Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Archivi per il mese di “settembre, 2018”

Appello di Papa Francesco: pregare il rosario tutti i giorni di ottobre per proteggere la Chiesa dal diavolo

Un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi, 29 settembre, un messaggio di Papa Francesco rivolto a tutti i fedeli del mondo. Il Santo Padre ha chiesto di pregare un rosario al giorno durante tutto il mese di ottobre per difendere la chiesa dagli attacchi del demonio. Ecco il testo del comunicato:

«Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi»

La nota della sala stampa spiega inoltre che la richiesta del papa è stata suggerita da padre Fréderic Fornos S.I., direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera (già Apostolato della Preghiera) che ha recentemente incontrato il Pontefice chiedendo di «diffondere in tutto il mondo questo suo appello».

Inoltre Francesco chiede di recitare alla fine del del Rosario l’antica preghiera mariana Sub Tuum Praesidium e la potente Preghiera di San Michele Arcangelo scritta dal Papa San Leone XIII. Quest’ultima preghiera è un’invocazione cara a tutti i cattolici che veniva recitata in ginocchio e ad alta voce al termine della Santa Messa (ancora oggi viene recitata alla fine della celebrazione “Vetus Ordo” o Messa Tradizionale). Questa pratica si conservò fino al Concilio Vaticano II che, con la Riforma Liturgica, “abolì” l’obbligo della recita di questa invocazione, escludendola dal canone della Messa, con decreto del 26 settembre 1964 (Istruzione “Inter oecumenici” n.48, § j: «Le preghiere leoniane sono soppresse…»).

Questa invocazione rimase però annoverata tra le preghiere più amate e più recitate della tradizione cattolica. Scritta da papa Leone XIII dopo una visione mistica avvenuta il 13 ottobre 1884 alla fine della Santa Messa (in cui il papa vide «i demoni che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime») questa preghiera venne inserita nel rito degli esorcisti ed è spesso utilizzata con efficacia nella lotta contro le manifestazioni del demonio. Nel 1994 il papa san Giovanni Paolo II affermò: «Anche se oggi questa preghiera non viene più recitata al termine della celebrazione eucaristica, invito tutti a non dimenticarla, ma a recitarla per ottenere di essere aiutati nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo».

PREGHIERE:

Sub Tuum Paesidium

LATINO:
Sub tuum praesidium confugimus Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias in necessitatibus, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo Gloriosa et Benedicta”.

ITALIANO:
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine Gloriosa e Benedetta.

Preghiera a San Michele (Leone XIII)

LATINO

Sancte Michael Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute, in infernum detrude. Amen.

ITALIANO
San Michele Arcangelo, difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio. Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini. E Tu, Principe della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell’inferno satana e gli spiriti maligni, che si aggirano per il mondo per far perdere le anime. Amen].

Fonti: 

  • Perché non si recita più la preghiera a San Michele Arcangelo? (Aleteia, 15 giugno 2016)
  • Marinelli F., Mikha’el. Chi è come Dio?, Shalom 2011.

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Accordo Cina-Vaticano: adesso parla il Papa

(foto Ansa)

L’accordo firmato tra il Governo cinese il Vaticano sulla nomina dei vescovi ha suscitato un grande dibattito all’interno della Chiesa. Molte le voci che si sono alzate per protestare contro un accordo considerato “suicida” dove è chiaro che a pagare il prezzo più alto sarà la Chiesa Cattolica. Molto duro il commento del Cardinale Zen (vescovo emerito di Hong Kong) che ha aspramente criticato il lavoro della diplomazia Vaticana, a suo dire estremamente accondiscendente nei confronti del governo comunista cinese. In questo giorni ha fermamente criticato l’accordo anche il giornalista americano George Weigel che in un articolo pubblicato sul National Review ha paragonato l’accordo sinovaticano con il concordato stipulato da Pio XI coi nazisti del terzo Reich.

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Accordo Cina-Vaticano: tuona G. Weigel: «Si ripete l’errore commesso coi nazisti!»

