Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Siria: i vescovi stanno con Assad: “Lasciatelo governare!”


Mentre la comunità internazionale mira a destituire Assad, i vescovi siriani difendono il presidente e benedicono la Russia per la protezione contro l’estremismo islamico

L’attacco degli Stati Uniti contro il governo siriano ha sorpreso il mondo intero. Trump da tempo aveva proclamato il suo sostegno al presidente Bashar al-Assad contro i ribelli (assieme alla Russia e all’Iran), invertendo la rotta rispetto all’amministrazione Obama-Clinton che miravano invece alla destituzione del presidente in carica dal 2000. Ma dopo la strage di Idlib, citta in mano ai ribelli che ha subito un attacco chimico, Trump ha radicalmente cambiato strategia bombardando, la notte del 7 aprile, la base aerea siriana di Shayrat.

Il presidente americano ha giustificato la sua azione militare come rappresaglia per l’utilizzo di armi chimiche a Idlib dove il gas sarin (o forse cloro) ha provocato la morte di molti civili, tra i quali più di 70 bambini: «Quello che ho visto martedì ha avuto un grande impatto su di me e ha cambiato il mio atteggiamento verso la Siria e Assad – ha affermato Trump – …Siamo ben oltre la linea rossa».

LA COMUNITA’ INTERNAZIONALE CONTRO ASSAD.

La comunità internazionale ha subito puntato il dito contro Assad indicandolo come il responsabile dell’uso di armi non convenzionali, un gesto che viola gli accordi internazionali di Ginevra sanciti nel 2013 sullo smaltimento delle armi chimiche. Il governo siriano ha negato di essere ancora in possesso di armi chimiche e in realtà non ci sono prove che certifichino la paternità di questa strage. La versione siriana è che i gas nocivi si fossero sprigionati dai bunker dei ribelli dopo i bombardamenti di Assad, una versione che non ha convinto l’amministrazione di Trump.

Eppure già nel 2013 era stata lanciata la stessa accusa contro l’esercito di Damasco: quella di aver utilizzato sostanze chimiche contro ribelli e civili nella città di Ghuta. Un’accusa rivelatasi però fantasiosa e poi smentita da fonti autorevoli.

Dalla parte dei ribelli islamici – tra loro molti islamisti che mirano all’instaurazione della Sharia nel paese – ci sono la Germania, la Francia, la Gran Bretagna, la Nato e Israele assieme agli Emirati Arabi, al Qatar e alla Turchia. Questi hanno approfittato dell’accaduto per convincere l’opinione pubblica della loro narrazione: il rovesciamento di Assad è urgente ora più che mai, essendosi dimostrato uno spietato criminale oltre che un feroce dittatore. I nostri media hanno sposato in toto la versione dei fatti raccontata dalla Turchia implorando il definitivo rovesciamento del regime siriano in favore dei ribelli.

Ecco perché tutti coloro che fino a ieri insultavano giornalmente Trumpafflitti da un’insana trumpfobia – ora lo lodano e lo ringraziano per i suoi missili. Mentre ieri tutti temevano che il presidente americano – insensato e goffo guerrafondaio – potesse incendiare il mondo con la sua violenza e il suo odio razzista scatenando inutili conflitti armati, oggi tutti giustificano la sua azione militare come “giusta” e “necessaria”. Un’azione che, a dire il vero, non può definirsi leale e giusta perché improvvisata, affrettata e dettata dalla pressione mediatica che ha mostrato le immagini di una strage e scritto in didascalia il nome di un responsabile senza concedere il beneficio di una prova. Ma soprattutto un’azione – quella di Trump – che si colloca fuori dal diritto internazionale colpendo uno stato sovrano sul proprio territorio.

LA POSIZIONE DEI VESCOVI

vescovi sirocattolici da AssadIn un’intervista rilasciata a Il Giornale lo scorso anno mons. Antoine Audo – arcivescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria – ha ricordato gli interessi economici internazionali che gravitano attorno alla guerra in Siria, una guerra dilania il paese da sei anni e che conta già più di 400mila vittime. Mons Audo ha messo in guardia dalla propaganda che i media occidentali portano avanti contro il presidente Assad: «Bisogna fare attenzione, i media occidentali parlano di Siria solo quando attacca l’esercito di Assad. Quando sparano i ribelli non ne parla nessuno. Venerdì scorso i gruppi armati dell’opposizione hanno bombardato una moschea facendo 250 fra morti e feriti. Ne avete sentito parlare?». Due pesi e due misure dunque perché, secondo i media occidentali: «Assad uccide i bambini e i pediatri, mentre i ribelli islamisti sono degli angeli». E’ per questo che – affermava il vescovo gesuita – l’unico modo per porre fine alla guerra è quello di «spazzare via queste milizie» (ribelli ndr) e lasciar governare Assad. Tutto ciò è però impossibile perché l’Arabia Saudita e la Turchia alimentano continuamente le truppe ribelli con soldi, soldati e armi. Solo l’intervento della Russia è stato capace di garantire continuità e stabilità contro gli estremisti. Un’azione che viene dal cielo, afferma senza mezzi termini il vescovo caldeo: «È stato una benedizione: Putin è stato il nostro salvatore contro gli estremisti islamici».

I vescovi locali, contrariamente a quanto cercano le potenze mondiali, scongiurano la fine del governo di Assad, l’unico capace di garantire sicurezza e libertà alla minoranza cristiana.  Un prezioso argine per protegge il paese dalla deriva dell’integralismo jihadista – sponsorizzato, in primo luogo, da sauditi e turchi – grazie anche all’azione sul campo della Russia di Putin. Inoltre il leader di Damasco gode di un ampio consenso tra la popolazione siriana.

I più attivi nel condannare il raid americano sulla Siria sono i vescovi locali, preoccupati che l’eventuale caduta di Bashar el Assad comporti l’automatica cessazione della protezione di cui le comunità cristiane hanno goduto fino a ora, esponendole all’avanzata del fronte sunnita e a tutto quel che potrebbe conseguirne. (Il Foglio)

Il vicario apostolico di Aleppo, il francescano Georges Abou Khazen, ha commentato duramente l’intervento affrettato di Trump: «Perché non è venuta prima una commissione d’inchiesta per sapere cosa è realmente successo a Idlib?». E ancora: «Il presunto attacco chimico è una scusa, come tante che abbiamo già sentito in passato in Libia, in Iraq…»

E’ ancora mons. Audo a parlare dichiarando all’agenzia Fides: “Due giorni fa, il presidente Donald Trump aveva detto che Assad fa parte della soluzione del problema siriano. Adesso fa dichiarazioni per dire il contrario. Ci sono interessi delle forze regionali implicate nella guerra. Conviene sempre tenere conto di questo, soprattutto quando certe cose si ripetono con dinamiche molto simili, e innescano le stesse reazioni e gli stessi effetti già sperimentati in passato”.

Sulla stessa linea mons. Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo: “Perché agire così velocemente? Senza consultare nessuno? Forse Trump non voleva che la Russia ponesse un veto alla sua azione? Così facendo ha aggiunto morti ad altri morti, sei soldati siriani e nove civili del villaggio vicino la base militare colpita dagli Stati Uniti hanno perso la vita”. “Se prima era buio, ora il futuro è ancora peggio. Non sappiamo cosa altro potrà accadere”.

 

Advertisements

Navigazione ad articolo singolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: