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La resa della Chiesa tedesca: benedire le unioni omosessuali

cardinale-marx“La chiesa tedesca mette il carro davanti ai buoi”. Così il giornalista italiano Sandro Magister denuncia sul suo blog il ribaltamento della Chiesa tedesca proposto dai suoi stessi vescovi nel recente documento in preparazione del Sinodo Generale sulla famiglia. Raccogliendo le risposte alle domande proposte dalla Santa Sede, i vescovi tedeschi espongono il loro pensiero in un documento pubblicato sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale in diverse lingue (qui il testo in italiano). Il documento espone un’analisi della società tedesca riguardo ai temi del matrimoni, convivenze, nuclei monoparentali, unioni omosessuali, denatalità… In questo contesto si situano i cattolici la cui vita e le cui convinzioni sembrano essere sempre più in contrasto con la dottrina plurimillenaria della Chiesa Cattolica in materia e sempre più in linea con il pensiero e la prassi dei non credenti.

Già durante il Sinodo Straordinario sulla famiglia (ottobre 2014) la chiesa tedesca si è esposta in posizioni avanguardiste mostrando una particolare apertura a novità come, ad esempio, la possibilità di concedere la comunione ai divorziati risposati o di modificare la posizione della chiesa riguardo alle unioni tra persone dello stesso sesso. Le proposte si sono sempre basate su esigenze di tipo pastorale, ma dietro ai buoni propositi si cela la speranza di un cambiamento nella dottrina della Chiesa su alcuni temi “caldi” della morale matrimoniale e sessuale. Cambiamenti dottrinali, teologici e liturgici sarebbero dunque giustificati da evidenti necessità pastorali e sostenuti da un atteggiamento di misericordia verso tutti i fedeli.

Il tema della comunione ai divorziati ha suscitato – durante gli incontri del Sinodo Straordinario – un acceso dibattito che ha visto contrapporsi la scuola dei cosiddetti progressisti – capitanati dal cardinale tedesco Walter Kasper assieme ai confratelli tedeschi e l’episcopato sudamericano – e l’ala più conservatrice dei vescovi americani e africani assieme al cardinale tedesco (una voce fuori dal coro) Gerhard Ludwig Müller prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede. L’opposizione tra i due schieramenti si è resa palese con la pubblicazione di saggi destinati a difendere la propria posizione: a “Il Vangelo della Famiglia” del cardinale Kasper (Queriniana 2014), ha risposto infatti il libro “Permanere nella Verità di Cristo” (Cantagalli 2014) dove altri cinque cardinali (Müller, Brandmüller, Caffarra, De Paolis e Burke) ribadiscono l’inamovibilità della dottrina cattolica in materia canonica e sacramentale.

Questo dibattito a colpi di pubblicazioni (altri saggi hanno sostenuto l’una o l’altra posizione) è continuato tramite interviste rilasciate alle agenzie di stampa e discorsi pronunciati o scritti dai diversi cardinali. Qualche mese fa il presidente della conferenza episcopale, il cardinale Marx, ha ribadito l’autonomia della chiesa tedesca in materia di pastorale familiare rispetto alle direttive del Vaticano; in una conferenza stampa, l’arcivescovo di Monaco ha affermato che la chiesa tedesca non è una filiale di Roma e che non sarà il Sinodo a dire ai vescovi tedeschi come comportarsi in materia di morale familiare. Il dibattito sembra ora placato in attesa del prossimo appuntamento, quello del Sinodo Generale (ordinario) del 2015. Ma la calma prima della tempesta è stata infranta dai vescovi tedeschi con la pubblicazione delle risposte al questionario.

La chiesa tedesca, forte di un grande senso di identità nazionale, ribadisce fin dalle prime battute la necessità – per una prassi pastorale – di una previa analisi della situazione socioculturale del territorio. Solo in base alla situazione reale che vive la società e la chiesa locale si potrà intraprendere un discorso pastorale e un piano di azione nei confronti della famiglia e dei temi ad essa collegati. Inoltre critica il questionario preparato per le conferenze episcopali di tutto il mondo: una terminologia teologica lontana dalla vita reale, uno sguardo troppo concentrato sulla realtà cattolica (in un mondo ormai multiculturale e multireligioso), la mancata tematizzazione (?) della vita delle persone omosessuali e la poca attenzione ai metodi anticoncezionali.

