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"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

Anthony Freeman: l’autopsia sul seminarista conferma la morte per cause naturali


“Una morte sospetta”, “avvolta nel mistero”: così i giornali (per lo meno quelli italiani, dove ho letto la notizia) hanno annunciato la morte del seminarista americano Anthony Freeman (29 anni) avvenuta a Roma la notte tra l’1 e il 2 aprile nel collegio dei Legionari di Cristo.

A me è sembrata invece una storia straordinaria, della quale valeva la pena di parlare. Mi è sembrata una di quelle storie in cui Dio decide di entrare di sorpresa per sconvolgere i piani umani, anche quelli buoni, per trarre dal bene… ancora più bene. Per questo ne ho parlato su questo blog (dove, per motivi di tempo, scrivo un decimo delle cose che vorrei scrivere, ma questa storia l’ho voluta raccontare anche a costo di dormire qualche ora di meno per una notte, e non sono tante in generale). Nel parlarne ho subito detto che «Dio lo ha chiamato a sé», sfidando in qualche modo le ipotesi e le illazioni lanciate dalla stampa laica.

Illazioni sulla stampa italiana

Si è subito parlato infatti di “Giallo in Vaticano”, di “Mistero nel convento”, di un cadavere che presentava uno stato di decomposizione «incompatibile con la ricostruzione dei testimoni». Tutti i giornali puntavano su un delitto perfetto che sarebbe stato smascherato dall’autopsia e dalle indagini in corso. Così i giornali gettavano immediatamente una fitta ombra di sospetto sulla vicenda, sui superiori e sui compagni di Anthony. «Non è escluso che la morte possa essere avvenuta prima e che il corpo di Freeman sia stato poi riposto nel letto solo in un secondo momento». Ipotesi forse legittime ma che rivelano un’atteggiamento di sospetto e una particolare sete di scoop ricco di gustosi ingredienti da sfruttare e rimescolare.

Forse si sperava che questa vicenda rivelasse un nuovo scandalo che mettesse in luce malefatte, violazioni e oscure trame segrete all’interno della congregazione dei Legionari di Cristo? Una nuova bomba in Vaticano dove papa Francesco – il solo contro tutti – cerca di ripulire il male insito nelle strutture e nelle persone della Chiesa? D’altronde com’è possibile che un ragazzo giovane, sano e atletico come Anthony muoia inaspettatamente sul suo letto, «senza evidenze di violenza, medicinali o droghe»? I giornali possono solo puntare il dito e sospettare, insinuare dubbi, nella speranza di tirare fuori il noir dell’anno (“delitto in Vaticano” suona sempre bene, no?)

Fortunatamente l’autopsia disposta sul corpo del giovane americano ha messo fine ad ogni sospetto e illazione: Anthony Freeman è morto nel sonno per cause naturali come specifica il comunicato stampa pubblicato in questi giorni dalla congregazione Regnum Christi (un comunicato reso necessario proprio dai sostetti diffusi dalla stampa):

La causa del decesso, risultata dalla scheda Istat sulle cause di morte, comunicata alla congregazione oggi venerdì 6 aprile, risulta essere cardiomiopatia dilatativa.

Il sito dell’Humanitas Research Hospital recita: «La cardiomiopatia dilatativa è una malattia che colpisce il muscolo cardiaco e che compromette la capacità del cuore di pompare efficientemente il sangue verso il resto dell’organismo».

Il comunicato dei Legionari, a scanso di fraintendimenti e di surreali ipotesi, spiega nel dettaglio cosa è successo lunedì 2 aprile e come il corpo senza vita di Anthony sia stato trovato nel suo letto solo alle 16,30 da alcuni compagni insospettiti dalla sua assenza e irreperibilità.

