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Realismo politico e buon senso. Intervista a Giuseppe Scicchitano (FdI)

  • Cristiani in politica? “Conta l’azione dettata dal realismo politico”
  • Gender nelle scuole: “Un’invasione campo contro il buon senso!”
  • Virginia Raggi? “Assenteista”. E nel campo educativo “Si va verso l’educazione di stato!”
  • Nella sinistra: “relativismo, decadimento dei valori, buonismo”. 
  • Giachetti? Peggio di Marino.

scicchitanofoto2di Miguel Cuartero Samperi

Giuseppe Scicchitano, romano, 30 anni, cattolico praticante, da pochi mesi felicemente sposato con Elisabetta. Da anni è impegnato in politica (“per vocazione”). Ideatore delle Olimpiadi Interreligiose di Roma, Scicchitano è stato eletto 3 anni fa Consigliere nel Secondo Municipio con la lista Cittadini x Roma e ora candidato con Fratelli d’Italia per sostenere la candidatura di Giorgia Meloni a sindaco di Roma.

Lo incontriamo per conoscere meglio il suo profilo e il suo impegno politico in vista delle prossime elezioni del 5 giugno. Ne risulta un’intervista a 360 gradi su alcuni temi caldi della politica italiana: l’impegno dei cattolici, le unioni civili, l’introduzione delle teorie gender nei programmi scolastici e… qualche affondo sugli altri candidati Sindaco per la Capitale. Il programma completo su: www.giuseppescicchitano.it.

– Scicchitano, l’opzione politica come scelta vocazionale?
Decisamente si. In questo campo se non vedi il tuo impegno come una vera e propria missione a cui sei chiamato non vai molto lontano. Le delusioni sono dietro l’angolo, rischi di essere avvicinato a scandali e corruzione, c’è bisogno, come dice Papa Francesco, di IMMISCHIARSI e se non lo fai per soldi o fama lo puoi fare solamente per vocazione.

– Costituzione o Vangelo, dunque?
Bisogna uscire dagli schemi come ha fatto Gesù quando ha spiazzato tutti rispondendo “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Siamo fortunati noi cristiani perché se possibile siamo sempre invitati a seguire le leggi umane (quindi la Costituzione), solamente quando questo va contro la mia coscienza personale, ultimo baluardo decisionale, siamo chiamati a contravvenire. A me personalmente non è ancora mai successo.

– Due persone che la ispirano in questo impegno politico a favore della comunità?
Enrico Mattei e Giorgio La Pira. Il primo perché ha fatto entrare l’Italia fra le nazioni più importanti dal punto di vista commerciale, rompendo gli schemi e andando a trattare direttamente il prezzo del petrolio in paesi in via di sviluppo. Il secondo perché da storico sindaco di Firenze sognava “Lavoro per chi ne manca, casa per chi ne è privo, Assistenza per chi ne necessita, Libertà spirituale e politica per tutti”

– Quali obbiettivi si propone se verrà rieletto come consigliere municipale?
1) SCUOLA: Trasformare i soldi a disposizione per la scuola in voucher secondo il principio di sussidiarietà. Le famiglie si sono stancate di subire cambiamenti, sono in grado di guidare il cambiamento scegliendo (e quindi finanziando) le scuole più efficienti, i corsi migliori.
2) MOBILITÀ: Prendere accordi con ACI ed esperti del settore per individuare i 2-3 interventi capaci di agevolare maggiormente il traffico. Far arrivare almeno al 50% il rapporto fra il numero di parcheggi e le auto in circolazione (ad oggi siamo circa al 33% nel Secondo Municipio)
3) AMBIENTE: Pubblicare contatti dei responsabili di settore di Ama e Servizio Giardini oltre che ai piani settimanali degli interventi in modo che i cittadini sappiano sempre quando e chi contattare quando vede cassonetti fuori zona o alberi pericolanti.

