Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per il tag “CEI”

Mons. D’Ercole: la figuraccia mondiale di Conte roba da dittatura. Tuona un vescovo che dovrebbe guidare la CEI.

Si commentano da sole le parole di mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, che ha diffuso un comunicato video diretto al Presidente del Consiglio e al comitato scientifico che gli offre consulenza sul lock down. Riproponiamo qui il suo video messaggio, che ha trovato una grandissima diffusione tra i fedeli, diffondendosi rapidamente tramite whatsapp e social network.

Parole chiare e durissime quelle del vescovo soprattutto perché rompono l’assordante silenzio col quale i vescovi italiani hanno deciso di collaborare col governo, fin dall’inizio della emergenza sanitaria da Coronavirus. In una intervista pubblicata l’8 aprile, Mons. D’Ercole aveva già alzato la voce affermando di non condividere la scelta di interdire le Sante Messe al fine di evitare contagi tra i fedeli. In quella occasione definì “condivisibile” la proposta di Matteo Salvini di riaprire le Chiese e permettere le celebrazioni di Pasqua: «Che io non debba celebrare col popolo non lo accetto». E ancora «Non entro nelle cose della politica, ma Salvini ha detto un concetto condivisibile. Trovo sconcertante e mi preoccupa molto che tanti cattolici lo abbiano attaccato».

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Nel giorno di San Giuseppe, l’Italia in preghiera contro il coronavirus. Santo Rosario alle 21,00 (sussidio CEI in PDF)

Nel giorno in cui ricorre la festa di San Giuseppe, sposo di Maria, la Chiesa Italiana invita tutti i fedeli del paese a stringersi in preghiera per implorare la misericordia di Dio contro il flagello del Coronavirus. Una preghiera per i defunti, per i malati, per le loro famiglie, per gli operatori sanitari, per i sacerdoti, per i governanti, per tutti coloro che in un modo o nell’altro sono in prima linea in questa inaspettata e dolorosa battaglia.

Alle ore 21,00 di giovedì 19 di marzo, siamo invitati a preghare il Rosario (misteri della Luce) e ad accendere una candela da esporre alla finestra o al balcone.

Anche papa Francesco ha fatto suo l’appello della CEI e ha incoraggiato a riunirsi in preghiera nel giorno di San Giuseppe. Così ha affermato al termine dell’Udienza Generale di mercoledì 18:

Faccio mio l’appello dei Vescovi italiani che in questa emergenza sanitaria hanno promosso un momento di preghiera per tutto il Paese. Ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa: tutti uniti spiritualmente domani alle ore 21 nella recita del Rosario, con i Misteri della luce. Io vi accompagnerò da qui. Al volto luminoso e trasfigurato di Gesù Cristo e al suo Cuore ci conduce Maria, Madre di Dio, salute degli infermi, alla quale ci rivolgiamo con la preghiera del Rosario, sotto lo sguardo amorevole di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia e delle nostre famiglie. E gli chiediamo che custodisca in modo speciale la nostra famiglia, le nostre famiglie, in particolare gli ammalati e le persone che stanno prendendosi cura degli ammalati: i medici, gli infermieri, le infermiere, i volontari, che rischiano la vita in questo servizio.

Il canale TV2000 (canale 28 del digitale terrestre) offrirà la possibilità di condividere in diretta la preghiera. Segue l’Introduzione al Sussidio di Preghiera preparato dalla Conferenza Episcopale Italiana (scaricabile in PDF alla fine dell’articolo).

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La fede alla prova come al tempo dei tre giovani. Ma manca una parola profetica.

Come ai tempi dei tre giovani, siamo chiamati a vivere la fede in condizioni avverse. Le chiese sono chiuse, impossibile accedere ai sacramenti, vietati persino i funerali, resta la preghiera in famiglia. Il messaggio che passa è equivoco e desta perplessità. La situazione è grave ma la Chiesa non è un pub o una ONG che chiudono i battenti per paura del contagio…

AGGIORNAMENTO 13 MARZO, ORE 12,00. Con un nuovo decreto emesso oggi, 13 marzo, la Chiesa di Roma fa marcia in dietro e modifica la disposizione pubblicata il giorno precedente che prevedeva la CHIUSURA di ogni chiesa parrocchiale e non parrocchiale della Diocesi. Sono dunque servite le proteste e le domande dei fedeli, ma soprattutto l’intervento del Santo Padre Francesco che questa mattina, durante la Messa a Santa Marta ha auspicato che i pastori restino vicini al popolo di Dio: «Le misure drastiche non sempre sono buone, per questo preghiamo: perché lo Spirito Santo dia ai pastori la capacità e il discernimento pastorale affinché provvedano misure che non lascino da solo il santo popolo fedele di Dio. Che il popolo di Dio si senta accompagnato dai pastori e dal conforto della Parola di Dio, dei sacramenti e della preghiera

