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Condanna del cardinale Pell: dubbi sulla sua colpevolezza. “Un capro espiatorio falsamente condannato”


Il Cardinale George Pell (77 anni) ormai ex Prefetto della Segreteria per l’Economia, continua a dichiararsi innocente mentre il tribunale di Melbourne lo riconosce colpevole di abusi sessuali su due minori (di 12 e 13 anni). Ma dall’Australia una voce fuori dal coro tuona «Accuse false! Non è un abusatore ma un capro espiatorio!»

Il cardinale Pell, l’uomo più rappresentativo della Chiesa Australiana (fu arcivescovo di Sidney dal 2001 al 2013), è stato per molto tempo bersaglio dei media con diverse accuse dimostratesi col tempo infondate, troppo deboli per arrivare ad una condanna. Lui stesso considera le accuse “infondate” ma ora il tribunale dello stato di Victoria lo ha riconosciuto colpevole di abusi sessuali su minori. Si parla di violenza sessuale su due chierichetti (uno dei quali deceduto nel 2014) avvenuta nel 1996 nella sacrestia della Cattedrale dopo una solenne celebrazione presieduta dallo stesso Pell. Il legale del cardinale ha annunciato il ricorso in appello per cercare di ribaltare la sentenza per dimostrare l’innocenza di Pell.

Il Vaticano ha risposto al verdetto dei giudici australiani con la dovuta cautela. Il direttore della Sala Stampa, Alessandro Gisotti, ha parlato di «una notizia dolorosa che ha scioccato moltissime persone non solo in Australia». «Attendiamo ora – ha aggiunto Gisotti – l’esito del processo d’appello, ricordando che il cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all’ultimo grado».

Nel frattempo dall’Australia si alza con forza una voce a difesa del Cardinale Pell. Si tratta del giornalista australiano Andrew Bolt del Herald Sun che difende a spada tratta il Cardinale mentre accusa la magistratura di averlo “falsamente condannato” nonostante “prove schiaccianti” ne dimostrino l’innocenza.

Secondo Bolt – che dichiara di essere “non cattolico e non cristiano” – contro Pell è stata attivata una macchina di fango, dai media, dalla magistratura e da chi nutre interesse a delegittimare la Chiesa sotto ogni punto di vista. «Quante volte Pell è stato accusato di crimini e di peccati che non ha mai chiaramente commesso. […] Pell è sopravvissuto a così tante accuse false. Ora è caduto per una delle più improbabili tra tutte». Una feroce «campagna mediatica di denigrazione» avrebbe dunque infangato l’onore di un «capro espiatorio» sacrificato sull’altare mediatico. Per Bolt il cardinale è stato «riconosciuto colpevole non sui fatti ma sul pregiudizio».

Anche il padre gesuita Frank Brennan ha pubblicato un articolo sul quotidiano “The Australian”, ritenendo che esistano “ragionevoli dubbi” sulla sentenza di accusa. Nessun testimone, solo testimonianze confuse e «molti dettagli… improbabili se non impossibili». «Le circostanze raccontate sulle modalità degli abusi – dichiara il gesuita – contrastano infatti in diversi aspetti con l’impianto accusatorio». Anche Brennan parla di “capro espiatorio”: «Spero solo che il cardinale Pell non sia la vittima inconsapevole di una nazione ferita in cerca di un capro espiatorio».

Certo è che il clima creatosi attorno al Summit vaticano sugli Abusi – considerato dalla stampa mondiale e dall’opinione pubblica una “Norimberga” della Chiesa Cattolica – non aiuta a ragionare sul problema. Alla volontà di papa Francesco di operare una “pulizia” all’interno della Chiesa Cattolica e di affrontare a viso aperto e con concretezza una grave piaga che affligge la Chiesa, si uniscono le istanze di vendetta e le campagne di odio di forze anticlericali pronte, con la complicità dei media, a creare scandalo, a gettare fango sulla Chiesa e dunque a ricercare di facili bersagli da colpire e affondare in ogni modo.

PERCHÈ NON ACCETTO LA CONDANNA DI PELL

di Andrew Bolt per the Herald Sun (Australia)

Il cardinale George Pell è stato falsamente condannato per aver abusato sessualmente di due adolescenti. Questa è la mia opinione, basata sulle evidenze schiaccianti.

E la mia opinione si basa anche su quante volte Pell è stato accusato di crimini e peccati che non ha chiaramente mai commesso.

Ma alla fine un po’ del carico di fango gettato contro di lui gli è rimasto addosso. A questo si aggiunge che Pell, il cattolico più in vista d’Australia, è stato costretto a pagare per i peccati della sua chiesa e una campagna mediatica di denigrazione.

È un capro espiatorio, non un abusatore di bambini. Secondo me.

Precisazione: ho incontrato Pell forse cinque volte nella mia vita e lo apprezzo. Non sono Cattolico né Cristiano.

Ma ecco perché non posso credere a questo verdetto, che ha chiaramente scioccato i giornalisti quando è stato annunciato per la prima volta (ma soppresso) l’anno scorso, e che Pell sta appellando perché ingiusto.

