Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Il Diavolo contro il Papa: perché Satana combatte e odia i successori di Pietro


Secondo padre Amorth il diavolo vede nel Sommo Pontefice il suo nemico principale. «Satana attacca sopratutto il Papa. Il suo odio per il Successore di Pietro è feroce». Questa affermazione non è priva di fondamento biblico: si compiono, nei successori di Pietro, le parole che Gesù rivolse all’apostolo durante la sua Ultima Cena:

«Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32).

Satana attacca Pietro per metterlo alla prova e testare la sua fede. Fu proprio a Pietro, scandalizzato dall’annuncio della Passione, che Gesù rivolse quelle terribili parole: «Vade retro me, Satana»! «Va’ dietro a me, Satana, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mc 8,33). In questa battaglia tra Pietro e Satana, Gesù non assicura solo la sua preghiera ma offre la certezza della vittoria finale: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa» (Mt 16,18). Con l’assistenza dello Spirito Santo gli apostoli cacceranno i demoni nel nome di Gesù Cristo; Pietro affronterà inoltre la magia e la superstizione come nell’episodio in cui si trova a redarguire duramente il mago Simone (cfr. At. 8, 9-24). Forte di questa esperienza, nella sua Prima Lettera, Pietro esorta i fedeli a vigilare e a resistere all’insidia del diavolo: «Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede» (1Pt 5, 8-9a).

Se il diavolo si infuria in modo particolare contro Pietro è perché sa che a lui sono state affidate «le chiavi del Regno» assieme al potere straordinario di «sciogliere e legare» (cfr. Mt. 16,19). La promessa fatta a Pietro va al di là della sua missione personale, è un dono fatto alla ekklesia estesa nel tempo e nello spazio. Si tratta della facoltà di perdonare i peccati, una concessione che infligge un durissimo colpo a Satana e che impedisce a «le porte della morte» di prevalere (cfr. Mt. 16,18):

«Veramente la promessa fatta a Pietro è più estesa di quelle fatte ai profeti dell’antica alleanza: contro di essi c’erano solo le forze della carne e del sangue, contro Pietro ci sono le porte degli inferi, le forze distruttive degli abissi. Geremia riceve solamente una promessa personale in vista del suo Ministero profetico; Pietro ottiene una promessa per l’assemblea del nuovo popolo di Dio che si estende a tutti i tempi; una promessa che va oltre il tempo della sua esistenza personale. […] La roccia non sarà sopraffatta, poiché Dio non abbandonerà la sua Ecclesia alle forze della distruzione» (J. Ratzinger, La Chiesa. Una comunità sempre in cammino, San Paolo 2008, pp- 53-54).

Si può dire dunque che i pochi episodi di cui siamo a conoscenza – che riguardano i papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – sono solo alcuni momenti di una millenaria battaglia che satana combatte contro la Chiesa di Gesù Cristo attaccando la persona del suo Vicario. Non è un dettaglio privo di significato che i Pontefici abbiano più volte denunciato apertamente Satana e il suo operato. Come afferma padre Amort: «Chi denuncia Satana deve attendersi una reazione feroce. Lo sanno gli esorcisti. Lo sanno i Pontefici» (L’ultimo esorcista, p. 193). Ogni Pontefice combatte una battaglia personale contro il demonio. Afferma ancora l’esorcista paolino:

«Siamo alla battaglia finale contro il demonio. Leone XIII l’aveva capito bene. Dopo di lui tutti i Papi hanno combattuto la loro personale battaglia contro Satana. Tutti fino a Benedetto XVI, talmente odiato da Satana da essere ritenuto dal demonio “peggio” di Giovanni Paolo II»

Non è un caso che anche papa Francesco, fin dai primi giorni del suo Pontificato abbia più volte parlato del demonio, invitando i fedeli a vigilare e a combattere contro le sue insidie. Francesco ne ha parlato diverse volte, più dei suoi predecessori! L’ultimo intervento in ordine temporale, è stato a Pietrelcina durante il suo viaggio apostolico sulle orme di Padre Pio (un altro santo temutissimo dal demonio durante gli esorcismi): parlando a braccio, Francesco a chiesto ai fedeli «Ma voi credete che il demonio esiste?… Non siete tanto convinti? […] Esiste o non esiste il demonio?».

Nella sua recente Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate, Francesco è tornato a parlare del demonio e della necessità di combatterlo. Nel quinto capitolo della lettera – intitolato Combattimento, vigilanza, discernimento – si parla della vita spirituale come una «una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male»:

La Parola di Dio ci invita esplicitamente a «resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6,11) e a fermare «tutte le frecce infuocate del maligno» (Ef 6,6). Non sono parole poetiche, perché anche il nostro cammino verso la santità è una lotta costante. Chi non voglia riconoscerlo si vedrà esposto al fallimento o alla mediocrità. (GE 162)

Articolo originale pubblicato su Aleteia

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