«Trovo veramente intollerabile che siano chiuse le chiese […] Un tempo la peste e tutte le dannazioni sulla terra, trovavano consolazione nel cielo, si chiedeva aiuto a Dio. Oggi la evidentemente la Chiesa ritiene che la scienza sia più forte, cosa normalmente che segna un momento di intelligenza, perché se Dio c’è comprende anche la scienza, quindi è ingiusto mettere l’una contro l’altra. Ma limitare l’esercizio religioso, […] mi sembra una delle tante malinconie di queste giornate, mi sembra una dannazione che non ci meritavamo. Aver perso lo spirito religioso».

Così Vittorio Sgarbi – che in questi giorni ha più volte sminuito la gravità dell’emergenza sanitaria criticando aspramente le misure precauzionali prese dal Governo – ha commentato con severità la decisione del Vicariato di Roma di chiudere le chiese dell’intera Diocesi. Di certo il celebre critico d’arte non può essere preso come esempio di buon cristiano, pio e praticante (chi di noi potrebbe esserlo?), ma più volte le sue critiche hanno centrato la questione anche in materia di fede e del suo rapporto col mondo (ad esempio il suo elogio del presepe diventato virale durante il Natale passato).

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Divisi a Sanremo tra migranti, musica trap e… satanismo.

Premessa. Chiedo venia a voi lettori. “Ancora Sanremo?” vi domanderete dopo averne sentito parlare fino alla nausea e dopo che il tempo ci ha regalato lo spostamento delle telecamere verso altri scenari. “Ancora Sanremo, ora che lo avevano dimenticato e che le polemiche si sono finalmente assopite? Chiedo venia, perché quello che voleva essere un breve e leggero commento a caldo, da pubblicare magari il giorno dopo la finale, ha dovuto sottostare ad altre priorità come il lavoro e la famiglia (con annessa festa di compleanno del grande cinquenne) e un progetto editoriale di ben altro calibro quasi pronto (prometto) per la stampa. E siccome mi dispiace cestinare un articolo, anche inutile e ininfluente, lo pubblico fuori tempo massimo, senza pretesa alcuna, per chi vorrà leggere.

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Abbiamo un governo. Populista. Parte l’Apocalisse ma i rosicamenti della sinistra ci incoraggiano

L’Italia ha finalmente un governo. Dopo più di 80 giorni di incertezza e di trattative il nuovo esecutivo si è formato, con buona pace di chi ha cercato in ogni modo di impedirne l’insediamento. Da quando gli italiani hanno espresso con il voto la loro volontà di affidare il paese alla Lega e al movimento 5 Stelle, da più parti è partita una campagna denigratoria volta a dipingere queste due giovani forze politiche come un pericoloso flagello che avrebbe portato il paese al collasso. E’ vero che il “contratto di governo” tra i due partiti non era previsto in campagna elettorale, ma è vero anche che insieme rappresentano nel modo migliore le istanze degli italiani che hanno sonoramente defenestrato dalla scena politica i due partiti che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi decenni: il centro moderato e la sinistra democratica.

Di tutto è stato detto ai signori Matteo Salvini e Luigi Di Maio, oggi vicepresidenti del Consiglio dei Ministro, tirando in ballo finanche – incautamente – scenari apocalittici così come le pagine più oscure del recente passato europeo. “Cafoni, incapaci, reazionari, fascisti, populisti, dilettanti, ignoranti…” sono solo alcuni degli insulti lanciati da giorni e giorni, senza interruzione, dalla parte sinistra del paese; il tutto per giocare sulla paura degli italiani nel tentativo di creare un nemico comune: quello eletto dagli stessi italiani! Un terrorismo psicologico messo in atto dalla quella classe politica ancora stordita dalla clamorosa sconfitta alle elezioni del 4 marzo e dall’Europa che trema all’idea di un Italia non più succube dei diktat di Bruxelles ma libera e indipendente pronta a far valere le sue esigenze e quelle dei suoi cittadini. Continua a leggere…

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