Ci dicono di credere che Pell a metà degli anni ’90 abbia trovato due ragazzi del coro nella sagrestia della Cattedrale di San Patrizio mentre bevevano il vino dell’altare subito dopo una Messa alla quale Pell aveva officiato.

Ci dicono di credere che Pell abbia costretto un ragazzo a fare sesso orale con lui mentre tratteneva l’altro, e poi abbia molestato entrambi.

Ed ecco perché non credo a questa storia gotica – o non abbastanza da pensare che questa condanna sia ragionevole.

Uno dei ragazzi, ora morto, ha negato di essere stato abusato.

L’altro, la cui identità e testimonianza rimangono segrete, non ne ha parlato per molti anni.

L’abuso sarebbe successo subito dopo la messa, quando è noto che Pell ha l’abitudine di parlare ai fedeli che lasciano la chiesa.

Presumibilmente accadeva nella sagrestia, normalmente un ambiente molto trafficato, dove Pell sapeva che le persone sarebbero certamente potute entrare.

I ragazzi erano presumibilmente scappati via dalla processione dopo la messa per irrompere in sacrestia, ma nessuno degli altri coristi che ha testimoniato ha detto di averli notati mentre lo facevano, né li ha notati ricongiungersi successivamente al coro.

Pell era normalmente seguito dappertutto durante e dopo la messa dal maestro del cerimoniale, monsignor Charles Portelli, che ha testimoniato di aver scortato l’allora Arcivescovo dal momento in cui arrivò alla Cattedrale fino al momento in cui se ne andò. Ha definito l’abuso impossibile.

Non un singolo testimone di quella che era una Cattedrale affollata al momento del presunto abuso ha notato qualsiasi cosa durante i 10 minuti stimati di questo presunto abuso.

Non esiste alcuna storia o esempio di abusi simili da parte di Pell, a differenza dei veri pedofili della chiesa come Gerard Ridsdale, che ha violentato o aggredito almeno 65 bambini. Pell aveva 55 anni al momento del presunto abuso.

Non meraviglia che una prima Giuria non sia riuscita a condannare Pell. Non sono in grado di dire quanto sia stata molto vicina ad assolverlo prima di liquidare la faccenda perché arrivata a un punto morto.

Oltre a ciò, l’uomo che conosco sembra non solo incapace di tali abusi, ma così intelligente e cauto da non poter mettere mai a rischio la sua brillante carriera e il suo buon nome in un assalto così folle in un luogo così pubblico.

Ci saranno molte persone che risponderebbero con rabbia che bisogna sempre credere alle vittime, o almeno credere a questa. Perché qualcuno dovrebbe fare una falsa accusa?

Ma Pell è stato accusato molto spesso di gravi offese da parte di persone che si stavano chiaramente sbagliando. Forse ricordavano male. Forse miravano al tizio sbagliato.

O forse cercavano qualcuno che pagasse per un trauma passato, e hanno scelto l’uomo che i media hanno diffamato da quando è emerso come il difensore più controverso e conservatore della Chiesa in questo Paese.

Queste accuse false o chiaramente inconsistenti includono:

Diverse accuse cadute durante il processo di convalida dopo essere state dimostrate infondate o troppo deboli per poter essere assegnate a qualsiasi giuria.

– Ad esempio, è stato accusato di aver abusato di qualcuno durante una proiezione a Ballarat di Incontri ravvicinati del terzo tipo nel 1978 – sei mesi prima che il film arrivasse effettivamente in città.

– Altre accuse per cui Pell avrebbe infastidito ragazzi in una piscina negli anni ’70 mentre faceva saltare bambini dalle sue spalle. I pubblici ministeri oggi hanno abbandonato il caso – separandolo da quello per cui Pell è stato ora dichiarato colpevole – perché senza speranza di procedere.

– La denuncia di un testimone alla Commissione Reale sugli Abusi sessuali su Minori, il quale avrebbe bussato alla porta del presbiterio di Pell a Ballarat quarant’anni fa per avvertirlo di un prete pedofilo. Pell viveva a miglia di distanza all’epoca, e quasi certamente lavorava nel suo ufficio del college a quell’ora del giorno.

– Un’altra affermazione di un testimone che aveva avvisato Pell circa un prete molestatore a Ballart. Il passaporto di Pell dimostrò che viveva e studiava in Europa quell’anno.

– Un reclamo di David Ridsdale, in seguito molestatore egli stesso, per cui Pell aveva cercato di corromperlo per impedirgli di dire alla polizia che era stato abusato da suo zio, il famigerato sacerdote pedofilo Gerald Ridsdale. L’ABC ha sostenuto questa affermazione, ma il consulente della Commissione Reale ha affermato che le prove non lo dimostravano.

Pell è sopravvissuto a così tante accuse false. Ora è caduto per una delle più improbabili tra tutte. Secondo me, questo è il nostro ‘caso OJ Simpson’, ma al contrario. Un uomo è stato riconosciuto colpevole non sui fatti, ma sul pregiudizio.”

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