Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

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Il Sinodo spiegato a mia moglie, memorie di un sopravvissuto

vescovi3Il sinodo è finito e sabato sera ho celebrato l’Eucaristia con la mia comunità tirando un sospiro di sollievo: ce l’abbiamo fatta, siamo sopravvissuti!

In questo lungo periodo ho visto gente preoccupatissima, quasi disperata, per le sorti della Chiesa Cattolica: alcuni paventavano una rivoluzione, altri la speravano con ansia! Stravolgimenti, scardinamenti, la fine di tutti i dogmi; ci si aspettava di tutto: accoliti plurisposati, matrimoni gay nelle parrocchie, preti sposati, preti omosessuali (ah no, quelli già li abbiamo), donne prete, fine del papato, ma anche l’istituzione di un nuovo ordine di “donne-gay-prete-sposate-divorziate-risposate”… una tragedia dalle dimensioni epocali!

A un certo punto ho tremato anche io, devo ammetterlo, ma per colpa dei fantomatici “media” (cattolici e non) e di alcune sparate di monsignori e cardinali che sembravano sperare o temere (a seconda dei casi) il peggio (o il meglio a seconda delle preferenze)!

san pietro piccInsomma, il Sinodo è finito e non è successo nulla di tutto ciò. Siamo ancora vivi, la Chiesa è viva, il papa è vivo! Sul Cupolone regna ancora una Croce, i dogmi sono intatti (fammi controllare un attimo sul documento finale… ok c’è tutto) e la misericordia per fortuna non è stata abolita… altrimenti saremmo perduti! Il Vangelo è ancora il nostro libro sacro, Cristo – è confermato – è il Figlio di Dio e il magistero della Chiesa (la “tradizione”, scusate la parolaccia) contiene ancora tutte le verità che sono state trasmesse ed insegnate (compresa l’Humanae Vitae).

Niente complotti per distruggere la Chiesa dunque, ma neanche complotti per far cadere il “governo Bergoglio” o frenare la sua riforma.

Ieri sera mia moglie mi ha chiesto: “Insomma com’è finito il sinodo?” Ammetto che ho indugiato un attimo: ho sospettato fosse una domanda-trabocchetto ma non capivo lei da che parte stava e per chi tifava… Poi ho capito che era una semplice e innocente domanda senza doppi fini e non un’intervista o qualcosa del genere. In fondo stando appresso a un bambino di un anno e mezzo, e con un bimbo di -1 mesi in pancia, seguire i briefieng di padre Lombardi non è cosa facile ne tantomeno essenziale.

“Ma alla fine com’è andato a finire il Sinodo?” Ho risposto che ancora dovevo leggere bene il documento finale ma che non trovavo novità stravolgenti che non fossero già sull’Humanae Vitae di Paolo VI o sulla Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II. Che i preti che vorranno sposarsi dovranno aspettare, cambiare chiesa oppure concubinare di nascosto (altamente sconsigliato per l’anima e la psiche); che l’aborto non è stato depenalizzato, che i rapporti omosessuali sono ancora peccato grave così come quelli etero extra-coniugali.

In pratica fin’ora non ci siamo sbagliati poi così tanto e a quanto pare nessuno si permetterà di ritirare l’aureola o l’anello a nessun Sommo Pontefice del passato (vivo o morto che sia).

Certo, a leggere gli approfondimenti di alcuni vaticanisti o presunti tali, ma anche a sentir parlare alcuni agguerritissimi cardinali, il Sinodo ha preso le vesti di un avvincente thriller holliwoodiano. Ma per fortuna non si son visti ne protagonisti assassinati ne insospettabili assassini. Son però comparse – è quasi fisiologico – due bande ben distinte, due squadre contrapposte.

kasper etchegaray

Cardinali Etchegaray e Kasper nei giorni del Conclave 2013.

La prima squadra, quella dei progressisti, ha giocato all’attacco con atteggiamento spregiudicato, coppia centrale tutta tedesca formata da Kasper e Marx e sostenuta da un centrocampo latinoamericano con una solida difesa svizzera e italiana (una sicurezza). La seconda squadra ha giocato a non prendere gol affidando l’attacco all’inedita coppia Pell-Sarah, con un centrocampo di qualità made in USA e una difesa sperimentale proveniente dall’Africa e dall’Oriente prossimo. Insomma una vera e propria sfida internazionale sostenuta da influenti organi di stampa (Vatican Insider da una parte, La Nuova Bussola dall’altra) importanti vaticanisti (Tornielli da un lato, Magister dall’altro) e forti case editrici (Emi e Queriniana da un lato, Cantagalli dall’altro).