CATTOLICI IN POLITICA, TRA VANGELO E COSTITUZIONE

– Dopo l’approvazione del DDL Cirinnà sulle Unioni Civili da parte di un governo composto da politici che si autodefiniscono “cattolici”, si è quasi completamente persa la fiducia nei cattolici all’interno dei partiti. Anche di fronte all’intenzione del Governo di accelerare su temi sensibili come l’adozione omosessuale, la fecondazione eterologa, la legalizzazione delle droghe “leggere” e il finis vitae o eutanasia.
Non mi interessa più, sinceramente, se un politico sia cristiano. Sono più interessato a valutare la capacità politica di una persona piuttosto che la sua fede (il che rispecchia anche il principio di non giudicare). Infatti spero che come politico mi si valuti per la mia azione politica e non per la mia fede.

– Ma qual’è oggi il ruolo di un cristiano, col suo bagaglio culturale e religioso, all’interno di un partito e cosa può fare di buono?
Oggi i cristiani hanno il peso di dover riportare il BUON SENSO e il realismo in politica. Mi sono trovato spesso a combattere contro chi parlava di: a) “Finanziare con milioni corsi contro il bullismo omofobico” quando il bullismo al 99% è dovuto ad altri fattori ancora da combattere (condizioni fisiche ed economiche, razzismo…) su cui non investiamo; b) “Diminuire i parcheggi” quando ad oggi parcheggiamo sul marciapiede. Potrei portare molti altri esempi, quello che ho visto è che i cristiani al momento sono maggiormente ancorati alla realtà e non si fanno fregare da ideologie varie, possono servire molto in quanto “realisti”.

– Mario Adinolfi, raccogliendo il malcontento di molti cattolici, dopo il Family Day (evento di massa ignorato dal Governo) ha fondato il “Partito della Famiglia” in cui spera che gran parte dell’elettorato cattolico, deluso dai “cattolici” Renzi-Boschi-Alfano, si riconosca. Lei invece sostiene Giorgia Meloni, perché?
Io ho partecipato alle riunioni organizzative del Family Day e ho portato centinaia di persone in piazza ma, come già detto, non bisogna puntare sulla cattolicità dei politici quanto sulla loro competenza e capacità di migliorare il paese, anche perché il sospetto è che se punti sulla cattolicità magari non hai altro su cui puntare. Faccio un esempio: La settimana scorsa ho partecipato ad un incontro in cui venivano presentati programmi sulla disabilità. Mentre noi parlavamo di assistenza, il candidato del Popolo della Famiglia ha effettuato un’arringa sulla difesa del cristianesimo, parlando anche dell’ISIS e del Medio Oriente, cosa che ai disabili chiaramente non interessava. Non so che squadra sia riuscito a mettere su Adinolfi,  ma in Fratelli d’Italia ho trovato una squadra giovane, appassionata e preparatissima con cui mi sono candidato. La maggior parte siamo cristiani e condividiamo gli stessi valori, ma non lo sbandieriamo preferendo puntare sulle nostre competenze.

UNIONI CIVILI, MATRIMONIO OMOSESSUALE E OBBIEZIONE DI COSCIENZA

– Riguardo le Unioni Civili, come definisce l’atteggiamento di Alfano che ha considerato lo “stralcio” della stepchild adoption un ottimo obbiettivo raggiunto che dovrebbe rassicurare chi difende la famiglia naturale e i diritti dei bambini?
Lo definisco un tentativo di salvare la poltrona prendendo per i fondelli milioni di cittadini. Tutti sapevamo dall’inizio che avanzeranno comunque dritti verso l’adozione, anche perché insieme alla reversibilità della pensione sono gli unici due punti non garantiti ad oggi ad una coppia gay.

– Si sta parlando molto dell’obbiezione di coscienza. Papa Francesco ha detto che si tratta di un “diritto umano” che lo Stato deve tutelare: “Lo Stato deve anche rispettare le coscienze. Il diritto all’obiezione di coscienza deve essere riconosciuto all’interno di ogni struttura giuridica, perché è un diritto umano”. Giorgia Meloni si è detta contraria ai “matrimoni gay” ma ha anche affermato rispetterà la legge se verrà eletta Sindaco della Capitale. Niente obbiezione di coscienza dunque come ha chiesto Salvini ai sindaci della Lega? 
Giorgia Meloni non ha mai detto che celebrerebbe un matrimonio gay, quella sul rispetto della legge era una frecciata a Marino che senza nessun diritto ha celebrato delle unioni civili in Campidoglio.

