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SOS Venezuela: gravissima crisi umanitaria a causa del socialismo

bebes-venezolanosFinalmente i giornali italiani si sono accorti della grave crisi umanitaria che negli ultimi anni sta attraversando il Venezuela schiacciato dal peso dell’ideologia socialista.

L’immagine dei neonati costretti a dormire nelle scatole di cartone per mancanza di culle ha fatto il giro del mondo in poche ore grazie ai social network: impossibile ora chiudere gli occhi. E se l’articolo può portare molti “click” ecco un buon motivo per parlare (finalmente!) di ciò che sta succedendo nel paese andino governato Maduro, leader socialista che ha messo in ginocchio i suoi concittadini.

LE FOTO

Le foto dei neonati sono state scattate nell’Ospedale “Doctor Domingo Guzmán Lander“, della città venezuelana di Barcelona (nella regione di Anzoátegui, nel nord del paese) e pubblicate su Facebook. A diffonderle su Twitter è stato l’avvocato Manuel Ferreira direttore del centro in difesa dei Diritti Umani della MDU (Mesa de Unidad Democratica) della regione. L’avvocato e professore universitario ha recentemente presentato a Miami un rapporto intitolato “Venezuela sotto dittatura: sangue, fame e miseria” raccontando le gravi violazioni dei diritti umani subite dai suoi connazionali.

Le foto incriminate hanno scatenato l’ennesima polemica nazionale. Il governo (che da anni soffre una sindrome di persecuzione ad opera di sedicenti “capitalisti” ed “imperialisti” statunitensi ed europei) ha denunciato un “attacco gravissimo contro il sistema sanitario nazionale” mentre l’ospedale ha dichiarato che gli scatti sono “falsi” e aperto un inchiesta per punire i colpevoli. Colpevole, a quanto pare, sarebbe un infermiera che ha documentato la mancanza di medicine, di culle e di igiene dentro l’ospedale.

MANCA TUTTO: DALLE MEDICINE AL SAPONE

venezuela-medicinasLa notizia della mancanza di culle adatte ai neonati non deve però sorprendere. Da tempo si sa che in Venezuela si rischia di morire per un’influenza, che gli antibiotici sono introvabili così come i farmaci per il controllo della pressione. Le notizie sono su internet, sui blog dei “dissidenti”, sui giornali non allineati che rischiano la chiusura per “complotto” contro il governo bolivariano. Sui nostri giornali non se ne parla, le notizie sono veicolate, tagliate, sminuite, censurate per non “interferire” in affari altrui, per non rimanere invisi al governo di Maduro (sono pur sempre compagni di sinistra, no? Adelante allora!).

Su questo blog abbiamo riportato la traduzione integrale della “Lettera a tutti i democratici” scritta dall’avversario politico n° 1, Leopoldo Lopez, nel carcere di massima sicurezza di Caracas dove è recluso per aver manifestato contro il regime. “Quien se cansa pierde“, Chi si stanca è perduto, è il motto di Leopoldo e dei suoi. In Venezuela però il problema non è stancarsi ma perdere la speranza, la gioia di vivere… il problema è morire. Si muore per poco, si muore poco a poco.

Solo i militari e gli imprenditori fedeli al governo possono accedere alla compravendita di dollari nel mercato nero a prezzi stracciati, godendo di benefici impensabili per il popolo e avendo libero accesso al mercato internazionale.

Mi raccontano che un medicinale per l’artrosi, lo scorso anno si poteva acquistare per pochi bolivares nelle farmacie venezuelane; ora però è introvabile in tutto il paese mentre si può “comodamente” acquistare alla frontiera con la Colombia per un prezzo quadruplicato.

Mi raccontano di alcuni sacerdoti religiosi italiani che dovendo recarsi in visita in Venezuela hanno chiesto ai loro confratelli se avevano bisogno di qualcosa dall’Italia, la risposta ha spiazzato i preti italiani: “portateci deodorante e saponette”.

Così è ridotto uno dei paesi più ricchi del sud America, piegato dalla sete di potere e dall’avidità di una banda di briganti che ora detiene il potere con la forza e la corruzione.

