Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Sinodo dei giovani, una “sveglia” ai Vescovi: «Basta sermoni su ecologia e migranti. Basta sconti sulla sessualità!»


«Cari Vescovi, non fatevi condizionare da quello che il mondo vorrebbe da voi, ma osate! Ci allontaniamo perché nella Chiesa non troviamo niente di diverso da quello che ci dicono fuori […] Noi giovani ci meritiamo molto di più…»

Sono parole dure, pesanti come macigni, quelle di Sara Manzardo una giovane blogger cattolica di Thiene (Vicenza) che ha avuto il coraggio di scrivere col cuore in mano un appello ai vescovi, ed in particolare a quelli riuniti in questo mese per il Sinodo dei Giovani. Parole, quelle Sara, che «bruciano come sale sulle ferite» proprio come dovrebbero bruciare le parole dei nostri Pastori quando parlano al gregge per guidarlo ed accompagnarlo. Ma troppo spesso le parole dei Vescovi non bruciano e non hanno lo stesso effetto purificante del sale sulla ferita. Quelle dei vescovi sono spesso parole complici, confortanti, dolci, mielose… e Sara – così come molti altri – se n’è accorta. Per questo ha deciso di inviare un messaggio ai Padri Sinodali, quasi per caso, scrivendolo di getto e pubblicandolo sulla pagina Facebook del suo sito Corxiii.org che cura assieme a suo marito e che si occupa di fede, famiglia e vita. Il testo ha subito conquistato il web sorprendendo in primo luogo la stessa Sara che ci ha confessato: «La lettera l’abbiamo pubblicata solo su Facebook per comodità, perché non pensavo che avrebbe creato così tanto scalpore». Invece la lettera ha avuto un grande successo mediatico, non solo girando tramite chat tra i fedeli di tutta Italia, ma venendo anche riproposto su alcuni dei siti più seguiti della blogosfera cattolica come Aleteia o Stilum Curiae (il blog di Marco Tosatti). Uno dei temi più ribaditi nel documento di lavoro del Sinodo (Instrumentum Laboris) è proprio l’ascolto dei giovani, delle loro richieste e delle loro esigenze [Le parole “ascolto” e “ascoltare” compaiono ben 48 volte e di “dialogo” si parla 33 volte. Di contro solo 11 volte si parla di “sacramento/i”]  Un tema – quello dell’ascolto – considerato da papa Francesco come il punto focale dell’assise sinodale affinché la gerarchia possa farsi prossima ai giovani e attenta alle sue esigenze. Si ascolti dunque anche la voce di quei giovani a cui non bastano più le prediche sull’ecologia, sui migranti e sul dialogo, ma che vorrebbero una Chiesa sul cui volto risplenda la luce di Cristo (Lumen Gentium, 1). Papa Francesco ha chiesto recentemente ai giovani di «dare uno scossone al Sinodo» e di «parlare senza vergogna». Bisogna tuttavia constatare che i pochi giovani presenti al Sinodo non sembrano voci rappresentative del mondo giovanile ma piuttosto giovani accuratamente scelti ed “ammaestrati”, che si limitano ad applaudire e ad affermare parole dovute e necessarie ai Padri Sinodali. Così come ha fatto la giovane cilena Silvia Teresa Retamales Morales che qualche giorno fa ha chiesto «Una Chiesa più aperta, multiculturale e meno discriminante (sic!) nei confronti di chi ha orientamenti sessuali diversi (sic!)» Meglio leggere l’appello di Sara:

A Sinodo appena iniziato, cominciano anche le soffiate dei media e, a guardare cosa riportano i giornali, in questo sinodo sui giovani si parlerà soprattutto di migranti, lgbt e naturalmente di sesso prematrimoniale, perché la castità sembra essere il motivo principale per cui i giovani si allontanano dalla Chiesa.

