Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" •

In missione “due a due” in Sudafrica: portando il Vangelo ai ricchi e ai poveri


I missionari del Cammino assieme a mons. Stephen Brislin arcivescovo di Cape Town.

72 membri del Cammino Neocatecumenale del Sudafrica sono partiti in missione. Viaggiano in tutta l’Africa australe per annunciare la Buona notizia del Vangelo. Come gli Apostoli, vanno a piedi, due a due, senza soldi, cibo e un posto dove dormire.

***

Dal 11 al 21 agosto, per rispondere alla chiamata di Papa Francesco, 72 uomini e donne delle comunità neocatecumenali del Sudafrica sono stati inviati in una missione due o due, con nient’altro che una Bibbia nelle loro mani, per annunciare la Buona Notizia in tutto il Sudafrica, Swaziland, Botswana e Lesotho.

La missione risponde al comando di Gesù Cristo, documentato nel decimo capitolo del Vangelo di Matteo: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino» (Mt 10,7) e ancora «Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone…» (Mt 10,9).

Mappa della zona di missione.

Il gruppo è stato solennemente inviato dal presidente della Conferenza Episcopale Sudafricana Mons. Stephen Brislin durante una celebrazione a Città del Capo, incoraggiandoli con le seguenti parole:

Attraverso il nostro Battesimo condividiamo, come gli apostoli, nel ministero di Gesù Cristo l’annuncio del Regno di Dio… L’evangelizzazione nel tempo moderno non è solo portare Cristo a coloro che non hanno sentito parlare di Lui, ma anche a persone per cui Cristo non è più pertinente, per riaccendere la propria fede. Dobbiamo dire che qualsiasi cosa abbiano fatto nella vita, Cristo ci offre sempre il Suo perdono, la sua salvezza».

L’arcivescovo Slattery di Pretoria ha inviato un messaggio: «Andate con Gesù. Andate alle città e ai villaggi, ai ricchi e ai poveri. Condividete la vostra grande fede con tutti. Voi mi ricordate la Galilea, mi ricordate Assisi. La vostra fede accenda i cuori di molti». Anche il Nunzio Apostolico del Sudafrica, l’arcivescovo Peter Wells ha inviato un saluto, promettendo la sua vicinanza nella preghiera.

Questa stessa missione è attualmente in corso in tutte le parti del mondo, come annunciato l’anno scorso durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, quando – il giorno dopo l’incontro con papa Francesco – più di 150.000 giovani del Cammino Neocatecumenale si sono riuniti per un incontro vocazionale con l’iniziatore Kiko Argüello. In quella occasione Kiko, visibilmente commosso dalla recente morte di Carmen Hernandez la persona con cui ha iniziato il Cammino nel 1965, ha affermato: «Carmen ci ha ispirato dal cielo, una grande cosa: la prossima estate migliaia di giovani, seminaristi, i sacerdoti e le famiglie continueranno a compiere la missione, due a due, annunciando il Vangelo in tutto il mondo!».

Il Cammino è nato quando Kiko Argüello e Carmen Hernández hanno lasciato tutto per andare e vivere tra i poveri nelle baraccopoli di Madrid. Periodicamente, tutti i catechisti itineranti sono invitati a rinnovare questa esperienza, andando”due a due”, annunciando il Vangelo senza denaro o un posto dove dormire o mangiare.

Quest’anno, dopo la morte di Carmen e ispirata da lei, la missione si è tenuta per la prima volta in tutte le parti del mondo, aperta a tutti, con la benedizione del Santo Padre Francesco.

«Questa missione non è solo per le persone consacrate», ha affermato Dino Furgione, responsabile del Cammino Neocatecumenale in Sudafrica. «Ci sono persone sposate, single, giovani e anziani, sacerdoti e seminaristi. Questo è lo spirito del Concilio Vaticano II, il corpo della Chiesa come una vera presenza di Cristo. Abbiamo sperimentato il fatto che Cristo ci accompagna. E alla domanda che rivolge ai suoi discepoli nel Vangelo di Luca: “Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?” (Lc 22,35) possiamo testimoniare che non ci è mancato nulla! Alcuni hanno effettivamente sofferto di alcune privazioni, ma abbiamo tutti sperimentato la “perfetta Letizia” di San Francesco, che usava inviare i suoi frati due a due».

Vista della città di Cape Town

Ritornati tutti i missionari sani e salvi a Cape Town per condividere le proprie esperienze, ognuno aveva la luce del Cristo risorto nei loro occhi. Durante il ritiro finale, dopo aver ascoltato alcune delle esperienze di coloro che sono stati in missione, l’arcivescovo mons. Brislin ha detto: «Voi ci avete presentato come avete profondamente conosciuto Cristo, come avete portato Cristo alla gente, vera luce nell’oscurità, grazie!»

Il catechista Furgione ha affermato: «Lungo la strada abbiamo certamente parlato con molte persone di diversi ambiti e culture… ma che soffrono, cercando risposte alle domande esistenziali che la vita presenta loro. Sono come pecore senza pastore. Vediamo in questo la necessità di evangelizzare, continuare a uscire annunciando Gesù Cristo… è vero che oggi, tutto il mondo è divenuto una terra di missione».

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