– E se il sindaco fosse Giuseppe Scicchitano?
Sull’obiezione di coscienza la penso come il Papa, va tutelata. Puoi registrare la risposta per quando sarò sindaco!

– Con la vittoria del SI al Referendum si teme per l’Italia una deriva verso un partito unico come ha recentemente confessato con spavalderia Monica Cirrinà in un intervista (forse inebriata per l’approvazione del suo DDL). Una prospettiva realistica o una “sinistra” utopia?
Realistica. Ma è sbagliato anche proporre il voto negativo come un dispetto al PD, dobbiamo informarci sui cambiamenti e votare di conseguenza.

GENDER NELLE SCUOLE: GENITORI, FIGLI E L’EDUCAZIONE DI STATO

– In questi anni lei si è dedicato al tema della scuola in qualità di vicepresidente della commissione Scuola del II municipio. Quali sono i problemi più gravi in relazione all’introduzione delle teorie gender negli asili e nelle scuole primarie?
Il processo educativo personale di ogni bambino è stato stravolto da corsi che non tenevano conto della priorità dei genitori rispetto all’educazione dei figli. Ho ricevuto decine e decine di segnalazioni in questi anni. Solo i genitori sanno quando introdurre certi argomenti come la sessualità e come trattarli con il proprio figlio. Questa è stata una gravissima e prepotente invasione di campo incentivata dal Dipartimento Pari Opportunità. Fortunatamente molti educatori si sono rifiutati di portare avanti certi progetti e hanno limitato i danni rispetto al piano dell’ex assessore Cattoi.

– Papa Francesco si è scagliato apertamente, e più volte, contro le teorie gender definendole un “sbaglio delle mente umana” e denunciando una “colonizzazione ideologica” che ricorda i “campi di rieducazione” nazisti. Eppure il ministro Giannini ha negato l’esistenza di teorie gender definendole un “fantasma” e minacciando vie legali contro chi afferma la presenza di queste tematiche nella riforma della “Buona scuola”.
Lo dicesse ai genitori di un bambino vestito da sposa che non esistono le teorie gender. O lo dicessero alle famiglie che si sono trovate libricini per bimbi di 3 anni che parlavano di “utero in affitto” e fecondazione artificiale. Non hanno argomenti per difendere queste teorie contrarie al buon senso per cui non possono far altro che negare.

– In qualche scuola si è arrivati a vietare la “Festa del papà” e anche le feste del Natale e Pasqua vengono progressivamente svuotate del significato religioso in onore al politicamente corretto. Secondo lei dove si vuole arrivare?
Ho convocato personalmente la funzionaria educativa della scuola Contardo Ferrini in Commissione Scuola per discutere sull’annullamento della festa del papà, avvenuto contro ogni regolamento. A volte ci vedo dietro ignoranza, a volte un disprezzo per la nostra storia e le nostre tradizioni. La maggior parte delle volte però non capisco proprio la logica per cui si annulla la recita di Natale ma si festeggia il Capodanno Cinese! Per non parlare di Halloween, diventata in molte scuole la festa principale dell’anno.

– Molti corsi di educazione sessuale sono sponsorizzati o direttamente organizzati da associazioni legate al mondo LGBT, che godono della piena fiducia del Ministero. Esistono dei progetti alternativi che possono essere introdotti negli istituti pubblici liberi da ideologie gender?
Io nel mio percorso formativo in questi anni ho conosciuto il Progetto Pioneer (progettopioneer.com/) e altre associazioni che sono preparatissime per affrontare insieme alle famiglie temi educativi delicati anche nelle fasce più giovani. Chiedo alle persone solamente di farci vincere alle prossime elezioni cosi da poter dare a queste realtà le stesse possibilità nei bandi e nelle assegnazioni rispetto a queste associazioni Lgbt A quel punto potremo confrontare le relative competenze.

