Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivio per la categoria “Historia / Storia”

“Il libro di Gomorra”. San Pier Damiani e la condanna della “sozzura sodomitica”

Nato a Ravenna nel 1007, san Pier Damiani fu un monaco, teologo, mistico, ambasciatore papale, vescovo di Ostia e cardinale di Santa Romana Chiesa. Proclamato Dottore della Chiesa perché attraverso i suoi scritti («fu tra gli scrittori latini più fecondi ed eleganti del Medioevo») e la sua predicazione contribuì notevolmente al rinnovamento della Chiesa. Questo grazie anche alla fiducia di vari pontefici che lo vollero come collaboratore.

Pier Damiani era convinto che la riforma della Chiesa dovesse necessariamente passare dalla riforma del clero, che in quel tempo era estremamente corrotto moralmente dalla simonia (compravendita delle cariche ecclesiastiche), dal nicolaismo (pratica dei sacerdoti che violavano il celibato), dalla smisurata ambizione e da una vita sessuale libertina e disordinata. Peccati fino a quel tempo considerati aberrazioni praticate solo da pochi perversi uomini senza Dio, erano ormai diventati comuni persino tra i ministri ordinati. Tra i vizi più pericolosi Pier Damiani indicò l’omosessualità che definì «il peggiore tra i crimini». Questo peccato, «assai scellerato e obbrobrioso», si insinuava «come un cancro nell’ordine ecclesiastico» persino nelle più alte cariche della Chiesa. Era infatti praticato impunemente e palesemente da monaci, sacerdoti e vescovi! Continua a leggere…

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Arrivano i Re Magi! La tradizione più bella del Natale spagnolo

Quella dei Re Magi è la tradizione spagnola più amata dai bambini durante il Natale. Si festeggia ogni anno il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, data conosciuta come el Día de Reyes (“Il giorno dei re”).

 

La tradizione più amata dai bambini durante il Natale in Spagna è quella dei Re Magi. Babbo Natale è famoso perché consegna i regali, ma i veri protagonisti in Spagna sono proprio los Reyes. Sono coloro che hanno seguito una stella per incontrare il Re dei Re (il bambino Gesù) e offrirgli tre doni: oro, incenso e mirra al bambino appena nato in Betlemme. Continua a leggere…

Post-verità e Pio XII. La storica ammissione della BBC: il silenzio del papa è una fake-news

pio12Pio XII: Un pontefice “eroico”.

Il 19 dicembre del 2009 l’allora papa Benedetto XVI firmava uno storico decreto tramite il quale riconosceva le “virtù eroiche” di papa Pio XII, al secolo Eugenio Pacelli. Allo stesso tempo riconosceva le “virtù eroiche” di Giovanni Paolo II, la cui causa di canonizzazione si è poi definitivamente conclusa il 27 aprile del 2014 – con papa Francesco – a soli nove anni dalla sua morte.

Per papa Pio XI l’iter di canonizzazione ha invece mantenuto i ritmi lenti e prudenti senza compiere, sino ad oggi, nessun passo in avanti. Ad ostacolare la strada verso la canonizzazione di Pacelli esistono ancora alcune difficoltà come l’indagine e lo studio di tutti i documenti conservati nell’Archivio Segreto riguardanti il pontificato nel tempo della Seconda Guerra, le accuse di una parte della comunità ebraica (che in occasione del decreto alzò voci di protesta costringendo il Vaticano a calmare le acque con un comunicato del portavoce padre Lombardi) e infine la grande ostilità nei confronti del papa da parti di chi continua a dipingerlo e a raccontarlo come il “papa di Hitler” complice e alleato del dittatore tedesco. Continua a leggere…

Tre false testimonianze sulla Chiesa cattolica: la grande diffamazione!

stark-coverAleteia – “Non sono cattolico, non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa ma per difendere la storia”

Violenza, inganno e sete di potere sono i tre peccati capitali della Chiesa cattolica, la potente e macchinosa istituzione che da duemila anni inganna e soggioga gli uomini mentre vanta un presunto potere spirituale affidatogli dallo stesso Gesù Cristo. E’ questo il mito che da tempi immemori è stato sostenuto e trasmesso da intellettuali anti-cattolici fino ad entrare nell’immaginario comune. Niente di più falso se si studia la storia senza paraocchi e preconcetti ideologici, senza voler spacciare per verità storiche delle favole inventate ad hoc per combattere e screditare la Chiesa e i cristiani.

Contro queste e altre fantasiose “leggende nere”, Rodney Stark ha pubblicato il saggio Bearing false witness, tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Lindau col titolo False testimonianze. Come smontare alcuni secoli di storia anticattolica. Continua a leggere…

San Francesco: Abbandonate Maometto, scegliete Cristo!

francis-lecture-to-muslimsE’ necessario leggere la vera storia di San Francesco, ritornare alle fonti principali (Le cosiddette “fonti francescane”), per capire quanto l’immaginario comune sia lontano dal vero frate d’Assisi, patrono d’Italia. Considerato comunemente un allegro pacifista, un ometto semplice e simpatico, un ingenuo naturalista, Francesco fu un uomo determinato e fermo nella sua decisione di donare tutto se stesso a Cristo, certo che la verità e la felicità si trovano nel messaggio cristiano e non altrove.