Celebrazione funebre per Anthony Freeman

Nessuna “morte sospetta” dunque, nessun omicidio, nessuno spostamento di cadavere. Nessuno scandalo. Solo un evento di fronte al quale possiamo riflettere e che possiamo attribuire al “fato”, al “destino”, oppure alla volontà di Dio, che è Signore della vita e della morte. Per noi, come per gli amici di Anthony, è stato così: Dio ha scelto e ha chiamato a sé quel ragazzo speciale, dopo una Pasqua molto speciale, in un giorno speciale (la notte del “lunedì dell’angelo”). E anche se era molto il bene che questo giovane avrebbe potuto fare in vita, molto di più è quello che potrà fare ora, col suo luminoso esempio e con la sua intercessione.

La sua morte ci rattrista molto; desideriamo approfittare di questa opportunità per rendere grazie a Dio per il dono della sua vita fra di noi e chiediamo che gli conceda il riposo eterno e che consoli i suoi familiari e amici con la speranza della resurrezione (Comunicato sulla morte di fr. Anthony Freeman)

Il funerale è stato celebrato il 10 aprile alla presenza di 110 sacerdoti Legionari di Cristo. Nell’omelia padre David Abad, L.C. ha affermato «Il giorno di Pasqua il Signore è venuto a visitarci nella nostra casa non solo per seminare, come fa ogni giorno, ma anche per raccogliere il frutto maturo». Ha poi aggiunto «Noi pensavamo che la missione di Fr. Anthony stesse per iniziare con l’ordinazione sacerdotale che avrebbe ricevuto fra due mesi e non sapevamo che la sua missione, invece, era mostrarci come è facile raggiungere la santità in un centro di formazione». «Grazie fr. Anthony, ha concluso, per aver alimentato in ognuno di noi il desiderio di santità».

La storia di Anthony mi ha riportato alla memoria quella del mio caro amico James Arosemena (panamense) ma anche quella di Pablo Dominguez (spagnolo). Entrambi sacerdoti, entrambi giovani, entrambi “promettenti”. Ad ambedue il Signore li ha chiamati – secondo i nostri criteri umani – anzitempo. Lasciando un vuoto che umanamente è inspiegabile e incolmabile. Dio aveva per loro un altro piano, quello di vivere intensamente il loro sacerdozio, spendendosi per gli altri e facendolo senza lamentele e senza riserve, per poi lasciare una testimonianza viva tra chi li ha conosciuti. Una testimonianza per i familiari, per la comunità e – in modo molto particolare – per i loro compagni di sacerdozio forse stanchi, forse scoraggiati, forse invece sostenuti da una certezza: che la santità – con l’aiuto di Dio – è possibile e raggiungibile per tutti, come ce lo ha ribadito ancora una volta il Santo Padre con la pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate che i nostri amici Anthony, James e Pablo avrebbero sicuramente apprezzato moltissimo.

***

Fr. Anthony Freeman, L.C., è nato a Houma, Louisiana, Stati Uniti. E’ entrato nel Noviziato della Legione di Cristo a Cheshire nel 2005. Ha fatto gli studi umanistici in Spagna e ottenuto la licenza in filosofía con specializzazione in antropologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, dove, dal 2015, studiava per il baccaloreato in teologia. Frequentava il terzo anno di teologia e la sua ordinazione diaconale si sarebbe dovuta tenere il prossimo 7 luglio a Houston. Ha scritto un libro One Step Closer: 40 Doses of Motivation, Hacks, and Experiences to Share with Millennial Catholics. Recentemente Rome Reports ha pubblicato un servizio nel quale viene intervistato fr. Anthony sul contenuto del suo libro. Fr. Anthony aveva un canale YouTube nel quale condivideva periodicamente le riflessioni personali sulla sulla sua vita e sulla fede; una profilo Instagram seguito da più di 8.000 follower, una pagina Facebook di Catholic Life Coach; e un sito web nel quale condivideva riflessioni spirituali e esperienze personali. E’ disponibile una galleria fotografica di fr. Anthony Freeman, L.C., a questo link.

Fonti:

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