Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

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Persecuzione globale! Nel 2018, cristiani sotto la morsa di Islam e comunismo.

Altro che “ritorno al Medioevo” e alla “caccia alle streghe”. A leggere i dati pubblicati dalla fondazione di diritto Pontificio “Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACS) per l’anno 2018 (Rapporto sulla libertà di religione 2018) sembra che il mondo sia piombato in un epoca oscura dominata da una genìa di barbari senz’anima, e dunque senza scrupoli, assetati di sangue, incapaci di attuare un livello minimo di umana convivenza.

Secondo questo dettagliato rapporto annuale (c’è una scheda di più pagine per ogni paese), giunto alla sua quattordicesima edizione, nel 2018 un cristiano su sette vive in terre di persecuzione. «In sintesi – afferma ACS – il 61% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui non vi è rispetto per la libertà religiosa; nel 9% delle nazioni del mondo vi è discriminazione; e nell’11% degli Stati vi è persecuzione». Rispetto ai precedenti rapporti, la situazione è decisamente peggiorata. Sono oltre 300 milioni i fedeli cristiani che subiscono persecuzioni o discriminazioni. 

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Accordo Cina-Vaticano: adesso parla il Papa

(foto Ansa)

L’accordo firmato tra il Governo cinese il Vaticano sulla nomina dei vescovi ha suscitato un grande dibattito all’interno della Chiesa. Molte le voci che si sono alzate per protestare contro un accordo considerato “suicida” dove è chiaro che a pagare il prezzo più alto sarà la Chiesa Cattolica. Molto duro il commento del Cardinale Zen (vescovo emerito di Hong Kong) che ha aspramente criticato il lavoro della diplomazia Vaticana, a suo dire estremamente accondiscendente nei confronti del governo comunista cinese. In questo giorni ha fermamente criticato l’accordo anche il giornalista americano George Weigel che in un articolo pubblicato sul National Review ha paragonato l’accordo sinovaticano con il concordato stipulato da Pio XI coi nazisti del terzo Reich.

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Accordo Cina-Vaticano: tuona G. Weigel: «Si ripete l’errore commesso coi nazisti!»

George Weigel (CNS photo/Paul Haring) (April 25, 2014) 

Dopo la notizia pubblicata dalla Sala Stampa vaticana che ufficializza l’esistenza di un “Accordo Provvisorio” raggiunto tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi molti sono i commenti negativi che vedono in questo accordo un tradimento dei cristiani cinesi fedeli a Roma e un piegarsi della Chiesa alle richieste del Partito Comunista. Da tempo il cardinale Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha alzato la voce per cercare di scongiurare questo tipo di accordo, da lui ritenuto “suicida” per la Chiesa di Roma. Ora è la volta di George Weigel jr, giornalista di fama internazionale e biografo del papa san Giovanni Paolo II che sul National Review tuona contro un accordo che – a suo dire – consegna i cattolici in mano ai burocrati del partito comunista cinese. Per Weigel, questo accordo (i cui dettagli sono rimasti “segreti”) rappresenta una «chiara violazione dell’attuale legislazione ecclesiastica» (Canone 337 del Codice di Diritto Canonico), è frutto di una cattiva politica estera vaticana riconducibile al card. Casaroli (sulla cui bontà sarebbe proibito dissentire) e rappresenta un tradimento dei fedeli cattolici perseguitati in questo momento dal governo cinese. Oltre a sottolineare la continua ed enorme erosione – subita in questi ultimi anni – dell’autorità morale della Chiesa Cattolica sul piano internazionale, Weigel ricorda che la storia del Reichskonkordat – accordo stipulato da Pio XI e il Terzo Reich, puntualmente disatteso dai nazisti – dovrebbe aver insegnato alla diplomazia vaticana a diffidare dei regimi dittatoriali come quello comunista vigente in Cina. Eppure si sta commettendo lo stesso errore… Ecco la traduzione del testo di George Weigel: Continua a leggere…

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