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Le "sardine" come i primi cristiani: letture gesuitiche e nuova soteriologia

Dopo aver sostenuto e applaudito Carola Rackete (“Coraggiosa eroina da imitare”) e Greta Thumberg (“Il mondo salvato dai ragazzini”) ora i gesuiti applaudono le Sardine come fossero un dono dello Spirito Santo. E’ la mondanizzazione del Vangelo, ridotto a codice di buona condotta no global, ecologista e antifascista.

Mentre politologhi, analisti, giornalisti e commentatori cercano di decifrare il nuovo fenomeno delle “sardine” e di definirne la valenza sociale e politica, il padre gesuita Bartolomeo Sorge sembra avere le idee chiare sul fenomeno e condivide la sua analisi su Twitter: «Il pesce delle piazze di oggi (le “sardine”) è – come il pesce dei primi cristiani (IXTHYS) – anelito di libertà da ogni “imperatore” palese o occulto»

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Carola Rackete nuova Antigone: analfabetismo culturale o strumentalizzazione ideologica?

I commenti sui fatti che hanno portato alla ribalta(*) la figura di Carola Rackete, capitano della nave Sea Watch 3, si sprecano. C’è da dire dunque che se la ragazza e la sua ONG cercavano un poco di visibilità l’hanno certamente ottenuta. La giovane tedesca non solo è riuscita ad uscire illesa (dal punto di vista giuridico) da un episodio che in altri tempi e in altri luoghi avrebbe seriamente compromesso la sua fedina penale guadagnandole seri guai con la giustizia, ma – al contrario – è diventata per molti un idolo continentale (che dire “nazionale” potrà venir inteso in senso offensivo), modello da seguire, esempio di virtù etiche e religiose, eroe dotato di intrepido coraggio e di fermezza d’animo. In poche ore Rackete è passata da completa sconosciuta a idolo globale della sinistra italiana ed europea (così com’è successo alla sua collega Greta Thumberg, paladina dell’ecologismo).

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