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Utero in affitto. Parroco risponde a Ricky Martin: “Non piegare la verità ai capricci”


Torna a far parlare di sé il cantante portoricano Ricky Martin, classe 1971, uno degli artisti musicali più celebri al mondo. Ancora una volta non sono le sue notevoli doti canore o le sue eccellenti performance da ballerino, coi quali si è guadagnato l’apice della fama internazionale, a riportarlo sulle prime pagine dei giornali di tutto il pianeta ma la sua vita privata.

Intervistato dal quotidiano spagnolo El País, Martin ha raccontato la situazione personale e familiare durante l’emergenza sanitaria: la brusca interruzione dei concerti, l’incredulità per il diffondersi della pandemia, l’ansia e la paura del contagio che lo ha portato alla depressione e la pesante responsabilità come padre e unica persona ad uscire di casa. Ma la domanda più scottante dell’intervista, quella sull’utero in affitto, ha dato modo al cantante portoricano per far mostra della sua sfrontatezza nel voler paragonare la Vergine Maria alle donne che affittano (o prestano, come preferisce affermare il cantante) il loro utero su richiesta di terzi.

«Io non ho noleggiato nessun utero, l’utero mi è stato prestato e più volte. Per questo porto su un piedistallo queste grandi donne che mi hanno aiutato a crescere la mia famiglia. Come ho sul suo piedistallo la Vergine Maria, che ha prestato il suo grembo in modo che Gesù venisse nel mondo».

Com’era da aspettarsi la notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore e le polemiche per la scioccante dichiarazione non si sono fatte attendere. A rispondere in modo diretto e completo a Ricky Martin è stato un suo conterraneo il sacerdote portoricano don Leonardo J. Rodriguez, parroco della parrocchia Maria Madre de la Misericordia di Guaynabo. In un lungo post pubblicato su facebook il sacerdote ha spiegato i motivi del suo dissenso invitando il cantante a riflettere senza giungere a non “affermare cose senza senso”.

Un piedistallo per la Vergine Maria

Solitamente non mi immischio delle questioni di gossip, ne mi piace intromettermi negli affari altrui, ma noi latinos abbiamo un “problema”: che sopportiamo finché non ci toccano la mamma.

Recentemente è stata diffusa una intervista rilasciata al quotidiano spagnolo El País dal signor Ricky Martin, nella quale afferma di avere la Vergine Maria su “su un piedistallo” per aver “prestato il suo utero affinché Gesù venisse al mondo”.

Secondo il contesto presentato dall’intervistatore, questa “terribile” affermazione di Martin sembra essere il frutto della riflessione che il problema del coronavirus la quarantena diffusa nel mondo hanno provocato nell’artista. Condivido con lui l’idea che tutta questa situazione ci abbia fatto o potrebbe averci fatto o debba farci riflettere. Magari questo fosse uno dei frutti positivi di questa situazione. Ma se vogliamo riflettere, dobbiamo farlo in base a determinati criteri, in modo da non giungere a conclusioni false o sbagliate.

Diversi anni fa, quando ero rettore del seminario, conservando l’abitudine del precedente rettore, solevo portare i seminaristi alle conferenze tenute dal padre gesuita Juan J. Santiago nel Museo di Antropologia all’interno del Collegio S. Ignazio a Río Piedras. Una volta, di fronte all’affermazione del Sig. Martin che si univa al coro (perché la sua professione è cantare) di coloro che affermano che Gesù avrebbe imparato molte cose dal Buddismo durante il suo (presunto) soggiorno in Tibet, il p. Santiago dedicò una conferenza per smentire l’idea che Gesù avesse imparato qualcosa dal Buddismo tibetano, visto che la sua dottrina non coincidevano con l’insegnamento di Gesù. Dal punto di vista dottrinale esisteva infatti un conflitto insanabile, ma – ci disse p. Santiago – la ragione più evidente per smentire quella diceria era che il buddismo arrivò in Tibet quattro secoli dopo Cristo. Forse ricordo male, ora cercando qualche informazione trovo che il buddismo arrivò in Tiber nel VII secolo dopo Cristo. Quindi se pure Gesù si fosse recato in Tibet durante gli anni occulti della sua vita (cosa che non fa parte della nostra fede) non avrebbe potuto imparare nulla dal buddismo perché quella dottrina non era ancora arrivata in quella regione. Quello che voglio dire è che se partiamo da premesse sbagliate, stiamo sul sentiero sbagliato.

Se ciò che cerca il sig. Martin è una ragione teologica (in questo caso una “scusa”) che appoggi la pratica dell’utero in affitto o in prestito per avere dei figli e in questo modo tranquillizzare la sua coscienza, questo è un altro discorso, ma non può permettersi di affermare cose senza senso, come quella di Gesù alla scuola del Buddismo tibetano.

La filosofia classica afferma che la verità è “adaequatio rei et intellectus”, ossia l’armonia tra la cosa e il concetto prodotto su di essa dall’intelletto.

Se per il sig. Martin, così come per gli altri che sostengono l’utero in affitto, o in prestito o come vogliano chiamarlo, dell’IVF e da altre tecniche simili per avere dei figli a tutti i costi, il concetto di corpo umano è quello di un “ricambi auto”, dove posso acquistare o noleggiare ricambi da utilizzare a piacimento nella mia auto, questa è un’altra cosa. Inoltre, neanche le parti di un “ricambio auto” possono essere utilizzate in modo capriccioso, poiché si rischia di fare danni, invece di riparare la propria auto.