– PD e M5S sembrano restii ad ascoltare le voci dei genitori riguardo all’introduzione di corsi di educazione sessuale nelle scuole materne ed elementari. Ma la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani parla chiaro, vero?
Non solo i genitori hanno diritto di priorità su questi temi, come sancito dall’articolo 26, ma le nazioni del Nord Europa dove i corsi di educazione sessuale in classe sono più diffusi hanno percentuali più alte di aborti e malattie sessuali. È evidente che affrontare in questo modo in classe il tema crea più danni di quanti ne previene. Ogni tanto l’Italia dovrebbe alzare la voce e farsi prendere da esempio rispetto al resto d’Europa.

– Nello specifico qual’è la posizione della candidata Virginia Raggi del M5S che lei ha avuto modo di conoscere da vicino in questi anni e che propone di prendersi a cuore il “problema” della scuola?
In una Commissione Capitolina del Marzo 2014 ho sentito personalmente la Raggi affermare che la scuola ha il dovere di informare e conformare le famiglie riguardo ai temi dellla sessualità. È tutto scritto nero su bianco nel Verbale (QUI IL DOCUMENTO). Una mia proposta rielaborata era stata portata in Comune da Cittadini X Roma. Prevedeva semplicemente il consenso dei genitori riguardo a corsi relativi  temi sessuali/affettivi per fermare le proposte di questi progetti direttamente sui bambini. Ebbene il voto della Raggi, insieme a quelli dei colleghi PD, hanno fatto bocciare questa proposta ed hanno permesso il dilagare di questi corsi.

– Una sorta di “educazione di stato” dunque?
Di fatto si, con PD e M5S andremo verso questa direzione. Questo succede quando non si vuole la collaborazione delle famiglie.

– In questi anni la presenza di Virginia Raggi nelle commissioni capitoline, in particolare nel campo educativo, si può dire che sia stata efficiente?
1) Commissione Politiche Educative su 23 riunioni solamente 14 presenze;
2) Commissione Cultura: 45 sedute, 14 presenze;
3) Commissione Controllo, garanzia e trasparenza: 25 riunioni, 10 presenze;
4) Commissione delle elette: 12 riunioni, 0 presenze.
Nessuna proposta riguardante temi educativi. Che altro aggiungere, non avremmo sentito la sua mancanza.

– Lei ha definito Ignazio Marino “il peggior sindaco che questa città abbia mai avuto”. Non le sembra che il candidato del PD Giachetti rappresenti un elemento di continuità col medico genovese?
Dato il suo passato da radicale sui temi di cui abbiamo appena parlato la situazione potrebbe anche peggiorare con Giachetti.

– PD e M5S non si perdono d’animo nel contrastare apertamente la Chiesa, nel proporre un sistema di valori contrario alla morale cattolica e nel tentativo di eliminare la rilevanza pubblica del cristianesimo nella società italiana. Ma in Italia il voto dei cattolici fa gola, e tutti i candidati come la Virginia Raggi si presentano come “cattolici praticanti”… Forse un cattolico (veramente) praticante votare a sinistra potrebbe rappresentare un serio problema di coscienza…
Un cattolico in coscienza può anche votare a sinistra. L’importante però è che nella valutazione si metta sul piatto della bilancia questo degenerare di valori, questo relativismo e questo buonismo che oggi pervade la sinistra. Senza votare con la pancia, come se si stesse allo stadio. Io ho effettuato questo ragionamento e mi sono identificato nel Centro-Destra. Non senza sorpresa mi sono ritrovato in una squadra che condivide quasi pienamente i miei valori (con Sandra Bertucci – candidata insieme a me nel secondo municipio – e Maurizio Politi candidato al comune).

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La conversione di Marino: dal Gay Pride all’incontro delle famiglie con Papa Francesco

marino parteVacanze americane: parte seconda.