Alla fine l’arbitro ha gestito bene la gara finita con un bel pareggio mentre entrambe le squadre gridano vittoria col sangue che ancora pulsa sulle tempie. Perfino una missiva personale al “numero uno” è stata considerata un complotto da una parte che si è trovata vistosamente in difficoltà verso la fine della gara e che ha denunciato cospirazioni anche attorno alla notizia di una presunta malattia del Papa.

Mancava solo che la caduta del cardinale Etchegaray durante la Messa conclusiva venisse interpretata come l’ultimo tentativo dei conservatori di mettere le mani sul Sinodo sgambettando l’anziano cardinale francese braccio destro di Giovanni Paolo II e provocando un finimondo in basilica, black-out e nuovo Conclave. Ma non ci sono riusciti perché Francesco è stato tempestivo e lo ha preso al volo, segno della sua rivoluzionaria misericordia che sta cambiando la Chiesa e il mondo!

kasper2In fondo i timori non erano del tutto ingiustificati, perché molti pensano tutt’ora che la Chiesa, fino ad oggi abbia sbagliato tutto (condannando, comandando e odiando) e dovrebbe ricominciare da zero (accogliendo, scusandosi e misericordiando). È ciò che è scritto sulla quarta copertina dell’ultimo libro-intervista del cardinale Kasper “Testimone di Misericordia” dove afferma che la Chiesa deve ripartire dalla cenere “accumulata da secoli” per rispolverare il Vangelo (è il leitmotiv del libro, con buona pace dei vari Pio, Giovanni, Paolo, Giovanni Paolo e Benedetto). Era l’idea del cardinale Martini (ripresa oggi da molti cardinali) quando affermava che “la Chiesa è rimasta indietro di duecento anni”; è lo stesso messaggio che vogliono far passare a tutti i costi anche i media laicisti che leggiamo e ascoltiamo ogni giorno e che ha espresso bene Nanni Moretti nel suo film Habemus Papam, dove, in un momento di impasse ecclesiastico tutti i cardinali assieme, ballando e applaudendo, cantano “Cambia todo Cambia” di Mercedes Sosa, finalmente convinti ad ammorbidire la loro proverbiale rigidità per stare al passo coi tempi.

È vero però che la Chiesa è sempre in continuo movimento, è un popolo in cammino e fermarsi è un grosso, grossissimo rischio. Ma qui se c’è qualcosa da cambiare siamo noi. Sono le persone e non tanto le regole, io, te, il parroco, il catechista, perché tutti ci dobbiamo sempre e continuamente convertire dai peccati che ci allontanano da Dio e dagli altri.

Ecco appunto, arriva il Giubileo della misericordia. I media ricominceranno a fare baccano e a spingere per una Chiesa più mondana, più global, più liberal, più gay-friendly… i cattolici progressisti continueranno a dirci che la misericordia deve rifondare la Chiesa dalle ceneri e i conservatori a metterci in guardia da una pericolosa overdose di divina bontà… facciamoli parlare, in fondo la misericordia di Dio deve rifondare, ogni giorno, il nostro (e il loro) cuore, altrimenti saremo perduti! Allora sì che potremo cantare e ballare come nel film: todo cambia!

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Se la Chiesa cede allo spirito del mondo: parla la dott.sa rumena Anca-Maria Cernea

Anca Maria CerneaMiguel Cuartero – Korazym.org – Una dottoressa rumena della Chiesa greco-cattolica è intervenuta al Sinodo dei Vescovi in qualità di uditrice. Invitata come rappresentante dell’Associazione dei Medici Cattolici di Bucarest, la dottoressa Anca-Maria Cernea (del Center for Diagnosis and Treatment-Victor Babes) ha lanciato un forte appello al Santo Padre e ai Vescovi partecipanti invitandoli a tornare con rinnovato vigore, senza patteggiamenti ne sentimentalismi, all’annuncio del Vangelo, evitando sconti e compromessi col mondo, perché – ha concluso – “se la Chiesa cattolica cede allo spirito del mondo, allora sarà molto difficile anche per tutti gli altri cristiani resistere”.

La dottoressa ha raccontato le sofferenze atroci e l’eroico coraggio dei suoi genitori sotto il regime comunista; ha parlato senza paura e senza tentennamenti del fondamento ideologico della rivoluzione sessuale e della battaglia spirituale che sono chiamati ad affrontare i cattolici nella società odierna, una battaglia che non è contro la povertà materiale ne contro il consumismo ma contro il nuovo imperante gnosticismo.

Cernea ha ricordato le profezie di Nostra Signora di Fatima riguardo agli “errori della Russia” che ancora feriscono il mondo: dopo la violenza del “marxismo classico” ora è la volta del “marxismo culturale” che si dice progressista e che sventola in tutto il mondo la bandiera dei “diritti dei gay” per cercare di “ridefinire la famiglia e l’identità sessuale”.

