Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Addio Paola Bonzi: una vita controcorrente per salvare mamme e bambini dall’aborto


Afferma il Talmud che «chi salva una vita, salva il mondo intero».

Ebbene, c’è una donna che, dal 1984 a oggi, ha salvato la vita a 22.633 bambini. Lo ha fatto senza mai prendersi il merito dell’impresa. Diceva infatti che non era lei a salvare ma che i bambini «sono stati salvati dalle loro mamme». Ora, Paola Chiara Morozzi Bonzi, educatrice, fondatrice e presidente del Centro Aiuto alla Vita Mangiagalli, muore all’età di 74 anni lasciando un’esempio prezioso per tutti coloro che vorranno raccoglierne l’eredità spirituale e proseguire questa opera che profuma di salvezza.

Così si presentava sulla sua pagina Facebook, dove Paola – ipovedente dall’età di vent’anni – amava condividere con gli amici sparsi in tutta Italia, le storie di mamme e bambini, esperienze di dolore e di gioia, di donne tornate a sorridere e di bimbi venuti alla luce anche nelle circostanze più avverse:

Paola Marozzi Bonzi, nata il 29 giugno 1943, è madre di due figli e nonna di quattro nipoti, Francesco, Matilde , Gabriele e Martino. E’ stata per anni insegnante di ragazzi in difficoltà per un ritardo mentale e si occupa, da sempre, di psicologia e pedagogia. La sua vivace curiosità intellettuale l’ha portata a frequentare, all’interno della Facoltà di Teologia, l’Istituto di Scienze Religiose. All’inizio degli anni Ottanta è diventata consulente familiare, ha frequentato anche una scuola di Psicoterapia Familiare, dove ha imparato a interpretare le dinamiche che si sviluppano in famiglia e ad analizzarle nella loro complessità. Nel 1984, presso la clinica Luigi Mangiagalli di Milano, tra i più famosi istituti italiani che si occupano di maternità, ha fondato il “Centro di Aiuto alla Vita (Cav) Mangiagalli” con lo scopo di poter aiutare le donne che sono in difficoltà nel portare avanti una gravidanza. Da allora lo dirige con passione, successo e determinazione. A oggi i bambini nati per questo sorriso alla Vita sono 22.150.

A chi le domandò quale fosse il motivo di tanto impegno a favore ella vita, risponde: «Per me è stato un compimento del mio battesimo. Niente di più, niente di straordinario». Nessun business, dunque; nessun atto eroico per ottenere medaglie o acquistare visibilità (che Paola non ha mai avuto né richiesto), ma una vocazione alla quale ha risposto mettendo a disposizione tutta la sua vita, la sua famiglia, il suo corpo, le sue fatiche, senza risparmiarsi ma donandosi completamente. Una vocazione alla quale Paola ha risposto come il profeta Isaia al quale il Signore domandava «Chi manderò? Chi andrà per noi?». La risposta: «Ecco, Signore, manda me!»

«Non ho la ricetta in tasca», diceva. L’approccio di Paola era l’ascolto («per me l’ascolto è un’arte) e non l’imposizioni di regole, di preconcetti o di soluzioni pre-confezionate. Per questo, al Cav Mangiagalli, tutto gira attorno al colloquio personale con le madri (Paola ne aveva fino a 10 al giorno!). E’ in questi colloqui dove dove emergeva la drammaticità della vita (i dubbi, i problemi familiari ed economici, la solitudine e la paura del futuro…) quella “valle di lacrime” nella quale Paola cercava di accendere una luce, sempre diversa, sempre nuova.

Ha pubblicato tre libri utili per conoscere il lavoro svolto in questi anni dal Cav Mangiagalli e le storie più significative: «Oggi è nata una mamma. Storie e sfide del Centro di Aiuto alla Vita «Mangiagalli» (pubblicato nel 2009, a 25 anni dalla nascita del Centro, Per un bambino (2018), Suoni e Silenzi (2018)

Il suo ultimo saluto sulla pagina Facebook, pubblicato il 28 luglio, è una sorta di testimone. Una riflessione a 35 anni dalla fondazione del Cav Mangiagalli:

Non siamo solo invecchiati in questi anni, siamo diventati anche persone diverse che non possono più vivere solo per sé stesse e per la propria famiglia, ma che hanno acquisito la sensibilità di chi avvicina il dolore degli altri. L’avventura è stata meravigliosa e non può finire.
L’estate ci sta portando lontano, ma solo fisicamente.
Sono sicura che, come capita a me, anche per ciascuno di voi, ci sarà un angolo di cuore occupato dal desiderio di inventare modalità che possano continuare a far nascere. La Vita è Amore. Restiamo insieme, continuando a pensare alla nostra missione, costruendo così il Futuro.
Certa che il periodo estivo porti a tutti voi tante giornate belle, invio tutto il mio affetto.

Paola Bonzi

In questo video del 2013, Paola racconta, in maniera sintetica, la storia e la missione del Centro Aiuto alla Vita da lei fondato all’interno della Clinica Mangiagalli di Milano.

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