Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Il cardinale Vanù e altre amenità. Parla il libraio.


Quando qualche anno fa decisi di aprire questo blog, avevo previsto il rischio di diventare eccessivamente serio. Ricordando che Chesterton aveva escluso la serietà dal catalogo delle virtù mi ero promesso di seguire l’esempio dell’amico Tommaso Moro e dunque di non prendermi troppo sul serio ne considerare con eccessiva gravità questo angolino della blogosfera. D’altronde il santo inglese ci insegna che il buon umore è indizio di santità, per questo in Spagna dicono che «Un santo triste es un triste santo». A questo riguardo papa Francesco cita León Bloy quando ricorda che nella vita «non c’è che una tristezza… quella di non essere santi» (Gaudete et Exsultate, 34).
In questi ultimi tempi questo sconosciuto blog è diventato a mio avviso eccessivamente serio a causa della gravità delle questioni trattate; perciò, per contrastare questa pericolosa deriva, domenica ho deciso di fare una telefonata al mio libraio di fiducia che lavora in una libreria vicino religiosa per immergermi in quella quotidianità che sfida ogni rispettabile regola di ragionevolezza. Mi ha raccontato che la giornata di sabato è stata abbastanza faticosa, non solo perché alla fine della settimana la stanchezza si fa sentire pesantemente, ma anche per la quantità di clienti che hanno affollato il negozio ognuno con le sue richieste, alcune puntuali, altre vaghe e nebulose, altre ancora impossibili e alcune metafisiche. Quello delle memorie del libraio è sempre stato un genere letterario molto fortunato che incuriosisce e intrattiene moltissimi lettori tutto il mondo. Un genere letterario impregnato però di un romanticismo che poco a che vedere con i casi umani in carne ed ossa che ogni giorno si presentano davanti al nostro amico.

È vero che un buon libraio deve essere preparato, colto, pronto a tutto e capace di rispondere con efficacia (e un immancabile sorriso) a ogni sorta di esigenza del cliente. Il problema è quando i clienti si presentano con richieste e desideri più adatti ad essere sottoposti a uno psicologo che a un semplice venditore di libri. Il mio libraio di fiducia dice però che si accontenterebbe di poco, a lui basterebbe che i clienti al momento di richiedere un libro ricordassero il titolo e l’autore per poter identificare facilmente ciò che cercano. Non come quella signora che un giorno venne per cercare un libro con la copertina verde di qui non ricordava ne l’autore ne il titolo! Certo, proprio in quei giorni il libraio discorreva coi colleghi sul criterio di esposizione dei libri, si discuteva se collocare i libri per collana o per argomento, ma nessuno aveva avanzato la proposta di una sistemazione cromatica che catalogasse i libri in base al loro colore…. Forse nel caso della signora alla ricerca del libro verde quella soluzione sarebbe stata utile.

Senza dubbio il mio amico capisce che i cognomi stranieri sono difficili da pronunciare ma inventare delle pronunce personalizzate sicuramente non lo aiuta a soddisfare i clienti. Proprio sabato infatti un cliente chiedeva il libro di certo cardinal Vanù. Per più di un istante il mio libraio ha provato imbarazzo nel dover ammettere di non conoscere un cardinale che rispondesse a quel nome, salvo poi scoprire che si trattava del Cardinale Vanhoye e che non esiste (per ora) al mondo nessun cardinale Vanú. A questo proposito il nostro amico ha anche imparato a difendersi quando i clienti chiedono i libri di Agiadí, che non sarebbe altro che il bravo Hadjadj. Forse un foglio con un appunto scritto faciliterebbe le cose.

Per una maggiore precisione, il mio amico suggerisce anche che – nel caso si tratti di una libreria internazionale – si specifichi la lingua del prodotto richiesto, magari prima di pagare e di farsi preparare il pacchetto regalo. Così sabato un italo-canadese (di quelli con l’accento italoamericano che staresti ad ascoltare per ore immaginando come sarebbe felice la tua vita nella little Italy di Toronto) si è ricordato tardi che una “baibol” poteva comprarla anche in Canada e che il suo ritorno in Italy meritava una edizione nella lingua dei suoi nonni (con qualche ritocco e aggiornamento). Cose che capitano, sarà stata l’emozione del ritorno..

