Testa•del•Serpente

"Rinunciare a tutto per salvare la testa" • Un blog di Miguel Cuartero Samperi

Dito medio contro il Family Day: dal “saluto romano” al “saluto gaio”


Spesso un gesto vale più di mille parole, lo sanno gli esperti di comunicazione e lo sanno bene soprattutto i manager della tv e i divi dello spettacolo abituati a comunicare tramite immagini e gesti simbolici dal significato implicito o esplicito. E’ per questo che i celebri cantanti rap italiani che rispondono ai nomi artistici (tutt’altro che italiani) di Fedex e J-Ax, hanno offerto un eloquentissimo gesto al pubblico per spiegare la loro posizione sul caso serio delle adozioni di bambini a coppie omosessuali.

Complice la direzione del programma satirico de Le Iene che ha fatto accomodare i due popolari artisti sul banco dei presentatori per lanciare la notizia della decisione del giudice di Firenze di riconoscere l’adozione di due bambini a una coppia gay italiana, la cosiddetta stepchild adoptionEra ora” ha sentenziato il giovane artista interpellato dalla presentatrice. “Noi siamo uomini del 2017, non siamo rimasti indietro nella scala evolutiva come quelli che sono contrari” ha professato il più anziano dei due sommerso dagli applausi guidati del pubblico pagato.

A dimostrazione del loro progresso e della validità delle loro argomentazioni, i due all’unisono hanno alzato al cielo il dito medio specificando che il gesto era dedicato espressamente al “Popolo del Family day“, cioè a quella folla di famiglie e bambini che scese in piazza a giugno del 2015 e a gennaio del 2016 per difendere la famiglia naturale dalle ideologie.

I destinatari del plateale insulto sono tutti coloro che hanno riempito piazza San Giovanni e il Circo Massimo per cercare (inutilmente) di far sentire la loro voce: i papà, le mamme, i bambini, le bambine, i nonni… tutti coloro che con ogni mezzo si sono avvicinati a Roma, da tutta Italia, per partecipare a quella memorabile festa della famiglia. A loro un bel “vaffa” firmato Mediaset, Le Iene, Fedex e J-Ax.

Perchè? Perchè non si sono allineati – o meglio non ci siamo allineati – al pensiero gaio sposato ormai a “reti unificate” dal mondo dello spettacolo (artisti, cantanti, moda), da quello editoriale, dai media (tv, radio, giornali e social networks) dallo sport, dalla politica e dalla magistratura. Un pensiero totalizzante secondo il quale chi la pensa diversamente (cioè come sempre si è creduto, e dunque chi non di “aggiorna” e “adegua”) dev’essere escluso dal dibattito e considerato demente, ottuso retrogrado e miope oscurantista. Chiunque, nel 2017, crede ancora che il matrimonio sia fondato sull’unione naturale tra un uomo e una donna, così come chi crede che i figli (che nascono dall’unione sessuale tra un maschio ed una femmina) hanno il sacrosanto diritto ad avere una mamma che sia femmina ed un papà che sia maschio… chiunque creda ancora a queste favole vada a vanc**o!

Questo è il nocciolo del messaggio, è ciò che hanno cercato di dire a tutti con un semplice gesto, col linguaggio universale, i due celebri rapper idoli delle teen-ager italiane. Un sonoro messaggio di intolleranza, un incitamento all’odio e all’insulto basato sulla discriminazioni contro chi la pensa diversamente.

Così il gesto del dito medio sostituisce quello del “saluto romano” utilizzato ormai solo per folclore come gesto provocatorio e che ha perso – se mai lo abbia avuto – qualsiasi connotazione di insulto personale. Un cambio al vertice della simbologia offensiva che segna un passaggio storico: dal saluto romano a quello gaio utilizzato per zittire gli avversari del regime LGBT.

Colpisce la determinazione e la sicurezza di Fedex che nel servizio andato in onda pochi instanti prima del “gaio saluto” al Family Day, aveva mostrato tutta la sua fragilità piangendo come un bambino inondato dalle troppe emozioni dopo aver subito uno scherzetto dal suo allegro compare (qui per approfondire). Una volta svelato che si trattava di uno scherzo il cantante è crollato psicologicamente mostrando tutto suo lato più tenero, quello del bambino scosso e travolto dalla paura della sconfitta e del fallimento.

Il gesto del dito medio (tradotto nel linguaggio verbale con “vaffanc**o“) mostra dunque il livello intellettuale del dibattito del “popolo del progresso” o “popolo della propaganda omosessualista” nel quale si riconoscono la maggior parte degli artisti del mondo dello spettacolo italiano (ricordate il Festival di Sanremo Arcobaleno?), in una sorta di “comunità” dal pensiero unico. Inutili dunque le disquisizioni a livello morale, filosofico, sociale, pedagogico, psicologico e politico sul riconoscimento di nuove forme di famiglia, sulla possibilità di avere due o tre madri, o non averne nessuna, sulle pratiche di “affitto” dei propri uteri o sulla possibilità che questi vengano affittati per cifre da capogiro a campioni dello sport (Ronaldo, in arrivo due gemellini, forse perché il primo figlio si annoia a vivere da solo dalla nonna) e artisti facoltosi (Elton John, Tiziano Ferro e altri…).

L’associazione Generazione Famiglia, assieme a CitizenGo Italia, ha lanciato una petizione online indirizzata ai vertici della Mediaset affinché si scusi con gli italiani insultati in diretta durante i suoi programmi.

Intanto segnaliamo un’acuta riflessione pubblicata da Enzo Pennetta sul sito Critica Scientifica. L’autore accusa Fedex e J-Ax di “trans-fascismo” ma anche di “cripto-omofobia” perché, difatti, considerano l’invito dalla sodomia un pesante e gustoso insulto. Ma come? Non sono loro i campioni della libertà di farlo come si vuole? Così – quasi senza volerlo – hanno insultato un po’ tutti.

 

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2 pensieri su “Dito medio contro il Family Day: dal “saluto romano” al “saluto gaio”

  1. giuseppe in ha detto:

    il livello cul turale è indubbiamente elevato. Una cosa però non mi quadra: se c’è libertà per tutti di sentirsi uomodonnaomotranslgbtlesboechissaquant’altrocinventiamo, perché io non posso aver la libertà di sentirmi maschioebasta? Son troppo avanti?

  2. Pingback: Dito medio contro il Family Day: dal “saluto romano” al “saluto gaio” – gipoblog

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