Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Archivi per il mese di “luglio, 2019”

Istituto Giovanni Paolo II: gli studenti in rivolta contro i nuovi vertici! “Situazione grave”. In vista cancellazioni e richieste di rimborsi

Siamo stati abituati a vedere gli studenti pronti alla rivoluzione contro le autorità accademiche. Questa volta la rivoluzione è venuta dall’alto (come in realtà accade sempre) e gli studenti si oppongono firmando un clamoroso appello che chiede ai nuovi vertici di sedersi al tavolo per ridisegnare i cambiamenti senza violare l’identità dell’Istituto Giovanni Paolo II e nel rispetto di professori e alunni.

«Non avendo finora ottenuto dalle autorità accademiche del nostro Istituto, nè dal Preside nè dal Gran Cancelliere, alcuna risposta soddisfacente e chiara a questa lettera (…) rendiamo pubblica la nostra lettera». Così gli studenti dell’Pontificio Istituto Giovanni Paolo II hanno deciso di pubblicare la lettera che da giorni circola via chat e che manifesta il forte malcontento del corpo studentesco di fronte alla “grave situazione” venutasi a creare con l’approvazione dei nuovi Statuti del Pontificio istituto teologico San Giovanni Paolo II per le Scienze sul matrimonio e sulla famiglia.

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Viva la revolución! Le Scienze Sociali al posto della Teologia Morale. Così crolla un baluardo dell’insegnamento morale della Chiesa Cattolica

Difficile da credere (perché ha dell’in-credibile), la notizia del repentino allontanamento dei professori mons. Livio Melina e padre José Noriega dall’Istituto Giovanni Paolo II. Purtroppo non sembra che si tratti di un “fuoco di Paglia”, difatti la notizia è stata confermata da fonti interne all’Istituto e vicine a mons. Melina. E non ci si aspettano di certo spiegazioni ufficiali da parte dei mandatari, visto che, ultimamente, epurazioni eccellenti e nomine inaspettate ai piani alti del Vaticano, non hanno meritato spiegazioni di sorta per chi – perplesso – si domandava il senso di tali scelte.

Il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dedicato agli studi su matrimonio e famiglia, è stato fondato nel 1982 per volere di Giovanni Paolo II in seguito al Sinodo dei Vescovi del 1980 sulla famiglia e alla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Familiaris Consortio (1981). Il papa polacco affidò l’Istituto alla guida del compianto cardinale Cafarra (foto). I primi due presidi dell’Istituto, Carlo Caffarra (1981-1985) e Angelo Scola (1995-2002), sono entrambi divenuti in seguito cardinali.

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Carola Rackete nuova Antigone: analfabetismo culturale o strumentalizzazione ideologica?

I commenti sui fatti che hanno portato alla ribalta(*) la figura di Carola Rackete, capitano della nave Sea Watch 3, si sprecano. C’è da dire dunque che se la ragazza e la sua ONG cercavano un poco di visibilità l’hanno certamente ottenuta. La giovane tedesca non solo è riuscita ad uscire illesa (dal punto di vista giuridico) da un episodio che in altri tempi e in altri luoghi avrebbe seriamente compromesso la sua fedina penale guadagnandole seri guai con la giustizia, ma – al contrario – è diventata per molti un idolo continentale (che dire “nazionale” potrà venir inteso in senso offensivo), modello da seguire, esempio di virtù etiche e religiose, eroe dotato di intrepido coraggio e di fermezza d’animo. In poche ore Rackete è passata da completa sconosciuta a idolo globale della sinistra italiana ed europea (così com’è successo alla sua collega Greta Thumberg, paladina dell’ecologismo).

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Vivere illuminati dalla luce della coscienza. L’esempio di Tommaso Moro, il “Socrate cristiano”

Parlare di coscienza oggi, in un tempo in cui la nostra società sembra soggiogata dalla tirannia dei “diritti individuali” e del principio di “auto-determinazione” è quanto mai urgente e vitale per la sopravvivenza spirituale della società occidentale.

Tommaso Moro, santo e martire inglese nato nel 1478 e morto il 6 luglio del 1517, è universalmente ricordato per due motivi: per essere l’autore di Utopia – celebre romanzo di filosofia politica diventato un best seller della letteratura occidentale – e per la vicenda della sua morte sul patibolo per mano del re Enrico VIII. Ma Tommaso Moro meriterebbe di essere conosciuto e ricordato per molti altri motivi; non a caso è stato definito dall’amico Erasmo un «uomo per tutte le stagioni». Non a caso Chesterton lo considerò «il più  grande degli inglesi che hanno agito nella storia» (G.K. Chesterton, The Fame of blessed Thomas More, 1930); lo stesso Chesterton che si riferì a lui come «un diamante che un tiranno gettò nel fossato, perché non riusciva a spezzare» (G.K. Chesterton, Perché sono cattolico, cit., p. 114).

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