Ma noi giovani ci meritiamo molto di più. Non ci accontentiamo più di sentire omelie piene di politica, di bene comune, di attualità, di ecologia. E soprattutto non ce ne facciamo niente degli sconti sulla castità prematrimoniale: c’è già un mondo intero che ci dà il permesso di vivere in qualsiasi modo la nostra sessualità, noi dalla Chiesa ci aspettiamo dei motivi validi credibili e vincenti per comprendere e scegliere una sessualità diversa, che sa attendere, che sa scegliere, che sa portare frutto. Non ci allontaniamo dalla Chiesa perché ci impedisce di fare sesso prima del matrimonio, figuriamoci se ci interessa qualcosa di quello che pensa il prete. Ci allontaniamo perché nella Chiesa non troviamo niente di diverso da quello che ci dicono fuori, niente di più emozionante, niente per cui valga la pena vivere e morire.
E invece ci ri-avviciniamo alla Chiesa quando qualcuno ci spiega perché ha scelto la castità (e non è mai “perché lo dice la Chiesa”, anzi). Ci riavviciniamo quando qualcuno ci fa aprire gli occhi sulla nostra vita, quando qualcuno ci dice parole che bruciano come il sale sulle ferite, ma che sono parole vive, vere, forti. Ci riavviciniamo quando qualcuno ci dà testimonianza di fede vissuta e vera. Ci riavviciniamo quando qualcuno dimostra di volerci bene e di volere il nostro bene, aiutandoci a crescere come persone da ogni punto di vista, anche mostrandoci la zavorra che ci rende tristi e insoddisfatti. Ci riavviciniamo quando vediamo gente coraggiosa, che fa scelte estreme, che sa quello che vuole, che vive la sessualità come un dono e come una responsabilità. Ci riavviciniamo quando qualcuno ci racconta che fare l’amore è un’esperienza di paradiso, e va fatto bene. Non per possedere, non per fare contento l’altro, non per gioco, non per abitudine. E proprio per questo ha scelto di diventare una sola carne con l’unica persona che davvero ha scelto una volta per sempre, per l’eternità. Perché i giovani lo sanno che l’amore è per sempre, altrimenti non è amore, è qualcosa di simile, una bella amicizia, o un surrogato. Cari vescovi, non fatevi ingannare dai titoli dei giornali. Non fatevi condizionare da quello che il mondo vorrebbe da voi, ma osate. Abbiate il coraggio di essere padri. Abbiate il coraggio di essere guide attente e misericordiose, abbiate il coraggio di dire cose grandi, che ci mettano in discussione, che ci svelino il mistero, che ci parlino di infinito. Abbiate il coraggio di interpellare noi, giovani sposi, giovani fidanzati, giovani preti, giovani consacrati, giovani in ricerca. Abbiate il coraggio e la pazienza di chiederci il perché delle nostre scelte, di chiederci il “per Chi” viviamo e poi, ai giovani che verranno da voi, raccontate che è possibile essere felici, vivere in pienezza, fare grandi scelte, andare controcorrente. Abbiate il coraggio di formare futuri preti e futuri sposi consapevoli di quello che scelgono, innamorati di Cristo e del Vangelo, pronti a dare testimonianza a quei giovani distanti, diffidenti, indecisi. Che non si avvicineranno a una Chiesa in linea con il mondo. Si avvicineranno a una Chiesa bella e santa, che vive ciò in cui crede e che ha il coraggio di mostrarlo.

Sara Manzardo, Corxiii.org

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Un pensiero su “Sinodo dei giovani, una “sveglia” ai Vescovi: «Basta sermoni su ecologia e migranti. Basta sconti sulla sessualità!»

  1. Giuseppe in ha detto:

    Parole sante. I giovani (ma in fondo anche i meno giovani) hanno sete di infinito, di Vita Eterna. La Missione della Chiesa non è quella di “dialogare”, “ascoltare”, “includere”, “solidarizzare” o “accompagnare”… Dirò di più: i giovani – in realtà, nel loro intimo – non vogliono nemmeno “esser ascoltati”. Loro vogliono ASCOLTARE. E la Sposa di Cristo ha un solo compito su questa Terra: ANNUNCIARE CRISTO MORTO e RISORTO, che ti AMA così come sei. “Shemà Israel” “Ascolta Israele!” Quello della Chiesa è un annuncio, una tromba che squilla un messaggio di Eternità in un mondo di tenebre. Questo i giovani lo capiscono subito, “annusano” se c’è un’aria di Vita, di vette di felicità e pienezza, da parte di un testimone (in parole e opere) della Fede. Così come capiscono subito se c’è aria di fritto e rifritto, di una chiesetta che striscia ai piedi del Mondo.
    Lasciamo al mondo le sue catechesi, i suoi pasticci, i suoi compromessi, i suoi annuncini commerciali di vita medio bassa. Il mondo questo mestiere lo sa fare molto meglio… Vescovi, sacerdoti e laici, svegliatevi ! Svegliamoci.

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