Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

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Cena di Natale senza cellulari! Lo spot dell’IKEA che sta commuovendo la Spagna

Sareste capace di spegnere il cellulare durante le feste per viverlo in maniera più intensa assieme ai vostri cari e, magari, approfittare per conoscerli meglio? Questa è la sfida lanciata da IKEA in Spagna attraverso uno spot che sta commuovendo la penisola e sul quale vale la pena di riflettere un attimo. Si tratta di uno filmato di tre minuti che mette in scena un concorso a squadre: cinque famiglie prendono posto ognuna di loro ad un tavolo elegantemente bandito a festa per la cena di Natale. Le regole del gioco sono semplici – spiega la voce fuori campo del presentatore – «Se dai la risposta giusta, prosegui la cena, se sbagli, ti alzi da tavola e vai via».

E così vengono poste ad ogni famiglia delle domande di vario genere. Le prime domande riguardano il mondo dei social network Twitter e Instagram e i più giovani di ogni squadra rispondono correttamente tra gli applausi tesi dei famigliari. Dopo qualche domanda di gossip (anche qui la risposta è corretta), il presentatore sorprende tutti iniziando a porre delle domande più personali che riguardano la storia, i gusti e i sogni dei commensali. È in questo momento che cala il gelo sulla competizione: tutti si fanno trovare impreparati su domande apparentemente banali come «dove si sono conosciuti i tuoi genitori», «che lavoro fa, esattamente, tuo padre», «quale evento ha segnato la vita della nonna», «qual è il film preferito di tuo figlio» o «quale sogno rimane da realizzare a tua moglie»… Ad uno ad uno i concorrenti – fino a quel momento vincenti – iniziano a venire eliminati. Uno dopo l’altro abbandonano la cena di Natale lasciando a tavola pochi anziani, i nonni che conservano la memoria storica della famiglia. Alla fine l’imbarazzo e la vergogna lasciano spazio al dispiacere per l’ammessa incapacità di non conoscere affatto i compagni di una vita. Lo spot ha un lieto fine e un messaggio importante: il finale prevede un ritorno a tavola di tutti i componenti, ormai liberi dalle regole del gioco e consapevoli dell’importanza di relazionarsi faccia a faccia coi propri cari. Tutti i cellulari vengono buttati in una scatola per godersi la vera cena di Natale.

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Non è te che aspettavo: il libro che non mi aspettavo di leggere (e che ora vi consiglio)

INTRO

Negli ultimi anni il mio rapporto personale con le biblioteche comunali è radicalmente cambiato. Dalle lunghe ore di studio per preparare gli esami di maturità o quelli di filosofia di decine di anni fa, alle ben più brevi visite di oggi, nei reparti di libri per bambini per accompagnare i miei due “grandi” mentre la piccola esplora l’ambiente sul tappeto. Va detto che, normalmente, a portare i bimbi in biblioteca è mia moglie ma quando mi capita di poter accompagnarli, il tempo per soddisfare la mia curiosità tra gli scaffali è ridotto a zero preso tra continui “papà-guarda-questo-libro”, bisogni di acqua o di bagno e richiami al silenzio generale. Nonostante ciò capita che qualche libro riesca a carpire la mia attenzione in qualche modo, spesso nel tragitto tra la zona bimbi e la cassa mentre portiamo i libri scelti e quelli da restituire alle signore della biblioteca: un tragitto che percorro volutamente a rilento per cercare di scovare qualche cosa di interessante nella colonnina delle novità sempre aggiornata e ben fornita. E’ che così che qualche giorno fa l’occhio mi è caduto su un corposo libro intitolato “Non è te che aspettavo” che presentava in copertina il disegno di un uomo sull’uscio di una cameretta mentre osserva perplesso una culla per neonati. L’ho preso mentre ripetevo tra me e me “solo per guardarlo, solo per guardarlo” (cerco infatti di combattere l’istinto di prendere in affitto libri che non leggerò per mancanza di tempo, destinati a passare un mese nello scaffale di casa o sul comodino come è successo di recente con un “Sei personaggi in cerca di autore” di Pirandello, restituito dopo aver letto l’introduzione). “Solo per guardarlo…” ma il libro finì affittato, letto e recensito. [Che poi nella mia personale lista di libri per l’estate accuratamente segnata su una nota del cellulare c’erano già troppi libri per aggiungerne un altro… questo per dire – parafrasando il titolo – che non era il libro, o il tipo di libro – che mi aspettavo di leggere quest’estate]. Continua a leggere…

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