existencial y, por tanto, tan poco esencial… Y lo hace como aquel niño que, preguntando inocentemente sobre algún asunto aparentemente sencillo e inmediato, pone en extrema dificultad a quien le toda responder.

Vamos a lo que vamos: me pregunta si ha sido fácil la elección del idioma, siendo yo bilingüe! Mi primera reacción fue: qué le hace pensar a J.F. que yo haya elegido uno de los dos idiomas? En efecto el título del blog es ITALIANO, pero el primer “post” està en ESPAÑOL…! Pues resulta que no lo había pensado! Tendré que escoger entre italiano y español! Si el mismo proovedor del blog me lo hubiera pedido, me hubiera puesto en problemas.

Debo ser sincero, no quiero excluir ninguno de los dos idiomas, porque hay cosas que pienso en español y otras que pienso en italiano, cosas que escribo en español y cosas que escribo en italiano, amigos españoles (o hispanohablantes) y amigos italianos (los unicos italianohablantes!). Es por esto que esta vez titúlo en los dos idiomas, es por esto que probablemente seguiré con un blog bilingüe.

Sin embargo el tema es complicado y, a más que a uno, le provocó tremendo dolor de cabeza: la elección entre dos o más opciones es el problema más grande que pueda existir, sobretodo para las almas inseguras y de carácter débil, como lo fue una de las mentes más brillantes de todos los siglos: el filosofo danés Soeren A. Kierkegaard. Genio perspicaz y padre de todo existencialismo Kierkegaard fué el alma más melancólica de todo el panorama de la historia de la filosofía. Pensó la elección como el drama más profundo de cada hombre, la renuncia más esencial, el definitivo jaque-mate de toda libertad personal… elegir es morir!  viéndolo así es fácil imaginar qué vida más agotadora llevaba este hombre tan brillante y a la vez tan escrupuloso!

Pero elegir, o escoger, es inevitable y – sigue nuestro amigo filósofo – aunque no quieras eligir, estás eligiendo algo.

No me aclaro si quiero escribir en español o en italiano, se verá de vez en vez. Sin elegir, o – si se prefiere – eligiendo no elegir, he elegido [scegliendo di non scegliere ho scelto]: escribiré en el idioma que me salga y que el que pueda… que entienda.kierk

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