Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

“Salvate il pianeta, non fate figli!” La Repubblica: i figli (che respirano) inquinano troppo!


Fare meno figli per “salvare la terra”! E’ questo il consiglio che oggi il giornale italiano La Repubblica ci offre in prima pagina per ottenere la medaglia di buoni cittadini del mondo, ecologici ed eco-sostenibili. Con l’occasione di rilanciare i risultati di uno studio svedese, il giornale nazionale ci invita a smettere di riprodurci e a “diventare vegetariani”. Ecco in sintesi cosa ci insegna La Repubblica:

Quattro le azioni fondamentali per aiutare il pianeta: avere meno figli, viaggiare meno (in aereo) e rinunciare all’auto e alla carne, adottando uno stile vegetariano. Lo suggerisce una ricerca della della Lund University, pubblicata su Environmental Research Letters, basata sul calcolo delle emissioni di C02. Sono 58.6 le tonnellate di anidride carbonica l’anno risparmiate con un figlio in meno, secondo i ricercatori. Il calcolo è stato effettuato confrontando il risultato di una serie di comportamenti virtuosi che possiamo intraprendere ogni giorni per limitare l’impatto sull’ambiente delle nostre azioni. A cominciare dalla mobilità, per finire con la dieta.

Eppure si tratta dello stesso giornale che pochi mesi fa – per l’esattezza il 6 marzo 2017 – ci offriva i dati ISTAT sulla desolante situazione demografica del nostro paese:

Quest’anno ci siamo persi 86mila italiani. Secondo i dati Istat pubblicati stamattina sulle “stime 2016 degli indicatori demografici”, i residenti in Italia al primo gennaio 2017 erano 60 milioni e 579mila, 86mila in meno rispetto al primo gennaio del 2016 (-0,14 per cento). Il guaio è che continua il calo delle nascite: nel corso del 2016 è stato battuto il record negativo che risaliva all’anno precedente, il 2015, quando le nuove vite erano state 486mila; siamo scesi a 474mila.

In Italia il calo delle nascite dal 2015 al 2016 è pari al 2,4%. Con 1,34 figli per donna, il nostro paese continua, anno dopo anno, a scivolare nel vortice della denatalità. Una spirale che destina gli italiani a sparire definitivamente dal panorama mondiale. Secondo i dati raccolti da Actualitix World Atlas (aggiornato al 2013) il ranking dell’Italia a livello globale è (dal dato più alto al più basso) 187 / 190 (fonte). In tutto il mondo fanno peggio del nostro paese soltanto il Portogallo e il Giappone.

Secondo i dati ISTAT, inoltre, i pochi figli che nascono arrivano dalle donne che hanno superato i 30 anni di età (la media è di 31,7 anni); questo a dimostrazione della sempre minore disponibilità alla procreazione delle giovani italiane («i tassi di fecondità si riducono in tutte le classi di età della madre sotto i 30 anni mentre aumentano in quelle superiori» La Repubblica 06/03/2017).

Su larga scala le statistiche europee e italiane mostrano un crollo vertiginoso. Ma basta rileggere il trend degli ultimi tre anni per capire che il declino è costante e radicale (dati ufficiali ISTAT):

Dati ISTAT 2013-2016

Sono segnali allarmanti che dovrebbero togliere il sonno alle nostre classi politiche o – quantomeno – a chi dice di aver a cuore il futuro del nostro paese. Sembra invece che – di fronte a un paese in caduta libera verso l’invecchiamento e verso tutti i problemi economici e sociali che ne derivano – sembra che l’unica soluzione che i nostri politici abbiano trovato sia quella di “sostituire” la popolazione italiana con l’accoglienza e l’integrazione di nuovi italiani provenienti dal continente africano. La propaganda a favore della riforma della legge di cittadinanza (Ius soli) sostenuta da parte del mainstream progressista culturale e politico (vedi alla voce Partito Democratico & friends) chiude il cerchio per una soluzione che appare una “toppa peggiore del buco”.

Dati 2013 sempre meno italiani. L’Italia cresce grazie al boom di immigrati.

Le culle sono vuote. Le donne italiane pensano ad altro. E su questo si potrebbe aprire un lungo discorso sulle cause che hanno provocato e stanno ancora provocando questo disastro sociale. “Mettere su famiglia” non è più una priorità per i giovani italiani (per motivi economici ma – ahimè – soprattutto per motivi sostanzialmente “spirituali”) e quando lo fanno si contentano in ogni caso di un erede, concedendogli – eroi dei nostri tempi – eventualmente la grazia di un compagno di giochi.

La situazione è drammatica ma si va avanti promuovendo leggi su eutanasia (morte), aborto (morte) e unioni omosessuali (unioni infeconde per loro stessa natura).

La situazione è ben approfondita nel drammatico libro-inchiesta di Giulio Meotti, giornalista de Il Foglio, La fine dell’Europa (Cantagalli 2016). Il libro (impreziosito dalla prefazione di Roger Scruton) approfondisce numeri alla mano quella che viene definita la “spirale di denatalità”,  “l’inverno demografico”, “l’agonia dell’Occidente”, “la peste bianca” che minaccia il nostro continente mentre noi, allegramente oziamo e ci godiamo il nostro attimo nei caffé e nei bistrot.