Il compito dei Pastori oggi è quello di riconoscere in questo nemico “l’antico serpente” che pretende di sostituirsi a Dio. Il compito della Chiesa, prosegue la dottoressa rumena, è quello di “salvare le anime” ferite dal peccato. Il peccato infatti è il vero nemico dell’uomo, non la povertà, ne il “cambiamento climatico”. La vera libertà è, dunque, la liberazione dal peccato, la salvezza.

L’esempio da seguire è quello dei dodici vescovi rumeni che, durante l’oppressione del comunismo, sono rimasti fedeli ad ogni costo al Santo Padre pur soffrendo repressione, prigione e terrore. Fu grazie a questi pastori, che invitarono i fedeli a resistere ed a non cooperare coi comunisti, che la Chiesa in Romania sopravvisse al terrore sovietico.

Ecco la traduzione in italiano del suo intervento:

Santità, Padri sinodali, fratelli e sorelle,

io rappresento l’Associazione dei Medici Cattolici di Bucarest.

Appartengo alla Chiesa greco-cattolica rumena.

Mio padre era un leader politico cristiano che è stato imprigionato dai comunisti per 17 anni. I miei genitori erano fidanzati, stavano per sposarsi, ma il loro matrimonio ha avuto luogo 17 anni dopo.

Mia madre ha aspettato tutti quegli anni mio padre, anche se non sapeva neppure se fosse ancora vivo. Sono stati eroicamente fedeli a Dio e al loro impegno.

Il loro esempio dimostra che con la Grazia di Dio si possono superare terribili difficoltà sociali e la povertà materiale.

Noi, come medici cattolici, in difesa della vita e della famiglia, possiamo vedere che, prima di tutto, si tratta proprio di una battaglia spirituale.

La povertà materiale e il consumismo non sono le cause principali della crisi della famiglia.

La causa principale della rivoluzione sessuale e culturale è ideologica.

Nostra Signora di Fatima ha detto che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori in tutto il mondo.

Questo è avvenuto prima con la violenza: il marxismo classico ha ucciso decine di milioni di persone.

Adesso avviene soprattutto dal marxismo culturale. C’è continuità dalla rivoluzione sessuale di Lenin, attraverso Gramsci e la Scuola di Francoforte, alla odierna difesa ideologica dei “diritti” dei gay.

Il marxismo classico pretendeva di ridisegnare la società per mezzo della violenta appropriazione dei beni.

Adesso la rivoluzione va ancora più in profondità: pretende di ridefinire la famiglia, l’identità sessuale e la natura umana.

Questa ideologia si autodefinisce progressista. Ma non è niente altro che l’offerta l’antico serpente all’uomo di prendere il controllo, di rimpiazzare Dio, di organizzare la salvezza qui, in questo mondo.

È un errore di natura religiosa: è lo gnosticismo.

È compito dei pastori riconoscerlo, e mettere in guardia il gregge contro questo pericolo.

«Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta» (Mt 6, 33).

La missione della Chiesa è quella di salvare le anime. Il male, in questo mondo, proviene dal peccato, non dalla disparità di reddito, né dal “cambiamento climatico”.

La soluzione è l’evangelizzazione, la conversione. La soluzione non può essere un sempre più pressante controllo del governo. Non può essere neppure un governo mondiale. Sono proprio questi, oggi, i principali attori che impongono il marxismo culturale nelle nostre nazioni, attraverso il controllo della popolazione, la salute riproduttiva, i diritti degli omosessuali, l’educazione di genere, etc.

Ciò che il mondo ha bisogno, oggi più che mai, non è la limitazione della libertà, ma la vera libertà: la liberazione dal peccato. La Salvezza.

La nostra Chiesa fu soppressa dall’occupazione sovietica. Ma nessuno dei nostri dodici vescovi ha tradito la comunione con il Santo Padre. La nostra Chiesa è sopravvissuta grazie alla determinazione e all’esempio dei nostri vescovi, i quali hanno resistito al carcere e al terrore.

I nostri vescovi chiesero alla comunità di non seguire il mondo, di non collaborare con in comunisti.

Adesso abbiamo bisogno che Roma dica al mondo: “Pentitevi dei vostri peccati e convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino”.

Non solo noi, laici cattolici, ma anche molti cristiani ortodossi, preghiamo con ansia per questo Sinodo. poiché, come si dice, se la Chiesa cattolica cede allo spirito del mondo, allora è molto difficile anche per tutti gli altri cristiani resistere.

