Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Attacco totale al Family Day (il giorno prima).


Un attacco informatico firmato “Anonymus Italia” ha imbastardito nella notte il sito web ufficiale del Family Day 2016. La mattina del 30 gennaio infatti, il sito familyday2016.it è apparso “hackerato”: presentava su sfondo nero la scritta “stop omofobia” assieme al motto obamiano “love is love”. Su Twitter, l’account di Anonymus ha rivendicato l’attacco notturno in nome della “libertà” twittando “The Freedom is life“, un motto che male si concilia con attacchi informatici che ledono la libertà di espressione di singoli o gruppi di persone.

UN CLIMA DI ODIO E DI VIOLENZA

Non si tratta di un attacco isolato ma di un gesto che si inserisce a pieno titolo nel clima di odio e di violenza che gli attivisti LGBT alimentano da diversi mesi contro le famiglie e le persone impegnate nell’ambito pro-life e a favore della famiglia naturale.

Marco Tosati su La Stampa lo denuncia chiaramente: “Un’azione che si inserisce nella linea delle aggressioni di ogni genere, dal verbale al fisico, compiute dagli attivisti LGBT nei confronti delle Sentinelle in Piedi in ogni parte d’Italia negli ultimi mesi e settimane”.

Le manifestazioni pacifiche e silenziose delle Sentinelle In Piedi, infatti, sono state infatti il banco di prova della tolleranza omosessualista. Attaccati verbalmente e fisicamente da disturbatori, le Sentinelle, da mesi riempiono le piazze italiane chiedendo solo il diritto di manifestare, in silenzio e con un libro in mano. Un diritto che, a quanto pare, non può essergli concesso. Ne abbiamo parlato in questi giorni denunciando il vergognoso episodio avvenuto a Brescia, dove una donna invalida è stata sbeffeggiata e umiliata mentre manifestava in piazza Vittoria con le Sentinelle in Piedi.

TUTTI CONTRO IL FAMILY DAY!

Il popolo della famiglia è accerchiato. In questi giorni, in vista della discussione del ddl Cirinnà, tutti i quotidiani nazionali hanno contribuito alla formazione dell’opinione pubblica invitando a riconoscere i diritti degli omosessuali (diritto al “matrimonio”, diritto alla “genitorialità”!) e a dipingere chi si oppone al disegno di legge come retrogrado, bigotto e reazionario.

Nei giorni scorsi anche l’agenzia Ansa si è inchinata alla causa LGBT schierandosi apertamente a favore delle Unioni Civili e aumentando i numeri della manifestazione #SvegliaItalia dando per buona la cifra comunicata dagli organizzatori (dati che i giornali e le agenzie di stampa prendono solitamente – e con ragione – con le pinze).

Ieri è stata la volta di Ikea che ha invitato i suoi clienti ad accorrere a “celebrare con un bacio l’idea di una famiglia aperta a tutti” perché “l’amore non ha bisogno di istruzioni”. La notizia ha entusiasmato la comunità omosessuale e il sito Gay.it ha definito l’iniziativa di Ikea “un pugno allo stomaco” per i manifestanti del 30 gennaio! Famiglie italiane dunque offese dal colosso svedese esplicitamente schierato contro il Family Day.

Anche il sito TvBlog si è impegnato pesantemente per attaccare il Family Day pubblicizzando e promuovendo programmi, reality e documentari collegati al mondo gay, come ad esempio il nuovo programma di Real Tv “Di fatto coppie” specificando – scrive TvBlog – che si oppone alle “ipocrisie da Family Day”. Parole violente che creano una netta divisione tra il bene e il male, tra i “retrogradi” e “ipocriti” e l’amore vero, libero, passionale e divertente dei gay.

UN ATTACCO TOTALE DALLA TV AI SOCIAL

L’attacco è molteplice e non si ferma agli orecchini arcobaleno (di pessimo gusto) di Barbara D’Urso, all’esagerato spazio mediato concesso alle intime esternazioni sulle preferenze sessuali di Giulia Latorre (la figlia del marò italiano arrestato in India) e ai talk show sbilanciati in maniera plateale a favore delle Unioni Civili (ad esempio su Matrix di Canale 5 dove il solo Mario Adinolfi assieme a Giovanni Toti hanno cercato di difendersi da una platea di invitati pro matrimoni-gay). Su Twitter e Facebook le accuse, gli insulti e le minaccie sono all’ordine del giorno sugli account dei pro-life. Ne sa qualcosa lo stesso Mario Adinolfi, fondatore del quotidiano La Croce che ogni giorno riceve insulti pesanti e volgari verso la sua persona e la sua famiglia. Oggi tocca a Don Salvatore Lazzara reo di aver pubblicato un articolo su La Stampa a sostegno del Family Day: il giorno dopo il suo commento sul giornale torinese, il suo account Twitter è stato invaso di insulti e accuse da parte dei militanti LGBT.

ATTACCO ALLA CHIESA CATTOLICA… NEL NOME DI FRANCESCO!

Molti vescovi italiani si sono detti favorevoli al Family Day appoggiando in modo chiaro la manifestazione e invitando i fedeli a riempire la piazza. Un atteggiamento diverso da quello adottato dalla CEI nel 2015 quando la Chiesa preferì non aderire alla manifestazione del 20 giugno provocando non poca delusione tra i cattolici in piazza.

Questa volta, però, molti vescovi appoggiano la causa e lo stesso Francesco ha ribadito che “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Nonostante questo, però, molti giornali laici (o laicisti) contestano il Family Day invocando proprio papa Francesco, interpretando il suo atteggiamento di apertura verso tutti gli uomini (di ogni fede e peccatori di ogni sorta) come una benedizione verso le unioni omosessuali.

Il Fatto Quotidiano, ad esempio, interpretando le posizioni del Sommo Pontefice come una apertura ai gay invoca – utilizzando quindi in maniera strumentale lo stesso Papa e i vescovi – una Chiesa “matura” che “apra gli occhi” e stia al passo coi tempi. Accuse pesanti in un paese dove la libertà di religione e di culto sono (ancora) tutelate dalla Costituzione e dove ogni cittadino dovrebbe essere libero di esercitare libertà di culto e di espressione.

Intanto il Circo Massimo si riempie di famiglie e di bambini…

Articolo pubblicato su Romagiornale.it

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