L’episodio dell’incontro col Sultano saraceno Malek al-Kamil, avvenuto in Siria attorno al 1219, mostra con quanto coraggio san Francesco invitò il musulmano a convertirsi a Cristo e ad abbandonare la legge di Maometto. Alla fine Francesco dovette partire abbandonando il suo sogno (quello di vedere i musulmani convertiti al cristianesimo) perché “non faceva progressi nella conversione di quella gente”.

Avendo comunque trovato benevolenza agli occhi del Sultano, Francesco scampò miracolosamente al così tanto desiderato martirio. Diversa la sorte che, nello stesso anno 1219, tocco a cinque giovani frati partiti in missione con la benedizione di frate Francesco. “Essi raggiunsero il Marocco dove in breve tempo furono uccisi dopo essere stati brutalmente martirizzati dagli infedeli. Furono i primi martiri francescani” (G. Pasquale, San Francesco d’Assisi, San Paolo 2014, p. 117).

In questi tempi in cui gran parte del mondo islamico ha dichiarato guerra all’occidente cristiano aspirando ad una conquista territoriale dell’Europa, è necessario prendere atto del fallimento di un dialogo basato sul buonismo e sul relativismo religioso. Francesco – così tanto esaltato e applaudito come esempio di dialogo e di bontà verso il prossimo – non disdegnò di ammonire i seguaci di Maometto ad abbandonare quella religione per abbracciare la Verità che è Cristo.

Oggigiorno, affermare che esiste una vera religione (quella cristiana) e una vera chiesa (quella Cattolica) e molte false religioni (tra cui l’islam) vuol dire guadagnarsi molti insulti da parte della società (ci chiameranno intolleranti!) e rischiare – quantomeno – una sentenza di scomunica dal Vaticano!

Sarà che san Francesco – perfetto imitatore di Cristo – è stato un uomo (per lo meno un po’) “religiosamente scorretto” che non ebbe paura di morire per annunciare il Vangelo?

…per la sete del martiro

nella presenza del Soldan superba

predicò Cristo e l’altri che ‘l seguiro

(Dante Alighieri, Paradiso XI, 100-102).

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Dalla Leggenda Maior di San Bonaventura

francesco-sultano-giottoA tredici anni dalla sua conversione, partì verso le regioni della Siria, affrontando coraggiosamente molti pericoli, alfine di potersi presentare al cospetto del Soldano di Babilonia.

Fra i cristiani e i saraceni era in corso una guerra implacabile: i due eserciti si trovavano accampati vicinissimi, l’uno di fronte all’altro, separati da una striscia di terra, che non si poteva attraversare senza pericolo di morte. Il Soldano aveva emanato un editto crudele: chiunque portasse la testa di un cristiano, avrebbe ricevuto il compenso di un bisante d’oro. Ma Francesco, l’intrepido soldato di Cristo, animato dalla speranza di poter realizzare presto il suo sogno, decise di tentare l’impresa, non atterrito dalla paura della morte, ma, anzi, desideroso di affrontarla.

Confortandosi nel Signore (1Sam 30,6), pregava fiducioso e ripeteva cantando quella parola del profeta: “Infatti anche se dovessi camminare in mezzo all’ombra di morte, non temerò alcun male, perché tu sei con me” (Sal 22,4).

Partì, dunque, prendendo con sé un compagno, che si chiamava Illuminato ed era davvero illuminato e virtuoso. Appena si furono avviati, incontrarono due pecorelle, il Santo si rallegrò e disse al compagno: «Abbi fiducia nel Signore (Sir 11,22), fratello, perché si sta realizzando in noi quella parola del Vangelo: “Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”».

Avanzarono ancora e si imbatterono nelle sentinelle saracene, che, slanciandosi come lupi contro le pecore, catturarono i servi di Dio e, minacciandoli di morte, crudelmente e sprezzantemente li maltrattarono, li coprirono d’ingiurie e di percosse e li incatenarono. Finalmente, dopo averli malmenati in mille modi e calpestati, per disposizione della divina provvidenza, li portarono dal Sultano, come l’uomo di Dio voleva. Quel principe incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là.

Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio Altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità.

E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: «Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire» (Lc 21,15).

francesco-e-il-sultanoAnche il Soldano, infatti, vedendo l’ammirevole fervore di spirito e la virtù dell’uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: «Se, tu col tuo popolo, vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa». Ma il Soldano, a lui: «Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede» (egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d’età avanzata, appena udite le parole della sfida).

E il Santo a lui: «Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti» (1Cor 1,24; Gv 17,3 e 4,42).

Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l’uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango.

Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza dell’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere.

Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani.

Articolo originale su Romagiornale.it

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