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El Papa Francisco viajará a Corea del Sur en agosto de 2014

LA SANTA SEDE HA CONFIRMADO EL VIAJE MIENTRAS QUE EN LA CERCANA COREA DEL NORTE LOS CRISTIANOS SON PERSEGUIDOS: 8000 FIELES EN CAMPOS DE CONCENTRACION!

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El Papa Francisco viajará a Corea del Sur del 14 al 18 de agosto de este año para participar a la VI Jornada de la Juventud Asiática (Asian Youth Day, AYD) que se celebrará en la ciudad surcoreana de Daejeon del 10 al 18 de agosto. Será la tercera vez que un Pontífice visite Corea del Sur después de los dos viajes de Juan Pablo II en el 1984 y en el 1989.

Como ya hemos afirmado en enero en otro artículo, los rumores acerca de un viaje de Papa Francisco en tierres asiaticas habían sido confirmados al principio de este año por el portavoz de la Oficina de Prensa de la Santa Sede, el padre jesuita Federico Lombardi, sin especificar aún ninguna fecha definitiva. El mismo papa Francisco, en la entrevista concedida en el avión de regreso de Rio de Janeiro después de la Jornada Mundial de la Juventud, había manifestado su deseo de viajar a Asia, donde el papa Benedicto XVI “no tuvo tiempo de ir”.

Ahora la noticia es oficial, como se puede leer en el comunicado de la Oficina de Prensa del Vaticano: “Acogiendo la invitación del Presidente de la República y de los Obispos coreanos, Su Santidad Francisco realizará un Viaje Apostólico a la República de Corea del 14 al 18 de agosto 2014, con ocasión de la Sexta Jornada de la Juventud Asiática, que se desarrollará en la Diócesis de Daejeon”.

La salida de Roma está prevista el 13 de agosto, para llegar el 14 a Seúl. Durante su estadía el Papa se reunirá con la presidenta Park Geun-hye y presidirá la beatificación de 124 mártires coreanos.

kor1El viaje será muy importante para la Iglesia local si se tiene en cuenta que los católicos constituyen una minoría (el 10,3 % de la población) y que se trata de una iglesia joven, fundada sólo en el siglo XVII por algunos comerciantes láicos que habían entrado en contacto con los misioneros en China. Una iglesia joven pero ferviente y en continuo crecimiento (hace 50 años los católicos eran el 2,5 %): en efecto, cada año son muchos los nuevos bautizados, al igual que las vocaciones a la vida religiosa y sacerdotal.

Otro aspecto importante es la situación de la cercana Corea del Norte, la “República Popular Democrática de Corea”, donde el partido comunista gobierna con un régimen dictatorial ateo impidiendo la libertad de expresión, de prensa y de culto. Allí la iglesia fue perseguida a lo largo de los años hasta llegar a su completa extinción: los monasterios fueron cerrados, las iglesias destruidas, miles de cristianos arrestados y cientos de sacerdotes condenados a muerte. Hoy en día los cristianos se ven obligados a esconder su fe; sólo existe una parroquia en todo el país, todos los cultos religiosos son estrictamente controlados por el régimen y difundir la Biblia es considerado un delito que merece la pena de muerte. En 2010 la Organización Open Doors International publicó un informe en el que se afirma que  acerca de 8000 cristianos se hallan actualmente aprisionados en los campos de concentración como enemigos del estado. La esperanza es que las palabras del Papa puedan llevar, de alguna manera, un aire de diálogo y de abertura, dando esperanza a los cristianos presentes en Corea del Norte que arriesgan sus vidas por causa de la fe como nuevos mártires.

South Korea US Virginia Tech ShootingEl arzobispo de Seúl, cardenal Andrea Yeom Soo-jung, expresó todo su entusiasmo a la agencia Asia News, su gratitud y sus esperanzas sobre la próxima visita del Papa en Corea: «Rezo para que la visita del Papa pueda traer paz y reconciliación a la península coreana. Espero que esta pueda ser también una posibilidad para toda Asia de conocer la paz del Señor. Que pueda ser una ocasión, para los pobres y los marginados, de volver a confiar».

Articulo original italiano en Romagiornale.
Traducción de María Cuartero.

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