Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Un regalo per la Prima Comunione? L’esempio dei santi!


Il mese di Maggio, oltre ad essere il mese dedicato alla Vergine Maria, è il mese in cui molti bambini ricevono la Prima Comunione. Per molte famiglie è dunque il momento di organizzare un evento che richiede l’onore di una bella festa con parenti e amici e di molti regali.

Ovviamente il regalo più grande i ragazzi lo riceveranno in Chiesa durante la celebrazione dell’Eucaristia: è la possibilità di comunicarsi col Corpo e Sangue di Cristo per la prima volta nella loro vita (col Sangue, forse anche l’ultima!). Ma l’occasione vuole che gli invitati alla festa offrano altri regali al festeggiato. Fare un regalo per la Prima Comunione non è cosa facile e posso bene immaginare che non siano pochi coloro che – a corto di idee – chiedono consiglio ai genitori del bambino o direttamente a Google.

In cima alla Top Ten dei regali tradizionali per la prima comunione c’è l’orologio, ma posto che il bambino abbia bisogno di un orologio per conoscere l’orario, gliene basterà certamente un solo esemplare e il rischio di doppiare il regalo è abbastanza alto. Dunque rimane il problema di cosa regalare al bimbo o alla bimba. A sconsigliare il telefonino c’è il fatto che facilmente lo abbiano già. Ad ogni modo per dissipare ogni dubbio in merito è stato pubblicato uno libro ad hoc: “Smartphone. 10 ragioni per non regalarlo alla prima Comunione (e magari neanche alla Cresima)” di Stefania Garassini, che non farebbe male leggere.

Il regalo di argomento religioso è certamente tra i più quotati ma spesso parenti e amici sono estranei alla fede e preferiscono non inoltrarsi in argomenti in cui non sono ferrati. Anche perché, a dire il vero, l’offerta delle case editrici cattoliche offre molti prodotti desueti e poco seducenti sia per chi regala che per chi riceve il regalo: Bibbie illustrate troppo infantili, bibbie non illustrate che i bambini non apriranno mai e che poggeranno da qualche parte, album forse ormai superati, devozionali dozzinali, di poco pregio e qualità sia nella fattura che nei contenuti, quadretti inutili e di bassa fattura… D’altra parte i vecchi libretti o vangelini in madre perla (che invece sarebbero un regalo adatto) sono spariti dalla circolazione e nessuno ha intenzione di stamparli (in Spagna fino all’anno scorso erano disponibili, dei veri gioiellini, ma l’editore Ortells di Valencia ha smesso di commerciarli e li ha messi fuori catalogo). Il nuovo avanza e non propone grandi numeri…

Per questo poi succede che arrivino regali che poco o nulla hanno a che fare con l’evento. Qualche giorno fa parlavo con una signora che si lamentava del fatto che un bambino avesse ricevuto per la Prima Comunione il libro di Francesco Totti (ci fosse almeno una edizione speciale per la Prima Comunione, magari con Totti con la maglia bianca…). La domanda è: cosa vogliamo per i “nostri” bambini? Cosa ci auguriamo per loro ora che iniziano a crescere? Che diventino famosi come Totti sarebbe un buon auspicio, ma i posti sono abbastanza limitati e in realtà rispecchia un (pur rispettabile per la figura del calciatore che ho sempre stimato) modello di felicità mondana (soldi e successo, senza – in questo caso – particolari eccessi tipici del mondo delle stelle dello sport e dello spettacolo). Ma il modello di felicità e di realizzazione piena che la Chiesa propone è un’altro, è quello della santità.

Un modello riproposto con forza oggi da Papa Francesco, in modo particolare per tutti i cristiani (vedi Gaudete et Exsultate, Esortazione Apostolica sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo) e in modo particolare per i giovani. Basti pensare all’ultimo documento Christus Vivit in cui il papa, rivolgendosi ai giovani dopo il Sinodo dei Vescovi a loro dedicato, ricorda la comune chiamata alla santità che Dio fa a tutti gli uomini “Siate santi, perché io sono santo” (Lv 19,2) e “Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,43). Nell’invitare i giovani ad aspirare alla santità Francesco cita alcuni ragazzi che, in diversi periodi storici, hanno vissuto in maniera esemplare e dei quali la Chiesa ha riconosciuto le virtù e la santità di vita. Tra queste figure spicca quella del giovane Carlo Acutis morto all’età di 15 anni a causa di una leucemia fulminante. La vita di Carlo Acutis rappresenta un luminoso esempio per i giovani specialmente nella nostra società digitalizzata: «saputo usare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, per comunicare valori e bellezza». La particolarità della spiritualità di Carlo è la sua sincera devozione alla Eucaristia. Spesso Carlo si fermava in adorazione al Santissimo Sacramento, in particolare dopo aver ricevuto la comunione ma anche dedicando apposite visite al Santissimo. E’ questo che – a mio avviso – fa di Carlo un santo speciale, un particolare protettore, per tutti i ragazzi che si avvicinano per la prima volta alla Santa Eucaristia.

Ricapitolando, cosa possiamo desiderare di meglio per i nostri figli se non la santità? D’altronde, mi dico, ogni padre desidera per il figlio ciò che lui non è riuscito ad ottenere… Per diventare santi c’è un lungo cammino da fare ed è necessaria la Grazia, l’assistenza dello Spirito Santo. In questo percorso i santi che ci hanno preceduto sono un aiuto e un sostegno, con la loro intercessione e col loro esempio. Per questo propongo di regalare ai ragazzi un bel libro sui santi come ad esempio “I santi patroni d’Europa” di Maria Vago (ed. Paoline) che potrebbe allo stesso tempo far conoscere un po’ di storia e di cultura del nostro martoriato continente, così come “Il segreto dell’Europa” edito da “Piccola casa editrice”. Oppure – un classico – “Il più bel libro dei santi, dai tempi di Gesù a oggi” di David Self (LDC – Il Messaggero di Padova). Anche “Il libro dei santi. Piccolo gregge” del Pozzo di Giacobbe – con le sue illustrazioni belle, colorate) è una bella soluzione da valutare (un ottimo prezzo per 320 pagine!).

Tornando al nostro caro Carlo Acutis, egli non è ancora stato riconosciuto ufficialmente santo, ma il processo è in corso e sembra procedere spedito. La fama di santità di questo ragazzo, la sua testimonianza, la testimonianza di chi l’ha conosciuto, i frutti che sta dando in tutto il mondo la diffusione della sua storia e della sua spiritualità e – in ultimo – l’attenzione dedicatagli dal Sommo Pontefice nella sua Esortazione Apostolica, fanno di lui una figura che possiamo indicare ai nostri figli come modello da imitare in attesa di vederlo presto elevato agli onori degli altari. E’ per questo che proporrei di regalare ai ragazzi (per la Prima Comunione ma anche per la Cresima) la sua biografia. Sarà sicuramente uno strumento utile, la cui lettura sarà preziosa per il cammino di fede dei ragazzi. Tra i vari testi su Carlo ce ne sono un paio scritti dal suo postulatore il prof. Nicola Gori e che suggerisco in maniera particolare (il secondo con un DVD allegato):

Buon cammino, ragazzi!

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