Il testo esposto dai porporati tedeschi sembra a tratti un indagine sociologica (per questo, però, sarebbe preferibile leggere qualche buon testo di Zygmunt Bauman, sociologo di mestiere dotato una particolare luce per leggere e interpretare la società), che presenta la chiesa come un centro di ascolto e di sostegno psicologico. In effetti si afferma che la pastorale e la catechesi saranno efficienti per le famiglie quando:

riusciranno ad offrire loro aiuto e sostegno. In questo senso offrono un buon esempio i programmi concepiti per migliorare la comunicazione della coppia “EPL – Ein partnerschaftliches Lernprogramm” e “KEK – konstruktive Ehe und Komunikation”, che insegnano la comunicazione costruttiva nel matrimonio.

Si fa anche riferimento anche all’utilità di pubblicazioni destinate alla famiglia (“Hot Spots des Lebens – spiritualità nella famiglia”) e di iniziative di sostegno spirituale come pellegrinaggi, incontri di preghiera e altre iniziative però non carpiscono l’attenzione delle coppie giovani, quelle più a rischio.

La parola chiave è “gradualità”: la famiglia è sempre in cammino e non si può agire come se non lo fosse. Rispettare le diverse tappe delle maturità (spirituale) della coppia vuol dire non imporre delle regole ma accompagnare e condurre per mano. La teoria sembra buona, sempre che nel rispetto di questi buoni propositi non si perda la capacità e la volontà di offrire una parola autorevole all’uomo, compito irrinunciabile per la Chiesa chiamata ad annunciare la luce in mezzo alle tenebre.

Più che un cambio di dottrina ciò che sembra prospettarsi in un futuro è un cambio di ruolo della Chiesa (e dunque dei suoi vescovi): non più un padre che corregge e guida, ma una madre che perdona e accompagna, che asseconda e che approva per non turbare la prole e per accontentarla. Una chiesa-mamma  che – accantonati i concetti di colpa e di peccato – rinuncia al ruolo di indicare la via per mettersi dietro all’uomo, in silenzio, al fine di seguirlo lungo il cammino, aspettando che si giri per chiedere un aiuto; in caso contrario (nel caso che l’uomo non chieda mai un aiuto, che d’altronde non può essere imposto), la chiesa assisterà, in ossequioso silenzio, allo sfracello di uomini senza meta e senza altra luce e guida che il proprio senso di “autodeterminazione”. In questo modo la chiesa avrà perso ogni motivo per esistere e potrà dissolversi in una associazione di pie intenzioni umanitarie senza che nessuno ne reclami più l’esistenza come “barca” di salvezza, “luce del mondo” o “sale della terra”.

Il cambio di rotta si può osservare in diversi paragrafi del documento scritto dalla conferenza episcopale tedesca. Ma a questo riguardo è esemplare il paragrafo dedicato alle coppie omosessuali dove si chiede alla Chiesa Cattolica di accettare ogni persona “indipendentemente dal suo orientamento sessuale” e di creare un “clima di stima” verso tutti (se si chiede è perché si presuppone che non ci sia). Inoltre si insinua – girando la responsabilità della affermazione alle risposte delle singole diocesi o gruppi interpellati – che la Chiesa sbagli nella determinazione della omosessualità perché le scienze umane certificano che “l’orientamento sessuale è una disposizione immutabile e non scelta dal singolo”. Solo pochissime persone, si afferma, si oppongono alle relazioni omosessuali perché peccaminose (il sensus fidei ha sentenziato la fine del peccato?) e “quasi tutti i cattolici accettano i rapporti omosessuali” se vissuti con amore, fedeltà, responsabilità e affidabilità (il sensus fidei ha sdoganato l’omosessualità?); è per questo che alcuni propongono di “benedire” (dire-bene) queste unioni. Per ben tre volte in un solo paragrafo si fa riferimento alle scienze umane (medicina, psicologia o scienze in generale) in opposizione alla posizione della Chiesa Cattolica. Ecco il paragrafo in questione:

I fedeli si aspettano che ogni persona, indipendentemente dal suo orientamento sessuale, venga accettata dalla Chiesa come dalla società e che nelle parrocchie venga creato un clima di stima nei confronti di ogni persona. Quasi tutte le risposte concordano con il giudizio provato dalle scienze umane (medicina, psicologia) che l’orientamento sessuale è una diposizione immutabile e non scelta dal singolo. Per questo motivo irrita il discorso delle “tendenze omosessuali” citate nel questionario e viene percepito come discriminante. Solo singoli interpellati rifiutano in linea di principio rapporti omosessuali perché gravemente peccaminosi. La maggioranza si aspetta dalla Chiesa una valutazione più differenziata basata sulla teologia morale, che tenga conto delle esperienze pastorali e delle conoscenze scientifiche. Quasi tutti i cattolici accettano rapporti omosessuali se i partner vivono valori come amore, fedeltà, responsabilità reciproca e affidabilità, senza per questo mettere le convivenze omosessuali sullo stesso piano del matrimonio. Si tratta di accettarle pur affermandone contemporaneamente la diversità. Alcune posizioni si pronunciano anche a favore di una benedizione di queste convivenze, differente rispetto al matrimonio. Una pastorale che accetta persone omosessuali esige una maturazione della morale sessuale religiosa, che tenga conto delle più avanzate conoscenze scientifiche, antropologiche, esegetiche e teologiche.

Se i vescovi tedeschi non hanno messo il carro davanti ai buoi, possiamo almeno dire che hanno l’intenzione di tirare i remi in barca. Speriamo in un rapido ripensamento perché la bonaccia è un miraggio e la tempesta imperversa, mentre la confusione regna sovrana. “Maestro, non ti importa che moriamo?” (Mc 4,38)

Miguel Cuartero

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La gnosi al potere: così la storia è guidata dagli illuminati

“Si può asserire fondatamente
che la scienza storica sembra essere
una congiura degli uomini contro la verità”
(papa Leone XIII)

cop gnosi al potere.inddAleteia – Una raccolta di articoli sintetici ma accuratamente documentati che cercano di fare luce su alcuni punti oscuri della storia italiana ed europea degli ultimi due secoli: dall’Unità d’Italia all’Unione Europea, da Pio IX a Francesco, da Cavour alla Merkel.

Si presenta così il nuovo libro di Angela Pellicciari, “La gnosi al potere”, in cui raccoglie i contributi offerti durante molti anni a diverse testate giornalistiche nazionali. Un lavoro che unisce magistralmente la serietà della ricerca storica (documentata e ragionata) con il linguaggio diretto e abbordabile della divulgazione giornalistica.

Professoressa di storia e filosofia, giornalista e storica della Chiesa, Angela Pellicciari (orgogliosamente cattolica e orgogliosamente polemica) ci offre un piccolo manuale di “sopravvivenza storiografica” contro i luoghi comuni e le mezze verità (se non addirittura le falsità) con cui la storia, soprattutto quella italiana, ci viene ancora raccontata ed insegnata.

Esperta di Risorgimento, di papi e di massoneria, l’autrice rivela da subito che il filo rosso della storia moderna è lo stesso “da quando la massoneria è arrivata al potere in Italia a metà dell’Ottocento”. Son gli ideali della rivoluzione francese sbarcati in Italia con Napoleone e conservati come seme da far germogliare, nei cuori dei fautori dell’unificazione. Dai fatti storici – qui raccontati nei particolari senza nessun tipo di edulcorazione politicamente corretta – emerge con chiarezza la costante presenza di una macchinazione di tipo gnostico che pretende di guidare le sorti delle nazioni con l’audacia e la spavalderia di chi si considera migliore, superiore, depositario geloso – e privato – di una verità suprema, di una luce particolare, di una illuminazione superiore. Tutti i testi raccolti in questo volume hanno come denominatore comune la “gnosi”, e cioè, quella corrente di pensiero filosofico-politica che si erge a guida suprema delle sorti delle nazioni – composte di masse, senza educazione, senza conoscenze.

garibladi  tricoloreE’ facile constatare quanto la Chiesa Cattolica, i Sommi Pontefici e il cristianesimo in generale siano d’intralcio a questo progetto di dominio culturale. La Chiesa – con la sua antropologia, dottrina dell’uomo per mezzo di Cristo, libero arbitrio, dignità umana, sacralità della vita, pari dignità di uomo e donna nel rispetto delle differenze, difesa della famiglia e della vita (dal suo inizio alla sua fine), condanna dei disordini che negano la natura della sessualità – rappresenta un muro contro la propaganda gnostica che vuole ingannare le masse per condurle a ragionare secondo un pensiero unico.

