Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

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Parlare di Dio ai giovani è bestemmiare? la versione del “prete social”

paparomatreIl 17 febbraio papa Francesco ha visitato la Terza Università di Roma (quella che, arrivata terza, non ha avuto diritto neanche ad un nome, forse erano finiti…). Tra flash, selfie, titoli su giornali e servizi sui TG, il Pontefice ha avuto un’entusiasmante accoglienza da parte di studenti e professori.

Molti hanno ricordato quando, nel 2008, papa Benedetto XVI fu costretto a rinunciare alla visita programmata alla Prima Università di Roma (“La Sapienza”, questo sì, un nome davvero altisonante) a causa delle proteste di professori e alunni atei laicisti di sinistra. Fin qui tutto ha una logica, si sa che papa Francesco esercita un fascino particolare che ha incantato il mondo grazie la sua semplicità evangelica, al suo essere argentino (da Maradona a Higüaín, da Valeria Mazza a Belén Rodriguez sono anni che gli/le argentini/e imbambolano gli italiani) e alla sua affinità col pensiero globale (pacifismo, ecologismo, pluralismo etnico e religioso…), una sorta di “populismo ecclesiastico” che, a breve termine, raccoglie buoni risultati in termini di audience e di immagine. Continua a leggere…

Socrate il brutto!

SocrateNulla scegliamo solamente per la sua bellezza, ma tutto per la sua funzionalità, convenienza o secondo altre categorie di giudizio in base all’oggetto in questione. Al mercato scegliamo la frutta per il suo sapore, odore, consistenza, mai per la sua bellezza esterna o per il suo bel colore… (altrimenti vi sfiderei a scegliere… il kiwi!). Anche i vestiti che ci piacciono li scegliamo per la loro utilità, i mobili per la loro funzionalità.

Non scegliamo la fidanzata o la moglie soltanto per la sua bellezza ma anche perchè vediamo in lei qualcosa che ci attira più profondamente, che va oltre l’aspetto fisico e che risiede nel suo carattere, nel suo animo, nella sua anima (altrimenti vi sfiderei a sceglierne soltanto una!). Se poi avete la fortuna – come me – di avere un 2 in 1 allora meglio ancora!

A me sembra spesso banale e moralizzante una crociata contro la bellezza fisica a favore di quella interiore. E’ ormai lo standard buonista e politicamente corretto, è discorso politicamente simpatico ed attraente elogiare il “bello dentro” per cercare di distogliere lo sguardo dalla nostra società del bello in cui domina il culto alla bellezza. Voglio dire, il rischio è sempre quello di esagerare e finire per elogiare il brutto! Ma questo non è il punto.

E’ cosa buona e giusta riportare l’attenzione,  che spesso si ferma alla superfice (su ciò che è superficiale), all’interno (ciò che è l’essenza, il vero “sapore” del frutto che scegliamo), ma ho spesso l’impressione che siano sono parole, perchè – in fondo – il bello ci piace, e ci crediamo poco quando diciamo che non è essere belli l’importante (altrimenti vi sfiderei a non pettinarvi prima di uscire, a non profumarvi a non cambiarvi mai i calzini e a non lavarvi!).

Curioso il caso di Socrate! E più ci penso è più diventa un personaggio strano, atipico, un randagio della storia… Di Socrate sappiamo poco, e ciò che sappiamo è confuso; ma una cosa è certa, anzi certissima: Socrate – il padre della filosofia e della sapienza umana – era brutto! Ma quanto era brutto!? Qualcuno arrivo a dirgli che era un “monstrum“. Faccia bovina, sembrava un buffone. Gli occhi a palla sporgevano in fuori; il naso enorme, curvo, schiacciato e pieno di mocciolo! Vestiva male, trasandato e sporco.

Questo uomo così brutto e schifoso dal punto di vista estetico, nascondeva un tesoro: una sapienza che contribuì in modo decisivo a costruire la civiltà occidentale! Socrate il brutto, seppe spezzare lo standard di bellezza e perfezione greca indicando una via migliore: la conoscenza profonda di sé: “conosci te stesso”. Te stesso, ciò che sei veramente, in profondità, sotto la maschera bella che copre chi sei.

Da lì a conoscere tutto il passo è breve: lo diceva l’umanista spagnolo Juan Luis Vives che affermava che il cammino della vera sapienza inizia col “conosci te stesso” e termina col “conosci Dio”. D’altronde Socrate mi ricorda molto – e sempre di più – un altro “brutto”, davanti al quale conveniva “coprirsi il volto” per non vederlo “tanto era sfigurato il suo volto”… ed anche lui nascondeva un tesoro bellissimo che salvò l’umanità. Egli era la vera Sapienza.

miguel c. s.

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