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Neocatecumenali: il 5 maggio un grande incontro per i cinquant’anni del Cammino

Papa Francesco con Kiko Argüello e Mario Pezzi (05/08/2017). Foto Oss. Romano

+++Aggiornamento: Inizialmente previsto per il giorno 8 (giorno della Madonna di Pompei), per motivi logistici l’incontro si terrà sabato 5 maggio+++

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Previsto per l’8 maggio a Tor Vergata (Roma) un incontro internazionale per i cinquant’anni dalla nascita del Cammino Neocatecumenale. 

Roma, 05/09/2017 – Papa Francesco ha ribadito il suo appoggio al Cammino Neocatecumenale durante un’udienza privata all’iniziatore, Kiko Argüello, avvenuta ieri, lunedì 4 settembre, in Vaticano, insieme a padre Mario Pezzi. Continua a leggere…

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Papa Francesco a Kiko: “Dio aiuti il Cammino nella semina del Vangelo”

Carmen Hernández, disegno di Kiko Argüello (2017)

Venerdì 25 agosto 2017, circa mille giovani del Cammino Neocatecumenale si sono riuniti a San Pedro del Pinatar (Murcia, Spagna) per un incontro vocazionale guidato dall’iniziatore del Cammino, il pittore spagnolo Kiko Argüello.

Durante l’incontro Kiko ha consegnato ai presenti un’immaginetta con una sua nuova opera: un ritratto di Carmen Hernández calcato da una sua vecchia foto. Co-iniziatrice del Cammino, Carmen è morta un anno fa, il 19 luglio del 2016. Continua a leggere…

Terremoto Ischia: la testimonianza di fede di Lina del Cammino Neocatecumenale

“Il 21 agosto la terra tremò
e in pochi istanti ho potuto rivivere la scena del calvario,
tenendo tra le mani il corpo di Lina”

Lina Balestrieri è una delle due donne vittime del terremoto che ha colpito l’isola di Ischia il 21 agosto 2017. Da molti anni, assieme al marito Antonio Cutaneo e ai loro sei figli (due adottati), Lina faceva parte del Cammino Neocatecumenale dove svolgeva il servizio di catechista. Del Cammino diceva che le aveva “salvato la vita”. Per questo assieme ad Antonio si spendevano nell’evangelizzazione, faticando per annunciare il Vangelo ad altre persone. «Con loro – racconta il responsabile della loro comunità – negli anni abbiamo contribuito alla nascita di molte comunità. Oggi sono 30 in 7 parrocchie, oltre mille fratelli, tanti giovani, tra cui tutti i figli di Lina, che anche loro fanno questa iniziazione cristiana».

Lina (59 anni) è morta mentre, assieme ad Antonio e ad altri fratelli (in piena estate, tempo che per molti significa “rilassamento” anche dalle cose di Dio e della comunità) andava a preparare una “Celebrazione delle Parola” per i fratelli della sua parrocchia. Sulla sua bara, oltre alla foto, la “Palma della Vittoria” che Antonio e Lina avevano appesa alla porta di casa, simbolo del martirio, ossia della testimonianza di fede sperimentata e vissuta concretamente. Lina lascia un’invidiabile testimonianza di fede e di carità cristiana destinata a portare molti frutti. Ne sono testimoni il marito, i fratelli della comunità, i sacerdoti che l’hanno conosciuta così come lo stesso vescovo di Ischia mons. Pietro Lagnese. Continua a leggere…

Pubblicati i diari di Carmen Hernández co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale

Foto: bac-editorial.es

Pubblicato il primo dei diari della catechista spagnola co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale. Un testo che rivela i tratti mistici della sua unione con Gesù e la “notte oscura” attraversata dalla sua anima.

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A un anno dalla sua morte, avvenuta il 19 luglio del 2016, viene pubblicato il primo volume dei diari di Carmen Hernandez, co-iniziatrice del Cammino Neocatecumenale assieme a Kiko Argüello. Il volume uscirà in Spagna il 19 giugno per i tipi della BAC (Biblioteca de Autores Cristianos), casa editrice della Conferenza Episcopale Spagnola col titolo: Diarios (1979 – 1981), e verrà presentato ufficialmente a Madrid il 30 giugno da Kiko Argüello assieme al cardinale Ricardo Blazquez (Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola), dal prof. A. Barahona (Università Francisco de Vitoria) e dal direttore della BAC il prof. C. Granados.

Si tratta della trascrizione della prima delle numerose agende alle quali la catechista spagnola affidava ogni giorno le sue riflessioni, le sue gioie e i suoi dolori, spesso in forma di preghiera, in dialogo con lo stesso Gesù. E’ stato proprio Kiko Argüello a promuovere e a curare personalmente l’edizione di questo primo diario per il quale sono previste già numerose traduzioni in diverse lingue. Il libro esce con una breve presentazione di Kiko Argüello e la prefazione di mons. Ricardo Blazquez (testi originali disponibili online sul sito della Bac). Continua a leggere…

“Quello che vuole Dio, io lo faccio”. Il cammino di Chiara Maria dall’ospedale al Paradiso

chiaramaria2La mattina del 23 aprile del 2016 Dio ha chiamato a sé Chiara Maria, una ragazza di appena 25 anni. A sei mesi di distanza, il 2 novembre giorno in cui la Chiesa ricorda i fedeli defunti, il padre Alfredo, il fidanzato Stefano ricordano quei giorni in cui, con dolore e speranza, hanno accompagnato Chiara nel suo cammino dal letto dell’ospedale del Policlinico di Tor Vergata alle porte del Paradiso.

