Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

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La dura vita degli intellettuali di sinistra: “Noi raffinati intellettuali, voi rozzi trogloditi”

La morale di Corrado Augias esplicita ciò che sentiamo dire da anni sui giornali. Chi vota a destra lo fa per rispondere a un istinto animale. Chi vota a sinistra è superiore: è dotato di “conoscenza” e “nobile altruismo”. Ma è un nuovo autogoal della sinistra, sempre più anti-populista e im-popolare.

«Essere di sinistra è difficile». Lo ha affermato Corrado Augias a “Di Martedi”, programma di Giovanni Floris su La7, in dialogo con il deputato Pierluigi Bersani.

Al contrario, essere di destra «è facile» ha affermato il noto conduttore. Perché «Vuol dire andare incontro alle spinte istintive, che quasi tutti hanno. E che vengono invece moderate, e indirizzate magari meglio, dal ragionamento, dalla conoscenza degli argomenti, da un senso nobile di altruismo… Essere di sinistra è più difficile. La sinistra gioca su un terreno dove la conoscenza degli argomenti è fondamentale. Quelli di destra dicono, a me gli immigrati mi fanno schifo. Fine del discorso».

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Divisi a Sanremo tra migranti, musica trap e… satanismo.

Premessa. Chiedo venia a voi lettori. “Ancora Sanremo?” vi domanderete dopo averne sentito parlare fino alla nausea e dopo che il tempo ci ha regalato lo spostamento delle telecamere verso altri scenari. “Ancora Sanremo, ora che lo avevano dimenticato e che le polemiche si sono finalmente assopite? Chiedo venia, perché quello che voleva essere un breve e leggero commento a caldo, da pubblicare magari il giorno dopo la finale, ha dovuto sottostare ad altre priorità come il lavoro e la famiglia (con annessa festa di compleanno del grande cinquenne) e un progetto editoriale di ben altro calibro quasi pronto (prometto) per la stampa. E siccome mi dispiace cestinare un articolo, anche inutile e ininfluente, lo pubblico fuori tempo massimo, senza pretesa alcuna, per chi vorrà leggere.

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Pietà per il re! La fobia paranoica degli antifascisti

PARANOIA DI STATO: IL FANTASMA CHE FA PAURA

Non c’è da meravigliarsi che in un paese che ha ceduto la propria sovranità nazionale (economica, politica e persino morale) agli stati stranieri, il ritorno di un sovrano faccia paura, anche se quel sovrano è morto e sepolto da decenni. E fu così che il ritorno del re Vittorio Emanuele III diffuse il panico in un paese ormai da decenni libero e democratico dove c’è spazio per tutti tranne che per alcuni. Una società Orwelliana dove tutti sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri, dove tutti sono italiani (o possono diventarlo) ma alcuni sono meno italiani degli altri e meritano l’esilio. Per sempre. Continua a leggere…

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