Ora però il nostro giornale, testo sacro del laicismo per bene e termometro degli umori e dei diktat del mainstream, ci chiede in onore di santa Madre Terra un ultimo sforzo per salvare il nostro pianeta e promulga i dieci comandamenti + 1 che ci aiuteranno a vivere meglio su questo mondo (in questo ordine li presenta con l’aiuto di una galleria fotografica):

  1. Sostituire le lampadine con quelle a basso consumo
  2. Riciclare
  3. Lavare a secco i vestiti
  4. Lavare i panni con acqua calda
  5. Sostituire l’auto con una vettura elettrica
  6. Passare a una dieta vegetariana
  7. Abbandonare l’auto elettrica (quella presa al pt 5, n.d.r.) per andare a piedi
  8. Sfruttare le energie rinnovabili
  9. Rinunciare a un volo intercontinentale
  10. Rinunciare all’auto (di nuovo! n.r.d.)

Ma c’è un comandamento più grande di tutti questi, forse l’undicesimo o forse il primo: quello di evitare di fare figli che possano toglierci l’ossigeno ed espirare anidride carbonica da tutti i pori! Per carità, evitiamo tale scempio contro la Madre Terra! Sembra dunque che l’ecologismo e i cuccioli d’uomo non vadano affatto d’accordo. Toccherà dunque decidere se preservare il nostro habitat naturale o se distruggerlo mettendo al mondo questi terribili esserini assetati di aria, produttori di CO2 e – dunque – nemici dichiarati del nostro ambiente!

Ma tutto ciò è niente in confronto alla prima azione che potremmo fare per aiutare l’ambiente secondo i ricercatori: scegliere di non avere figli o di averne meno produrrebbe il 58,6% di tonnellate in meno di CO2. La cifra è stata calcolata in base alle possibili emissioni emissioni del bambino, a sua volta poi possibile futuro genitore, dividendo poi il totale per la durata di vita prevista della madre. Ad ogni genitore è stato attribuito il 50% delle emissioni del figlio, il 25% delle emissioni dei nipoti e via diminuendo man mano che si diluisce il grado di parentela.

Per Chris Goodall, autore di saggi sulla vita a “basso tenore di carbonio”, la ricerca “ci ricorda bene quel che conta nella lotta al surriscaldamento. La riduzione della popolazione probabilmente ridurrà le emissioni di carbonio. Ognuno dovrà fare le sue scelte. “Io non ho figli – conclude la ricercatrice Kimberly Nicholas – ma quella di averli o meno è una scelta a cui sto riflettendo e che discuto con il mio compagno. Nella nostra decisione di formare o meno una famiglia, il cambiamento climatico è certamente un fattore che prenderemo in considerazione, anche se non sarà l’unico”.

A sentir dire che prima di fare figli bisogna tenere in considerazione il “cambiamento climatico” viene da ridere. A pensare che si è in attesa del terzo figlio (con mia moglie ancora al di sotto dell’età media delle mamme italiane al primo – e spesso unico – figlio)  viene da pensare che potrei venire accusato come responsabile di emissione di tonnellate di CO2. Prego Dio che non me ne tenga conto.

Certo è che vedere il giornale più diffuso e influente del nostro paese diffondere una grossolana fakenews di tale portata in prima pagina, mentre l’Italia versa in una situazione estremamente drammatica dal punto di vista demografico, viene da domandarsi se sono scemi loro o se ci fanno fessi a noi.

La ricerca svedese: «Avere figli è più dannoso per l’ambiente rispetto alla guida di un’auto»

Tenete in conto però, che italiani – tanto meno quelli che leggono La Repubblica – non hanno certo bisogno degli studi svedesi per venir scoraggiati dal fare figli. Basta la vulgata della mancanza di soldi e lavoro, basta l’incapacità di “prendere in mano la propria vita” per farne un “capolavoro”, basta l’aver eliminato Dio dalla nostra quotidianità, basta il fango gettato sul Magistero della Chiesa Cattolica in materia di morale sessuale (anche dall’interno della Chiesa e delle parrocchie da preti ed “esperti”), basta il primato dei soldi e del lavoro sulla famiglia, basta il propagarsi di cultura (o religione) del benessere (nostro) che diventa cultura di morte (per gli altri)… Basta tutto ciò perché si smetta del tutto di “aprirsi alla vita”. Detto per inciso, con milioni di aborti possiamo dire che l’Italia sta facendo la sua parte per preservare il pianeta.

Per questo forse, ma forse, non c’era bisogno di scomodare la Madre Terra.

ps. Nel frattempo i giudici inglesi decidono sulla vita del piccolo Charlie Gard. Se decideranno di staccargli il respiratore perché muoia asfissiato e drogato dagli antidolorifici, la Terra potrà respirare un po’ meglio risparmiando quel pò di anidride carbonica che Charlie avrebbe emesso se avesse raggiunto una sufficiente autonomia respiratoria. Sarebbe meglio provvedere subito prima che possa respirare da solo.

Miguel Cuartero Samperi

Per approfondire: 

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Un pensiero su ““Salvate il pianeta, non fate figli!” La Repubblica: i figli (che respirano) inquinano troppo!

  1. Giuseppe in ha detto:

    questi esimi ricercatori, potrebbero dare il buon esempio… che si buttino evangelicamente da un ponte con una bella pietra al collo…. l’emissione di imbecillità inquinante porterebbe a un drastico e benefico abbassamento percentuale per il pianeta..

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