Per l’antropologia cristiana anima e corpo formano un tutt’uno. Il corpo umano non è semplicemente un accozzaglia di pezzi uniti in qualche modo, ma è parte del mio “io”, che è spirito, anima e corpo, un tutt’uno. Per questo il rispetto dovuto all’essere umano ha a che vedere con la sua integrità, non solo con lo spirito, né solamente col corpo, ma ai tre in uno, posto che il mio “io” è tutto questo.

L’uso capriccioso dei nostri corpi o parti di essi viola la dignità umana. Non è possibile affittare o acquistare una persona o parte di una persona, proprio perché si tratta di una persona e di non una cosa. Per lo stesso motivo i bambini non dovrebbero nascere tramite la fecondazione in vitro perché non abbiamo il diritto di avere figli, perché i bambini, proprio perché sono delle persone, non sono oggetto di diritti, ma soggetti. Volere essere un padre o una madre a tutti i costi, indipendentemente dai mezzi usati per esserlo, può finire per diventare una violazione della dignità dei bambini a cui si dice di amare così tanto. Quindi la verità è precisamente l’adeguatezza del mio concetto mentale a ciò che l’essere umano è realmente, non a quello che penso sia o voglio che sia secondo il mio capriccio o ideologia.

La Vergine Maria non “prestò” a Dio il suo corpo o il suo corpo; prima di tutto perché il corpo è un dono di Dio, ni effetti non è nostro bensì suo, così come lo Spirito e l’anima. In secondo luogo, siccome non possiamo separare spirito, anima e corpo, Maria non prestò il suo ventre a Dio, ma si consegnò tutta a Lui: il suo spirito, l’anima e il corpo. E quando disse «Ecco la schiava del Signore» si donò completamente a Dio, non per fare la sua volontà capricciosa, bensì per compiere la volontà salvifica di Dio. C’è grossa differenza tra questo e ciò che afferma il sig. Martin.

Maria non ha prestato il suo grembo a Dio, perché i prestiti sono per un tempo limitato, mentre lei ha dato tutta la sua vita, per sempre. Maria non prestò il suo grembo a Dio e poi diede suo Figlio a un’altra persona per allevarlo, come se fosse stata una cosa di cui poteva liberarsi, anche se l’avesse portata per nove mesi nel suo grembo, ma fosse stata una sua vera Madre; al punto che pur essendo suo figlio Dio e lei è una creatura, la chiamiamo – ed è veramente la Madre di Dio – non un’incubatrice di Dio, né tantomeno l’utero di Dio.

Nell’intervista il sig. Martin afferma: «Vorrei che i miei figli crescano vulnerabili e che vivano la realtà della vita umana». Maria ebbe cura del Figlio che portò in grembo, lo accompagnò nel suo percorso di crescita umana, non lo consegnò ad un uomo ricco e famoso affinché lo crescesse nel suo palazzo. Suo Figlio, per il mistero dell’Incarnazione, si fece veramente vulnerabile, si incarnò in un popolo semi-sconosciuto, nacque e visse in povertà e morì miserevolmente, assumendo così tutta la vulnerabilità e la realtà umana. In questo modo i giornalisti non sarebbero dovuti recarsi in un lussuoso palazzo per poterla intervistare.

Vivendo povero tra i poveri, Gesù e Maria, vissero indubbiamente le loro emozioni e quelle dei loro cari in modo reale e verace, senza aggiustare la verità alle loro emozioni e gusti, ma adeguandosi alla realtà che è al di là dei nostri limiti e capricci.

Noi cristiani, noi sì che abbiamo Maria su un piedistallo, un piedistallo offertole da Dio, non da lei né da noi. Offerto, non perché avrebbe offerto generosamente il suo utero, ma perché ha donato a Dio tutto il suo cuore e la sua esistenza per divenire, non l’incubatrice di Dio, ma la Madre del Figlio di Dio.

Possa Dio permettere che, riflettendo a partire dalla verità, con o senza pandemie, possiamo arrivare alla vera libertà.

Mons. Leonardo J. Rodríguez Jimenes

Già papà dei gemelli Valentino e Matteo (nati nel 2009) dal 2016 Ricky Martin ha una relazione con l’artista siriano (trapiantato in Svezia) Jwan Yosef. I due si sono conosciuti su Instagram e si sono uniti civilmente nel 2018. Nel 2018 Martin e Yosef hanno annunciato l’arrivo di Lucia e il 29 settembre del 2019, durante una gala dell’associazione Human Rights Campaign (la più grande associazione LGBT d’America) Martin ha annunciato l’arrivo della quarta figlia affermando pubblicamente: «siamo incinti».

A dire la verità nessuno dei due artisti è mai stato incinta: tutti e quattro i figli sono stati infatti ottenuti tramite la pratica dell’utero in affitto. Una pratica utilizzata e pagata a caro prezzo da molte altre star internazionali (in particolare omosessuali) come il calciatore Cristiano Ronaldo, i cantanti Miguel Bosé, Elton John e, per restare in Italia, Tiziano Ferro.

La coppia Martin-Yosef è diventata negli ultimi anni una delle coppie più seguite e influenti al mondo, convertendosi in una bandiera dei diritti e delle unioni omosessuali. Le foto dei loro bambini spopolano sui social, in particolare su Instagram dove Ricky Martin conta con una cifra straordinaria di followers: più di 14,5 milioni di utenti.

Articolo pubblicato sul blog di Sabino Paciolla (27 giugno 2020)

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