A pochi giorni dal suo ritorno dalle vacanze americane il sindaco di Roma viaggia nuovamente in Stati Uniti per una visita di cortesia al suo amico e collega di Philadelphia, Michael Nutter, che lo ha invitato in occasione del Viaggio Apostolico di papa Francesco negli Usa (con tappa a Philadelphia).

Non si è ancora spento l’uragano di polemiche che hanno avvolto il sindaco a causa delle sue vacanze in Texas, Bahamas e East Coast, in un momento delicatissimo per la città di Roma. Infatti, mentre la città era nel caos per gli scandalosi disservizi della metro e mentre il governo italiano prendeva in mano la delicata situazione della capitale dopo lo scandalo mafia-capitale, i funerali-show del boss Vittorio Casamonica e in vista dell’imminente Giubileo, il sindaco trascorreva le sue vacanze con la tranquillità di chi non si sente interpellato dal dovere politico.

Non è Lercio, non è una bufala!

La notizia del nuovo viaggio interoceanico del sindaco Marino appare ai cittadini romani come una notizia esilerante, ai limiti della credibilità; una notizia che, se non fosse stata confermata dal Campidoglio, potrebbe venire confusa con una delle simpatiche sparate del blog satirico e irriverente lercio.it che raccoglie e diffonde notizie buffe e ridicole, ovviamente false.

Purtroppo qui non si tratta di una bufala ma dell’ennesima trovata del sindaco che sembra far di tutto per far perdere la propria credibilità davanti ai cittadini romani, una credibilità già ai minimi storici dopo gli ultimi eventi (i disservizi dei mezzi pubblici e il caos giornaliero che ne consegue, il malcontento generale, gli scandali mafia, la presenza indisturbata della malavita in città) che hanno portato il degrado di Roma sulla prima pagina del New York Times. Nonostante tutto, Marino sembra essere immune alle polemiche e agli scandali che si accendono in continuazione nella “sua” città e attorno alla cattiva gestione della sua amministrazione.

Conversione: massima fedeltà al Papa… anche a 7mila Km da Roma!

Ad aggravare la posizione di Marino sono le futili motivazioni che spingono il primo cittadino ad assentarsi da Roma per l’ennesima volta lasciando la capitale in “Sede Vacante”. Il volo in USA è necessario per partecipare agli eventi legati alla visita di papa Francesco in Stati Uniti. A parte la contradditoria decisione di raggiungere il papa (che abita nella sua stessa città!) a settemila chilometri di distanza, c’è qualcosa che non torna nella partecipazione di Marino agli eventi del papa in Usa.

In effetti si potrebbe sospettare una “conversione fulminante” dell’attuale sindaco di Roma, una conversione che ha del miracoloso visto che, solo qualche mese fa, il 20 giugno, ha completamente ignorato le centinaia di migliaia di famiglie riunitesi a Roma, in piazza san Giovanni, per chiedere di non imporre l’ideologia gender ai propri figli. In quell’occasione il sindaco, non solo non si fece vedere, né inviò un delegato o rappresentante, ma al contrario, per tutta risposta scese in piazza, in prima fila con tutta la sua giunta, come protagonista del gay pride (intitolato Roma Pride per essere più “gendericamente corretti”). Ora però, Marino – finalmente fedele al Papa e vicino alle famiglie – corre in Stati Uniti per partecipare l’Incontro Mondiale delle Famiglie di Philadelphia, per ascoltare le parole del Santo Padre nel paese del Love is Love e dei matrimoni gay imposti dall’alto. Parole che saranno sicuramente dure da digerire per Obama e il suo entourage LGBTQ. Chissà se ora il neoconvertito Marino non programmi altri viaggi all’insegna del turismo religioso recandosi a Medjugorje a Lourdes o in Terra Santa.

Il sindaco giramondo.