Assieme a loro anche padre Domìnik, sacerdote domenicano polacco che accompagna la comunità neocatecumenale dove Chiara Maria, fin dalla adolescenza, camminava assieme ad altri cinquanta fratelli nella parrocchia di Santa Francesca Cabrini, a Roma.

Dopo 5 anni di indagini e analisi su alcune macchie comparse sul suo corpo, a 24 anni, a Chiara Maria le viene diagnosticato un tumore alla pelle; lei sceglie di portare questa pesante ed inattesa croce con l’aiuto di Dio. Inizia una serie di infinite chemioterapie, proprio il 14 settembre del 2015, giorno dell’Esaltazione della Santa Croce. I suoi amici, i parenti, i fratelli della comunità la ricordano come una ragazza “che ha scoperto di avere la metastasi al cervello e sorride, prega, spera, lotta”. Il suo funerale è stato una festa, un matrimonio tra Chiara Maria e Dio, amici e conoscenti hanno riempito ogni angolo della chiesa ma anche il piazzale antistante per accompagnarla e salutarla col canto e la preghiera.

Su questa storia è stato pubblicato un libro intitolato Credere per Vedere (ArabaFenice 2016, pp. 123, € 13,00) scritto pochi giorni dopo il funerale dall’amico Massimiliano Giglio per fissare nella memoria quell’evento straordinario di cui è stato spettatore privilegiato e nel quale è stato possibile vedere “il cielo aperto” negli occhi di una ragazza normale, nella fede di una comunità cristiana, nelle preghiere dei genitori e dei fratelli, una speranza di una vita senza fine, capace di andare al di là della morte corporale.

L’autore – così come coloro che hanno collaborato alla stesura del libro con consigli, correzioni e suggerimenti – è convinto che la testimonianza di questa ragazza può aiutare molte persone, come è successo a lui stesso: “Appena cinque mesi fa io mi trovato all’inferno. La testimonianza di Chiara e il suo vivere la fede mi hanno aperto gli occhi e riportato in vita. Mi ha fatto vedere quali sono le cose importanti, quanto senza Dio non possiamo fare nulla e quanto con Lui non c’è nulla che non possiamo fare” (p. 36)

chiaramariabrunoIl piccolo volume è impreziosito dagli appunti di Chiara Maria, scritti durante la sua ultima Pasqua, quando, costretta a restare in ospedale e dunque impossibilitata a partecipare alla Veglia Pasquale con la sua comunità, ha confidato a padre Domìnik una breve riflessione per ogni lettura della Veglia di Pasqua aprendo il suo cuore alla Parola di Dio che illumina la storia: “Sono riuscita – scrive Chiara a padre Domìnik – a mettermi a scrutare e a riflettere su queste splendide letture della Veglia di Pasqua, alla quale non potrò partecipare! […] I pensieri su ciò che ho letto e scrutato mi stanno accompagnando tanto in questi giorni un po’ difficili. […] Prega per me!! Buona Santa Pasqua!!!!!” (p. 99). Commentando la lettera ai Romani, Chiara Maria scrive: “Una delle mie più grandi paure, non è tanto quella di morire, ma è quella di morire lontana da Cristo” (p. 114).

Come è possibile avere questa fede? Da dove può venire la speranza nel buio della morte? San Paolo afferma che “se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede” (1 Cor. 15,14). La risurrezione di Cristo rappresenta il punto di svolta della storia dell’uomo: solo nell’evento della Risurrezione di Gesù l’uomo può trovare risposta agli interrogativi che la sofferenza e la morte severamente e impietosamente gli impongono. Se Cristo non è risorto tutto è vano, tutto crolla, nessuna risposta consolante può essere proposta a chi muore e a chi soffre e tanto meno creduta.

Solo la fede nella risurrezione può fare in modo che un evento tragico come una malattia inarrestabile che si accanisce su una giovane ragazza piena di vita e di sogni, venga vissuto nella pace, in comunione con gli altri (la “comunione dei santi”) e con Dio, nella speranza della risurrezione e della Vita Eterna e non nella ribellione e nella rabbia. Solo questo può trasformare il lutto in una festa, la tristezza in gioia, l’angoscia in serenità. “La nostra Chiara sarà ricordata per molti e molti anni per questo motivo: mai nessuno l’ha sentita maledire la storia, maledire Dio, maledire il tumore, mai nessuno l’ha vista tentare di scendere dalla croce…” (p. 58).

E’ questa la straordinaria testimonianza che ci ha lasciati Chiara Maria, che è morta dicendo che avrebbe fatto la volontà di Dio, qualunque essa fosse: “Quello che vuole Dio, io lo faccio“. Così facendo – sostenendo dal letto del suo dolore i parenti e gli amici con quella grazia che le è stata donata dal Cielo – ci ha dimostrato in maniera tangibile che è possibile stare sulla croce e non bestemmiare Dio. E’ stato possibile a lei assieme alla sua comunità ed è possibile – se Dio ce lo chiederà e ci darà la forza – anche a noi.

Il servizio completo su Tv2000:

Intervista a Massimiliano Giglio, autore di Credere per vedere (Araba Fenice, 2016).

Articolo originale su Aleteia.org

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