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"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

La carica degli analfabeti contro il Congresso Mondiale della Famiglia, il Medioevo e la libertà #WCF


Al via tra le polemiche“. Così i giornali italiani parlano del Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF) che si è aperto oggi a Verona. Le polemiche hanno infatti caratterizzato la preparazione di questa edizione del raduno pro-family, impedendo il dialogo e il sereno svolgimento dei lavori. Come ha affermato F. Cardini in merito al cattivo uso del termine “Medioevo”: “Scappa un po’ da ridere, a sentir certe critiche: se non ci fosse da piangere”.

Caccia alle streghe contro il WCF

In un clima oscurantista di “caccia alle streghe” (o meglio di “lotta contro i mulini a vento”) i media del mainstream culturale italiano, saldamente in mano alla sinistra democratica e progressista, hanno aggredito violentemente gli organizzatori del WCF, screditandone le competenze e addossando loro ogni sorta di accusa e promuovendo la diffusione di colossali fakenews, frutto più di un malintenzionato oltranzismo che di qualche perdonabile malinteso. L’arroganza e la supponenza con la quale in questi giorni ci si è accaniti contro un Convegno non ancora iniziato – e contro la libertà di pensiero e di parola di partecipanti e relatori – trova forza nella proverbiale “superiorità morale” della sinistra a cui pochi ormai continuano a dare credito. La “campagna di criminalizzazione” (G. Cruciani) è arrivata persino a pubblicare minacce contro gli alberghi di Verona che ospitano i partecipanti al convegno, una vergognosa campagna di boicottaggio via social ! («va bene quando siamo “gay friendly” e non va bene quando arrivano clienti con altre idee?» Si è chiesto un albergatore).

La giornalista RAI Costanza Miriano – anche lei vittima di accuse sebbene non presente tra i relatori – ha denunciato sul suo blog la «violenta, irrazionale, unanime levata di scudi contro il World Congress Family», un odio inspiegabile da parte delle elites «prima ancora che i relatori abbiano potuto dire una sola parola». Tutto questo a causa di un Convegno al quale si è liberi di partecipare o di voltarsi da un’altra parte senza necessità di insultare o di organizzare contro-manifestazioni di sorta.

Da sinistra Fake News e insulti contro la famiglia

Così gli organizzatori e i relatori del Congresso (che affermano di voler parlare della bellezza della famiglia, per chiedere politiche più adatte e accoglienti a questo istituto fondamentale per la nostra società) sono stati additati prima ancora che aprissero bocca come violenti criminali, pericolosi omofobi, diffusori di odio, integralisti, oscurantisti, fascisti e chi più ne ha più ne metta.

In prima linea contro la manifestazione si sono schierati esponenti di spicco del Partito (poco) Democratico come Laura Boldrini, Monica Cirrinà (che definito una “vita di merda” quella di chi considera “Dio, patria e famiglia” come valori fondamentali) e il parlamentare PD Carlo Calenda che ha diffuso un manifesto con un programma falso per attaccare il WCF, una clamorosa fake news per la quale non sono arrivate né scuse, né rettifiche. Immancabile Emanuele Fiano che dice “A Verona si sposta l’orologio indietro di sei secoli”. Sul fronte 5 Stelle il ministro Di Maio ha parlato di una Conferenza di “sfigati”. Sono argomentazioni serie!

Fuoco amico. Spadaro: “Un’inutile guerra culturale”

Mentre il Vaticano – a differenza delle passate edizioni – si è elegantemente defilato a causa della presenza di esponenti della Lega a Verona, contro il Congresso sulla Famiglia si sono schierati (non poteva essere altrimenti) i sedicenti “preti di strada”, ma anche quei teologi progressisti che formano la cosiddetta “Scuola di Bologna”. Al loro più giovane e promettente esponente, il professore Massimo Faggioli, fa eco la guida del cattolicesimo liberale italiano e influencer, il sacerdote gesuita Antonio Spadaro: entrambi accusano il WCF di muovere una “guerra” (ovviamente ingiusta) a favore della famiglia anziché coltivare amore e dialogo. Inqualificabile invece la presa di posizione del sacerdote don Luigi Ciotti (punta di diamante dei “preti di strada”) che ha definito il meeting “una vergogna” contraria ai principi del Vangelo. Ad aggiungersi al “fuoco amico” contro il WCF c’è Mario Adinolfi a capo di un partito politico che porta proprio il nome e lo stemma della famiglia. Il leader del PdF – da sempre legato al Partito Democratico – risulta indigesta la partecipazione della Lega alla Conferenza mentre soffre per il mancato protagonismo di un partito politico cucito su misura attorno al suo personale carisma.

Franco Cardini: “Analfabeti dichiarati”

Ma tra le varie accuse lanciate contro il Congresso Mondiale delle Famiglie (come quella di voler “limitare le libertà” delle donne “segregandole in casa” e “condannare a morte gli omosessuali” e proibire il divorzio, cose che nessun relatore ha mai sognato di proporre) c’è una generica accusa che è sulle labbra di ogni democratico che cerca di silenziare il Congresso. L’accusa ad una sola voce è stata sussurrata, urlata, scritta, postata e ritwittata un po’ ovunque: «MEDIEVALI!». Il ritorno al Medioevo è l’accusa che da più parti è stata lanciata fino alla noia in questi giorni che hanno preceduto il WCF facendo scomodare anche il noto medievalista Franco Cardini che ha sbottato su Il Fatto Quotidiano bollando come “ignorante” chi utilizza il Medioevo come un insulto. Cardini ha ricordato tra l’altro che a bruciare le streghe furono i protestanti nel Rinascimento e non i cattolici nel Medioevo (con buona pace di Umberto Eco e del suo Nome della Rosa):
«Si può dire che il luminoso Rinascimento sia stato tale in quanto illuminato dal fuoco dei roghi». F. Cardini (non certo un prete né un organizzatore del Family Day) ha affermato che usare la parola “medioevo” con l’intenzione di offendere «Più che un’offesa è una dichiarazione di analfabetismo. Se chi la proferisce avesse un minimo d’istruzione anche media, saprebbe che il “Medioevo” non esiste: è una convenzione».

Il quotidiano La Repubblica parla invece di «oscurantismo e il nuovo medioevo lanciato dal Congresso delle Famiglie». «Non siamo scarti del Medioevo – ha risposto stamattina lo scrittore americano Steve Turley – noi siamo il futuro. Noi siamo per la vita, per i figli, per la famiglia e il futuro della famiglia. Non c’è niente che questo mondo secolare può fare contro di noi»

A questo proposito propongo volentieri ai lettori un’articolo dell’amico Federico Cenci pubblicato su L’Intellettuale Dissidente rivista online che si occupa di attualità politica (italiana ed estera) e di cultura, o meglio “contro-cultura”.

LEGGI L’ARTICOLO: Viaggio di sola andata per la fine del mondo (di F. Cenci)

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