Il vizio dei viaggi sta oramai innervosendo i cittadini insofferenti e la classe politica (sia di destra che di sinistra). Poche settimane fa il quotidiano Il Tempo ha pubblicato un articolo sui frequenti viaggi di quello che chiamano il “sindaco giramondo”. Sei viaggi in Stati Uniti, sette in Europa, un salto a Ryad… per un totale di “un giorno all’estero ogni 48″, un calcolo effettuato proprio da un deputato del Partito Democratico (M. Anzaldi) segno della popolarità e credibilità politica di cui gode Marino anche all’interno del suo partito. Su Dagoscopia si parla del “sindaco con la valigia” e del 55% di riunioni di giunta saltate: assente in una riunione su due:

Il sindaco di Roma non c’era quando per la prima volta la giunta ha approvato il piano di investimenti del Giubileo ed era assente anche per i provvedimenti anti-corruzione e per l’ok al piano sul decoro cittadino – Non era uccel di bosco però quando la giunta ha approvato la convenzione per una nuova apertura di uno store del gruppo Eataly di Farinetti. Certe volte non si può proprio mancare.

Per fare un parallelo che rende l’ idea, è come se da quando è arrivato a palazzo Chigi Matteo Renzi avesse disertato più della metà dei consigli dei ministri, lasciando decidere ad altri colleghi in sua assenza il decreto sugli 80 euro, la riforma del job act, il varo del testo originario dell’ Italicum, la riforma della pubblica amministrazione e così via.

Neuroni, fogne e mafiosi: incapacità comunicativa o… insulti per tutti?

neuroni marinoLa popolarità del sindaco è ai minimi storici soprattutto a causa del degrado della città e dei disservizi dei mezzi pubblici ma la sua incapacità comunicativa non fa altro che peggiorare la sua posizione davanti ai cittadini romani sempre più stufi e a tratti increduli sul fatto che Marino sia ancora al suo posto indisturbato. Qualche esempio: a luglio, a una donna che contestava il degrado della sua zona (“la città è sporca, ed è una buffonata che lei venga qui stamattina dopo che hanno spazzato perché sapevano del suo arrivo. Venga domani. Questa città fa schifo”) il sindaco ha risposto in malo modo insultando la cittadina con parole altamente offensive: Provi a connettere i due neuroni che ha e a farli funzionare (v. foto). Questa estate, dal palco della Festa dell’Unità, il sindaco ha inveito contro la destra invitando i suoi rappresentanti a tornare nelle fogne da dove sono venuti. L’ennesimo esempio di incapacità comunicativa lo si è visto durante l’inaugurazione della Prenestina Bis, dove il sindaco ha ringraziato ironicamente dei contestatori (del gruppo Fratelli d’Italia) perché “rappresentate la mafia“.

Tu vo’ fa l’americano… ma sei nato a Genova.

Sentimenti di amore ed odio legano l’attuale primo cittadino italiano agli Stati Uniti. Marino infatti ha trascorso molti anni negli “states” per studio in prestigiosi centri di specializzazione e per lavoro, ma la sua relazione con la University of Pittsburgh Medical Center, non si sembra essersi conclusa nel migliore dei modi (una storia che risale al 2002 e che Il Foglio ha pubblicato prima ancora che il chirurgo, all’epoca già tramutato in politico, diventasse inaspettatamente sindaco della capitale).

Ridere per non piangere: esiste Skype e l’angelus domenicale. 

Intanto, inevitabilmente, piovono le critiche dell’opposizione. Davide Bordoni, Cooordinatore Romano e Capogruppo di Forza Italia al Campidoglio parla di una “motivazione sublime” quella di accogliere il Papa a Philadelphia e aggiunge “fatto sta che per vedere il Papa invece di oltrepassare il Tevere, attraversa l’Atlantico, evidentemente qualcosa che non torna c’è”. L’ex sindaco Gianni Alemanno tuona su twitter:  “Con la scusa di accompagnare il Papa a Philadelphia Marino scappa ancora una volta da Roma” e Giorgia Meloni ricorda al sindaco – lo avesse dimenticato – che “ogni domenica a Roma c’è l’Angelus del Papa…”. Qualcun altro vorrebbe ricordare a Marino che esistono internet, Skype e il telefono per comunicare con sindaci e sponsor.

ignazio-marino-703684‘Giuro che vado e torno’: nuove minaccie per Roma.