George Weigel (CNS photo/Paul Haring) (April 25, 2014) 

Dopo la notizia pubblicata dalla Sala Stampa vaticana che ufficializza l’esistenza di un “Accordo Provvisorio” raggiunto tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi molti sono i commenti negativi che vedono in questo accordo un tradimento dei cristiani cinesi fedeli a Roma e un piegarsi della Chiesa alle richieste del Partito Comunista. Da tempo il cardinale Zen, vescovo emerito di Hong Kong, ha alzato la voce per cercare di scongiurare questo tipo di accordo, da lui ritenuto “suicida” per la Chiesa di Roma. Ora è la volta di George Weigel jr, giornalista di fama internazionale e biografo del papa san Giovanni Paolo II che sul National Review tuona contro un accordo che – a suo dire – consegna i cattolici in mano ai burocrati del partito comunista cinese. Per Weigel, questo accordo (i cui dettagli sono rimasti “segreti”) rappresenta una «chiara violazione dell’attuale legislazione ecclesiastica» (Canone 337 del Codice di Diritto Canonico), è frutto di una cattiva politica estera vaticana riconducibile al card. Casaroli (sulla cui bontà sarebbe proibito dissentire) e rappresenta un tradimento dei fedeli cattolici perseguitati in questo momento dal governo cinese. Oltre a sottolineare la continua ed enorme erosione – subita in questi ultimi anni – dell’autorità morale della Chiesa Cattolica sul piano internazionale, Weigel ricorda che la storia del Reichskonkordat – accordo stipulato da Pio XI e il Terzo Reich, puntualmente disatteso dai nazisti – dovrebbe aver insegnato alla diplomazia vaticana a diffidare dei regimi dittatoriali come quello comunista vigente in Cina. Eppure si sta commettendo lo stesso errore… Ecco la traduzione del testo di George Weigel: Continua a leggere…

Nuova attrazione in Vaticano: le pozzanghere sui sampietrini

C’è una nuova attrazione in Vaticano che in questi giorni sta intrattenendo numerosi turisti che arrivano a Roma per visitare la Tomba di Pietro e la Basilica di Bernini. Non si tratta di una particolare mostra, di un nuovo museo o di altri gioielli artistici ma di semplici “pozzanghere”. Le pozzanghere d’acqua lasciate sui sampietrini di via della Conciliazione dalle piogge di questi giorni sono infatti circondate da turisti e passanti che le accerchiano per scattare la foto del secolo. L’immagine del Cupolone capovolto riflesso sull’acqua circondata da sanpietrini è diventata un cult per gli stranieri che fanno la fila per immortalare una speciale cartolina della Città Eterna. Vedere per credere: passeggiando per la strada (diventata ora una grande isola pedonale) si può osservare gente di ogni età, razza e religione chinata, accasciata, piegata, inginocchiata (non per devozione), davanti all’acqua (non santa) piovana.

Le istantanee sono destinate a conservare il ricordo di un caldo settembre a Roma, ad essere condivise coi propri amici e parenti, a diventare “stati” di whatssap, tweet e “copertine” di facebook, a dissolversi nel mare magno dei social. Troveremo l’immagine su qualche giornale, su qualche rivista e sui libri fotografici di Roma che amano sottolineare punti di vista particolari e curiosi di monumenti fotografati da secoli, da ogni lato e sotto ogni tipo di luce.

Il cardinale Vanù e altre amenità. Parla il libraio.

Quando qualche anno fa decisi di aprire questo blog, avevo previsto il rischio di diventare eccessivamente serio. Ricordando che Chesterton aveva escluso la serietà dal catalogo delle virtù mi ero promesso di seguire l’esempio dell’amico Tommaso Moro e dunque di non prendermi troppo sul serio ne considerare con eccessiva gravità questo angolino della blogosfera. D’altronde il santo inglese ci insegna che il buon umore è indizio di santità, per questo in Spagna dicono che «Un santo triste es un triste santo». A questo riguardo papa Francesco cita León Bloy quando ricorda che nella vita «non c’è che una tristezza… quella di non essere santi» (Gaudete et Exsultate, 34). Continua a leggere…

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