Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Card. Sarah: restate fedeli alla madre che Gesù ci ha donato, la Chiesa


«Sono lieto di annunciare la pubblicazione in Francia – il prossimo 20 marzo – del mio nuovo libro scritto con Nicolas Diat». Con questo breve messaggio il cardinale guineano Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha annunciato l’imminente pubblicazione del suo terzo libro. Il libro è ora disponibile in lingua francese mentre si attendono le traduzioni nelle diverse lingue.

Il libro “più importante”

Dopo il successo mondiale di “Dio o niente” (libro autobiografico pubblicato nel 2015 con più di 400mila copie vendute) e “La forza del silenzio” (2016) tradotti in 14 lingue e divenuti presto dei best-seller in diversi Paesi del mondo, ecco un nuovo volume intitolato: Le soir approche et déjà le jour baisse (“La sera si avvicina e il giorno sta già calando“). Il titolo del libro riprende le parole che i discepoli di Emmaus rivolgono a Gesù risorto nel racconto dell’apparizione narrato dall’evangelista Luca: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino” (Lc 24,29).

“Non sono più in grado più tacere. Non posso più tacere” .Consapevole della profonda crisi spirituale che sta attraversando l’Occidente, il cardinale esamina lo stato in cui è piombata la nostra società, una società che ha dimenticato Dio e vive ogni aspetto della sua vita – dalle relazioni personali fino alla politica – come se Dio non esistesse. Più volte il cardinale Sarah ha alzato la voce per denunciare la crisi morale della società contemporanea. Lo ha fatto in modo particolare col suo libro La forza del silenzio dove denuncia la malattia di un’epoca schiacciata da un “vano attivismo narcisistico”, drogata di egoismo, orgoglio e superficialità. L’uomo contemporaneo sopraffatto dal rumore e incapace di coltivare una vita interiore potrà ritrovare se stesso solo riscoprendo la forza del silenzio come una necessità, anzi, un’urgenza inappellabile.

Ma questo silenzio, oggi, è considerato, non solamente inutile, ma inaccettabile e insopportabile. Anche i cristiani rischiano di venire travolti nel turbine delle dinamiche che governano la vita sociale nell’epoca dei media: lotta per la visibilità e per il potere, competizione, sete di riconoscimento e di approvazione sociale. La Chiesa stessa, per raggiungere questi obbiettivi, rischia di scendere a compromessi con il mondo, anche a costo di compromettere il deposito della fede trasmesso da una tradizione bimillenaria. La fretta e l’ansia di comunicare, di apparire, di parlare, di progettare (anche all’interno della Chiesa) non sono che le fatidiche conseguenze della dittatura del rumore che toglie spazio e allontana da ciò che è essenziale per l’uomo e che rappresenta la sua linfa vitale: la preghiera e, in ultima istanza, Dio, il rapporto intimo e personale con Lui.

È per questo che il cardinale, Prefetto della Congregazione del Culto Divino, ha deciso di dedicare il suo nuovo libro alla “crisi spirituale, morale e politica del mondo contemporaneo”. Questo terzo libro è il “più importante” perché – aggiunge Sarah – “ritengo che la decadenza della nostra epoca abbia tutti i volti di un pericolo mortale”.

Il fumo di Satana nella Chiesa

Il cardinale R. Sarah col giornalista Nicholas Diat

Sarah non ha paura di denunciare, con le parole di Paolo VI, che il “Fumo di Satana” si è infiltrato oggi nella Chiesa. Coloro che dovevano amare e proteggere la Chiesa la stanno flagellando, con delitti e peccati gravi, con omissioni e leggerezze. Il ritorno alla preghiera è la via per sanare questo grave tradimento, paragonabile a quello di Giuda: «Abbiamo abbandonato la preghiera. Il male dell’attivismo efficiente si è infiltrato ovunque. Cerchiamo di imitare l’organizzazione delle grandi aziende. Dimentichiamo che solo la preghiera è il sangue che può irrigare il cuore della Chiesa».

A coloro che desiderano l’unità della Chiesa in mezzo a molte fratture e divisioni, così come a coloro che – vedendo i peccati di molti uomini di Chiesa – temono per il destino della comunità cristiana, Sarah invita a non avere paura e a pregare per i pastori affinché siano uomini di fede: «Cari amici, i vostri pastori sono coperti di difetti e imperfezioni ma non è disprezzandoli che costruirete l’unità della chiesa. Non abbiate paura di esigere da loro la fede, i sacramenti e la vita divina».

Mondo sull’orlo dell’abisso

“Alla radice del crollo dell’Occidente, c’è una crisi culturale e di identità. L’Occidente non sa più chi sia, perché non sa e non vuole sapere chi lo ha formato, chi lo ha costituito, come è stato e come è. Molti Paesi oggi non conoscono la loro storia. Questa auto-asfissia conduce naturalmente a una decadenza che apre la strada a nuove civiltà barbariche”.

Così il cardinale Robert Sarah riassume l’argomento del suo nuovo saggio: il mondo è sull’orlo dell’abisso. “Crisi della fede e della Chiesa, declino dell’Occidente, tradimento delle sue élite, relativismo morale, globalizzazione senza limiti, capitalismo sfrenato, nuove ideologie, sfinimento politico, derive del totalitarismo islamista”. Una diagnosi dolorosa e intransigente ma non priva di speranza perché, pur consapevole della gravità della crisi, il cardinale dimostra che “è possibile evitare l’inferno di un mondo senza Dio, di un mondo senza l’uomo, di un mondo senza speranza”. Proprio per questo è necessario, oggi più che mai, pregare e chiedere al Signore – come i discepoli di Emmaus – di “rimanere con noi” perché “si fa sera e il giorno già volge al declino”.

Nato in Guinea nel 1945, Robert Sarah è stato ordinato sacerdote nel 1969 e nominato vescovo nel 1979 (a 34 anni, fu all’epoca il più giovane vescovo del mondo). Giovanni Paolo II lo convocò in Vaticano nel 2001 dove è stato collaboratore di fiducia di tre papi: oltre che del papa polacco, anche di Benedetto XVI e oggi di Francesco che lo ha posto a capo della Congregazione per la Sacra Liturgia. I suoi libri sono pubblicati in Francia dall’editore Fayard, tradotti in inglese dalla casa editrice statunitense Ignatius Press, in spagnolo da Ediciones Palabra, in tedesco dalla Fe-Medienverlag e in lingua italiana dalle edizioni Cantagalli di Siena.

VIDEO INTERVISTA pubblicato dall’editore francese Fayard

«La mia prima intenzione è quella di manifestare il mio amore filiale alla Chiesa e soprattutto incoraggiare i vescovi, i fedeli e i laici a restare fedeli a questa madre che Gesù ci ha donato, ossia la Chiesa che ci sostiene, non solo fisicamente ma anche sul piano spirituale per crescere nella fede». «Come affrontare oggi la crisi della fede? Come affrontare la crisi della Chiesa, nel suo insegnamento? Come affrontare la crisi sacerdotale con tutte le sue conseguenze nel campo sociale, politico ed economico? Questo libro cerca di affrontare tutte le situazioni attuali che stiamo vivendo […]. Stiamo attraversando una grande crisi antropologica, l’uomo ha l’intenzione audace di volersi creare da solo, senza più dipendere da Dio. Questo ha delle conseguenze morali, ma anche delle conseguenze nella nostra relazione con Dio»

Articolo orginale su Interris.it

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