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Padre Amorth: una vita contro il demonio: “Satana esiste ma Dio è più forte”

amorthPadre Gabriele Amorth è morto il 16 settembre all’età di 91 anni. E’ l’esorcista più conosciuto del mondo, celebre per i suoi libri dove racconta le sue esperienze di liberazione ed esorcismo, le sue battaglie contro il diavolo e contro chi – anche nella Chiesa tra preti e vescovi – nega la sua esistenza. “Nella Chiesa cattolica in pochi credono all’esistenza di Satana” tuonava spesso, richiamando i suoi confratelli a non sottovalutare la presenza e la potenza delle forze dell’occulto nella vita cristiana. Il demonio non è semplicemente un genere letterario – diceva – esiste, va riconosciuto e combattuto con la consapevolezza che “Dio è più forte del Diavolo”!

Padre Amorth è nato a Modena il 1° maggio 1925. Il 25 agosto del 1947, all’età di 22 anni, entrò nella Società San Paolo fondata da don Giacomo Alberione che il giovane Gabriele conobbe per la prima volta all’età di 17 anni.

Laureato in giurisprudenza, la sua formazione religiosa fu alimentata dalla militanza nell’Azione Cattolica e nella Democrazia Cristiana (fu amico di Giuseppe Dossetti e vice delegato nazionale giovani delle Brigate Italia di Modena), senza però lasciarsi trascinare in politica. Fin da giovane sentì infatti che la sua chiamata era dedicarsi completamente a Dio attraverso la vita religiosa. Entrato nella Società San Paolo fu ordinato sacerdote a Roma il 24 gennaio del 1954.

Nel 1985 – in maniera del tutto inaspettata – fu nominato provvisoriamente esorcista della diocesi di Roma dal cardinale Vicario mons. Ugo Poletti. Amorth lo racconta in uno dei suoi numerosi libri intervista: «Ero in un udienza privata dal Cardinale e il discorso andò a finire su padre Candido Amantini, esorcista passionista alla Scala Santa, che conoscevo personalmente. Il Cardinale mi disse delle sue preoccupazioni per la salute del padre e il desiderio che qualcuno lo aiutasse. Allora prese fuori un foglio di carta e si mise a scrivere la mia nomina provvisoria…». Dal 1986 diviene ufficialmente esorcista nella diocesi di Roma.

Da quel momento verrà conosciuto in tutto il mondo grazie anche alla pubblicazione di numerosi libri: tra i primi e più celebri ricordiamo “Un esorcista racconta” (un bestseller tradotto in circa trenta lingue!), “Esorcisti e psichiatri” e “Nuovi racconti di un esorcista” per le edizioni Dehoniane di Bologna.

Amorth_135x210_br_alette.inddNel 1990 fondò l’Associazione Internazionale degli Esorcisti (di cui è stato presidente fino al 2000) attualmente presieduta da padre Francesco Bamonte, religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria. Collaboratore di Radio Maria (dove ha tenuto per due anni la rubrica “Dialoghi sull’aldilà”) e di diverse testate religiose come Famiglia Cristiana, Padre Amorth fu anche esperto in mariologia e membro della Pontificia accademia mariana internazionale.

Amorth sapeva unire a una profonda vita di preghiera e ad una ottima preparazione teologica la schiettezza e simpatia che permettevano di sollevare e confortare le numerose persone che ogni giorno cercavano il suo sostegno spirituale, afflitti nell’anima e bisognosi di aiuto.

Il suo ultimo libro, pubblicato dalle edizioni San Paolo, termina con una riflessione sulle “cose ultime”: morte, giudizio, paradiso, purgatorio e inferno. E’ un un invito alla speranza perché “lo sguardo di Dio, così carico di compassione e di desiderio di vivere in totale comunione con noi, apre il cuore alla speranza che ogni peccato, ogni dolore, ogni fallimento, ogni apparente sconfitta inferta all’uomo dal suo grande Nemico, Satana, sarà guardato con gli occhi di un padre amoroso e accogliente. Viviamo allora pieni di speranza, perché sappiamo che, pur nelle fatiche dei nostri percorsi di vita, spesso accidentati e così gravati dal male fatto e subìto, un giorno Dio asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi”.

E’ questa l’eredità spirituale del religioso paolino: ricordare alla Chiesa e al mondo che il Satana esiste davvero, che è malvagio e che vuole il male delle persone allontanandole da Dio; non si tratta di un genere letterario o di una metafora ma di una realtà che non è possibile ignorare. Ma è necessario anche sapere che Dio è più forte del diavolo!

Articolo pubblicato su Romagiornale.it

Leggi le frasi più celebri di P. Amorth

 

 

Il Dottor Money e i martiri della follia gender: la tragedia dei gemelli Reimer.