Il sindaco si è difeso parlando di un “viaggio brevissimo” ma di grande importanza. In un’intervista a Il Messaggero ha parlato del suo imminente viaggio:

«Si tratta di un viaggio brevissimo ma molto importante, in un momento storico per la Chiesa e per gli Stati Uniti: è il primo viaggio di papa Bergoglio negli Usa. Quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita».

Fatica per portare il pane a casa: il doppio lavoro di un sindaco.

Il sindaco ha anche affermato che durante il viaggio spera di ricavare importanti fondi da investire nella Capitale, un lavoro faticoso e “stressante” ma necessario in questo tempo di crisi: «Il sindaco di Roma deve fare un doppio lavoro: occuparsi di buche e trasporti, ma anche di raccogliere fondi per il nostro patrimonio archeologico. È un compito molto stressante: se non vogliono che lo faccia resto a casa e mi riposo».

Sciopero della metro? Si salvi (e viaggi lontano) chi può!

Fatto sta che il sindaco di Roma abbandona – tranquillamente e per l’ennesima volta – la città in un periodo non proprio tranquillo. In questi giorni infatti a Roma è previsto un blocco del trasporto pubblico a causa dello sciopero del 2 ottobre (un servizio in ginocchio anche senza gli scioperi) e, soprattutto, la giunta capitolina (orfana di sindaco) discuterà l’apertura dei privati di Ama, società per lo smantellamento dei rifiuti e per la pulizia della città, di proprietà del Comune di Roma. Argomenti e questioni scottanti che terranno altissima la tensione in Campidoglio mentre Marino sarà in Stati Uniti ospite a Philadelphia.

Articolo originale su Romagiornale.it

A Roma un sindaco per i #gayPride e un prefetto per il #Giubileo

marinoMai così in basso. Ciò che è successo nella capitale è una storia incredibile, da non credere, ma tristemente vera. E’ l’ennesimo colpo, forse il colpo di grazia, alla grandezza e al prestigio di una città che fu universalmente riconosciuta Caput Mundi ma che oggi si trova in ginocchio, oltraggiata e spernacchiata, diventata lo zimbello di tutti, ridicolizzata dai giornali di tutto il mondo.

Poche settimane fa il prestigioso New York Times si era occupato della capitale italiana denunciando il degrado e le pessime condizioni di una città che ogni anno ospita milioni di turisti ancora affascinati dalla Roma che fù. Il NYT a luglio raccontava una roma “a pezzi”, in “rovina”, con una amministrazione incapace di risollevarne le sorti.

Non è passato neanche un mese ed ecco nuovamente i giornali di tutto il mondo occuparsi di Roma, perché i “funerali in stile hollywoodiano del presunto mafioso che oltraggiano Roma” (è il titolo del NYT) non potevano passare inosservato a nessuno se non al sindaco Marino, al prefetto, ai Vigili Urbani, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza e all’Ente per l’Aviazione Civile: nessuno di loro si era accorto di nulla finché il caso non è balzato su tutti i giornali. Per tutto il resto del mondo quel funerale non è assolutamente passato inosservato e ora quelle immagini le guarda il mondo intero.

casamonicaL’elicottero che sorvola la parrocchia di don Bosco per far piovere petali di rosa su centinaia di persone pronte al corteo dietro al feretro, con la carrozza (la stessa usata per Totò, fatta arrivare espressamente da Napoli), 250 auto tra cui una Roll Royce. La folla saluta il “re di Roma”: Vittorio Casamonica che, nei poster affissi in tutto il quartiere e sulla facciata della Chiesa sorride, di bianco vestito, come un nuovo papa tra il Colosseo e il Cupolone. Il tutto mentre la banda (quella musicale!) suonava (udite! udite!) la colonna sonora del film Il Padrino.