Articolo originale pubblicato sul sito Korazym.org

La verità dell’Humanae Vitae: l’intervento al Sinodo del Cammino Neocatecumenale

foto paloniUn’immensa gratitudine al papa Paolo VI per la promulgazione dell’Humanae Vitae, la testimonianza di un cammino di fede vissuto all’interno di una comunità cristiana, l’apertura alla vita e la vocazione familiare all’evangelizzazione; infine, la necessità impellente di un catecumenato per adulti che aiuti le famiglie cristiane a vivere – in mezzo alle difficoltà della vita quotidiana – la radicalità del Vangelo. E’ la testimonianza di Massimo e Patrizia e dei loro dodici figli che mostrano che formare una famiglia cristiana secondo gli insegnamenti della magistero, senza sconti o patteggiamenti con la cultura attuale, è possibile e dona vera gioia.

Roma, 17/10/2015.Massimo e Patrizia Paloni, provenienti da Roma, sono una famiglia itinerante del Cammino Neocatecumenale in missione in Olanda da 11 anni. Hanno 12 figli e sono stati invitati dal Santo Padre come uditori al Sinodo della Famiglia che è iniziato domenica 4 ottobre e che terminerà il 25. La sera di questo giovedì, 15 ottobre, sono intervenuti nell’Assemblea Sinodale raccontando la loro esperienza.

Di seguito riportiamo il testo completo del loro intervento:

MASSIMO:

Siamo Massimo e Patrizia Paloni, famiglia itinerante del Cammino Neocatecumenale, in missione in Olanda, abbiamo 12 figli. Vorremmo ringraziare di cuore il Santo Padre per averci invitato: questo ci permette di rendere gloria a Dio per le grandi opere che ha compiuto nella nostra vita. Egli ha permesso che ricevessimo la fede dai nostri genitori e ci sta aiutando a trasmetterla ai nostri figli, nostro compito fondamentale.

Abbiamo sperimentato, come afferma San Giovanni, che «i comandamenti del Signore non sono gravosi» (1Gv 5,3).
È stato Dio, infatti, che ha operato in noi, sostenendoci nella nostra debolezza e donandoci un cuore generoso, aperto ad accettare i figli che ci ha regalato, e provvedendo ogni giorno alla nostra vita: tutto questo gratuitamente e gradualmente attraverso un cammino d’iniziazione cristiana.

Il Cammino promuove nelle parrocchie un itinerario di formazione cattolica che porta le persone a raggiungere una statura di fede adulta, attraverso la riscoperta delle immense grazie del Battesimo. In tale Cammino, ispirato dalla Vergine Maria, viene gestato l’uomo nuovo, in modo che, nella misura in cui cresce il Battesimo, va perdendo forza il peccato originale che obbliga l’uomo a vivere per se stesso. Appare l’uomo celeste, capace di amare e di aprirsi alla vita e alla Chiesa.

Di fronte alla drammatica crisi della famiglia è urgente introdurre l’iniziazione cristiana, per giungere con gradualità a vivere la radicalità del Vangelo che attira i lontani alla Chiesa.

PATRIZIA:

Fin dai tempi del fidanzamento, la conoscenza del Magistero della Chiesa è stata per me una promessa che mi ha riempito di gioia, perché potevo aderire alla volontà di Dio scegliendo liberamente per la vita. Insieme a tantissime famiglie voglio esprimere la mia profonda gratitudine al beato Paolo VI per l’enciclica Humanae Vitae, con la quale la Chiesa come madre e maestra mi ha annunciato la verità sulla vita. Nonostante i combattimenti di ogni giorno, posso testimoniare che questa promessa si è realizzata nel matrimonio: una vera grazia. Non è stato un peso vivere la fedeltà coniugale e l’apertura alla vita accogliendo tutti i figli che Dio ci voleva dare e ho sperimentato che la paternità responsabile non è decidere il numero dei figli, quanto piuttosto essere consapevole della grandezza della vocazione di collaborare con Dio alla creazione di figli per l’eternità, figli che diano gloria a Dio. Oggi mi sento felice e realizzata come donna, sposa, madre.

La gratitudine per quanto ricevuto ci ha portato a lasciare Roma, e a partire per l’Olanda, dove da undici anni assieme ad altre famiglie in missione serviamo la Chiesa locale annunciando il Vangelo tra le «periferie esistenziali» dell’Europa a tante famiglie che non hanno avuto come noi la grazia di riceverlo.

Quotidianamente intorno a noi vediamo tanta sofferenza, separazioni, aborti, persone sole senza speranza. Il mondo sta aspettando la testimonianza della famiglia cristiana e siamo convinti che la salvezza dell’umanità passi per la famiglia cristiana. Se le famiglie saranno sostenute a riconoscere la verità dell’Humanae Vitae, risponderemo alla crisi della famiglia, perché come abbiamo sperimentato la comunità cristiana salva la famiglia e la famiglia salva la Chiesa! Grazie.

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Leggi anche l’articolo pubblicato su Romagiornale.it il 19 ott. 2015

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