1506_fsIl triste caso dei gemelli Reimer. Che gioia nella famiglia Reimer quando il 22 agosto del 1965 nacquero i due gemellini omozigoti Bruce e Brian, due bei maschietti identici che, come tutti i bebè, vennero al mondo con quell’aria innocente di chi non sa immaginare quali avventure, quali gioie e quali dolori avrebbero dovuto affrontare in questa vita. Nessuno, in quel momento, avrebbe potuto minimamente sospettare le dolorose e atroci vicende che attendevano i due piccoli neonati di Winnipeg (Canada). Gli ingredienti che hanno rovinato l’esistenza delle due creature furono un maldestro errore chirurgico degno dei peggiori casi di malasanità e l’intervento di un folle dottore più interessato alle sue fantomatiche teorie scientifiche che al benessere dei suoi pazienti: lo psicologo e sessuologo neozelandese John William Money.

Un tragico errore. A circa sette mesi dalla nascita fu diagnosticato ai gemelli un problema di fimosi risolvibile con una piccola operazione.  Quello che doveva essere un semplice intervento chirurgico di circoncisione si convertì in una tragedia quando, a causa di un errore del medico o per il malfunzionamento del cauterizzatore, l’organo sessuale del piccolo Bruce venne bruciato e irrimediabilmente compromesso. Fu così che il piccolo Bruce perse l’uso del pene, ustionato per errore, e iniziò il suo doloroso calvario.

moneyL’incontro col mostro. Fu a questo punto che i genitori, disperati per la situazione del piccolo Bruce, incontrarono sul loro cammino il fondatore della “teoria del genere”, il dottore John William Money (che in italiano si tradurrebbe “dottor Denaro”). Nel febbraio del 1967 lo videro in un programma televisivo: lo psicologo si presentava come un luminare, un pioniere nel campo del cambio di sesso, fu tra i primi a contrapporre il “genere” al sesso biologico e ad affermare, con pretesa di rigore scientifico, che la cultura e l’educazione potevano imprimere sull’individuo un progetto diverso da quello previsto dalla natura. In altre parole: se la natura definiva il sesso biologico, il genere veniva deciso dalla persona, “creato” e rafforzato  dall’esterno (prescindendo dal patrimonio sessuale genetico) tramite operazioni chirurgiche, cure ormonali e – soprattutto – una educazione sociale e culturale al “genere” scelto. Dopo essersi occupato di persone affette da ermafroditismo, Money iniziò a sperimentare le sue teorie operando veri e propri cambiamenti di sesso diventando l’esperto numero uno nel campo della riassegnazione sessuale e gestendo la prima clinica al mondo dedicata a questi interventi.

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Una malsana idea. I genitori disperati per il futuro di Bruce e colpiti dalla sicurezza con cui si presentava il dottor Money, decisero di incontrarlo e di affidare alla sua esperienza il caso dei due gemelli. Il disperato bisogno di aiuto di Ron e Janet coincise con la necessità di ulteriori esperimenti e di affermazione professionale da parte del dottore Money che non perse la ghiotta occasione per mettere in pratica le sue teorie con il povero Bruce. Money consigliò una riassegnazione del sesso e cominciò ad intervenire sul piccolo (di due anni) prima cambiando il suo nome in Brenda, poi iniziando una cura ormonale, infine imponendogli una vita da femminuccia tramite l’uso di vestiti, giochi, modi, atteggiamenti femminili. Nel luglio del 1967 Bruce venne operato: gli venne costruita chirurgicamente una rudimentale vagina. Così il piccolo corpo di Bruce (ha due anni!) fu trasformato in un corpo femminile. Il dottore decise inoltre di incontrare i due gemelli una volta all’anno per valutare lo stato del suo esperimento. Dopo alcuni  anni fu lo stesso ragazzo ad affermare: “E’ stato come un lavaggio del cervello” (cfr. “Bruce, Brenda e David”, San Paolo 2014).

nature-famGli applausi del mondo e il dramma interiore. Nel 1972 in un libro intitolato “Man&Woman, Boy&Girl“, il dottore Money esposte con orgoglio e trionfalismo i suoi risultati: era riuscito a creare con successo una identità femminile in un bambino che era nato maschietto a tutti gli effetti. Con ciò Money offriva la “prova conclusiva” che “non si nasce maschi né femmine, ma lo si diviene” (p. 95). I suoi studi ed esperimenti richiamarono l’attenzione e il plauso del mondo accademico e della stampa non specializzata: il mondo intero ammirava le sensazionali scoperte del dottore Money; diversi settori progressisti, come il movimento femminista e i circoli omosessuali credettero di trovare una base scientifica per le loro battaglie per la liberazione dallo schema tradizionale maschio-femmina stabilito una volta per tutte dalla natura. Ma dietro questo apparente successo il dramma vissuto da Bruce-Brenda smentiva i risultati paventati dal dottore Money. Brenda si comportava da maschio, si sentiva impacciata nei vestiti femminili, voleva giocare coi giochi del fratello, aveva la voce maschile, rimaneva in piedi per fare la pipì e, col passare degli anni, capiva di essere diversa, qualcosa in lei non andava, qualche cosa non le era stato detto. Il fratello Brian ricordando Brenda disse: “Quando dico che non c’era nulla di femminile in Brenda… intendo proprio nulla” (p. 81).

La situazione precipita, la verità emerge. A nulla servirono i consigli di Money, la situazione di Bruce-Brenda continuò a degenerare. Gli incontri tra il dottore Money e il piccolo paziente divennero sempre più intimi e invasivi (cfr. pp. 107-126): linguaggio esplicito, visioni di immagini e film pornografici, simulazioni di rapporti, i gemelli venivano costretti a spogliarsi per confrontarsi… Il dottore propose ai genitori visite psichiatriche, diagnosticò a Brenda una depressione, affermò che aveva tendenze bisessuali o omosessuali perché provava attrazione verso le femmine, consigliò di girare nudi per casa e di frequentare circoli nudisti. A 12 anni iniziò il bombardamento ormonale per far sviluppare a Brenda i caratteri femminili, ma il bambino, oltre a rifiutare i farmaci, iniziò a mangiare a dismisura per camuffare i fianchi e i seni che iniziavano a crescere (pp. 159-161). Nel 1978 dopo che il professore Money organizzò a Brenda un incontro con un transessuale, il bambino – che già soffriva di attacchi di panico, ansia e sintomi associati al suicidio – decise di farla finita con i test e le sedute minacciando di togliersi la vita se fosse stata costretto ad incontrare ancora il dottore (pp. 169-172).

david_reimer_256x368_galeriaRetrato-291x300“Voglio tornare ad essere maschio!”. Finalmente i genitori svelarono a Brenda il suo segreto; saputa la verità sulla sua storia, Brenda decise di tornare ad essere come la natura lo aveva fatto: un maschio. Diverse operazioni chirurgiche ripristinarono i suoi organi sessuali, eliminò il seno e cambiò nuovamente nome: nel 1980 iniziò una nuova vita col nome di David. David si sposò e, assieme a sua moglie Jane, adottarono dei figli ma per tutta la vita si portò dentro i conflitti e le atroci ferite procurategli da quella triste infanzia.

Martiri dell’ideologia gender. Il 5 maggio del 2004 David si tolse la vita sparandosi mentre viaggiava in auto. A far precipitare la situazione fu l’improvvisa morte del fratello Brian che fu trovato morto nel suo appartamento nella primavera del 2002 dopo un aver assunto mix letale di antidepressivi e alcool. La depressione portò Brian a perdere il lavoro, a separarsi dalla moglie e a rifugiarsi nell’alcool. Un tragico epilogo per la vita dei due gemellini di Winnipeg immolati sull’altare della teoria gender, utilizzati come cavie per i macabri esperimenti del dottore Money e la sua battaglia socio-politica, vittime innocenti di una ideologia che oggi, nel 2014, torna di moda e viene innalzata a modello dai politici, professori, maestri, dottori della nostra società.

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Il libro scomodo. Fu grazie all’interesse del giornalista canadese John Colapinto (Toronto, 1958) che la vera storia dei gemelli Reimer fu resa pubblica senza travisamenti né vizi ideologici per la prima volta in un articolo su Rolling Stone nel 1998, a 30 anni di distanza dalla vicenda. L’articolo provocò un grande scalpore in tutto il mondo perché raccontava una versione della storia diversa da quella raccontata dallo stesso Money; ma già il dottore Milton Diamond aveva dimostrato il fallimento dell’esperimento su Bruce, in un articolo specializzato pubblicato nella rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.  Tutti i dettagli della storia furono raccolti presentati a un pubblico più ampio col libro As nature made him (“Come Natura lo ha fatto”) pubblicato da Colapinto nel 2000. Finalmente oggi, grazie alle edizioni San Paolo, il libro è stato tradotto e pubblicato in italiano col titolo “Bruce, Brenda e David” (San Paolo 2014): un documento imprescindibile per il dibattito sull’ideologia del genere che in questo periodo si è acceso vivamente in Europa e nel nostro paese.

Di: Miguel Cuartero Samperi – Testo originale su Aleteia.org

 

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