Ma nessuno sapeva niente tutti scagionano sè stessi per dare la colpa ad altri. Il sindaco approfitta per autoproclamarsi profeta inascoltato in una realtà (quella delle infiltrazioni mafiose nella capitale) che lui aveva denunciato in campagna elettorale (smentito dall’allora prefetto Pecoraro) e ha immediatamente chiesto l’intervento del governo.

Il funerale-show di via Tuscolana è solo la punta di iceberg in una città allo sbando con un sindaco che (forse) passerà alla storia per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, il rifacimento di qualche chilometro di manto stradale, il nuovo logo in lingua inglese (!), il tentativo (bocciato dal TAR) di aumentare il costo del parcheggio sulle strisce blu da 1€ a 1,50 €, il tentativo (bocciato dal TAR grazie alla “rivolta dei passeggini”) di aumentare le tariffe per gli asili e di eliminare le agevolazioni per le famiglie numerose, le sue battaglie per i diritti di gay, lesbiche e transessuali.

(AP Photo/Andrew Medichini)Di fatti Marino si è dimostrato assoluto protagonista della trasformazione di Roma in una città arcobaleno, gay friendly. Il primo grande colpo del sindaco attivista LGBTQ è stato la trascrizione di 16 matrimoni omosessuali contratti all’estero nei registri comunali in uno show mediatico di risonanza nazionale avvenuto ad ottobre del 2014 (foto). Un atto dimostrativo, un atto di forza, che non è affatto piaciuto al prefetto Pecoraro che, su indicazione del Ministero dell’Interno, ha provveduto immediatamente a dichiararlo privo di valore giuridico. Le polemiche continuano.

marino gay pE visto che a Roma “l’amore conta”, Marino, assieme a tutta la sua giunta, ha presieduto il solenne corteo del Gay Pride per ricordare, con poetiche espressioni, che Roma è la “capitale dell’amore” (libero):

“Roma che crede nell’amore aveva fatto delle promesse, oggi possiamo dire che è la città dell’amore e quelle promesse le abbiamo mantenute” (I. Marino)

Il Roma Pride ha percorso, con 20 carri allegorici, le strade della capitale dell’amore il 13 giugno a pochi giorni dal massivo incontro in piazza San Giovanni dove le famiglie italiane si sono riunite per far sentire la loro voce: a loro neanche un messaggio di saluto da parte del primo cittadino.

Un sindaco di parte, dunque, impegnato su alcuni fronti e assente su altri. Così come è assente oggi mentre il Consiglio dei Ministri, data la situazione di estremo caos e in vista dell’imminente Giubileo Straordinario della Misericordia, ha deciso di dare speciali poteri di coordinamento (in otto diversi ambiti) al prefetto Gabrielli che affiancherà il primo cittadino nel governo e nell’amministrazione della Città e che prenderà in mano il grande evento del Giubileo.

Una decisione pesante che rappresenta la (definitiva?) bocciatura del chirurgo genovese del PD e della sua amministrazione. Ma Marino sembra contento del suo nuovo insegnante di sostegno e dalle vacanze americane si dice felice e “soddisfatto per le decisioni che arrivano dal Governo”. Infatti poteva andare molto peggio: “Si è tolta dal tavolo l’ipotesi dello scioglimento del Campidoglio e le parole di Alfano spazzano via i rumors sul commissariamento”. In effetti il sindaco è ancora Lui e dopo le ferie continuerà, anche privato di poteri, ad indossare la sua fascia tricolore. Un re felice ma senza regno, a cosa serve?

I giornali parlano di una città ipnotizzata e paralizzata da mesi; una città stregata ai limiti del ridicolo, dove le cose sembrano funzionare puntualmente al contrario di come dovrebbero. In tanto il Giubileo è alle porte e 25 milioni di pellegrini già bussano per entrare nella Roma che fu capitale del cristianesimo oggi città della mafia e dell’amore.

Se dopo Alemanno Roma era in ginocchio, ora è sdraiata a terra e boccheggia: difficilmente il prossimo sindaco potrebbe fare di peggio.

Articolo originale su Romagiornale.it

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