Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Viva la revolución! Le Scienze Sociali al posto della Teologia Morale. Così crolla un baluardo dell’insegnamento morale della Chiesa Cattolica


Difficile da credere (perché ha dell’in-credibile), la notizia del repentino allontanamento dei professori mons. Livio Melina e padre José Noriega dall’Istituto Giovanni Paolo II. Purtroppo non sembra che si tratti di un “fuoco di Paglia”, difatti la notizia è stata confermata da fonti interne all’Istituto e vicine a mons. Melina. E non ci si aspettano di certo spiegazioni ufficiali da parte dei mandatari, visto che, ultimamente, epurazioni eccellenti e nomine inaspettate ai piani alti del Vaticano, non hanno meritato spiegazioni di sorta per chi – perplesso – si domandava il senso di tali scelte.

Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dedicato agli studi su matrimonio e famiglia, è stato fondato nel 1982 per volere di Giovanni Paolo II in seguito al Sinodo dei Vescovi del 1980 sulla famiglia e alla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio (1981). Il papa polacco affidò l’Istituto alla guida del compianto cardinale Cafarra (foto). I primi due presidi dell’Istituto, Carlo Caffarra (1981-1985) e Angelo Scola (1995-2002), sono entrambi divenuti in seguito cardinali.

Nel 2017 l’Istituto – che ha formato una generazione di sacerdoti e che conta con diverse sedi in tutto il mondo – è stato rifondato da papa Francesco col Motu Proprio Summa Famigliae Cura. Oltre a cambiare nome (ora «Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia») l’Istituto ha anche cambiato i vertici con nomine più che sorprendenti per gli addetti ai lavori: mons. Vincenzo Paglia (già vescovo di Terni, appartenente alla Comunità di Sant’Egidio) è stato nominato Gran Cancelliere mentre il teologo padre Pierangelo Sequeri scelto come Preside al posto di mons. Livio Melina.

L’ultimo libro di mons. L. Melina

Ma chi sono Melina e Noriega ai quali ora non è stato confermato l’incarico? Niente altro che le due colonne di questo Istituto che da quando è stato fondato ha visto solo aumentare il numero dei suoi iscritti e delle sedi periferiche sparse per il mondo. Mons. Livio Melina, legato a Comunione e Liberazione, nominato Preside da Benedetto XVI, ha guidato l’istituto per dieci anni (dal 2006 al 2016) ha all’attivo trentadue anni di insegnamento, ventotto come professore stabile. Autore di diverse opere teologiche di carattere scientifico è considerato uno dei massimi esponenti di teologia morale e di bioetica in ambito cattolico. Il suo ultimo libro, pubblicato pochi mesi fa (Coscienza e Prudenza, Cantagalli 2019), è dedicato al tema della coscienza, un argomento cruciale per la teologia morale, più che mai necessario per affrontare il discorso sulle relazioni familiari, l’agire morale e la vita cristiana.

Lo spagnolo José Noriega Bastos è un sacerdote religioso dei Discepoli dei Cuori di Gesù e Maria. Anche lui esperto di teologia morale e autore di diversi libri e articoli, è stato per molti anni professore di Morale Speciale e direttore editoriale dell’Istituto. Fino ad oggi ha ricoperto il ruolo di Direttore della prestigiosa rivista istituzionale Anthropotes. Di recentissima pubblicazione il suo Dizionario su sesso, amore e fecondità (Cantagalli 2019). Assieme a José Perez-Soba hanno pubblicato il celebre manuale di Teologia Morale intitolato “Camminare nella luce dell’amore. I fondamenti della morale cristiana” (Cantagalli, Siena 2007).

La notizia del loro allontanamento dall’Istituto mostra la volontà dei nuovi vertici di voltare pagina e di rifondare (o rivoluzionare) su nuove basi l’intero Istituto. Ciò che ha causato più sorpresa (o scandalo) è il presunto motivo per cui mons. Melina è stato licenziato: la cancellazione del l’insegnamento di Teologia Morale Fondamentale. dal piano di studi. Se infatti l’allontanamento di un singolo professore (finanche un’eccellenza, ex Preside e anima dell’Istituto) potrebbe essere giustificata da motivi personali, da incomprensioni o incompatibilità coi nuovi vertici, la cancellazione della Teologia Morale dal corso di studi ha un significato ben più grave dal punto di vista metodologico, antropologico e teologico. Cosa resta infatti degli studi sulla famiglia se viene escluso l’approfondimento della dimensione morale della vita umana?

