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Una victoria histórica en Panamá. Crónica del encuentro vocaciónal y del triunfo de la “marea azul”

Muchas derrotas han ocurrido, desde su construcción, en el estadio nacional de Panamá dedicado a la memoria del futbolista istmeño Rommel Fernández. Demasiadas derrotas han tenido que vivir los hinchas panameños desde las gradas de aquél gran estadio, templo del fútbol nacional. La historia ha dado un vuelco en estos últimos años, gracias al sacrificio y a la dedicación de unos muchachos que lograron realizar el sueño de cuatro millones de compatriotas: llegar a participar en la fase final de un campeonato mundial junto con las selecciones de la elite del fútbol internacional.

Sin embargo, la marea roja, la hinchada canalera, quizás nunca haya vivido una victoria tan rotunda y liberadora como la que vivió este lunes 28 de enero la “marea azul” en el mismo Romel Fernández. Más de 25mil jóvenes de todo el mundo se reunieron al final de la Jornada Mundial de la Juventud para participar en un encuentro vocacional organizado por el Camino Neocatecumenal, una realidad eclesial presente en muchas parroquias de Panamá desde el año 1975. Los 5 mil panameños presentes, anfitriones en un contexto internacional, vistieron de color azul, color de la bandera, color del mar, color de la Virgen María, protagonista absoluta de esta histórica jornada mundial de jóvenes en la primera diócesis en tierra firme americana.

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Giornata Mondiale della Gioventù a Panama nel 2019: la periferia al centro!

jmj_panama_banderasLa prossima giornata mondiale della gioventù sarà a Panamá. La notizia è nell’aria da un paio di mesi, da quando l’agenzia ANSA-Latina ha resa pubblica l’indiscrezione ottenuta da “fonti vaticane”. Chi scrive ha avuto conferma da fonti panamensi e così il cerchio sembra chiudersi. L’annuncio ufficiale lo darà Papa Francesco a conclusione della Santa Messa coi giovani il 31 Luglio nel Campus Misericordiae di Cracovia.

Una notizia “bomba”, incredibile per chi conosce quel piccolo paese centroamericano. Se si dovesse pensare di presentare al Papa una lista di paesi che potrebbero organizzare senza problemi un evento di tale portata, Panamá non sarebbe certo cima alla lista. Ma la caparbietà del governo e della Chiesa panamense che dal 2013 ad oggi hanno lavorato sodo per stringere rapporti sempre più stretti con la Santa Sede e per portare il Papa nell’Istmo, hanno ottenuto il loro scopo.

A giugno l’ufficio del Presidente delle Repubblica di Panamá, Juan Carlos Varela, ha pubblicato un comunicato dai toni più entusiastici che prudenti: “Per Panamá e per il Centro America sarebbe una grande benedizione essere scelti come sede della Giornata Mondiale della Gioventù del 2019. Questo evento porta gli stessi messaggi di pace, rispetto e convivenza del nostro popolo”. “Aspettiamo l’annuncio del Santo Padre… Panamá ha le porte aperte per ricevere le migliaia di giovani che arriveranno nel nostro paese nel caso che il Vaticano così lo decida”. Mentre il Nunzio Apostolico di sua Santità invitava alla calma: “Non c’è nulla di ufficiale”.

Ora non chiedetemi come sarà possibile ospitare due milioni di persone in una città che conta poco più o poco meno di un milione e che attualmente è priva delle infrastrutture necessarie, ma la generosità, l’operosità e la tenacia di questo popolo si occuperà in questi tre anni di organizzare al meglio l’evento.

catdral de panamaSarà certamente una Grazia per il piccolo paese centroamericano, famoso per il Canale che lo attraversa e oggi tristemente conosciuto in tutto il mondo per lo scandalo dei cosiddetti “Panama Papers“. Ma sarà soprattutto una Grazia straordinaria per la chiesa locale – una realtà piccola ma estremamente vivace – guidata dall’arcivescovo della capitale (Ciudad de Panamá) Mons. José Domingo Ulloa Mendieta che mai si sarebbe aspettato un tale annuncio che supera ogni sua aspettativa (in fondo lui chiedeva a Francesco “semplicemente” una visita apostolica al suo paese).

Ma Papa Francesco è imprevedibile e il suo programma è chiaro: andare verso le periferie non basta, ora sono le periferie a stare al centro. Panamá rappresenta una piccola periferia nel panorama universale ed ecclesiale. Nel 2019 diventerà lo scenario del più grande raduno mondiale di giovani che si sia mai visto, forse l’ultimo perché qualcuno in Vaticano vorrebbe chiudere al più presto il capitolo GMG, geniale invenzione del pontificato di Giovanni Paolo II. Si potrebbe prospettare una GMG esclusiva per l’America, visto che Papa Francesco starebbe valutando la possibilità di “decentralizzare” (anche) questo tipo di incontri mondiali, riunendo i giovani per continente. A queste condizioni l’incontro del 2019 riunirebbe una quantità minore di pellegrini e la candidatura la candidatura di Panamá sarebbe considerata più adeguata.

A Cracovia si aspettano più di mille giovani del Panamá che saranno accompagnati dal loro presidente Juan Carlos Varela (cattolico praticante vicino all’Opus Dei). Il Governo (grande promotore della candidatura di Panamá assieme alla Conferenza Episcopale locale) ha finanziato il viaggio di molti ragazzi in modo da assicurare una presenza significativa nel momento dell’annuncio del Santo Padre. Molti di questi giovani hanno faticano molto in questi anni per riuscire a pagare il prezzo del pellegrinaggio (circa 2mila dollari) risparmiando fino all’ultimo Balboa (moneta locale equivalente al dollaro americano) e cercando di guadagnare qualcosa con iniziative di ogni tipo (come ho raccontato qui, già due anni fa).

panama puente de las americasIl paese del Canale sarà segno di canali di scambio e di passaggio tra i popoli, la città del Ponte delle Americhe sarà segno di ponti da attraversare e da costruire… la città dove convivono ricchi e poveri, ricchissimi e poverissimi che – lo si sappia e lo si dica – vivono in piena comunione come dei veri fratelli solo nella Chiesa, sarà segno della chiamata ad abbattere il muro delle ingiustizie e delle “caste” che genera dolore e squilibrio in questo continente. Così come lo ha affermato il Papa in una recente lettera inviata al Presidente della Repubblica panamense:

“La situazione geografica di Panamá, nel centro del continente Americano, che la rende punto di incontro tra nord e sud, tra gli Oceani Pacifico e Atlantico, è sicuramente una chiamata, pro mundi beneficio, a generare un nuovo ordine di pace e di giustizia e a promuovere la solidarietà e la collaborazione rispettando la giusta autonomia di ogni nazione”

Ps1. Seguiranno su questo blog altri aggiornamenti, notizie, approfondimenti su questo evento, è possibile iscriversi per ricevere automaticamente sulla propria casella di posta i nuovi articoli.

Ps2. Nel frattempo vi lascio questo articolo che ho scritto due anni fa dove racconto qualcosa di questo sorprendente paese:

Panamá, il paese dei primati: dalla ferrovia alla metro (passando per il Canale) 

 

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