Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Proibito pregare a scuola? Ora però spiegatelo ai bambini (e anche a noi)


In Siria le statue vengono distrutte e i cristiani decapitati. In Cina le croci vengono rimosse, le immagini di Gesù vietate e i cristiani privati dei “sussidi” statali. In Italia le statue, le croci, le preghiere e le canzoni religiose vengono vietate e i cristiani zittiti.

In Siria opera l’Isis lo fa per odio religioso contro gli infedeli. In Cina domina il Partito Comunista ed è l’ideologia marxista che permette un solo culto e annulla le libertà. In Italia si adopera il laicismo spinto dal “politicamente corretto” assieme al mantra dell’integrazione.

E’ ormai cosa risaputa che i cristiani non se la passano bene, e non se la passeranno bene nei prossimi anni in nessuna parte del mondo. Le statistiche parlano chiaro: si tratta del gruppo religioso più perseguitato al mondo. Chi pensava che in Italia i cristiani vivessero in una botte di ferro per cultura, per tradizione o per la presenza del Vaticano a Roma, si sbagliava di grosso.

Basti vedere cosa è accaduto a Palermo dove il direttore di una scuola elementare ha firmato una circolare che vieta le preghiere, le immagini e le canzoni religiose all’interno della scuola. Il signor preside, in una furia iconosclata, ha fatto rimuovere anche la statua della Madonna così come le foto di papa Francesco e di Giovanni Paolo II presenti nelle classi, negli uffici o nei corridoi.

La denuncia è partita qualche giorno fa da parte di alcuni genitori (musulmani e atei, si dice) indignati e infastiditi dalla presenza di immagini religiose nelle classi e dall’usanza di qualche maestra di far pregare i bambini prima delle lezioni o della merenda. La denuncia ha colpito nel segno e il direttore scolastico – che aveva promesso di indagare sui fatti – dopo aver accuratamente indagato ha proibito ogni immagine sacra e preghiera all’interno della scuola. Anche durante l’ora di religione cattolica.

Sarà necessario ora spiegare ai bambini le motivazioni di questa bizzarra decisione. Innanzitutto bisognerà spiegare ai bambini un concetto alquanto scomodo: ossia che nell’Italia del 2018 (è divertente la serietà con la quale si usa indicare l’anno in cui viviamo per sottolineare l’arretratezza di una pratica o usanza) la scuola può vietare loro di pregare, di salutare immagini di Gesù e di cantare determinate canzoni in nome della laicità.

Poi bisognerà spiegar loro come il concetto di laicità venga erroneamente confuso con una ideologia laicista di stampo nichilista che mira a distruggere ogni tipo di ordinamento morale non incentrato sulla libertà e sui diritti individuali e a relegare la religione nell’ambito strettamente privato privandola di ogni rilevanza nella sfera pubblica, negando di fatto due millenni di storia del paese e del continente (le tanto chiacchierate “radici cristiane” che a qualcuno solo sentirle nominare fa venire il ribrezzo).

Ai bimbi dovranno anche spiegare come (nel duemila e diciotto) si possano mettere in relazione il culto della libertà personale (l’autodeterminazione del singolo è un linguaggio ancora troppo alto per le elementari), la libertà di culto e il divieto di pregare assieme ai propri compagni prima di affrontare la giornata.

Ovviamente sarebbe imbarazzante eludere l’eventuale domanda sul perché in alcune scuole italiane ci si impegni per integrare i numerosi stranieri di religione musulmana vietando le rappresentazioni del presepe (religiosamente scorrette) oppure promuovendo “menù etnici” che rispettino le diete religiose imposte dagli imam, mentre la minoranza cristiana nelle nostre scuole (perché siamo una minoranza) dovrà arrivare nascondere eventuali rosari e immaginette di Padre Pio per non rischiare richiami disciplinari, denunce alla direzione o note sul diario.

Allo stesso modo i bimbi hanno diritto di sapere per quale motivo nella loro scuola è proibito pregare mentre in molte scuole si è spesso obbligati (anche se papà e mamma non vorrebbero) a seguire corsi di “aggiornamento” organizzati da associazioni esterne che, per combattere il cosiddetto “bullismo”, insegnano che esistono diversi generi di persona (oltre il maschio e la femmina) e che ci si può sposare maschi-con-maschi e femmine-con-femmine per formare nuovi tipi di famiglia. E ancora spiegare perché questa “nuova religione” è così importante che in alcune scuole hanno vietato addirittura la festa del papà per non turbare chi crede che la famiglia non è più quella che abbiamo sempre creduto che fosse?

Sarebbe poi onesto spiegare agli studenti perché mentre la loro scuola soffre gravi problemi infrastrutturali (ad esempio, dicono che il primo giorno di scuola sia crollato il controsoffitto del corridoio sfiorando la tragedia) alcuni genitori si interessino e si impegnino solamente di rimuovere dei santini e un paio di statue in fondo al corridoio (forse per una pia sollecitudine di salvarle dai crolli che potrebbero danneggiarle?).

Inoltre – i bambini si sa, sono molto curiosi e vogliono sapere troppe cose – bisognerà spiegare perché le preghiere a Gesù e le statue di Maria (nel duemila diciotto) diano così tanto fastidio a dei “grandi” che a scuola non entrano quasi mai tanto da spingerli a scriverlo su un giornale perché lo scandalo sia noto a tutto il paese. Questo sarà forse il punto più difficile da spiegare ai bimbi.

Ad ogni modo, ora che il Natale è vicino e che le canzoncine natalizie dovranno superare la censura del dirigente scolastico, bisognerà che i maestri e le maestre trovino il modo migliore per spiegare perché si celebra questa festa in Italia e in tutto il mondo e come mai i bambini (e gli stessi maestri) avranno diversi giorni di vacanza per stare in famiglia. Magari potrebbero raccontare che l’origine del Natale è legata alla nascita di una renna dal naso rosso, o al compleanno di un anziano signore del nord Europa chiamato Babbo Natale (magari sposato con Babbo Pasqua) o a un inverno esageratamente freddo e nevoso avvenuto circa duemila e diciotto anni fa.

Buon lavoro cari maestri e maestre. Poi, se vi avanza del tempo, spiegate queste cose anche a noi, che vorremmo capirle.

LE PROTESTE DEI GENITORI:
https://www.youtube.com/watch?v=zXqiDBaTN54

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