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Il Seminario Redemptoris Mater di Roma saluta mons. Claudiano Strazzari


Dopo vent’anni alla guida del Seminario, don Claudiano lascia il posto a don Francesco Donega. Il congedo dello storico rettore con una Eucaristia nella cappella del Seminario.

Più di 150 Sacerdoti della diocesi di Roma si sono riuniti la sera di lunedì 10 settembre presso il collegio Redemptoris Mater di via Tenuta della Maglianella per salutare monsignor Claudiano Strazzari che dopo venti anni lascia il posto di rettore del Seminario. La celebrazione eucaristica, una festa di ringraziamento a Dio per questi anni di missione del seminario, ha avuto luogo nella Cappella del seminario recentemente affrescata dal pittore spagnolo Kiko Argüello iniziatore del Cammino Neocatecumenale assieme a Carmen Hernández. La presenza di molti ex alunni – alcuni dei quali accorsi dall’estero per l’occasione ed altri venuti in Italia per la convivenza di rettori e seminaristi a Porto San Giorgio – mostra la gratitudine di questi sacerdoti a don Claudiano che per molti anni ha curato la loro formazione al presbiterato.

Mons. Strazzari, che è stato nominato Canonico della Basilica di San Giovanni in Laterano, lascia il posto a don Francesco Donega del clero di Roma, per molti anni rettore del seminario de Redemptoris Mater di Londra e dallo scorso anno vice rettore a Roma.

Presente alla celebrazione anche monsignor Héctor Vila, vescovo della diocesi di Whitehorse (Canada). Mons. Vila è stato formato in questo seminario dal 1989 e ordinato presbitero per la Diocesi di Roma nel 1995 per mano di san Giovanni Paolo II; nel 2015 papa Francesco lo ha nominato vescovo della diocesi canadese.

I seminari Redemptoris Mater. Dopo una prima esperienza iniziata in Perú, il seminario Redemptoris Mater di Roma è il primo di più di 100 seminari missionari fondati dal Cammino Neocatecumenale sotto la guida di Giovanni Paolo II per supplire alla richiesta di presbiteri itineranti che accompagnino le famiglie in missione che dal 1986 sono iniziate a partire in tutto il mondo inviate dal Pontefice polacco. La particolarità di questi seminari – che sono internazionali (gli studenti provengono da diversi paesi del mondo), diocesani (i candidati vengono incardinati nella diocesi del Seminario dove sono formati) e missionari – è la formazione cristiana dei seminaristi all’interno di una comunità neocatecumenale e la missionarietà dei sacerdoti, disposti ad essere inviati in missione in qualunque parte del mondo secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II (Presbyterorum Ordinis, n° 10).

Il seminario di Roma Eretto come seminario diocesano e missionario con decreto del 14 febbraio 1988 (festa dei Santi Cirillo e Metodio) dal cardinale Vicario Ugo Poletti, questo seminario ha compiuto nel 2018 i suoi primi trent’anni anni. Il primo rettore è stato mons. Giulio Salimei, all’epoca vescovo ausiliare emerito della Diocesi di Roma, coadiuvato come vice rettore da Claudiano Strazzari, diventato rettore nel 1998. In questo collegio, nel corso di questi trent’anni, sono stati formati 276 sacerdoti molti dei quali lavorano nella diocesi di Roma come parroci o viceparroci, altri (più di 100) sono partiti in missione secondo le esigenze della Nuova Evangelizzazione: in missione fidei donum, accompagnando famiglie in missione o equipe di catechisti itineranti del Cammino Neocatecumenale, formatori in altri seminari Redemptoris Mater o professori in unità accademiche estere.

L’ultima omelia di don Claudiano. Nella sua omelia don Claudiano (come è da tutti conosciuto) ha ribadito la superiorità della contemplazione sull’azione. Ai presbiteri ha raccomandato di coltivare ed alimentare un rapporto intimo con Dio attraverso la preghiera e la scrutatio della Parola «ogni giorno». Questo rapporto personale col Signore è la risposta più adeguata al primo comandamento, il più importante di tutti: «Ascolta Israele: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Mt 22,37) e si esprime nella preghiera che diventa il cardine della vita e della missione del presbitero. «Tutto si gioca sulla preghiera quotidiana» ha affermato don Claudiano mettendo in guardia dal rischio di diventare «alberi secchi» capaci di fare molte buone cose, «anche miracoli» ma che hanno abbandonato il rapporto vitale con Dio. «Il demonio farà di tutto per non farvi pregare. Il suo scopo non è farti peccare ma farti perdere la vigilanza e la preghiera. “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt. 26,41)».

Per questo don Claudiano ha augurato ai presenti di «entrare in questo combattimento» della preghiera, un combattimento «che viene ancora prima di quello dei soldi e della sessualità» e da cui dipende la missione dei sacerdoti, così come la fede di ogni cristiano. Per fare la volontà di Dio ogni giorno (la preghiera di Gesù al Getsemani “Sia fatta la tua volontà”) è necessario avere il discernimento, che è un frutto dello Spirito Santo e della presenza di Dio in ognuno di noi. Per questo «il punto focale del presbiterato è la santità», prima ancora del lavoro pastorale, perché non si può portare agli altri la Buona Notizia di Cristo Risorto se la propria vita non è radicata in Lui.

Da sinistra: mons. Strazzari, il cardinale De Donatis e don Francesco Donega

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