L’intervista rilasciata ad Avvenire dal nuovo Preside Pierangelo Sequeri rivela la direzione del nuovo corso: «Più che di voltare semplicemente una pagina – afferma il nuovo Preside – si tratta di scrivere un “volume 2” nella storia dell’Istituto». Si parla di «nuovo istituto», di «rifondazione», di un nuovo approccio che tenga in maggiore considerazione le cosiddette “scienze umane” (psicologia, sociologia, comunicazione…) e che offra una visione aperta alle diverse “correnti teologiche”. È evidente dunque che, in questo senso, l’approccio fin’ora seguito dall’Istituto – fondato sull’insegnamento morale tradizionale della Chiesa Cattolica, alla luce del magistero di san Giovanni Paolo II (si veda la sua enciclica Veritatis Splendor del 1993) – non è considerato utile per i tempi odierni ma definitivamente superato e di strette vedute secondo il nuovo corso ecclesiale. Il giornalista di Avvenire, Luciano Moia, giustifica la svolta parlando di un passaggio di consegne dal documento Familiaris Consortio ad Amoris Laetitia: «era inevitabile che la svolta impressa agli stessi temi dalla “Chiesa in uscita” di papa Francesco nell’ambito della famiglia trovasse una nuova collocazione anche sul fronte degli studi superiori».

Ed è proprio da Amoris Laetitia che iniziano i problemi per l’Istituto Giovanni Paolo II. Quando nel 2014 papa Francesco – un anno dopo la sua elezione – indisse il Sinodo Straordinario dei Vescovi sulla Famiglia tra gli esperti convocati dal Vaticano non venne invitato nessuno dei professori dell’Istituto Giovanni Paolo II, esperti proprio negli studi su matrimonio e famiglia. Lo segnala oggi su Il Foglio il giornalista Matteo Matzuzzi in un articolo dove sviscera i dettagli di questa triste vicenda di cronaca vaticana, una vicenda che – afferma – «Affonda le radici ai tempi del doppio Sinodo sulla famiglia, che vide messi da parte i professori dell’Istituto – basta scorrere l’elenco degli esperti e degli invitati a vario titolo – e che si è sviluppata nell’ultimo biennio». La storia è riportata anche da Stefano Fontana su La Nuova Bussola Quotidiana:

…Al sinodo straordinario del 2014 nessun rappresentante dell’Istituto Giovanni Paolo II fu invitato: cosa scandalosa, essendo esso l’istituzione accademica della Chiesa maggiormente incentrata sul tema del sinodo stesso. Al sinodo ordinario del 2015 fu invitato il cardinale Carlo Caffarra, che non era ormai più organico all’Istituto da lui fondato e diretto a lungo, ma che comunque ne rappresentava l’eredità. Tutti percepirono però che l’invito aveva la motivazione di una maldestra riparazione.

S. Fontana, La NBQ, 26/07/2019

Largo dunque alle scienze umane che sembrano aiutare meglio a capire la famiglia, meglio di quanto non lo abbia fatto fino ad oggi la Chiesa attraverso la Teologia Morale (fondamentale e speciale). Largo dunque alla demografia, alla psicologia, all’economia, alla sociologia e alla comunicazione. Basta con le esagerazioni di assoluti morali, di imperativi della coscienza e di direttive della legge naturale… Apriamoci al confronto con “tutte le scuole di pensiero presenti nella Chiesa”.

Il risultato che si prevede è quello di un pluralismo di visioni teologiche e antropologiche che non gioverebbe a trasmettere se non opinioni e punti di vista sostenuti da quella o da questa scienza, tutte opinioni più o meno valide in questa o in quella occasione particolare, in una determinata area geografica o in questo o quel periodo storico concreto.

Tra gli ex alunni si respira malcontento, scoraggiamento e grande delusione nel vedere dissolto un Istituto che ha contribuito alla loro formazione accademica e umana, ma soprattutto nel vederlo snaturato e dissolto in nome di un aggiornamento visto come necessario e inappellabile. Mentre sono bastate poche ore perché un gruppo di studenti, preoccupati per il futuro e l’identità del loro Istituto, meditasse di tornasse anzitempo sui banchi (tutto questo succede in piena estate a due mesi dall’inizio del prossimo Anno Accademico!) per studiare il modo di alzare la voce, preoccupati per «l’incomprensibile soppressione della cattedra di teologia morale fondamentale» E già si delineano alcune domande di cruciale importanza nella bozza di una lettera ancora in fase di redazione: «Perché – si chiedono gli studenti – continuare a studiare all’Istituto Giovanni Paolo II se non sembra proporre più nulla di nuovo rispetto a ciò che possiamo trovare tra gli altri curricula delle università secolari…?».

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

Un pensiero su “Viva la revolución! Le Scienze Sociali al posto della Teologia Morale. Così crolla un baluardo dell’insegnamento morale della Chiesa Cattolica

  1. Ci sono cose che proprio non capisco in queste scelte

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: