Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

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Se abre el proceso de beatificación de la joven romana Chiara Corbella

«Voy al Cielo para ocuparme de Maria y Davide, 
tú quédate aquí con papá. Yo desde allí rezaré por vosotros»

de la Carta de Chiara a su hijo Francesco

 

A los cinco años de su partida al cielo, la Iglesia abre el proceso de beatificación de Chiara Corbella Petrillo, la joven madre romana que murió a los 28 años de edad a causa de un tumor. Actualmente la Iglesia requiere que haya transcurrido un plazo de cinco años desde la muerte del fiel para dar inicio al proceso de beatificación

Para iniciar una causa es preciso que pasen al menos cinco años desde la muerte del candidato. Ello facilita mayor equilibro y objetividad en la valoración del caso, y permitir decantar las emociones del momento. Solo el Papa puede dispensar de este primer requisito, si se dan razones especiales (Congregación para las Causas de los Santos).

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Piccoli Passi Possibili: Chiara Corbella la parola ai testimoni

pppE’ possibile morire per un carcinoma alla lingua, decidendo di donare la propria vita, con una gioia contagiosa, a 28 anni, lasciando un figlio orfano e un padre vedovo?

La domanda si potrebbe scomporre in tante piccole questioni senza che perda un briciolo del suo vigore e della sua furibonda tragicità: è possibile morire per un carcinoma alla lingua? E’ possibile morire donando la propria vita? E’ possibile morire con gioia? E’ possibile morire a 28 anni? E’ possibile morire lasciando un orfanello di due anni e un vedovo giovanissimo? E’ mai possibile?!

E’ possibile che da questa storia piena di domande, di dolore, di silenzi, piena di “perché”, emerga una testimonianza che la vita è un dono me-ra-vi-glio-so? E’ mai possibile che da una storia così, una storia di morte, si evinca che – scusate la parola, bisogna pur rendere l’idea con una certa plasticità – la vita non è una merda che non vale la pena di essere vissuta, nè tanto meno raccontata?

Vi presento, se ancora non la conoscete, Chiara Corbella Petrillo: una ragazza romana che il 13 giugno del 2012, a soli 28 anni, ha lasciato questo mondo con un sorriso che ha fatto e fa ancora tremare di paura la Morte stessa. A queste domande, nessuna risposta che faccia riferimento alle più alte pagine della saggezza umana, alle filosofie sapienziali orientali od occidentali, alla tradizione plurisecolare della letteratura cristiana, dei padri della Chiesa; nessun pronunciamento ufficiale del Magistero, nessun testo filosofico, sociologico, teologico, nessuna parola pronunciata, scritta o letta, potrà essere minimamente esaustiva rispetto all’esperienza concreta di una vita, quella di Chiara, che ha saputo rispondere a queste domande – umanamente e comprensibilmente dolorose e tragiche –  con un “sì”, un “eccomi” alla storia, alla vita, a Dio. CHIARA PETRILLO

Dopo il libro “Siamo nati e non moriremo mai più” (ed. Porziuncola 2013) scritto da Simone e Cristiana Troisi (giovani coniugi amici di Enrico e Chiara) viene pubblicato oggi un nuovo libro che, come recita il sottotitolo, passa “la parola ai testimoni”. In realtà non è da considerarsi un nuovo testo separato ma – come afferma Enrico – “un’integrazione” del primo libro, perchè “la storia è la stessa, ma viene raccontata da altri testimoni”: i genitori di Chiara, la sorella, lo stesso Enrico, gli amici che l’hanno conosciuta da vicino e il personale sanitario che l’ha seguita e accompagnata.

Dunque non si può leggere il secondo libro senza aver letto il primo, ma – e ciò è più importante! – non si può non leggere la storia di questa splendida ragazza a cui Dio ha fatto un dono: quello della perseveranza fino alla fine dei suoi giorni, quello della certezza che “non moriremo mai più” e che, dunque, questa vita vale la pena di essere vissuta (al massimo!) perchè è solo l’inizio della nostra vita infinita.

Quante volte nella nostra vita, le piccole o grandi croci quotidiane ci abbattono o ci hanno in passato abbattuto, fino a farci considerare la nostra vita uno schifo, una porcheria, un completo fallimento. Contro questa bestemmia (perchè schifare la vita è insultare Dio che ce l’ha regalata, e se la nostra esistenza è una merda – perdonate ancora – lo è anche chi ce l’ha maledettamente donata!), contro questa bestemmia, leggere la biografie di tanti santi, così come quella di Chiara Corbella, ci aiuta a capire la vita come un dono meraviglioso (e se lo dice lei, cosa dovremmo dire noi?), ci mostra una possibilità straordinaria: quella di incontrare Cristo proprio nella sofferenza, di uniformarci a Lui, di stringerci – a “piccoli passi” – in una relazione profonda con Lui, e di morire assieme a Lui, per godere della stessa Sua sorte: risorgere, vivere per sempre e non morire mai più! Mai-più!

Miguel Cuartero
@mcuart

 Links utili:

 Scheda tecnica:

ppp«Per arrivare al Signore non devi correre né camminare troppo piano: devi avere un passo costante, continuo e soprattutto sul presente; perché la stanchezza viene se pensi al passato e al futuro, mentre se cammini pensando soltanto al piccolo passo possibile che tu ora puoi fare, a un certo punto arrivi alla meta e dici: “Sono già arrivata! Incredibile, Signore, ti ringrazio!”». Enrico Petrillo

  • Formato: 14,5×21
  • pp. 128 – brossura
  • € 12,00 ISBN
  • 978-88-270-1040-2
  • data di pubblicazione: Febbraio 2015

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