Sabato mattina, poi, il nostro libraio ha dovuto affrontare una delle richieste più bizzarre che gli fosse mai capitata: un giovane e distinto cliente ha richiesto un libro che trattasse di donne e di fiori. Cercando di celare l’imbarazzo, ha accompagnato il cliente nel settore “donna” che casualmente si trova accanto a quello di “poesia” (del tutto assente un settore di botanica). Nulla da fare: il cliente non cercava un libro sulla donna, ne poesie generiche, non Tagore, no Gibran (che spesso parla di fiori e di donne)… il cliente cercava un libro dedicato solo ed esclusivamente a donne e fiori, una sorta di vite parallele di plutarchiana memoria. Sono avvisati gli autori: “donne e fiori per ogni stagione” ha un mercato che attende.

A proposito di donne il libraio mi segnala che proprio sabato è andato a ruba il nuovo libro “Mistero della Donna” (senza fiori) di Jo Croissant (ed. Berica) appena arrivato in libreria e balzato in pochi giorni in cima alla classifica dei libri religiosi più venduti in Italia. Secondo solo a “Opzione Benedetto” (San Paolo) grazie al fatto che in questi giorni l’autore ha girato per l’Italia riempiendo platee a Roma, a Genova e a Milano. Ma grazie anche numerosi attacchi subiti e cattolici liberal nostrani che hanno contribuito a richiamare l’attenzione sul testo del giornalista americano.

A proposito di bestseller, il libraio mi ha spiegato che esistono i “bestseller” e i “longseller”, i libri più venduti del momento e quelli “sempre verdi” che si affermano negli anni. Oggigiorno i bestseller sono casi rarissimi soprattutto nel settore religioso dove si contano sulle dita quei libri fortunati che raggiungono vendite “verticali” importanti. Negli ultimi anni – mi dice il mio amico – c’è stato il libro su Chiara Corbella “Siamo nati e non moriremo mai più” (Porziuncola), così come “Dio o niente” (Cantagalli) del Cardinale Sarah (esiste davvero) o anche i primi due libri di Costanza Miriano pubblicati dalla Sonzogno (un caso editoriale di quelli rarissimi). Nell’ambito religioso tra i longseller ci sono i classici della spiritualità – La Bibbia e Le Confessioni per intenderci – ma anche alcune altre opere meno note come ad esempio “Il Vangelo come mi è stato rivelato” della veggente Valtorta. Dieci volumi belli grossi che Gesù avrebbe dettato alla pia donna. Sabato pomeriggio un sacerdote interessato a questa grande opera, ha chiesto al nostro libraio se lui avesse letto quei volumi. «Non si chiede mai a un libraio se ha letto i libri che vende!» mi ha confidato il mio amico con un tono tra il lamento e lo sconforto. Pensare che il libraio abbia letto tutto ciò che c’è in negozio è una follia; chiederglielo è cattiveria, o per lo meno scortesia. Il lavoro è molto, i libri moltissimi, l’orario di lavoro è lungo e poi, non ci crederete ma… «noi librai abbiamo una vita fuori dalla libreria» ha sbottato il libraio. «Forse si pensa che la nostra preparazione e la nostra dedicazione può misurarsi solo attraverso il numero di libri letti, come se ogni dozzina di libri letti ci procurasse dei punti per scalare nella graduatoria dei librai». «Non dirlo a nessuno – mi dice abbassando la voce – noi librai dobbiamo dire di conoscere ogni testo, ma la verità è molto diversa… per sopravvivere usiamo dei piccoli trucchi del mestiere. Sappiamo valutare un libro attraverso pochi parametri che ci permettono di capire cosa abbiamo tra le mani. L’autore e la casa editrice sono indizi molto utili…».

Dopo una lunga e distesa chiacchierata, il mio libraio di fiducia mi congeda, grato per la telefonata e con un pizzico di soddisfazione per essere sopravvissuto a una giornata come quella di sabato, contento per essere riuscito a soddisfare gran parte dei molti clienti che – ringraziando Dio – hanno affollato il suo negozio. Certo per quel libro di “donne e fiori” non si da pace, continuerà a cercarlo tra gli scaffali e nei cataloghi finché qualcosa non esca fuori…   

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