La prova di questa tesi, che potrebbe sembrare audace nella sua terminologia e nei toni, è presente fin dalle prime pagine del libro dove lo Stato Pontificio retto da Pio IX (definito da Garibaldi “un metro cubo di letame“) rappresenta il maggiore ostacolo al progetto liberal-massonico di unificare la penisola sotto la bandiera della casa Savoia. L’accusa mossa alla Chiesa è quella di impedire il progresso: ancora Garibaldi accusava il papa di essere “la più nociva fra le creature”, perché “ostacolo al progresso umano, alla fratellanza fra gli uomini e popoli”.

La massoneria è la protagonista assoluta del Risorgimento (“vero ispiratore e motore”), un risorgimento sostanzialmente anticattolico, che mira, non solo alla fine del potere temporale dei papi, ma al completo smantellamento del cattolicesimo così profondamente radicato nell’animo degli italiani (prima ancora che fossero italiani). Per questo motivo il mondo protestante offre tutto il suo sostegno economico, propagandistico e militare alla causa dei Savoia. Paradossalmente, l’unico “collante” che poteva divenire vero motivo di coesione tra le varie parti della penisola, diviene, nel progetto liberale, l’impedimento più grande all’unità nazionale voluta dal Regno Sabaudo.

Come convincere dunque le masse cattoliche a sposare l’idea di un’unificazione che miri alla costruzione di una nuova patria liberale e repubblicana? Maestri di inganno, i protagonisti del Risorgimento, combattono la loro battaglia travestendosi da agnelli, mansueti e credenti. “I carbonari – scriverà Pio VII in una bolla di scomunica – simulano straordinario rispetto e zelo verso la religione cattolica (…)”; sono “uomini astuti”, lupi rapaci “vestiti da agnelli”. Mazzini, Cavour, Garibaldi, lo stesso Carlo Alberto, le élites rivoluzionarie, utilizzano proprio questa forma di inganno. Parlano come credenti, i loro discorsi sembrano sgorgare da animi profondamente devoti e credenti; il “progresso” – afferma Mazzini – è “legge di Dio”, è Dio a volerlo. Allo stesso tempo però la sua vera speranza è che tutti smettano di essere cristiani: è lo stesso scopo della massoneria che mira a “Raccogliere tutti gli uomini liberi in una gran famiglia” che “debba succedere a tutte le chiese fondate sulla fede cieca e l’autorità teocratica, a tutti i culti superstiziosi, intolleranti e nemici tra loro, per costruire la vera e sola chiesa dell’Umanità“.

L’unità d’Italia, dunque, rientra in un progetto più grande, quello di liberare il popolo, strappare le masse dall’influenza della religione e creare un sistema di controllo delle libertà e di formazione delle coscienze. Tutto sarà più facile con uno stato centrale autoritario e organizzato che abbia in mano l’esercito, l’istruzione e gli altri istituti ministeriali. Tutto si svolge, però, in un clima di celebrazione della libertà e di fiducia per un futuro migliore (progresso): il Cristianesimo sarà religione di Stato (salvo poi perseguitare i gesuiti e chiudere gli ordini religiosi “dannosi perché inutili” e confiscarne tutti i beni perché appartenenti di diritto allo Stato. Vedi “Legge sui conventi” del 1855). La libertà sarà il motto del nuovo Stato (salvo poi impedirne l’esercizio tramite la censura della stampa cattolica e anche l’abolizione delle festività per non lasciar che ci si distolga dal lavoro per “dedicarsi all’ozio”). Progresso, progresso, progresso: ecco la nuova religione a cui puntano i governi illuminati e liberali.

onuMa il libro in questione non si limita al periodo rinascimentale, al quale la scrittrice ha dedicato gran parte dei suoi studi e delle sue pubblicazioni, e al quale fa continui, e calzanti, riferimenti. La Gnosi al Potere parla anche dei nostri giorni: parla del Novecento che “è stato la palestra, a sinistra come a destra, delle magnifiche realizzazioni della gnosi al potere”. Si parla del potere della Massoneria che, attraverso la classe dirigente, ha governato a lungo nel nord America sigillando i propri simboli sul dollaro nazionale e promuovendo la persecuzione dei cattolici come è avvenuto in Messico col governo di Elias Calles (la vicenda dei Cristeros). Parla delle ideologie totalitarie (di diverso segno ma di stessa matrice) che hanno afflitto il XX secolo; del feroce tentativo di Marx e Lenin (fautori, così come Hitler, di una gnosi salvifica) di sterminare ogni religione, ed in particolare il cristianesimo, perché strumenti di alienazione capitalista, oppio dei popoli e impedimento per la realizzazione di un nuovo mondo fine ultimo dell’utopia comunista. Parla delle continue persecuzioni dei cristiani, a livello politico, giuridico e culturale; del continuo discredito gettato sulle autorità ecclesiastiche e sul magistero ufficiale della Chiesa (cavalcando gli scandali ed ignorando il servizio sociale, culturale e salvifico offerto al mondo); degli attacchi alla gerarchia cattolica, al Vaticano e al Papa.

Si parla anche dell’ONU che, abbandonata la sua impostazione iniziale ispirata ai diritti dell’uomo, fonda il proprio operato su “nuovi diritti” basati sul consenso popolare e sul relativismo morale. Così ha agito l’ONU nelle conferenze internazionali del Cairo (1994), di Pechino (1995) e di New York (2000): creando nuovi diritti (aborto, eutanasia, omosessualità…), coniando un nuovo lessico, o neo-lingua (concetti come reproductive healt, birth control, gender identity…), al fine di promuovere un cambio di mentalità e un nuovo progetto culturale mondialista da applicare (per ordine dell’organismo internazionale) prima di tutto nei paesi in via di sviluppo. Ecco dunque ad esempio il dilagare – deciso a tavolino dalle “Nazioni Unite” basandosi sulle teorie del neo-malthusianesimo – di politiche sanitarie che mirano ad eliminare il problema della sovrappopolazione e della crescente povertà promuovendo sterilizzazioni, contraccezione, aborti, relazioni omosessuali (non problematiche per la crescita della popolazione) e una mentalità sostanzialmente edonistica, materialistica e chiusa alla vita.

Si parla del lavoro delle ONG, longa manus dell’ONU e dell’Europa che ha deliberatamente dimenticato le sue “radici cristiane” che segnano la sua profonda identità storica, filosofica e culturale. Si parla del sogno europeo – in via di realizzazione – di diventare un super-stato, una super potenza economica, disposta ad escludere chi non riesca ad essere abbastanza competitivo e abbastanza obbediente alle disposizioni finanziarie imposte dall’alto. Si parla delle teorie del genere, tanto discusse in questi ultimi mesi a causa dei palesi tentativi di imporle a livello internazionale attraverso i programmi politici, sanitari e scolastici, spacciandole per teorie scientifiche e infallibili. Si parla della propaganda omosessualista, sponsorizzata dalle istituzioni internazionali e sostenuta economicamente dai potenti mezzi delle lobby LGBT, dell’attacco alla famiglia naturale considerata un mucchio di stereotipi superati e della superiorità della cultura e delle leggi statali sulla natura e sulle tradizioni religiose e familiari.

Se tutto questo (e molto altro) avviene grazie a un consenso internazionale e in un clima di serena accoglienza generale, è merito delle capacità comunicative dei circoli di potere, che promuovono le loro teorie e le loro iniziative in modo seducente e con un linguaggio sempre attraente, attento ai diritti personali, alla libertà e alla tolleranza. Tipica caratteristica della strategia gnostica è quella di tenere segreti gli scopi ultimi del proprio agire e, allo stesso tempo, giustificare il proprio operato come un servizio alla dignità, alla libertà e al progresso dell’uomo.

Ma la storia insegna che, in questa battaglia, ogni volta che viene colpita la verità, sorge qualcuno disposto in qualche modo a difenderla ed a morire per essa. Ché in fondo, non sia tutto perduto?

 Miguel Cuartero
@mcuart

Il libro: Angela Pellicciari, La gnosi al potere. Perché la storia sembra una congiura contro la verità, Fede & Cultura, Verona 2014.

L’autrice: Ex-sessantottina, ex-ribelle, ex-di-sperata, Angela Pellicciari ha ritrovato la speranza e la fede grazie all’incontro con Dio avvenuto tramite il Cammino Neocatecumenale negli anni della gioventù. Esperta di Risorgimento, di papi e di massoneria, ora combatte la buona battaglia evangelizzando, scrivendo e insegnando (a scuola o alla radio). Per saperne di più, visita il suo sito internet: www.angelapellicciari.it

Articolo originale pubblicato su Aleteia il 09/02/2015

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